venerdì 18 agosto 2017

Isola di Ortigia: quel posto da vedere assolutamente almeno una volta nella vita

Ortigia, o meglio l'isola di Ortigia, è la parte più antica della città si Siracusa.
Ci avevano detto fosse bella, grazie anche al fatto che si tratta di un'isoletta piccolina collegata alla terraferma grazie a due ponti e al mare spettacolare, ma noi volevamo saltarla.
Dico sul serio, eh: avevamo deciso di non andarci.
Adesso dico che se non fossimo andati, saremmo stati due scemi.


Eravamo molto stanchi, complice la grande sfacchinata di un paio di giorni prima (qui per saperne di più), e dovevamo tornare a Palermo entro sera per un evento molto importante, ovvero il secondo compleanno della figlia di mio cugino che è una delle bimbe più fighe che abbia mai conosciuto. E la sua festa non me la sarei presa per nulla al mondo.

Ortigia, da quello che ho capito, è in buona parte ztl e i parcheggio per strada sono -giustamente- quasi tutti riservati ai residenti. In ogni caso, noi abbiamo lasciato la macchina in un parcheggio al porto, pagando 1€ l'ora.
Non avevamo la più pallida idea di dove andare, di cosa fare, di cosa vedere. Però sapevamo dove mangiare, almeno quello.
Mi è caduto l'occhio su un banchetto di escursioni in barca che prometteva meraviglie facendoti circumnavigare l'isola con tanto di sosta alle grotte. Occhio, il mio, che è diventato subito a forma di onda del mare.



Lì è sorto il dubbio: giriamo Ortigia a piedi con il caldo, con le vesciche, con la stanchezza o facciamo il giro in barca?
La cosa bella sarebbe stata, ovviamente, non dovere fare una scelta, ma il compleanno della micro cuginetta figa veniva prima di tutto.
E così giro in barca è stato. Avevamo a disposizione mezzora abbondante prima che partisse la spedizione marittima, quindi ci siamo concessi un caffè in un bar del porto (2€ due caffè seduti al tavolo, con tanto di servizio) e abbiamo aspettato l'ora X.
Il giro in barca dura circa un'ora e venti minuti e costa 15€ a persona, c'è il fondo trasparente per ammirare il fondale e il comandante ti racconta un sacco di cose interessanti e risponde alle domande di tutti. Vediamo se indovinate chi è la passeggera che ha fatto più domande di tutti, provateci, così a caso.

La prima cosa bella, mare a parte, che abbiamo visto è il Castello di Ortigia, vicino al quale c'è un faro verde, di fronte al quale ce n'è uno rosso. I due fari, posti appunto in due punte opposte, segnano l'ingresso del porto grande.









Poco prima di uscire dal porto, però, la mia attenzione era stata attirata da una sorgente d'acqua dolce da cui sgorgano 400 litri di acqua al secondo, con tanto di papiri. La fonte si chiama Fonte Aretusa ed è una delle tante che ci sono nell'isola di Ortigia.





Proseguendo il giro, abbiamo avuto modo di ammirare un ex caserma dei carabinieri, la Caserma Abela, che adesso ospita la sede della facoltà di architettura.



Dal mare, abbiamo potuto osservare Ortigia in tutto il suo splendore, oltre ad ammirare anche le tante chiese che, secondo me, meritano tutte una visita approfondita.





Ad attirare in modo particolare la mia attenzione è stato il Santuario della Madonna delle Lacrime, ma pare che il comandante non fosse particolarmente d'accordo con me considerandola una Chiesa troppo moderna (cosa che in effetti è).



Se vi interessa, c'è un'ex prigione borbonica che è stata recentemente messa in vendita dal Comune di Siracusa. Per due milioni di euro, che sono certa che avanzino praticamente a tutti, potete portarvi a casa quello che potrebbe diventare un mega hotel di lusso da settanta stanze. Il comandante era dell'idea che due milioni siano una cifra ridicola per una costruzione del genere, per giunta vista mare, ma purtroppo a me non avanzano, quindi il progetto diventare milionari aprendo un hotel di lusso devo rimandarlo a data da destinarsi.



