mercoledì 19 agosto 2026

Gravidanza, cambiamenti del corpo e disturbi alimentari

In gravidanza il corpo di una donna subisce dei cambiamenti pazzeschi.
Questa é una delle cose più ovvie, più naturali, più logiche, più qualsiasi altra cosa di analogo.
Alcuni di questi cambiamenti sono molto visibili, altri meno. E anche questo é ovvio, naturale, ecc ecc.

Quello che non sempre si dice é che questi stravolgimenti possono impattare in modo pazzesco sulla donna e no, non basta dirle che sta portando a compimento il miracolo della vita, anche perché -non so voi- io non sono rimasta incinta per nessun miracolo, ma banalmente avendo un rapporto sessuale in cui, alla fine, ovulo e spermatozoo si sono incontrati e amati. Biologia quindi, non miracolo.

Facciamo un passo indietro: negli ultimi dieci anni ho trattato il mio corpo come un tempio sacro o almeno così ho sempre pensato.
Allenamenti giornalieri (per carità mirati alla performance sportiva, ma che comunque ovviamente hanno effetto anche sul corpo), alimentazione super sana gestita da un nutrizionista sportivo, conteggio dei macro, gestione dell'integrazione, no quello, no quell'altro e via dicendo.
Come spesso accade, ad un certo punto, mi sono trovata intrappolata nel mondo dei disturbi alimentari, che hanno avuto sicuramente origine lontano nel tempo, ma che io ho alimentato -ovviamente in modo inconsapevole- con un rigore mentale pazzesco su cibo e allenamento.
Entravo nei negozi per comprare dei jeans e chiedevo una 44, ogni tanto una 42, salvo poi comprare una 40; vedevo grasso accumulato sulle cosce nonostante la percentuale di massa grassa non superasse mai il 15% a dire tanto (la soglia del grasso essenziale per una donna é orientativamente intorno al 12%):; guardavo con terrore la pizza bianca unta che ogni giorno circolava al lavoro e potrei andare avanti per ore.
Finché un giorno, ho capito di avere un problema e mi sono rivolta ad un centro -sanità pubblica, ci tengo a precisarlo- che cura i disturbi del comportamento alimentare, ho avuto una diagnosi e ho iniziato un percorso.
La prima cosa che hanno fatto é stata sequestrare la bilancia di casa mia, anche perché ero arrivata a pesarmi anche dieci volte al giorno. La seconda cosa é stata cercare di ingrassarmi facendomi mangiare senza misurare al grammo le quantità, ma andando ad occhio secondo delle indicazioni precise.
Ed effettivamente stavano riuscendo nell'intento di aggiustare il mio corpo e la mia testa.
E poi sono rimasta incinta.
Sono, credo, una delle pochissime donne, che non ha idea di quale fosse esattamente il peso di partenza prima di rimanere incinta, ma che ha solo un'idea indicativa e su quella ci siamo basati.
Non avevamo considerato quello che sarebbe potuto succedere alla mia testa, né avevamo considerato che sarebbe stato difficilissimo interagire con il prossimo -che fosse un medico o un'amica- in una situazione simile, né avevamo considerato che sarei stata sfigata su alcune cose.
Mi hanno tolto l'allenamento, cosa che oggi dico essere stata fondamentale per mia figlia, ma ovviamente ne ho fatto una tragedia sia perché non conosco una vita senza allenamento, sia perché ovviamente ho pensato subito che sarei diventata enorme. La mia soluzione, lì per lì, é stata quella più sbagliata in assoluto -oggi so anche questo- ovvero smettere di mangiare. Una dieta ipocalorica drastica che forse quelle calorie non soddisferebbero manco un bambino di sei anni e una frustrazione pazzesca che mi ha portato ad attacchi bulimici incontrollati che non sono stata capace di gestire -come é normale che sia- né durante né dopo, finché una sera ho visto un film, su Netflix, che si chiama Fino all'osso, in cui una delle ragazze é incinta. Non vi dirò che succede, ma posso dire che mi sono spaventata tantissimo.
Nel frattempo chili di progesterone e di cortisone per gestire le reazioni allergiche dovute al progesterone sbagliato mi hanno regalato in tre mesi dieci chili. I dieci chili erano comunque forse la cosa più gestibile, il gonfiore e la ritenzione idrica pazzesca no. Vedere le mie gambe allenate e toniche diventare una riserva d'acqua in grado di dissetare l'intera popolazione di un paese a vostra scelta é stato straziante.  Così come per me é stato tremendo vedere il mio seno, piccolo e sodo, trasformarsi e passare da una prima ad una quinta. Così, di botto, senza senso. Io ne ho fatto una malattia.
Intanto, qualche sedicente amica a cui avevo detto come mi sentivo si é sentita in dovere di fare presente che ero grassa, che non andava bene. Proprio l'aiuto di cui avevo bisogno.
Ho sentito gente -anche estranea- chiedermi se mi ero sfondata di pizza bianca durante i primi mesi di gravidanza perché si sa, le donne incinte hanno tutte voglia di pizza bianca e si sfondano di untezza e grassi saturi ogni sette minuti. L'unica voglia che ho avuto in questi mesi é stata di acqua Nepi. Io volevo tanta acqua Nepi, avrei ingerito solo quella se fosse stato possibile e meno male che vivo a Roma perché se vivessi in un posto dove l'acqua Nepi non si trova non so come avrei fatto.
Quello che non ho visto in quei primi mesi é che fino alla fine del quinto mese, forse anche sesto, io ho continuato ad usare i miei jeans skinny e le mie minigonne che ecco, forse non mi venivano più enormi.
Ero più morbida, ovvio che ero più morbida, ma forse non ero così tremenda come pensavo.
Oggi riguardo le foto dei primi sei mesi e, a parte una pancetta da birra -e a me la birra non piace- non vedo grandi tragedie.


Un giorno sono andata a fare il controllo semestrale al Centro Tumori e l'oncologa mi ha detto che avevo la pancia grassa. Non che ero grassa, ma che avevo la pancia grassa.
Io l'ho guardata con gli occhi sbarrati e le ho detto "Ma sono incinta di sei mesi e mezzo".
Non si era resa conto che la mia era una pancia da gravidanza e si, si é scusata, ma io ne sono uscita traumatizzata, tanto più che -per salvare capre e cavoli- ha detto che effettivamente si, si vedeva che ero incinta dal melasma. E mò che caz*o è il melasma? Che va bene che siamo a dermatologia oncologica, ma io non lo avevo mai sentito nominare.
Lì mi sono accorta che il problema non erano solo la ritenzione pazzesca e il cul*ne e nemmeno le tettone. E men che mai era il fatto che non avessi più la mia amata tartaruga. Il problema era anche che il mio viso aveva delle macchie, normali in gravidanza a quanto pare, e soprattutto che il mio viso non era più il mio viso. Era diverso, non riuscivo più a riconoscermi.
Poi mi hanno fatto notare che, in generale, ci sono un sacco di altri piccoli cambiamenti, a cui io -fissata con alcune cose, ma meno attenta su altre- non avevo fatto caso: le aureole e i capezzoli più scuri, dei piccoli ciccettini di grasso sul seno che oggi ci sono e domani spariscono, altre zone del corpo che a quanto pare si scuriscono (ma che ormai non mi vedo più da sola, quindi tengo il dubbio).

Il mio corpo non é più il mio corpo. Il mio corpo, a questo punto, é la casa di mia figlia, quella casa dove -nonostante tutte le problematiche- sono riuscita a tenerla al sicuro fino ad oggi e dove spero di tenerla al sicuro almeno per un altro mese. 
Io, in questi mesi, mi sono presa cura del mio corpo come ho sempre fatto, cambiando solo il modo per cause di forza maggiore: mi hanno tolto la palestra e io sono andata a nuotare, ho fatto persino il corso di nuoto (si, so nuotare, semplicemente mi annoiavo a fare nuoto libero) sotto stretto controllo medico e ho smesso solo quando, all'alba del settimo mese, mi hanno detto che se smettevo provavano a togliermi il progesterone. Ho fatto camminate lunghissime, finché il caldo torrido e il pancione me lo hanno permesso.
Ho messo la protezione solare anche in inverno per evitare le macchie, ho usato creme apposite per curarle, mi sono spalmata di olio di cocco e creme per le smagliature, per la ritenzione idrica e la cellulite formulate apposta per la gravidanza, ho fatto massaggi drenanti appositi per la gravidanza, ho fatto esercizi per il pavimento pelvico.
Continuo ad andare in piscina, anche se ho dovuto ridimensionare le nuotate, ma faccio esercizi in acqua adatti per la ritenzione in gravidanza.

