domenica 2 settembre 2018

Palermo: allergici in viaggio

Palermo, interno notte, rosticceria.
"Scusi, con che olio friggete?"
"Ma quale olio signora, friggiamo con lo strutto"
"Benissimo, grazie, allora mi dia tutto".
"Amore ma lo strutto non è un po' pesante?"
"Sempre meglio dell'olio di arachidi, non pensi?"
"In effetti..."

Mi piace mangiare e tanto anche.
Se devo scegliere una cucina che amo più di ogni altra cosa, scelgo quella della mia città natale a costo di sembrare di parte.

Quando ho scoperto di essere allergica, Palermo -dove all'epoca vivevo- non era pronta così come probabilmente non era pronto nessun altro posto: erano tempi in cui di allergie si parlava pochissimo, qualcuno conosceva la celiachia (che non è un'allergia, eh, tenetelo a mente), ma per il resto zero proprio.

Era l'estate del 2007 quando, tornando dal mare con mia madre, ci eravamo fermate a prendere un gelato, la barista aveva mentito sugli ingredienti pur di vendere un cono e io ero finita in ospedale con il labbro che mi arrivava alle ginocchia. Ai tempi non esisteva neanche la normativa sull'etichettatura dei cibi che obbligava ad evidenziare gli allergeni.
Era l'estate del 2017, appena un anno fa, quando un barista faceva casino con una paletta per il gelato e mi mandava per direttissima nel vicino ospedale (lo avevo raccontato qui).
È tutta la vita da allergica che sento minimizzare il problema, che quando chiedo qualcuno ride, che la gente dice che gli allergici devono stare a casa loro (qui trovate il mio sfogo), che dico di essere allergica e mi chiedono a cosa sono intollerante. Succede ovunque, succede sempre e comunque, ma io -testarda come un mulo- non mi sono mai arresa nel pretendere una vita (quasi) normale: non ho mai smesso di uscire, di viaggiare, di mangiare (no, non le cose a cui sono allergica ovviamente).
Sono peggiorata, gli alimenti da associare alla parola morte sono aumentati, ma io ho continuato imperterrita a pretendere questa normalità.
L'ho fatto con gentilezza, spiegando a tutti qual 'è il problema, prendendo un milione di accorgimenti e chiedendo in bar, ristoranti, gelaterie tutto quello che mi serviva sapere per capire se potevo o meno mangiare qualcosa.
Ho sviluppato un sistema di indagine di una precisione pazzesca, con domande mirate che altro che gli interrogatori ai criminali.
Una delle domande preferite è "con che olio friggete?" e ho stabilito che non dico subito qual 'è l'olio che non ci deve essere perché, sai mai, potrei influenzare la risposta, ma di domande ce ne sono tantissime. Poi osservo e tanto anche, a volte dico di si, altre volte scuoto la testa perché non mi fido e ce ne andiamo.

Dicevo: vent'anni fa Palermo non era pronta e non era la sola.
Questo non essere pronta è durato una vita o almeno a me quello è sembrato.
Poi quest'anno la svolta.

Sono entrata nella gelateria dove l'anno scorso mi avevano quasi uccisa, nessun altro forse lo avrebbe fatto e ho notato subito che hanno migliorato le cose per evitare episodi come quello che è accaduto a me. Sono più attenti, più precisi e di me, per inciso, si ricordavano.
"State attenti alla signorina, qualcuno si dedichi solo a lei".

Ho mangiato fuori spesso e volentieri e quando ho fatto qualche domanda senza inizialmente dire perché (ve l'ho detto, non voglio influenzare le risposte in un primo momento) tutti -e quando dico tutti intendo tutti- mi hanno anticipato: "Signora, è allergica, vero?"
Non mi hanno chiesto se fossi intollerante, mi hanno chiesto se fossi allergica che a voi sembrerà una piccolezza, ma non lo è.
Mi hanno, ancora prima che lo chiedessi, mostrato, spiegato, fatto vedere.
Sono stati tutti onesti, hanno controllato, ricontrollato, controllato ancora una volta.
Qualcuno che mi ha sentito chiedere ha aggiunto che le allergie sono pericolose, che le conosceva perché aveva letto qualcosa al riguardo o che conosceva un allergico. 
Quando ho chiesto qualche accorgimento particolare, in realtà lo avevano già previsto loro.
È successo ovunque, sempre e comunque.
Non avevo mai avuto la sensazione di sentirmi così sicura, così capita, così uguale a tutti gli altri clienti di un ristorante. 
Che poi, diciamo la verità: se io avessi un ristorante e arrivasse una cliente come me sarei disperata. Lo dico davvero, eh. Una che non mangia un tubo, che fa tutte quelle domande, che però ama il cibo e mangia come un bue non sarebbe il mio cliente ideale.
Sarò impopolare, ma avere a che fare con una -come me- che è un dito al c**o simile quando deve mangiare è una cosa che mi risparmierei volentieri. Cioè, quando devo fare la spesa o cucinare o andare a cena da qualcuno mi sto sulle palle da sola, figuriamoci agli altri.