Un po' ovunque sulla costa dell'isola di Ortigia ci sono degli stabilimenti balneari, piattaforme sugli scogli e l'acqua devo dire che merita, è davvero pulitissima e limpidissima.





Noi, a quel punto, ci siamo diretti verso le grotte e, ragazzi miei, è stato meraviglioso: io ero incantata a guardarmi intorno come una bambina. Incantata, estasiata e meravigliata.





La più bella, secondo me, è la grotta dei fiorellini di corallo, uno spettacolo della natura dove avrei passato ore e ore a fissare, appunto, questi fiorellini di corallo.






Ci sono anche la grotta a forma di cuore e la grotta chiamata Orecchio di Dioniso a mare, entrambe bellissime.





Dopo aver visitato le grotte, il comandante ha detto che se volevamo, potevamo fare il bagno.
L'unico piccolo e non trascurabile dettaglio è stato che il Marito la mattina aveva ritenuto scema la mia idea di mettere il costume da bagno, tanto dovevamo solo fare un giro della città, poi diventato giro in barca, ma figurati se ti fai il bagno durante il giro in barca, quindi, a malincuore, abbiamo detto che noi non lo avremmo fatto.
In barca con noi c'era una coppia di inglesi non giovanissimi che hanno rinunciato al bagno e una coppia di Milano che invece si sono tuffati felici e contenti in quel mare azzurrissimo, dicendoci subito quanto bella fosse l'acqua.
E lì, lo ammetto, non ho resistito: mi sono spogliata, invitando anche il Marito a farlo, e ci siamo buttati in acqua in mutande.
Io sono una che di norma utilizza mutande che potrebbero sembrare tranquillamente costumi da bagno, ma chiaramente quel giorno avevo scelto una brasiliana di pizzo lilla che se non fossi certa di averlo comprato io perché mi piaceva da morire, si sarebbe tranquillamente potuto pensare che fosse di qualcun altro e che fosse nel mio cassetto per errore, ma ecco: chi se ne frega.
Il bagno nel mare del di Ortigia è uno dei più bei bagni che io abbia mai fatto in vita mia: acqua non troppo fredda, trasparente, bellissima, tanto che non volevo più uscire.
Il comandante ci ha raccontato che molti turisti -per lo più tedeschi- il bagno alle grotte se lo fanno anche a Dicembre. Per dire, eh.

Dopo il bagno, abbiamo proseguito la circumnavigazione dell'isola, per poi rientrare dal porto piccolo.



E qui è necessaria una premessa: l'isola di Ortigia è collegata alla terraferma da due ponti, uno è il Ponte Santa Lucia, più moderno e l'altro è il Ponte Umbertino, quello storico. Per rientrare in porto, è stato necessario, smontare la copertura della barca, mettersi in punti strategici per bilanciare non so bene cosa e abbassare la testa, stando ben attenti a non alzarla durante il passaggio sotto, appunto, il Ponte Umbertino.



Io ammetto di avere alzato gli occhi -solo quelli, perché se alzavo anche la testa non sarei qui a raccontarlo- e mi sono impressionata, però mi è piaciuto anche quello. Molto.
E devo dire che la simpatia e la professionalità del comandante (che chiamo comandante solo perché non so il nome, eh, non è una presa in giro) erano davvero tanta roba.

Insomma, io Ortigia la consiglio eccome, ci siamo ripromessi di tornarci per vederla meglio e per fare un altro giro in barca, però magari la prossima volta ci mettiamo il costume da bagno.


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martedì 15 agosto 2017

Google: lo state usando malissimo

Cosa cercare su Google? è una cosa che avete cercato anche voi, su Google appunto, almeno una volta nella vita, vero?
Io non l'ho mai cercato in realtà, ma ieri sera, a cena con le amiche, è nata una simpatica discussione su cosa cerca la gente su Google e io, dispensatrice di risposte ai dubbi delle persone, ho fornito la soluzione ai dubbi amletici delle amiche.
Praticamente loro mi danno da mangiare e io dissipo ogni loro dubbio.
Si lo so, sono una grande amica.