Io mi sono scontrata con medici che mi hanno detto che non mangiavo abbastanza, che dovevo mangiare, che dovevo nutrirmi, che dovevo aumentare le proteine. Ho avuto l'integrazione per aggiustare i valori.
Poi mi sono scontrata con l'insulino resistenza insorta in gravidanza, che però per fortuna non é diabete gestazionale (e io ho fatto non una, ma ben due curve glicemiche, quindi di questo abbiamo certezza) quindi non mangiare i carboidrati che però io già praticamente non mangiavo perché materialmente ad un certo punto mi é passata la voglia, e allora il problema é diventata la frutta.  Io sono stata rimproverata, in modo per altro molto duro, perché sicuramente mi sfondavo di frutta. Ci sono rimasta male, sono andata nel pallone e, per giorni, ho smesso di nuovo di mangiare. Tuttavia, io non mangio frutta perché sono allergica alla frutta. Si, praticamente tutta la frutta e no, non posso sfondarmi di frutta estiva perché morirei (qui per saperne di più). Questo episodio, questo rimprovero che é stato anche abbastanza umiliante per le modalità, soprattutto perché era basato su qualcosa di completamente falso e no, non sono stata creduta.
Il problema? Oh no, non il peso, io dal sesto mese ad oggi ho preso forse un paio di chili. Banalmente, dopo mesi e mesi di pressione bassissima, mi hanno misurato la pressione ed era leggermente più alta del solito. Non alta in modo disumano, non avevo e non ho mai avuto le caviglie gonfie che spesso in gravidanza indicano qualcosa di più serio, ma solo la pressione leggermente più alta del solito. Solo quello. E praticamente mi sono sentita dare dell'ingorda che si sfonda di cibo, che ingrasserà minimo dieci chili da qui al parto e andrà incontro a conseguenze inenarrabili, più o meno due giorni dopo che in pronto soccorso mi avevano detto che era importante che mangiassi perché digiunare -in questo caso causa caldo, non per altro- non era cosa buona e giusta.

Qualche ragazza conosciuta in ospedale e simili, parlando, mi aveva detto che aveva incontrato medici che avevano fatto terrorismo psicologico sul peso in gravidanza, sul cibo, ecc. A me, fatta eccezione per questo episodio, non é successo. 
Ho conosciuto molte donne che mi hanno raccontato di avere preso almeno trenta chili in gravidanza, così come ne ho conosciute che mi hanno detto di avere preso dieci chili. Tutte mi hanno detto di essere tornate al peso iniziale, la maggior parte senza avere fatto nulla.
Ho conosciuto donne che partivano da una condizione di forte sovrappeso o obesità che in gravidanza sono dimagrite, ho scoperto poi che é abbastanza normale e che é più facile che una donna obesa perda peso in gravidanza che non che lo prenda.
Ho conosciuto donne che in gravidanza hanno mangiato per cinque e hanno solo la pancia e altre che hanno mangiato poco ma hanno preso peso. Non ho conosciuto ancora nessuna che é stata massacrata con progesterone e cortisone insieme, quindi se ci siete vi prego fatevi avanti.

Il mio modo di essere mi porta a pensare che il rigore alimentare sia fondamentale per sopravvivere. E lo dico da sportiva e da bulimica
Da donna incinta, che oggi guarda le proprie foto e si impressiona a vedere le proprie foto di un anno con si tanti muscoli, ma anche troppe ossa sporgenti, dico che la questione cambiamento del corpo in gravidanza é assolutamente sottovalutata. 
La pressione psicologica a cui viene sottoposta una donna incinta da medici, ma anche da gente normale che si ha intorno, é pazzesca. Io mi sono confusa a furia di sentirmi dire a volte di non mangiare, altre volte di mangiare. Ancora oggi non so mica cosa é giusto.
E se é vero che nel mio caso, venivo da una condizione già di per se impegnativa che non é di certo guarita con la gravidanza, è vero pure che questa pressione può destabilizzare chiunque. 
Alcuni disturbi alimentari, tipo la pregoressia, possono insorgere direttamente in gravidanza, anche in donne che non avevano mai manifestato problemi prima (cercatevi gli studi al riguardo, sono molto interessanti) e, in teoria, quando succede, ci dovrebbe essere una grande collaborazione tra medico, ginecologo, paziente ed eventualmente psicoterapeuta. Non so se tutti i medici siano in grado di fare una cosa del genere e lo dico con rammarico.

Io non sono guarita, io dovrò riprendere un percorso non appena avrò partorito e forse ci vorranno anni affinché io guarisca, ammesso succeda. Non sono l'unica al mondo ad avere di questi problemi e, in ogni caso, non solo chi ha una diagnosi soffre nel vedere il corpo che cambia in gravidanza che non significa essere meno madri, meno qualsiasi altra cosa. Significa essere umani a avere paure e debolezze.
Io però sono migliorata e di questo vado molto fiera.
Durante la gravidanza sono andata a cena fuori (poi vabbè, non ho mai digerito niente di quello che ho mangiato, ma questo pare sia normale), ho mangiato gelato a cena invece di un pasto bilanciato contando i macro al centesimo, che sono cose che a molti sembreranno ovvie, per me sono state un grande enorme traguardo. 
Dopo mesi in cui ho avuto serie difficoltà ad accettare la mia immagine allo specchio ho ceduto a fare delle foto -molto belle- con il pancione, che finalmente é apparso.
Non so se rivoglio il mio corpo di prima. Voglio un corpo sano, tonico, voglio andare in palestra, voglio mangiare bene, ma voglio anche non essere più troppo magra. 
Vorrei che si imparasse a gestire con rispetto il corpo di una donna incinta che cambia, che non si facessero pressioni psicologiche che a volte possono sfociare nella violenza psicologica, che si facesse più attenzione al problema -non solo diffusissimo, ma anche in crescita- dei disturbi alimentari e che si ponesse un filo di attenzione in più in chi soffre di dca e rimane incinta. Tutto qua.


Nb. Il centro che mi ha seguito si chiama La Casa di Alice che é della Asl Roma 3. Realtà analoghe esistono in altre Asl a Roma, non sono ferrata su altre città.
Oggi sto seguendo, insieme al mio compagno, un percorso perigenitoriale per chi ha delle difficoltà -e i dca, ma non solo, lo sono- al Policlinico Umberto I di Roma. Ad accorgersi che ritrovarmi incinta con un percorso presso un centro disturbi alimentari lasciato a metà per cause di forza maggiore potesse essere un problema, é stato il consultorio della Asl Roma 3 Colle Massimo, un'eccellenza in cui si da molta importanza alla donna incinta in primis, ma anche ai papà e, ovviamente, alla nuova famiglia che nasce.
Esistono un sacco di belle cose per aiutare chi ha dei problemi, forse non sempre sono pubblicizzate a dovere, ma esistono.

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domenica 16 agosto 2026

Lista nascita e regali per il nascituro: cosa si, cosa no

Ricordo perfettamente dov'ero, cosa stavo facendo e cosa indossavo (un meraviglioso pellicciotto leopardato taglia XS comprato a Lisbona che ho messo quella volta e mai più) quando ci hanno detto che dovevamo fare la lista nascita.
Noi ci siamo guardati e abbiamo chiesto cosa fosse e a cosa servisse che, va bene che ci potevamo arrivare, ma volevamo la certezza di avere capito bene.
Sono passati più o meno tre mesi da quel giorno al momento in cui ci siamo decisi a farla e siamo effettivamente andati a fare sta benedetta lista nascita, scegliendo il posto in cui farla sulla base dell'unico negozio di cose per bambini che avesse tutto che conoscevamo.
Ovviamente, non avevamo la più pallida idea di cosa ci potesse effettivamente servire, tuttavia sconsiglio assolutamente di ascoltare pareri e consigli -non richiesti, ci mancherebbe- sulla questione.
Andate a sentimento, a gusto, magari sentite cosa vi dice il commesso che vi segue durante la creazione della lista nascita, che nel nostro caso era un giovanotto tatuato che avrà avuto ventidue anni a dire tanto e che probabilmente non ha mai nemmeno tenuto in braccio un bambino.


