Conosco più persone in dieta ipocalorica o in regime di alimentazione controllata che non persone che se ne fregano e mangiano quello che gli va, quando gli va.
Io sono stata a dieta, seguita da una dietologa e ho perso 22 chili.
Quando andai da lei, mi disse esattamente a che peso sarei arrivata. O meglio, a che peso sarei potuta arrivare se avessi seguito le sue indicazioni.
Ai tempi, quello che lei aveva messo come obiettivo mi sembrava un peso eccessivo, io volevo perdere più chili di quelli che diceva lei.
Adesso, con il senno di poi, vi dico che aveva ragione.
Ho perso 22 chili in otto mesi circa, gli ultimi quattro sono stati i più lunghi da perdere, e non ho mai ripreso un etto.
Ho aumentato il metabolismo in modo esponenziale e difatti mangio il mio e anche il vostro, questo non é un segreto.
Ho ridotto notevolmente la massa grassa, a favore della massa magra.
Ho quasi del tutto eliminato la cellulite che però, ad un certo punto, mi é tornata (per cause di forza maggiore che spero non vi riguardino mai). Mi sono rimessa sotto per eliminarla di nuovo e, oggettivamente, se guardo le foto di due mesi fa e quelle di oggi la differenza é notevole.
Non ho mai sofferto la fame (qui per saperne di più).
Ho studiato, mi sono informata, ho chiesto perché io di diete, metabolismo, massa magra e massa grassa non ne sapevo un tubo, ma non posso comunque sostituirmi ad un professionista.
E no, non voglio vendervi niente, ho un'avversione totale per i bibitoni dimagranti e comunque di lavoro faccio altro.
Voglio sfatare miti, spiegare cose (che a me sono state spiegate, eh), rompere le palle.
Quindi ecco, cominciamo con l'elenco delle cose da fare, da non fare se si vuole perdere peso e possibilmente non lo si vuole riprendere:
- Rivolgersi ad un professionista é cosa buona e giusta: per me é stata la prima cosa. Non é una regola, non é obbligatorio, ma é molto utile perché si pensano di sapere tante cose che invece non si sanno e si corre il rischio di fare danni seri. Io ho scelto un medico dietologo perché con i nutrizionisti che avevo contattato prima di trovare lei mi ero trovata malissimo (qui vi fate un'idea del livello di follia con cui mi ero scontrata).
- Pensare che i carboidrati siano il male assoluto é una minchiata: i carboidrati, semplici e complessi, sono necessari per una dieta, considerato che servono per avere energia. Allo stesso modo sono indispensabili i grassi -quelli buoni- che però, per motivi che ancora oggi non riesco a spiegarmi, non sono demonizzati come i carboidrati complessi. Praticamente ho visto più gente temere un piatto di pasta che non la terapia intensiva di un ospedale (ogni riferimento a fatti, cose o persone é puramente casuale). Esistono comunque le diete praticamente prive di carboidrati, tipo la chetogenica, che si fa sotto stretto controllo medico (no, non ve la potete gestire da soli) e per un periodo limitato con un inserimento graduale e controllato, sempre da parte del medico, dei carboidrati. Se togliete a caso i carboidrati per due mesi pensando di perdere dodici chili ogni sette giorni, sappiate che forse effettivamente perderete quei chili, ma poi li riprenderete con gli interessi e, a quel punto, tanto vale lasciare perdere di tutto principio, no?
- Non si demonizza il cibo: una dieta ipocalorica deve essere sostenibile nel tempo. Carboidrati a parte, non si può vivere mangiando per mesi o addirittura anni petto di pollo e insalata. Bisogna mangiare anche un gelato, piuttosto che una fetta di torta o la lasagna: é solo necessario che alimenti non esattamente "puliti" siano inseriti in modo sensato all'interno di un piano alimentare. Se togliete tutte le schifezze -che poi eh, secondo me é più genuina la lasagna di mia suocera che non il petto di tacchino confezionato- arriverà il giorno, neanche dopo troppo tempo, che manderete a fanculo la dieta e mangerete anche il frigorifero. No, non intendo il contenuto, intendo proprio l'elettrodomestico. Vi basta pensare che per i soggetti gravemente allergici come me (qui vi fate un'idea) esiste la desensibilizzazione per cercare di reinserire quegli alimenti che danno gravi reazioni (parliamo di shock anafilattici che portano alla morte, non di calorie che portano grasso, fatevi due conti) perché eliminare alimenti è comunque una cosa innaturale, necessaria solo se si ha un sistema immunitario imbecille (come nel mio caso) e, anche quando é necessaria, non ci si da mai per vinti e si cercano terapie -appunto la desensibilizzazione- per poter reinserire quei cibi. Nel mio caso, la desensibilizzazione é fallita, qualora ve lo stiate chiedendo.