Praticamente, esistono un paio di strumentini che mi permettono di sapere come la gente finisce sul mio blog che non saranno indicativi di tutto quello che viene cercato ogni giorno, ma un'idea ve la potete fare. Oltre a farvi un'idea, in alcuni casi, potete anche farvi grasse risate, eh.


Tra le ricerche top spiccano, appunto, cosa cerca la gente su Google e non so cosa cercare e io non vorrei essere la solita polemica odiosa, ma se non sapete cosa cercare, spegnere il pc o il cellulare e andare al mare potrebbe essere un'idea.

Sempre tra le top ten -almeno per quanto riguarda le ricerche che potrebbero avere un senso- troviamo:
-Non può essere vero (scritto staccato, ma io vi perdono) e non può essere vero blog, quindi qualcuno che cerca proprio me. E io gongolo.
-Spiaggia di San Teodoro Marsala che cercano ogni giorno centinaia di persone, cosa che probabilmente avrei dovuto fare anche io.
La ricerca -questo lo so- vi porta a questo post che resta -e resterà sempre- il post più letto di sempre, oltre a quello per cui ho litigato con le redazioni di diversi giornali che me lo hanno copiato.
Mia madre, al pranzo di Ferragosto, ha conosciuto una ragazza a cui ha parlato del mio blog che, per dire, da Mantova con furore, aveva letto questo post. E di storie simili dell'ultimo mese ve ne potrei raccontare a decine.
-Ikea più grande d'Italia che, ve lo dico, è quello di Carugate (MI) che io sappia, ma la ricerca vi porta qui, visto che io le cose o le faccio bene o non le faccio, quindi sono andata direttamente all'Ikea più grande del mondo, cosa che capisco -per me- è stato molto più semplice che per altri.
-Lavorare a Stoccolma e lavorare in Svezia: la ricerca vi porta qui, ma vi anticipo che non è tutto oro quello che luccica. E lo dice una che ama Stoccolma -e in generale la Svezia- profondamente.
-Gamba ingessatagamba rotta e quanto pesa il gesso alla gamba? spopolano e io che pensavo di essere tra le poche cretine in grado di rompersi un ginocchio a caso. La ricerca vi porta qui o qui mi sa, ma ecco, a me di sapere quanto potesse pesare il mio gesso invadente che partiva dalla caviglia e arrivava all'inguine non è mai venuto in mente.
-Gilda è un bel nome? e Gilda nome bimba sono query molto diffuse. A questi dubbi posso rispondere senza problemi: Gilda è un nome bellissimo, il più bello che esista secondo me, ma non chiamateci le vostre figlie che io ci rimango male quando incontro altre Gilda nel mondo perché il mio nome lo voglio avere solo io. Al massimo posso accettare che ce lo avesse mia nonna.
La ricerca comunque vi porta qui.
-Figlio unico triste, figlio unico depresso, figlio unico sbandato sono parole chiave troppo cercate per i miei gusti.
I figli unici sono persone normali, anche piuttosto felici.
Buona parte delle mie amiche sono figlie uniche, quasi quasi sembra che le scelga apposta, e nessuna di loro (o meglio, forse dovrei dire nessuna di noi visto che figlia unica lo sono anche io) ha mostrato segni di squilibrio. Nel mio caso, non troppi.
La ricerca vi porta qui, dove potrete trovare un elenco di risposte ai vostri dubbi sulla natura sub-umana dei figli unici.
-Quanto costa la vita a due? e quanto spende una coppia al mese? sono  ricerche altrettanto diffuse. Tanto, costa tanto. Non vi regala niente nessuno. La ricerca porta qui, ma nel frattempo siamo diventati più spendaccioni quindi forse dovrei scrivere un altro post.