Ora: a questo argomento, a questo post, tengo particolarmente perché l'argomento regali e lista nascita é uno di quelli su cui la gente si scatena di più.
La lista nascita é oggettivamente utile. Per noi quanto meno lo é stata, anche se -ad oggi- non l'abbiamo condivisa praticamente con nessuno, se non con quei pochi che ci avevano consigliato o chiesto di farla.
È utile perché la potete usare come promemoria di quello che vi serve, potete cambiarla, potete aggiungere o togliere cose man mano che vi rendete conto di cosa avete bisogno o cosa no e, se come noi, avete tante persone lontane che però ci tengono a farvi un regalo la questione é molto molto facilitata.
Ad un certo punto, io ne ho fatta una seconda con alcune cose che ci servivano, da cui ho attinto solo io, usando all'occorrenza la carta di credito mia, sua, familiare o della nonna, man mano che mi accorgevo di cosa mi serviva con più o meno urgenza.
No, non ho atteso che mi regalassero body e copertine da portare in ospedale, quelle le abbiamo comprate noi e alcune cose ci sono state regalate dai nonni. Se per questo non ho aspettato nemmeno che qualcuno mi regalasse il phon per bambini della Chicco, anche perché dai su, esiste qualcuno che pensa a regalarti un phon della Chicco? Io non ci avrei oggettivamente mai pensato.
Ad oggi, che manca un mese circa, le cose essenziali le abbiamo tutte. Abbiamo anche un sacco di cose non essenziali o essenziali ma che serviranno più avanti. Le cose non essenziali sono le mie preferite, ne comprerei di continuo. La mia cosa preferita in assoluto non potrà essere usata prima di sei mesi dalla nascita, eppure é così bella che é già in quello che sarà il suo posto, lì dove io posso vederla ogni giorno, più volte al giorno.

Cosa abbiamo inserito il lista nascita? Più o meno tutto: dal trio al seggiolino auto (no, non l'ovetto, quello fa parte del trio), passando dal lettino evolutivo al marsupio. Ci abbiamo messo dentro anche sciocchezze come il massaggiagengive da 5€ e i prodotti per l'igiene che forse nessuno pensa mai di regalare, ma sono una cosa che va comprata eccome (difatti buona parte delle cose per l'igiene che avevamo messo ci sono state regalate da qualcuno che ha partorito da poco). Ci abbiamo messo anche il termometro e i biberon, ma anche il tiralatte e la giostrina passando per lavette, mussole, body, copertine, scialle, avvolgibebè, ecc. ecc. Non ci abbiamo messo cose che, secondo noi, non utilizzeremo mai, consapevoli però che magari ci ricrederemo e dovremo correre a comprarle quando ci serviranno. 

Siccome non siamo scemi, sapevamo che i nonni avrebbero ricoperto di oro, incenso e mirra la loro prima nipotina anche perché, voglio dire, tre nonni, la prima nipotina per tutti, già tanto che non é già proprietaria di un castello in Alsazia. 
E poi ci sono le persone più vicine, che ti vogliono più bene e che di conseguenza vogliono bene a tua figlia pure se non é ancora nata che sono quelle che, se vedono una fascetta per capelli carina, gliela comprano. Così, per hobby. E lo capisco perché l'ho fatto anche io, ho sempre adorato comprare regali e regalini ad amiche, conoscenti, a volte quasi estranee che annunciavano gravidanze varie perché a me i figli degli altri sono sempre piaciuti un sacco. A dire il vero ho ricoperto di doni figli di amici e parenti anche dopo la nascita, usando Amazon se ero lontana o usando la prima occasione utile per portare anche io oro, incenso e mirra travestita da regina magia, quindi capisco, ci sta, é bellissimo.
A proposito, vi chiedo scusa se non vi ho chiesto se avevate fatto una lista nascita e ho fatto di testa mia, ma non sapevo davvero dell'esistenza di questa cosa fino a qualche mese fa. Ho imparato un sacco di cose sui doni da fare ai nascituri e non ripeterò gli errori fatti in precedenza.

La lista nascita e i regali ricevuti in generale sono una delle cose che attirerà più critiche nella storia mondiale del concepimento. Che io ora vorrei sapere se pure le amiche della Madonna hanno polemizzato su oro, incenso e mirra che oggettivamente non servono a niente o se almeno loro hanno taciuto.
Potevo aspettarmi delle critiche perché non si chiedono i regali e la lista nascita é un a cafonata come l'iban sulle partecipazioni del matrimonio, ma noi non abbiamo mai chiesto niente a nessuno, tanto che non l'abbiamo praticamente condivisa (a chi ce l'ha chiesta l'abbiamo data eh, non era comunque protetta dal segreto istruttorio) e invece no, su quello nessuno ha avuto da ridire.
Vanno chiesti i soldi. Tanti soldi, Bisogna dire alle persone "riempimi di denari" se no non va bene.
Ora: io ho immaginato la scena di me che vado dallo zio Amilcare che mi chiede la lista nascita e gli dico "eh no zio, voglio un milione d'euro in contanti", possibilmente munita di passamontagna. Servirebbe anche una pistola, ma non ho il porto d'armi e comunque non credo sia una buona idea in generale.
Eh, ma devi chiedere i soldi perché i figli costano. Vero, costano un botto, manco sono nati e già vi impoveriscono, tuttavia mi auguro sempre che chi decide di fare un figlio abbia due spicci per assicurargli un tetto e del cibo. Non dico i pannolini perché ai tempi dei nostri nonni si usavano i quadrati di stoffa da andare a lavare al fiume e potrebbe essere un'interessante idea per tornare alle origini.
Quindi no, scusate, non abbiamo chiesto soldi a nessuno e non abbiamo intenzione di farlo, poi se volete pagarci una vacanza di sei mesi al mare non vi diciamo di no, per carità, ma fino ad oggi siamo stati in grado di provvedere ai nostri bisogni, a quelli di due cani e un gatto e a quelli di una bimba che é ancora nella pancia della mamma, contiamo di riuscirci anche in futuro, nel caso vi faremo sapere.
Devi arrabbiarti se non ti regalano quello che tu vuoi. Ora: un regalo é un regalo. E ogni regalo é ben accetto, io sono una che si commuove da sempre davanti ai regali, soprattutto se mi rendo conto che é stato pensato, Trovo poi estremamente romantica l'idea di poter dire a BabyBue un domani "Vedi questo bavaglino nella foto? Te lo aveva regalato zia Giulia" (Zia Giulia esiste davvero quindi la salutiamo: ciao Zia Giulia, ti vogliamo bene). Noi non abbiamo nessuna intenzione di urlare addosso alla gente se non ci regala quello che ci serve, vogliamo, ci piace, ma pare sia prassi arrabbiarsi per queste cose.
In ogni caso, io mi sono commossa per ogni minima cavolata pensando "Oh, ma é proprio per la mia bimba questo dono? Oh ma davvero?" e giù di lacrimoni.
Devi farti regalare questo e non quest'altro. Nella nostra lista nascita ci sono un sacco di cose non indispensabili, anche perché quelle indispensabili -come dicevo su- le abbiamo già più o meno tutte. Ci sono anche cose che contiamo comunque di comprare. Sono utili? Sono inutili? Non le useremo? Le useremo? La bambina ce le tirerà addosso una volta capito l'uso del pollice opponibile? Ci chiederà i danni per averle comprato un massaggia gengive a forma di giraffa? Sti cazzi. No davvero, sti cazzi. Nella peggiore delle ipotesi il massaggia gengive a forma di giraffa verrò donato al cane.
A me basta sapere che la cosa che era stata definita più inutile da qualcuno e che mi é stata regalata, ovvero il cuscino bananone da gravidanza, é la cosa più bella e salvifica che io abbia mai posseduto. E non sono l'unica a pensarlo visto che devo litigare (si, litigare) con compagno, cani e gatto per rivendicarne l'utilizzo visto che -fino a prova contraria- quella incinta e col pancione sono io. Ho comunque promesso a tutti i membri della famiglia, a due e a quattro zampe, ovviamente all'insaputa l'uno dell'altro, che un giorno il bananone sarà loro (e probabilmente a quel punto non lo vorranno più).
A me non hanno regalato niente gne gne gne. Eh si, quando magari direte che la nonna vi ha regalato il trio nuovo di zecca, che avete scelto voi, ci sarà chi si infastidirà moltissimo e sentirà la necessità di dirvi che non ha ricevuto niente, che la piccola fiammiferaia in confronto aveva una vita bellissima e che non é giusto, cercando di farvi sentire in colpa. Io, a questo, avrei potuto rispondere che é vero la nonna materna ci ha regalato il trio, ma se c'era ancora il nonno materno a quest'ora avevamo una fabbrica di trio, quindi sono una piccola fiammiferaia anche io.
Io lo capisco, eh. Davvero. Capisco che non ricevere nemmeno un bavaglino può fare rimanere male, ma io esattamente che colpa ne ho?