Sono andata al mercato con mia mamma e abbiamo trovato gente attenta e disponibile.
Ho passato quasi un'ora a parlare di allergie dal fruttivendolo: io caso umano, lui allergico alle nocciole, siamo tornati a casa pieni di frutta e verdura.

Ho trovato commovente che, in un mondo in cui ancora si chiama frutta secca la frutta a guscio e si pensa che le arachidi facciano parte della categoria, ci fosse chi da il nome giusto alle cose.
Ho anche trovato commovente nella patria di mandorle e pistacchi ci fossero comunque milioni di dolci che aspettavano solo di essere mangiati da me (senza mandorle e pistacchi ovviamente).


Ho visto mia zia dire fiera, in occasione di una cena a casa sua, che non c'erano determinate cose in casa perché sua nipote è allergica. 
E ho visto, per la prima volta in tanti anni, i miei genitori e il marito guardarmi mangiare sereni. E, in effetti, quest'anno non ci sono stati intoppi.

Qualsiasi cosa sia successa, sapere che tanti sanno e capiscono per me è un traguardo enorme.
Che questo traguardo lo abbia raggiunto la mia città mi riempie il cuore d'orgoglio.


Se vi interessa avere qualche dritta per viaggiare con le allergie alimentare cliccate qui.

24 commenti:

  1. Cara Gilda, conosco un po la Sicilia, e so quanto bravi siete con i dolci io che amo molto i dolci
    vedere la foto mi sono sentito l'acquolina in bocca.
    Ciao e buona domenica con un forte abbraccio e un sorriso;:-)
    Tomaso

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    1. I dolci siciliani sono imbattibili in effetti!

      Un abbraccio!

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  2. Però con tutta la buona volontà credo sia ahimè facile cadere in una disavventura

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    1. Assolutamente si, può succedere ed è un rischio che si mette in conto, ma sicuramente tutta questa attenzione diminuisce la possibilità di incidenti!

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  3. Finalmente un post che da speranza. anche se credo la strada sia lunga. Qui da me al gelato da gelateria dovresti rinunciare. Da che ti leggo faccio caso ad alcune cose e in effetti vengono i brividi

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    1. Il gelato in gelateria è uno dei problemi più grandi. Prima di chiedere, io do sempre un'occhiata alle vaschette per vedere se sono "pulite": in tantissimi casi sono talmente contaminate che sinceramente mi darebbe fastidio anche se non fossi allergica perchè se chiedo cioccolato non voglio cioccolato misto a fragola, limone, pistacchio e nocciola.
      Però ho delle gelaterie di fiducia e ne ho trovate diverse molto attente. Certo, la scelta è limitata, ma va bene così :)

      Ps. Se una persona non direttamente coinvolta ha imparato a fare caso a queste cose vuol dire che di speranza ce n'è ancora,grazie 😍

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  4. Buongiorno Gilda,
    posso rivolgerti alcune domande?
    Qualora volessi invitare a cena a casa mia una persona allergica, potrei decontaminare l'ambiente? Sarebbe possibile?
    Come dovrei comportarmi con pentole, piatti, bicchieri, portafrutta?
    Grazie per la tua disponibilità.

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    1. Dipende Katia :)
      Mi spiego: per me ad esempio il problema principale sono le pesche che di norma stanno in frigo, questo significa che chi mi invita deve prima eliminare completamente le pesche dall'ambiente, poi pulire a fondo il frigo, poi riempirlo di cibo (le spore potrebbero essere ovunque) e solo allora cucinare qualcosa per me. Per altri allergeni è sufficiente che non siano entrati in contatto diretto, quindi magari se hai un cespo di lattuga in frigo è importante che sia stato conservato a parte e non abbia toccato il cibo che io poi dovrò mangiare. Ovviamente gli esempi sono infiniti, almeno nel mio caso.

      Per quanto riguarda pentole e affini di solito è sufficiente un lavaggio in lavastoviglie ad alte temperature o a mano molto accurato, però ecco: ad esempio una mia cara amica ha una spugna che utilizza solo per lavare le cose che usa per cucinare per me.
      Inoltre, per esempio mia mamma, mia suocera e in generale le persone che ho più vicine hanno pentole a parte per cucinare determinati alimenti (vedi piselli) che non utilizzano assolutamente per cuocere qualcosa per me.