A queste ricerche si aggiungono, in numero più o meno variabile, una serie di ricerche su località di vacanza (su cui, ovviamente, ho scritto qualcosa), sulle allergie (su cui ho scritto più io che un medico praticamente), su ginnaste varie (e la ginnastica artistica è il mio grande amore, quindi ne ho parlato tantissimo) e su Te lo regalo se vieni a prenderlo.
Lo capisco: sono tutte query di ricerca abbastanza noiose, ce ne sarebbero infinite altre, ma ve le risparmio.

Arriviamo però alla parte divertente, ovvero a tutte quelle query di ricerca che io non ho la più pallida idea di come vi vengano in mente.
Alcune chiavi di ricerca non so neanche dove portino all'interno del mio blog. E mi piacerebbe saperlo, eh. Eccome se mi piacerebbe saperlo.
-Cinesi fighe. E va bè, sono gusti.
-Porno ragazzine e porno bambine che, ve lo dico, non sono legali. E mi fate anche abbastanza schifo.
-Figli tra fratelli e sorelle. Si chiama incesto, cercate la parola incesto su Google così vi fate un'idea.
-Ho scopato mia nonna sul bus. Cosa cerchi esattamente? Qualcuno che abbia fatto la tua stessa esperienza?
-Ho scopato mia mamma che spero non sia lo stesso di prima, insomma.
-Piselli finti che non so a che vi servono, ma questa ricerca in realtà so dove porta, ovvero qui.
-Me la sono fatta sotto. Cosa? La pipì? La cacca? Quanti anni hai? Ho bisogno di maggiori informazioni per dare una risposta.
-Spacco bottiglia ammazzo famiglia. Ah.
-Barbie brutte. Non ci sono Barbie brutte, le Barbie sono tutte belle, però credo che la ricerca porti qui.
-Di averti. Questa è ripetuta più volte e non l'ho capita, se qualcuno me la spiega, gli offro una birra.
-Insulti intelligenti. Non esistono insulti intelligenti e, nel caso foste intelligenti non avreste bisogno di cercarli, parola di una che trolla la gente.
-Il signor parroco ha dato di matto. Succede, eccome se succede. Una buona soluzione può essere quella di chiamare l'esorcista.
-Mamma è scema. Sempre meglio di andarci a letto con la mamma, ma devo dirvi che una mamma non è mai scema, fatta eccezione per le mammine pancine amorose cuoriciose ovviamente.
-Ponte scritta 3msc. É un ponte a Roma nord -e io appartengo alla fazione Roma sud- verso Tor di Quinto, sopra ci passa Corso Francia, però devo darvi una tremenda notizia: la scritta ovviamente non c'è. 
-Come rompersi una gamba. Fa un male cane, porca miseria, ma come vi viene in mente? Io comunque mi sono rotta il ginocchio camminando. Per dire, eh.

Ce ne sarebbero almeno altre cinquecento da trascrivere, ma magari ne facciamo a meno e, per stavolta, direi che queste bastano e avanzano.
Un paio di anni fa, avevo scritto due post sull'argomento, indubbiamente molto meno precisi di questo, ma se siete curiosi li trovate qui e qui.
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lunedì 14 agosto 2017

Spiaggia di San Lorenzo a Noto: chi ha il pane non ha i denti

La spiaggia di San Lorenzo a Noto è la classica spiaggia che piace al Marito: sabbia chiara e fine, mare trasparente e lidi super attrezzati.