Più di qualcuno ha cercato di orientare le nostre scelte in fatto di regali da ricevere perché quella culla no, quel seggiolone no, la cameretta é superflua, non ti serve la copertina con l'unicorno, i pannolini così, il biberon colà. Che palle, posso dire? 
Se vogliamo essere precisi, ad un neonato non serve niente. Si possono davvero usare dei quadrati di stoffa come pannolini, coprirlo sempre con dei quadrati di stoffa, farlo dormire nel lettone di mamma e papà, dargli solo ed esclusivamente la tetta (in barba al volere di quelle mamme che magari non hanno alcuna intenzione -o non possono, non riescono, qualsiasi cosa- di dargli la tetta e vogliono comprare biberon psichedelici con la tettarella rosa fluo). 
Volendo possiamo fare a meno anche dei genitori, Mowgli ad esempio é cresciuto benissimo con un lupo, una pantera e un orso.
Noi però abbiamo voluto comprare delle cose, le persone più vicine ci hanno proposto di regalarci altre cose che a noi sono piaciute, abbiamo fatto delle scelte. Io ho comprato un sacco di vestitini che forse non andranno mai bene o che non potrà mettere prima di un anno solo ed esclusivamente perché mi piacevano, me li metterei anche io se solo la taglia più grande non fosse stata 12/18 mesi.  Non servivano, ma io li volevo e tanto mi basta.

Quando si tratta di regali, sappiate che tanti ci terranno a dirvi che vogliono regalarvi questo o quell'altro, di non comprare tutto voi perché ci penseranno loro a riempirvi di doni: ovviamente non é vero, chi fa grandi proclami di solito non ha intenzione di spendere un euro per voi. Chiaramente passerete del tempo a chiedervi perché fanno questi proclami se non gli avete chiesto niente.
Ci sarà chi vi dirà che vuole donarvi tutto quello che é stato del figlio o della figlia: io credo che sia una cosa carina fare comunque un piccolo presente, quanto meno io farei così, e poi eventualmente chiedere ai genitori se gradiscono vestiti, oggetti, ecc che sono stati del proprio figlio ed eventualmente cosa vogliono e cosa no. Non tutti magari vogliono cose usate per i propri figli (giusto o sbagliato che sia, non entro nel merito), non tutti magari vogliono tutto quello che avete usato voi perché vogliono fare scelte differenti -e no, non siete nessuno per criticarle- o qualsiasi altra cosa.
Se volete fare un dono per la nascita che sia utile e non solo bello, fatelo prima. Noi abbiamo apprezzato tantissimo i regali che ci sono arrivati prima (no, non sette mesi prima la nascita) perché abbiamo avuto modo di sistemare le cose (non tutte, ma questa é un'altra storia che racconterò) e ci sono stati utili visto che comunque quello che ci serviva andava preso comunque, regalo o non regalo. Ecco, di sicuro al decimo mese di gestazione -percepito novantesimo- non penserò a scartare regali, questo é poco, ma sicuro. Apprezzerò perché io apprezzo sempre tutto, ma non saranno la mia priorità.
Non offendetevi se regalate qualcosa che magari i genitori cambieranno: non é cattiveria, é che magari davvero hanno cento body e il centounesimo non serve o magari la taglia non va bene o qualsiasi altra cosa. O magari quella cosa non vogliono usarla, non sono favorevoli, non gli piace, hanno ideali strani o magari sono semplicemente degli ingrati, ma comunque sono i genitori e, fino a prova contraria, decidono loro, non voi.

I regali più belli, fino ad oggi, sono comunque stati quelli che non hanno prezzo e questo non smetterò mai di dirlo.
Io, ogni volta che guardo la cameretta, penso a chi la dipinta e ha messo la carta da parati che mi piaceva tanto, con il caldo torrido mentre io ero in piscina e credo davvero sia stato un grandissimo atto d'amore e io non vedo l'ora di raccontarglielo. Che poi magari la carta da parati che abbiamo scelto non le piacerà nemmeno, ma pazienza.
Le attenzioni, le piccole cose, chi si é preoccupato per me, chi ha avuto l'accortezza di venire incontro alle mie necessità, chi ha pensato a qualcosa per me e non solo per lei, chi mi ha regalato cose che si, sono per lei, ma che é evidente che sono state pensate sulla base dei miei gusti.

E questo é, niente di più, niente di meno. 
La parte regali é stata, ad oggi, che mi ha lasciata più perplessa, ma che mi ha fatto divertire di più. Forse questa gravidanza é un po' un esperimento antropologico che mi sta permettendo di osservare come le persone reagiscono alle gravidanze altrui, chissà.

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sabato 15 agosto 2026

Come scegliere l'ospedale per partorire

Come scegliere l'ospedale per partorire sembra il nome di una guida completa di informazioni super precise e super giuste. La verità é che qui parlo di come io ho scelto l'ospedale per partorire e la risposta, quella che viene dal cuore quando manca praticamente un mese e poco più, è completamente a ca**o. A mia discolpa posso dire che non avevo contezza di ciò e che me ne sono resa conto piano piano.

La doverosa premessa é che io vivo a Roma dove ci sono più ospedali che persone. E probabilmente ci sono anche una marea di clinica private, che io però ho scartato a priori o meglio, non le ho proprio prese in considerazione.
Una cosa che sapevo é che a Roma le due migliori maternità sono quella dell'Isola Tiberina e quella dell'Ospedale Casilino. Tuttavia, ad oggi, non ricordo assolutamente chi mi avesse detto questa cosa, perché la sapevo, perché la ritenevo giusta, non ne ho davvero idea. Sapevo così e ho fatto di questa informazione un mantra. 
Considerato che il Casilino non so neanche geolocalizzarlo in modo preciso e che l'Isola Tiberina é abbastanza vicino a casa, ho scelto il secondo. La cosa fondamentale, per me, era comunque che il prescelto avesse la TIN perché nella vita non si sa mai. Ovviamente arriverà qualcuno che vi dirà che non é necessaria perché se mai dovesse succedere qualcosa, trasferirebbero il neonato all'ospedale più vicino e -vedi quanto scritto su- Roma é piena di ospedali. Vero, verissimo, io però volevo la TIN e la volevo nell'ospedale prescelto. A questo punto vi diranno che tanto se deve succedere qualcosa di tremendo succederà comunque e non basterà la TIN a salvare il nascituro. A questa affermazione di mer*a, potete solo sperare che Zeus li fulmini, ma devo dirvi che probabilmente non accadrà ed é davvero un peccato.

Non avendo un ginecologo di cui mi fidavo ciecamente, ho cercato un ginecologo interno all'ospedale per farmi seguire. La prima scelta é stata sbagliatissima, ma davvero la scelta più sbagliata possibile.
In primis, a me é stata fatta la prima ecografia a 5+4, se avete un figlio saprete che é troppo presto, se non lo avete ve lo dico io. Noi siamo stati fortunati, si vedeva già qualcosa e si sentiva il battito (che non dovrebbero farvi sentire fino a dieci settimane, ma se é una scelta é sbagliata lo é e basta e ribadisco che non potevamo trovare ginecologo peggiore), ma non é così scontato e oggi so che se non avessimo visto e sentito nulla sarei andata probabilmente in ansia e che forse anche per questo sarebbe stato meglio affidarmi da subito a qualcuno che calcolasse bene cosa fare e quando. Non vi tedierò con cure sbagliate, avidità che Paperon de Paperoni scansati, con totale strafottenza quando mi hanno portato in ospedale con contrazioni e distacco e mi sono ritrovata in astensione anticipata, analisi sbagliate e non competenza su una cosa che ho scoperto dopo essere di facilissima gestione, ovvero il gruppo sanguigno con fattore RH negativo.
Comunque, abbiamo cambiato in corso d'opera e abbiamo scelto un ginecologo molto burbero, ma anche molto bravo che ci sta seguendo in modo impeccabile e che é sempre disponibile se c'è un problema, cosa che non é da sottovalutare.