      In generale credo che se non si è abituati cucinare per un allergico sia una cosa molto complicata, posso dirti senza vergogna che io farei molta fatica a cucinare per un allergico alle proteine del latte perché in casa mia gli alimenti a base di latte sono sempre stati molto presenti e non potrei escludere davvero la contaminazione.

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  5. Grazie per la risposta "concentrata" ad una domanda così vasta!
    Ma scusami... cos'è che vola, che si stacca da un alimento che causa allergie? Qualcosa che si trova sulla buccia o che proviene dalla polpa?
    Magari dalle pesche immagino qualcosa veicolato dalla peluria, ma dai pomodori (che mi sembrano così lisci e ... inoffensivi)?
    Ti ringrazio per la tua pazienza, e spero di non abusarne, e spero che le domande non siano banaoi o, peggio, stupide.
    :*

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    1. Non stai abusando affatto della mia pazienza, anzi: se posso dare una mano sull'argomento allergie lo faccio più che volentieri.

      Nel caso delle pesche, la buccia contiene delle spore che arrivano ovunque, ma -per dire- a me da fastidio anche a livello inalatorio, quindi puoi immaginare quanto sia complicato.
      Non essendo allergica ai pomodori non sono proprio espertissima sull'alimento specifico, ma posso dirti che tenere un cibo sopra un altro (esempio banale: prendi una bistecca e mettila sopra delle foglie di lattuga) le contamina. Nel caso degli alimenti cucinati ovviamente è ancora peggio.
      Anche a me sembrava una cosa esagerata, ma purtroppo è vero che si contaminano e causano reazioni, come cavolo accada -per molti alimenti- non ne ho sinceramente idea :)

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  6. Ti ringrazio per le spiegazioni.
    :)

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  7. Meno male che le cose stanno un po' cambiando...comunque, io a ottobre vado in Sicilia, per fortuna non ho allergie e mangerò qualsiasi cosa! Cosa mi suggerisci? P.s.:vado a Catania, Palermo e Siracusa e non voglio assaggiare solo cannoli e arancini!

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    1. A Palermo semmai arancine 😁😁😁😁
      Comunque, io mangerei panelle e crocchè, milza e stigghiola se ti piacciono le interiora, pezzi di rosticceria (io ho sempre amato crostini e barchette), sfincione, cassatelle fritte, cassata classica e al forno...e niente, mi è venuta fame!

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  8. Bello vedere che le cose migliorano! Un segnale positivo che ho colto è che ora certe compagnie aeree permettono di segnare le allergie e mi è successo che bannassero le arachidi su un volo per far viaggiare una persona allergica... finalmente un po' di attenzione...

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    1. Non funziona ancora per tutte le compagnie, ma si: possiamo segnalarlo e prendono precauzioni.

      Piano piano andrà sempre meglio!

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  9. Mi pare giusto e sacrosanto che tu abbia preso tutto. Vista la mancanza di alimenti per te nocivi, direi che accettare meno di "tutto" sarebbe stato inconcepibile e ingiusto! xD

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  10. Ciao,
    proprio ieri ho vissuto un fatto - per me - alquanto insolito.
    Al banco salumi del supermercato ho preso mortadella con i pistacchi; quando mi sono allontanata ho sentito la ragazza dopo di me chiedere prosciutto tagliato in un'altra affettatrice, a causa delle sue allergie.
    Non avevo mai pensato a questo tipo di contaminazioni, non soffrendo di allergie... Tu che ne dici?

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    1. Io ormai non prendo praticamente mai affettati al banco salumi proprio per i pistacchi della mortadella. Se c'è poca confusione allora chiedo di pulire in modo accurato l'affettatrice o di usarne una non contaminata se ce l'hanno, ma diciamo che nel 90% la scelta ricade nei salumi già confezionati in cui gli ingredienti riportati in etichetta non menzionano contaminazioni pericolose.
      Sono tanti gli accorgimenti che bisogna prendere, ma giustamente chi non è abituato a convivere con le allergie non ci pensa :)

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  11. A Pisa, dopo che recentemente è morta una ragazza per shock anafilattico, in una pizzeria mi hanno chiesto molto prudentemente: ma lei è allergica alle proteine del latte o solo intollerante? Altrimenti effettuiamo una procedura a parte per fare la pizza! Sono rimasta sbalordita, chiaramente in modo positivo..addirittura si inizia a capire la differenza tra allergia e semplice intolleranza! Forse qualche speranza c'è 😊

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    1. Sicuramente la morte di quella ragazza da questo punto di vista non è stata affatto vana.
      Io devo dire che ho trovato spesso attenzione al problema, così come spesso ho trovato completi imbecilli che sottovalutavano parecchio la cosa.
      Di sicuro rispetto a vent'anni fa si sta meglio!

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