- Il pasto libero non é il demonio: qualsiasi dieta prevede uno o più pasti liberi. Quando chiesi alla mia dietologa come dovevo gestirlo mi disse semplicemente di mangiare quello di cui avevo voglia, senza pensarci e così ho fatto. Uno dei primi pasti liberi che feci fu al Mc Donald's, proprio io che non ho mai avuto la fissa dei fast food, seguito da un maritozzo con la panna grande quanto la mia faccia. Ne avevo voglia e non mi ero fatta tanti problemi. Con il senno do poi, ho imparato che rinunciare a qualsiasi cosa, pure quelle che bene di sicuro non fanno, non va bene. Concedersi lo sfizio, il cosiddetto pasto libero (odio il termine sgarro, che ha un'accezione negativa, quindi non lo userò mai) fa bene al cuore e insegna a gestirsi. Non va visto come un premio anche perché non é che ad ogni chilo perso ti danno una medaglia, ma va inserito all'interno di un piano alimentare in modo intelligente, altrimenti ciao deficit calorico.
- Le diete non si passano da una persona all'altra come le canne: ogni organismo é diverso, ha esigenze diverse. Io stessa non potrei più seguire la prima dieta che mi fece la mia dietologa perché non va più bene. Vi basta sapere che la mia dieta é stata modificata -nelle calorie, nella divisione di macro e micronutrienti, nella gestione dei pasti liberi e via dicendo- ogni quattro settimane circa, che poi sono diventate cinque. Ancora adesso, in base ad esigenze specifiche, viene modificata. La mia dieta, per la cronaca, me l'hanno chiesta decine e decine di persone perché permette di mangiare tutto e ha calorie molto alte, ma ecco: va bene per me, non per voi e io, al massimo, posso darvi il numero di telefono della mia amata dietologa (e no, non prendo percentuali sui pazienti che le mando, se così fosse a quest'ora sarei milionaria).
- Il peso é solo un numero: e attenzione, non dico che non sia importante, ma non é tutto. Dieci anni fa avevo più o meno lo stesso peso che ho oggi, solo che oggi ho due taglie in meno di allora perché ho sostituito la massa grassa con la massa magra. Tre mesi fa avevo quattro chili in meno di oggi e il doppio della cellulite, oltre al fatto che se vedeste due foto a confronto c'è una enorme differenza. È più utile, soprattutto quando si raggiunge il normopeso, misurarsi con un metro da sarta che non pesarsi in modo maniacale e compulsivo, contando i grammi. Tenete a mente che le oscillazioni di peso sono normali, tra pasti liberi, ciclo mestruale per le donne, doms e un milione di altre cose.
- Se non dimagrite mangiando solo una fetta di prosciutto al giorno non é che siete in stallo, é che qualcosa non va: la storia insegna che quando non si mangia -e non si mangia davvero- si perde peso eccome, per altro in un modo assolutamente non sano. Se si mangia a pranzo una fetta di prosciutto e un pomodoro in ventidue litri di olio, non dimagrite perché l'olio é una delle cose più caloriche del mondo (ma va mangiato, é uno dei migliori grassi esistenti) e no, se non lo conteggiate non vuole dire che non esiste. Se mangiate ogni giorno una fetta di prosciutto e un pomodoro e il week-end mangiate come se non esistesse un domani, compreso il vicino di casa, i suoi figli e pure il suo cane non va bene. Bisogna mantenere il deficit calorico, che é soggettivo e non é giornaliero, il corpo ragiona sul lungo periodo e non sa che a mezzanotte é un nuovo giorno, oltre al fatto che cose che pensate che non abbiano calorie in realtà le hanno eccome (vedi olio, conosco tantissime persone che se lo bevono al posto dell'acqua e poi non si spiegano i 97 chili di sovrappeso). In ogni caso, ecco perché un professionista -soprattutto all'inizio- é cosa buona e giusta.