Io ho scelto di seguire l'iter dell'ospedale prenotando tutti gli esami che loro consigliano di fare.
Ho deciso anche di fare tutto gli esami lì, prenotandoli tutti insieme quando ancora non avevo finito il primo trimestre per non rischiare di non trovare posto. Sono solo un paio di cose che ho fatto altrove, non per colpa mia, giuro.
Oggi credo di avere fatto davvero troppe cose perché davvero noi abbiamo fatto la qualunque: oltre alle tre ecografie più importanti -translucenza nucale, morfologica e accrescimento- abbiamo fatto anche flussimetria, ecocardio fetale, altre eco a caso che manco mi ricordo più, visita anestesiologica, ecc ecc. Ho fatto il bitest e abbiamo deciso, nonostante la consulenza genetica e i risultati di bitest e TN dicessero che non era necessario, di fare il DNA fetale. Non ho idea di quanto costino i ticket di questi esami perché io ho avuto un melanoma, sono ancora nel percorso oncologico (qui se volete saperne di più) e ho un'esenzione (in verità più di una, ma tant'è). Il DNA fetale é l'unica cosa che abbiamo pagato, visite ginecologiche a parte, ma in ospedale -almeno in questo- si tratta di una cifra abbastanza bassa rispetto ai laboratori privati. In ogni caso, noi eravamo orientati per fare questo esame e nessuno più della coppia stessa sa cosa é meglio o peggio fare, cosa vuole sapere, cosa non vuole sapere, cosa farebbe, cosa non farebbe. Io -in generale nella vita- sono talmente concentrata a guardare gli unicorni che non mi ero accorta che il risultato mi era arrivato via mail, ma era finito in spam e l'ho visto dopo giorni. Si tratta comunque di un esame non diagnostico, ma probabilistico con percentuali diverse in base a cosa si va ad indagare.
In ogni caso, é stato grazie al DNA che ho scoperto che sarebbe arrivata una femminuccia. Ho scoperto dopo che esiste anche chi fa l'esame del DNA fetale praticamente solo per sapere il sesso del nascituro, io non lo avrei fatto solo per quello perché in realtà lo scopo dovrebbe essere un altro, ma chi sono io per giudicarvi? Per me potete farlo anche solo perché vi piace fare i prelievi del sangue, a me d'altronde rilassa fare le risonanze magnetiche, quindi...

Io sono stata molto ligia e ho fatto in modo precisissimo, quasi maniacale: tutte le analisi del sangue che mi hanno indicato nei tempi indicati senza mai saltare l'appuntamento con il prelievo, i tamponi, qualsiasi cosa. Ho fatto anche il vaccino per la pertosse e la profilassi anti-D. Ho fatto tutte all'ospedale che abbiamo scelto tranne le analisi la prima volta, perché non sapevo bene come muovermi, e la profilassi anti-D perché l'unico ospedale dove era disponibile era il San Giovanni, ma è stato tutto molto rapido e indolore. Queste informazioni possono magari servirvi se siete di Roma, se no capisco che sono inutili. 
Un'altra chicca che vi regalo é quella dell'HIV: io ho fatto le primissime analisi alla Asl sotto casa e sono dovuta andarmi a prendere il risultato, senza possibilità di delegare a Ostia Antica che non é esattamente sotto casa mia. Bellissima passeggiata sia chiaro, ho anche un collega che abita lì che ho buttato giù dal letto e a cui ho scroccato la colazione, però ecco, non proprio comodissimo. Sono dovuta andare fino lì per privacy bla bla bla, ma di fatto mi hanno dato un foglio volante di mezza riga. La colazione però era molto buona.
Dopodiché, con un altro collega che abita lì vicino sono anche andata a visitare il Castello di Ostia Antica, molto carino qualora vi interessasse. Ad ogni modo, se lo avessi saputo, le avrei fatte direttamente in ospedale e ciao che tanto di bar buoni dove fare colazione é piena Roma.

In ogni caso, quando ho finito il plico delle impegnative di tutti gli esami che ho fatto in gravidanza mi sono commossa. Quello che non sapevo é che dopo due giorni mi avrebbero prescritto le ultimissime analisi e controlli da fare a ridosso, quindi adesso ho altre dieci impegnative che però verranno consumate a brevissimo nella speranza che poi non venga fuori qualcos altro.
Fino ad oggi, la sensazione che ho avuto é che sia tutto un po' troppo medicalizzato, almeno nell'ospedale che ho scelto io. Non ho ancora partorito, manca ancora un mese, quindi trarrò le conclusioni alla fine.
Negli ultimi due mesi, per una cosa o l'altra, siamo andati in ospedale tutte le settimane, in alcuni casi anche due volte a settimana. 

Quando ho prenotato tutte le visite e gli esami, la gentilissima signora del Cup dell'ospedale mi ha dato -per quelle del terzo trimestre- degli orari freschi. Ora: questa é l'estate più torrida di sempre probabilmente e gli orari freschi davvero non esistono, ma a Marzo non avevo capito il senso di questa accortezza. 
Oggi so che é stato un grandissimo regalo perché se é vero che fino ad un certo punto andavamo con il tram e poi facevamo anche una bella passeggiata per Trastevere, a Luglio e ad Agosto io volevo morire ogni volta che dovevo andare, iniziando a lamentarmi almeno due giorni prima. Perché ecco comincio ad essere ingombrante, pesante, sono accaldata, cammino come una papera grassa, l'idea di fare più di cento metri a piedi mi turba come poche altre cose al mondo.

Il pronto soccorso ostetrico ginecologico dell'Isola Tibetina é valido, sono veloci e gentili e sicuramente anche questa é una cosa da non sottovalutare perché si lo so, uno spera non gli serva mai durante la gravidanza, ma a me é servito. Sono comunque andata anche in altri pronto soccorso e mi sono trovata bene ovunque.

Tornando indietro sceglierei lo stesso ospedale?
La risposta certa la avrò dopo il parto, questo é poco ma sicuro.
Tuttavia mi sono resa conto che di ospedali con ottime maternità é piena Roma, l'Italia, il mondo.
Forse sceglierei l'ospedale che ho a poche centinaia di metri da casa, che ha pure un bellissimo e comodissimo parcheggio, e che é altrettanto valido. Ad oggi non so perché non l'ho scelto, Lui dice che mi ero fissata con l'Isola Tiberina e conoscendomi non stento a crederlo.
Forse sceglierei anche di farmi seguire in consultorio, dove ho fatto il corso pre parto (ma di questo ne parliamo magari nei prossimi giorni) che é stata la cosa migliore che mi sia capitata in questi mesi. Si, capitata, visto che io mi ero arresa di fronte al fatto che l'ospedale avesse solo il corso pre parto online, modalità che non mi piaceva per niente, Comunque, ecco, forse cambierei delle cose, ma vediamo alla fine.



Quello che risulta evidente é che io ho scelto davvero a caz*o, ma é altrettanto evidente che non potevo sapere tante cose. 
In ogni caso, ci saranno quelli che vi diranno che avete scelto un ospedale dove voi o il bebè morirete sicuramente. Non so se questo succede ovunque o solo a Roma e in città dove ci sono tanti ospedali, ma succede.
Mi hanno raccontato storie orrorifiche, esperienze traumatizzanti, partorienti abbandonate in corridoio con il pupo sulla barella che manco potevano alzarsi per andare in bagno; partorienti lasciate agonizzare in sala parto e altre atrocità che la mia mente ha fortunatamente non elaborato quando mi sono state raccontate. Qualche giorno fa -e ricordiamo sempre che io partorisco il mese prossimo- mi é stato detto in un negozio sotto casa di cambiare ospedale perché saremmo morte sicuro, io e la bambina.
Ora: qualche mese fa nell'ospedale dove io partorirò é morta una donna dopo aver partorito due gemelli. Si tratta di una tragedia, in generale e soprattutto per la sua famiglia, su questo non ci piove. 
A livello emotivo é una cosa che mi colpisce molto e che immagino colpisca un sacco di persone, se consideriamo che é una cosa tremenda il fatto che una donna vada in ospedale per dare la vita e perda la propria.
A livello razionale, non succede solo in uno specifico ospedale, ma può succedere in quell'ospedale e in tutti gli alti ospedali del mondo. 
Egoisticamente, spero di non essere io quella a cui succederà qualcosa, che fosse anche solo trovare in sala parto del personale con cui non mi troverò a mio agio. Perché si, una cosa che ti dicono in tutte le salse é che da un turno all'altro può cambiare tutto, che davvero le probabilità sono infinite.
Trovo comunque di pessimo gusto dire ad una donna incinta cose del genere, ma ormai che la gente é scema e dovrebbe essere fulminata é l'unica certezza che ho.