Prima di tutto bisogna chiarire che, in realtà, è più vicina a Marzamemi e a Vendicari che non a Noto, ma questo è un dettaglio che magari a molti non interessa.
A noi l'avevano descritta come una spiaggia per giovani  e per fighetti, a me non è sembrata né l'uno né l'altro in realtà, però il mare è bellissimo. Davvero bellissimo.
La spiaggia di San Lorenzo è una di quelle spiagge che io definisco paradisi: ha fatto tutto la natura e non ci sarebbe bisogno di fare nulla se non godersi il mare in tutto il suo splendore.
Noi, come sempre, siamo andati un po' all'avventura, non avevamo le idee chiare su cosa avremmo trovato, l'unica cosa che abbiamo capito subito è che c'era tanta, ma proprio tanta gente.
Arrivati quasi in spiaggia abbiamo trovato un parcheggio a pagamento, 3€ per tutta la giornata, giungendo alla conclusione che in Sicilia i parcheggi fronte spiaggia costano praticamente tutti 3€ per l'intera giornata (che è una cifra più che giusta, eh).
Ci siamo quindi trovati davanti ad un enorme lido che prende il nome dalla zona che a me, da fuori, è sembrato molto in stile villaggio Valtur, molto bello e curato, con tanto di palme, edicola e non so cos'altro.
Siamo arrivati alla cassa ed eccolo lì il cartello che vieta di introdurre cibi e bevande che sarebbe il caso di mettere solo se la varietà dei cibi offerti è tale da poter venire incontro alle problematiche di tutti e se i prezzi del cibo sono popolari, altrimenti ne farei a meno.
E no, non intendo mica dire che debba essere consentito portarsi quattro borse frigo con pasta al forno a volontà a testa, sia chiaro.
Alla cassa, dopo mezzora di fila, mi sono vista superare da una tizia davanti agli occhi delle cassiere (qui il commento a caldo) ben consapevoli del fatto che fosse il nostro turno, ma a loro che gli frega di far rispettare la fila?
E qua dovete capire che io, che di solito sono buona e pacifica, divento matta quando mi passano davanti in fila, magari perché amici del cassiere, del barista o di quello che sia (ne ho parlato anche qui), ma insomma eravamo in vacanza, quindi evitiamo (più o meno) scenate, giusto?
Il prezzo per due lettini e un ombrellone è di 25€ che forse, visto che si tratta di una comfort beach (cosa che ho notato andare molto di moda in quella zona) potrebbe anche andare bene (il mare merita davvero, quindi sono di sicuro ben spesi) se non fosse che si sono scordate di dirci che quel prezzo era per due lettini distanti dal mare, in ultima fila.
Se ci avessero detto che c'erano dei prezzi differenti, magari avremmo potuto scegliere, ma forse erano un po' troppo impegnate a far passare avanti amici e parenti. Chi lo sa.
Io avrei preferito pagare di più e stare più vicina al mare ad esempio.


Ci hanno fatto mettere un braccialetto colorato il cui colore cambia a seconda di quanto hai pagato. Per fortuna che a noi queste cose interessano poco, ma magari non a tutti fa piacere doversi tenere un braccialetto che indica se sei ricco o povero.
Mi ricorda un po' un'azienda per cui ho lavorato anni fa in cui il colore del laccetto del badge cambiava a seconda del tipo di contratto che avevi che magari uno non vuole fare sapere a chiunque che il contratto di lavoro gli scade dopo una settimana, chi lo sa.

La spiaggia è oggettivamente bellissima e anche il lido non è male, con tanto di ombrelloni di paglia che a me piacciono tanto.
Noi abbiamo fatto lunghe, lunghissime nuotate alternate ad altrettanto lunghe dormite.

L'altro piccolo inconveniente si è verificato al bar: io sono andata a prendere dei panini per il Marito affamato dopo aver circumnavigato la Sicilia a nuoto e davanti a me ho assistito ad una scena abbastanza triste.
Un signore ha chiesto alla gentile barista il contenuto dei panini -ce ne saranno stati dieci tipi diversi- e dei rustici e si è sentito rispondere che per saperlo doveva prima fare lo scontrino.
Io mi godevo la scena, fortunatamente il Marito può mangiare tutto, ma se i panini fossero stati per me ovviamente questo sarebbe stato un problema perché io ho necessità di sapere cosa c'è dentro ogni singola cosa e anche un paio di altre informazioni sulla contaminazione.
La cosa divertente è che quando vai a pagare, il cassiere ti chiede con cosa li vuoi i panini (immagino a causa di una differenza di prezzo in base al ripieno), quindi non mi è chiaro come si fa a dire come si vuole il panino se non me lo dite prima di fare lo scontrino.
Al di là del fatto che la lista degli ingredienti andrebbero esposti, almeno fatemi portare il cibo da fuori se non volete disturbarvi -che capisco che la domenica ad Agosto siete stanchi e avviliti- a dare informazioni ai clienti.
Due panini comunque alla fine li ho pagati 12€.