- Per dimagrire non serve solo la palestra: per dimagrire serve il deficit calorico, non bisogna stare sotto al metabolismo basale, ma nemmeno sopra il fabbisogno. Aggiungere l'attività fisica aiuta ad aumentare il fabbisogno e tenete comunque a mente che un chilo di muscolo occupa meno spazio di un chilo di grasso e il muscolo si crea in palestra, non sul divano. Camminare, salire e scendere le scale a piedi sono inoltre un di più. In ogni caso, io la palestra la consiglio perché a me piace e anche tanto, ma non ritengo necessario demonizzare chi schifa ogni tipo di attività fisica, non siamo tutti uguali, non a tutti piacciono le stesse cose e non tutti abbiamo le stesse capacità (tipo io se mi metto a fare zumba mi slogo sicuramente una caviglia entro i primi sette minuti, ma riesco a maneggiare un bilanciere senza problemi).
- Imparare a conoscere i propri limiti: se decidete di iscrivervi in palestra, sappiate che tutti abbiamo dei limiti, che possono essere superati, ma per i quali serve tempo. Io stessa, praticamente ieri, in palestra mi sono spaccata (qui per saperne di più) perché non ho dato retta al mio corpo e ne ho pagato le conseguenze. Ho ripreso ad allenarmi come si deve la scorsa settimana e tra cinque chili in più e cinque in meno sul bilanciere, continuo a sceglierne cinque in meno perché non voglio farmi male. Qualche giorno fa, l'istruttore in palestra ha detto che non gli era mai capitato di avere davanti solo persone che eseguivano correttamente un determinato esercizio: gli abbiamo fatto notare che in pieno Agosto in palestra ci sono solo quelli che ce l'hanno come missione di vita, gli altri arrivano a Settembre e lì si inizierà a vedere gente farsi male e poi abbandonare perché un corpo non allenato non può fare quello che fa un corpo allenato e, vi dirò di più, per quanto uno sia allenato ci vogliono mesi e mesi per riuscire a fare determinate cose. Io, per fare una verticale, ci ho messo anni quindi figuriamoci, e comunque ho ancora un po' paura e la faccio solo se c'è qualcuno accanto a me.
- La fretta non serve: mi sono iscritta in palestra tre anni fa, mi sono messa a dieta due anni e mezzo fa circa, solo adesso ho iniziato a lavorare sulla massa muscolare e ho una strada talmente lunga da percorrere che non vedo la fine (e, onestamente, non credo neanche che ci sia la fine). A me interessava si perdere peso, ma mi interessava soprattutto non riprenderlo e per tantissimo tempo mi sono concentrata su quello.
- Proteine, aminoacidi e simili: da non confondere con gli inutili bibitoni dimagranti che non servono. Le proteine (sotto forma di polvere, pudding, creme, barrette e chi più ne ha più ne metta) servono se ne avete bisogno, se non raggiungete la quota proteica giornaliera, utilissime dopo l'allenamento, ma non si prendono perché fa figo. Se ve lo state chiedendo si, io integro le proteine: non sempre, dipende da un sacco di cose. E, sempre se ve lo state chiedendo, ho valutato -e sto valutando- gli aminoacidi essenziali. In entrambi i casi non ho fatto e non farò mai di testa mia perché io di lavoro faccio palinsesti e non altro, ve l'ho detto. Esiste anche dell'altro, ma ecco: di steroidi e anabolizzanti dubito ve ne parlerò mai perché sono profondamente contraria.
Per il resto, sappiate che: io non sono un medico, né un'agonista.
Questo post nasce dalla marea di stronzate che leggo e sento ogni giorno su dieta, palestra e stile di vita sano. Ieri, poi, una tizia mi ha detto che per perdere peso bisogna mangiare carote, uova e petto di pollo e che il gelato é il male. La sera, difatti, ho mangiato il gelato al caramello al burro salato e stamattina non solo non avevo preso un grammo, ma non penso di avere mai avuto la pancia più piatta di così.
Quello che ho imparato, l'ho imparato sulla mia pelle, chiedendo, informandomi, sbattendoci la testa.
Oggi ho il corpo per cui due anni fa avrei firmato con il sangue, ma che ovviamente non mi basta più perché quando vedi cambiamenti giorno dopo giorno, non riesci a smettere. E va bene così, se lo si fa in modo sano e sensato.
Ho comunque imparato soprattutto ad amarmi, anche se ho ancora della ciccia sui fianchi e anche se un giorno ho gli addominali in bella vista e il giorno dopo, al posto degli addominali, ho il gelato che ho mangiato nel 1996 per festeggiare la fine della scuola elementare. A proposito di diete, di amarsi e amenità simili, leggete questo che é un post che mi piace.
Le foto pre e post allenamenti, con la faccia da smorfiosa le pubblico sulle storie Instagram (mi trovate qui), idem le foto di quello che mangio, quindi -se volete- le trovate lì.