Un'altra cosa che mi hanno detto, ma questa non é un presagio di morte, é che ci sono ospedali dove gli infermieri ti chiedono la mazzetta per fare rimanere il papà o chi per lui durante la notte, mentre noi abbiamo scelto un ospedale dove il papà può rimanere h24 e può assistere al parto, unica accortezza é che non si presenti in sala parto in pantaloncini corti che, voglio dire, possiamo starci.
Sulla questione mazzette non mi esprimo, conosco qualcuno che ha partorito nell'ospedale incriminato e non ha avuto di questi problemi, tuttavia capisco che a volte sentiamo la necessità di dire minchiate per sentirci in pace con noi stessi. 
In ogni caso, nel nostro ospedale il papà può essere molto presente e, per me, é una cosa ottima. Io voglio sempre e comunque vicino a me l'altra metà di BabyBue quindi per me é andata bene così. Visto che mi é stato più volte fatto presente che i padri non servono, non sono indispensabili, emanciparsi e gestire la gravidanza da sole é cosa buona e giusta, preciso subito che ok, fate come vi pare, io preferisco diversamente.

Detto questo: questo NON é un post informativo, non fatevi condizionare nella scelta (non da me, dico in generale), scegliete voi due genitori tenendo conto di quello che secondo voi é giusto e ignorate i commenti su mazzette, morte certa, padri inutili, placente servite a colazione in reparto e altre amenità.



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giovedì 6 agosto 2026

Gravidanza e solitudine: cose a cui non ero preparata

Io in gravidanza mi sono sentita molto sola.
Pensavo di essere io quella strana, magari esagerata, ma ho scoperto -forse troppo tardi- che è una sensazione molto comune. 
Adesso va molto meglio, ma quella sensazione tremenda che mi ha accompagnato per mesi non credo che la dimenticherò mai.

Io mi sono trovata, da un giorno all'altro, senza poter andare in palestra e senza potere andare al lavoro, nel secondo caso in seguito ad un evento traumatico, quindi ecco, mi é mancata la terra sotto ai piedi. 
Tutti, fatta eccezione ovviamente per Lui, hanno minimizzato, "che sarà mai?" e altre amenità, riducendo  praticamente la mia persona ad un contenitore di feti spostaorgani che non aveva più diritto ad avere esigenze, voglie, necessità, sensazioni. 
Ho riempito le mie giornate, non mi sono data per vinta, mi sono iscritta ad un corso di nuoto (con il permesso del medico ovviamente), ho fatto passeggiate chilometriche con i cani, ho sistemato cose a casa che rimandavo da tipo tre anni, ho letto libri, visto serie tv (in realtà una, ma era molto lunga), ho cucinato, sono andata persino a vedere il saggio di danza di mia madre (eh già, il mondo va al contrario). Mi sono anche annoiata molto, ma ecco: la solitudine gravidica non é dovuta alla noia. É dovuta a quello che ti succede intorno e davvero io ho pensato di essere il problema finché non ho scoperto che non ero e non sono l'unica. La cura al mio senso di solitudine l'ha trovata, senza saperlo, Lui che ci ha iscritti ad un corso preparto dove ho conosciuto -finalmente- persone che non solo stanno vivendo quello che sto vivendo io, ma provano anche le stesse cose. Ed é bellissimo sapere di non essere soli davvero.

Ecco, la gravidanza rivela un sacco di cose.
Non so perché succede, ma avrei voluto che qualcuno mi dicesse tipo "guarda che se rimani incinta ti accorgerai di essere circondata da stronzi". A volte non necessariamente stronzi, ma qualcosa di molto simile. Ecco si, io avrei voluto sapere in anticipo questo e che mi sarei pisciata addosso per mesi e invece mi hanno sempre raccontato la storiella degli unicorni e dei fiorellini.

Noi non abbiamo tenuto segreta la gravidanza manco un giorno. Non abbiamo aspettato la fine del terzo mese, la morfologica, il dna fetale, il primo calcio o qualsiasi altra cosa si aspetti per dirlo in giro. Banalmente perché ero e sono convinta che se qualcosa deve andare storto va storto pure il giorno del parto, può succedere davvero qualsiasi cosa e non c'è karma o scaramanzia che tenga in questo caso.
Noi lo abbiamo detto subito, non a tutti contemporaneamente, ma ecco: io avevo ancora la tartaruga splendente quando abbiamo iniziato a dirlo. 
Qualcuno si é commosso sinceramente, qualcuno prima di commuoversi ha avuto necessità del defibrillatore per riprendersi, altri boh, non l'ho ancora capito.
C'é chi é stato cattivo, cercando prima di mettere in dubbio la mia relazione con il padre di mia figlia cercando di farmi venire considerare l'opzione aborto salvo poi darmi della pancina cattiva perchè ho osato contare la gravidanza in settimane (il medico e l'app con i frutti dicono si faccia così e chi sono io -che di mestiere spingo bottoni- per non condividere la loro tesi?) e c'è anche chi prima ha reagito come se gli avessero menato, poi é entrato in competizione "adesso un figlio lo faccio anche io gne gne gne" passando il tempo a dirci "io farò questo quando sarò incinta, quest'altro quando avrò le voglie, quest'altro ancora quando sarò al quarto mese, ecc ecc". Forse, ad un certo punto, ho provato persino invidia perché io non so manco che farò domani mattina, se mi sveglierò con i dolori, se odierò tutti causa notte insonne o se amerò tutti (ipotesi molto remota, ma mai dire mai), figuriamoci sapere come gestirò le voglie di una gravidanza che non esiste. Io, per la cronaca, non ho avuto nessuna voglia, al massimo c'é stato un momento in cui volevo bere solo acqua Nepi, ma é durato relativamente poco.


E poi, c'é chi ha giudicato, chi ha detto cose fuori luogo, chi ha espresso pareri non richiesti che, ok, é la natura dell'essere umano, per carità, ma esiste un limite a tutto. E questo limite é stato spesso superato.
Io ho sofferto molto per alcune cose che sono state dette, ad un certo punto ho smesso di dire qualsiasi cosa limitandomi a rispondere alle domande con un "bene, grazie" o al massimo con pochissimi altri dettagli.
Noi abbiamo ricevuto giudizi -che in realtà erano critiche mal celate- per qualsiasi cosa: per l'ospedale che abbiamo scelto, per il nome che abbiamo scelto, per quello che abbiamo e non abbiamo comprato, é stato criticato pure il fatto che fino al sesto mese non avevo la pancia e che non mi è venuta -almeno fino ad oggi- la diastasi addominale, manco dipendesse da me.
Poi eh, c'è stato chi ha dato consigli che non sono nemmeno consigli, semplicemente ha raccontato qualche aneddoto sulla propria esperienza, ha fatto qualche battuta simpatica, é stato carino e, in quel caso, é stato piacevole.

Noi abbiamo fatto una lista nascita, ci avevano suggerito di farla (ebbene si, non sapevamo cosa fosse), tornando indietro la rifarei perché é stato un ottimo punto di riferimento, tuttavia non l'abbiamo data praticamente a nessuno perché non é proprio nella nostra indole. Ovviamente qualcuno ha abbondantemente criticato, manco gli avessimo chiesto oro, incenso e mirra in dono. Ad oggi, che manca un mese e mezzo circa, abbiamo tutto il necessario, sia comprato da noi e in parte ricevuto in regalo, e anche molto superfluo.
Siamo stati criticati perché non abbiamo detto alle persone di regalarci solo quello che avevamo messo in lista nascita e soprattutto perché non abbiamo chiesto soldi. Non so, io non mi ci vedo molto ad andare dalla vicina di casa a dire "Ehi tu, dammi 10.000€ e sbrigati pure" magari con un passamontagna sul viso, però per carità magari sono strana io.
Siamo anche stati criticati perché abbiamo preso una cameretta molto molto figa, per la quale sono stati spesi molti molti soldi. Io ogni volta che ci penso ripeto che la nostra camera da letto é costata meno del fasciatoio della Pupa e non é giusto perché sono io la principessa di casa, tuttavia mi viene spesso ricordato -più o meno da chiunque, cani e gatti compresi- che ormai lo status di principessa l'ho perso. 
Ad ogni modo, va bene la critica, la accetto, ma esattamente: i mobili di disegn polacco o finlandese -non me lo ricordo manco più- di ispirazione giapponese disegnati con la luna piena su un foglio di papiro e poi realizzati a mano cosa tolgono a chi, al decimo anno di vita del proprio pargolo, ha deciso di farlo dormire su una brandina nello sgabuzzino per forgiargli il carattere? Io mia figlia la manderò a sollevare bilancieri per forgiargli il carattere e dopo la farò dormire nel letto evolutivo di design (prima che chiamate gli assistenti sociali, preciso che no, non manderò una neonata a sollevare bilancieri, lo giuro).

Ho ricevuto critiche perché abbiamo scelto di andare insieme a tutte le visite perché il padre non é necessario. Per me, per noi é stato fondamentale e tornando indietro rifarei tutto uguale. Ci é costato dei semplici "Ehi capo, posso fare quel turno quel giorno perché abbiamo una visita?" e vi assicuro che nessun capo é stato maltrattato per questo, il telegiornale della terza rete nazionale é andato avanti ugualmente e a proposito, mi auguro che l'annuncio della nascita di mia figlia, quando sarà, venga dato al TG20 con tanto di zainetto fuori dall'ospedale (non é stata una mia idea, ma io gli amici li scelgo bene).
Sono state criticate le scelte, le decisioni, ma anche giudicate le sensazioni e i desideri.
"Non puoi voler tornare in palestra".
"Non puoi pensare al fatto che al lavoro ti hanno trattato male e non prendi lo stipendio pieno, devi pensare alla bimba". Proprio perché penso alla bimba voglio il mio stipendio per intero, somaro. E adoro il fatto che voi siate milionari e possiate permettervi di non lavorare, io sono povera e devo lavorare, ma vorrei tantissimo essere ricca e passare il mio tempo in palestra e viaggiando, tuttavia la vita é stata ingiusta con me. Molto ingiusta.
"Non devi mangiare". "Mangia". Quando sono rimasta incinta, io ero in cura in un centro per diaturbi alimentari dove stavano tentando di farmi prendere peso -e ci stavano riuscendo- e di guarire la mia testa. Ogni giudizio, parere, osservazione sul fatto che dovessi mangiare di più, di meno, più variegato é stata pesante perchè io sapevo cosa stavo vivendo, i giudicanti no. E oggi so che non esiste nessuna donna che vive davvero bene i cambiamenti del proprio corpo, ci si adatta per amore del piccolo/a Alien scalciante, ma bene non si sta.
Alla centesima persona che mi ha detto che devo pensare solo alla bimba, smettendo praticamente di avere sentimenti e sensazioni io ho sbroccato. Seriamente, eh.  Perché se é vero che non si può mai smettere di pensarci, é vero anche che si é persone prima che madri.
Ginecologi, ostetriche, psicologi, ecc che incontrete nell'infinito cammino della gravidanza vi diranno che il benessere della mamma prima di tutto perché se sta bene la mamma sta bene anche BabyAlien, quindi sentitevi liberi di mandare a fanculo chi cerca di farvi sentire sbagliate se non pensate solo a cacca e pannolini.
E poi c'é la questione cesareo vs parto naturale. A domanda, io ho risposto che preferirei il parto naturale. La motivazione é banale: sono un soggetto allergico grave e ho paura dell'anestesia. Ho avuto paura anche quando mi hanno ricostruito la faccia e quando mi sono operata al ginocchio, nel primo caso ho pianto disperata sul tavolo operatorio mentre il ferrista mi teneva la mano (Ciao Carlo, ti ricordo ancora con tanto affetto) e nel secondo ho pianto disperata il giorno prima e ho scritto anche un simil testamento. Sono evidentemente sopravvissuta, però ho paura lo stesso. Ad onore di cronaca ho paura di qualsiasi sostanza venga iniettata nel mio corpo, dovevate vedere le sceneggiate che ho fatto quando ho dovuto fare le punture di immunoglobuline (sono sopravvissuta anche a quelle però bruciano una cifra). Quindi ecco, ho questa irrazionale e immotivata paura, ma altrettanto ecco: le paure sono irrazionali e immotivate, funzionano così. Voi avete paura dei ragni e io dell'anestesia, non vedo il problema.
Quindi ecco se potessi scegliere, ad oggi (perché, come diceva mio padre, solo i cretini non cambiano idea) sceglierei il parto naturale, poi si vedrà. 


In ogni caso, una delle pochissime certezze che ho in questo momento é che non bisogna accettare giudizi e critiche sulle scelte che si fanno. Saranno sicuramente tutte sbagliate, tutti i neogenitori sbagliano, ma ognuno deve fare le scelte che crede. 

C'é anche chi sparisce, chi non chiama più e chi trova sempre una scusa, chi non terrà mai conto delle esigenze di una donna incinta non vendendovi mai incontro e anche chi vi inviterà ad una scampagnata chiedendovi di accollarvi la spesa di alcol e cibi che non potete mangiare solo per farvi la cresta approfittando della tempesta ormonale senza tenere conto che si ho il progesterone a mille, ma mica sono diventata scema. Sfanculate, senza pietà, tanto daranno la colpa agli ormoni. Non tornate sui vostri passi.
Io ho perso il conto di chi mi ha detto, senza che io chiedessi niente, "presto ci vediamo" a cadenza regolare. Sto ancora aspettando. E lo capisco: pensa che palle uscire con una che non beve alcol e mangia carne ben cotta. Lo capisco, ci mancherebbe. Anche io mi sto un po' sul ca**o perchè con uno Spritz e una sigaretta sarebbe tutto più bello e invece sono mesi che il massimo della festa è la Coca Zero, quindi va bene così. 
In ogni caso, io ho già programmato il mio primo Spritz post parto, ne berrò un sorso e finirò in coma etilico credo, tuttavia mi sento pronta a correre il rischio. Conto i minuti che mi separano da quel momento. Così come conto i minuti che mi separano da un panino con il salame, dalle ostriche e da una sigaretta.

Potrei raccontare ancora un sacco di cose, potrei non smettere mai. La sensazione di solitudine che ho provato in questi mesi é stata tremenda. 
Il fastidio di molti commenti e giudizi -di cui ho riportato forse l'1%- posso sentirlo anche adesso. É stato -e spesso é ancora- molto doloroso. Il doversi giustificare di fronte a chi puntava il dito é stato impegnativo ed ecco, ero già sovraccarica mentalmente, sentire pure determinate cose, é stato -in molti casi- troppo.
La gravidanza é un momento terribilmente delicato, al quale si arriva impreparatissimi, quanto meno alla prima, magari le successive -se ce ne sono- é diverso, non lo so. 
A me sarebbe bastato un "come stai?" al posto di un "pensa alla bimba"; un "andiamo a prendere un gelato" al posto di un "ti inviterò a cena e cucinerò cento portate"; un "ti vengo a trovare per un caffè veloce" al posto di un "vediamoci alle 23 in discoteca tunz tunz" seguito da un "ma come ti addormenti sulla sedia? e come mai? sei malata?".
Un "come stai?" sopra ogni cosa, ascoltando me e non giudicando il mio modo di stare perché avrei voluto essere a fare snatch invece che abbracciata al cesso a vomitare succhi gastrici (mi é successo una volta sola, almeno quello, ma l'immagine rende bene).-
Avrei anche preferito che non mi venisse chiesto niente della gravidanza, se ad ogni risposta sulla visita X o sulla scelta delle tutine Y ci siamo sentiti rispondere con una critica.
Avrei preferito che non si provasse a fare terrorismo psicologico, con i "non dormirai" e i "vi lascerete sicuramente". Magari succederà, magari no, ma forse sarebbe stato piu carino in banale "ce la farai, ce la farete" perché la verita è che i figli si fanno da sempre e che, in qualche modo, salvo casi circoscritti, ce la si fa. Sbagliando, facendo un milione di errori, ma ce la si fa.


Nb. Ovviamente siamo stati circondati anche da tanto amore, non smetterò mai di ringraziare chi ci é stato vicino in generale e soprattutto chi ci é stato vicino la notte che mi hanno portato in ospedale con l'ambulanza e ci siamo cagati sotto tutti quanti come non mai nella vita, ma ne parlerò in un altro momento. Giuro.

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domenica 2 agosto 2026

Il mese prossimo nasce mia figlia

Il giorno che abbiamo scoperto di essere incinti abbiamo comprato una macchina.  
Non me lo aspettavo. Cioè, é stata una scelta condivisa, voluta, desiderata, ma a 39 anni non ho mai pensato un solo secondo di rimanere incinta in un battito di ciglia. Pensavo ci volesse più tempo, mesi, forse anni, forse pianti e frustrazione. Invece no: rapido e indolore, come le punture con le siringhe Pic di una pubblicità di qualche anno fa.
Lui invece se lo aspettava, credo che non avesse nemmeno necessità della conferma del test di gravidanza positivo, ma tant'é.
In ogni caso, il gatto ha buttato per terra il test di gravidanza che avevo consegnato con tanto amore e i cani lo hanno mangiato, forse il sapore della mia urina  di cui immagino fosse rimasta traccia era irresistibile, chi lo sa.

Insomma, abbiamo comprato una macchina. Eravamo indecisi tra due diverse macchine -o almeno questa é la versione ufficiale, quella ufficiosa è che Lui sapeva benissimo quale voleva, ma bisogna sempre fingere indecisione quando ci sono 10.000€ di differenza. 
Io, ad un certo punto, ho solo chiesto: "Ma c'é l'attacco Isofix?" che non sono certa nemmeno oggi di sapere cosa sia esattamente, ma é una domanda da genitore responsabile. La macchina é arrivata dopo un po' e, oltre all'attacco Isofix, ti ricorda di controllare i sedili posteriori, mentre sullo schermo compare l'immagine di un seggiolino. La macchina é probabilmente, almeno ad oggi, la più responsabile della famiglia.

E insomma il mese prossimo nasce mia figlia.
Di solito, quando penso a questa cosa, mi vengono i lacrimoni perché la verità é che non vedo l'ora di sentirla piangere, di vederla, di stringerla e anche di dirle che mamma ha fatto -e sta facendo- una fatica immane, che é stremata, ma che la ama immensamente e che non pensava si potesse amare così tanto qualcuno che non hai nemmeno mai visto e di cui non conosci l'odore. 



Non so chi ha messo un giro la voce che la gravidanza é la cosa più bella della vita di una donna.
Non lo é o, se lo é, é perché probabilmente si ha una vita di merda, non ci sono altre spiegazioni.
Ad oggi, tra ospedale e corso pre parto, non ho conosciuto una sola persona che sostenga che la gravidanza é un sogno meraviglioso fatto di unicorni e fiorellini. 
In gravidanza, sostanzialmente, ti pisci addosso e no, mi dispiace, non può essere bello un periodo in cui appena ridi fai la pipì.
Per giustificare questa e altre amenità vi diranno che dopo sarà peggio perché non dormirete perché i neonati non dormono mai. Mai. Nemmeno un secondo. Io da neonata dormivo sempre, pure troppo e comunque sono mesi che non dormo, anni se ci mettiamo anche le tre ore di sonno a notte per poter incastrare lavoro, palestra, casa, cani, ecc. In gravidanza comunque ho dormito pochissimo, tanto che quelle rarissime volte in cui é successo, Lui si è mosso come un ninja per casa per non fare il minimo rumore e lasciarmi dormire. Persino i cani si sono mossi come dei ninja, Il gatto no, il gatto é un animale notturno e, in ogni caso, se io non dormo, probabilmente non é un problema suo.

Ora, oltre a pisciarsi addosso, ci sono la nausee, che per me sono state tutto fuorché invalidanti. 
Sono stata quasi felice di avercele, rispetto ad altro.
Ho avuto un distacco, le contrazioni dall'undicesima settimana, insorte subito dopo che al lavoro mi hanno urlato addosso che non so lavorare dopo anni e anni che gli tengo in piedi un reparto. Si, si sono scusati e si, hanno ritrattato, ma no, non ho perdonato e no, non perdonerò.
Mi hanno messo in astensione anticipata al pronto soccorso per minacce d'aborto e contestualmente mi é stata vietata ogni forma di attività sportiva.
"Ma posso almeno andare a correre?" No.
"Posso fare yoga?" No.
"Posso...?" No.
Ho avuto venticinque volte la gastroenterite, la combo gastroenterite e contrazioni é stata mortale. Poi ho scoperto di essere diventata insulino resistente, ma in fondo poteva andare peggio, potevo avere il diabete gestazionale. 
Ho preso per sei mesi il progesterone, i primi due progesterone veicolato in olio di arachidi. No, nessuno se n'era accorto, si avevo detto di essere allergica. Mi svegliavo la notte con il labbro gonfio e i palmi delle mani e dei piedi in fiamme. Mi hanno scassato di cortisone. Mi hanno anche detto che qualora invece di un'anafilassi fosse insorto uno shock anafilattico e fosse stato necessario somministrarmi l'adrenalina  avrebbero salvato me a discapito del feto. Giustamente per carità, capisco il loro punto di vista; io però mi sono sentita morire non una, ma ogni singola volta che me lo hanno detto e ogni singola volta che ci ho ripensato. Poi ci siamo accorti degli ovuli alle arachidi e ho respirato per la prima volta, dovendo però a quel punto fare i conti io con le conseguenze di quella cura sbagliata, ma almeno lei -la mia piccola Alien che non si ferma un secondo- era un pochino più al sicuro.

Ad un certo punto della gravidanza mi hanno detto che, arrivati a quel punto, se avessero dovuto tirarla fuori, sarebbe sopravvissuta. Non so se é prassi comune dirlo, ma so che lo hanno detto anche ad altre ragazze che ho conosciuto in questi mesi.
Ecco, quello é stato il momento più bello di questi mesi. 
Il secondo momento più bello é stato quando mi hanno portato in ospedale con l'ambulanza perché sono svenuta di botto. Cioè non quando sono svenuta, la verità é ci siamo spaventati tutti, ci siamo spaventati per la diagnosi, per le circostanze, per tutto. Il momento bello é stato quando mi sono svegliata al pronto soccorso generico, io stavo malissimo, ma lei stava una bomba come sempre e ho pensato che, in tutti questi mesi, in cui io ho avuto di tutto, lei é sempre stata benissimo. Sana e forte, a volte forse un po' troppo forte visto che credo sia solo un caso fortuito se non mi ha ancora rotto le costole con un calcio.
Ecco, lì mi sono sentita fiera, non di me forse, ma fiera perché ho realizzato che -in ogni caso- la sto tenendo al sicuro. Non so come, ma io e lei insieme ce la stiamo facendo.  E insomma il mese prossimo nasce mia figlia e noi non vediamo l'ora. A volte mi chiedo se si possa essere più felici di così, non mi chiedo mai se sarò all'altezza perché so già che non lo sarò e andrà bene così.
Non so se le dirò mai quanto é stato difficile, quanto mi sono sentita sola, quanta paura ho avuto, quanto le persone intorno a noi -non tutte per carità- siano state fuori luogo. Le dirò sicuramente che mamma e papà, i nonni e gli zii l'hanno amata dal primo momento, quello si.



Nb. La pancia in foto non é la mia, io -all'ottavo mese- sto praticamente ancora aspettando che mi compaia. Sembra che ho mangiato un po' di più e bevuto un paio di birre ed ecco, a me la birra manco piace, ma tant'è. 
Spero di avere il tempo e la voglia di scrivere ancora sull'argomento perché quello che ho imparato, sia a livello pratico, sia in generale sulla vita da quando sono rimasta incinta credo che non si possa imparare manco in cent'anni di esistenza, ma vedremo.


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