Nei 25€ del braccialetto dei poveri è compresa la doccia e l'utilizzo del bagno -da evitare se non volete prendere il colera- e degli spogliatoi. Credo che le stesse cose siano comprese nel braccialetto dei ricchi, ma non saprei dirvelo con certezza.
Ci siamo accorti che, a fianco, c'è anche una parte destinata a quelli ancora più ricchi, con baldacchini al posto dei lettini, ma non lo sapevamo quindi non saprei dirvi il costo e i servizi offerti.


Tutto sommato, il mare splendido supera il resto e, anche stavolta, la colpa è stata in parte nostra che non abbiamo letto le recensioni prima di andare. Le ho lette dopo, per curiosità, e purtroppo, quelle degli ultimi tempi, segnalano quasi tutte la stessa cosa, ovvero che il lido è lasciato in mano a chi di turismo probabilmente non ne sa abbastanza. 
Chi ha il pane non ha i denti, insomma.
Ho un amore smisurato per la mia terra -credo che sia abbastanza chiaro- e continuerò a ripetere sempre che così i turisti non tornano perché chi paga non ha sempre ragione, ma vuole quanto meno essere trattato con educazione e gentilezza. E di turisti, in Sicilia, ne abbiamo bisogno.
Una spiaggia che è un paradiso, con un mare bellissimo, va valorizzata, non lasciata in mano a chi si scoccia persino di dare un'informazione. 
Fortunatamente, queste realtà sono poche, pochissime, magari è stata solo sfortuna di chi, come noi, è andato negli ultimi tempi (le recensioni precedenti sono quasi tutte positive) ma ecco di gente come noi a cui basta il mare bello per essere felici ce n'è poca. E io lo terrei a mente.
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venerdì 11 agosto 2017

Noto: quel posto che a me non è piaciuto, ma a voi magari si

Noto è la capitale del Barocco. E a me non è piaciuta più di tanto, ma non escludo di essere io quella strana che si emoziona solo davanti all'acqua del mare e non da la giusta importanza a tutto il resto.


A suggerirci di andare a vedere Noto è stato mio padre, definendolo un posto incantevole, una delle cose più belle che lui abbia mai visto, da visitare assolutamente.
E il Marito, se mio padre dice qualcosa, la fa. Lui si fida ciecamente del parere di mio padre, da quella volta che lo portò a prendere un caffè in uno degli hotel più belli dell'universo.
(Se vi state chiedendo perché non ce lo portò a dormire, la risposta è semplice: perché è vicino casa dei miei genitori).
Insomma, siamo andati a Noto poco prima dell'ora di cena, in una giornata forse sbagliata considerato che eravamo molto stanchi dopo le fatiche a cui eravamo andati incontri ignari (qui per saperne di più).
Siamo arrivati a Noto, abbiamo seguito le indicazioni per il centro e abbiamo mollato la macchina in un parcheggio a pagamento comunale (1,50€ l'ora) , a poche centinaia di metri dalla Porta Reale che segna l'inizio dell'area pedonale e da lì abbiamo percorso tutto, ma proprio tutto il corso.



Se Noto è considerata  la capitale del Barocco ovviamente un motivo c'è: praticamente tutto quello che c'è da vedere è del periodo barocco, tutto molto bello indubbiamente, ma non sono rimasta particolarmente colpita.
Quella che secondo me merita davvero è la Cattedrale di San Niccolò: abbiamo deciso di entrare, cercando di dare fastidio il meno possibile considerato che era in corso la Messa, e siamo rimasti per una buona mezzora con il naso all'insù a guardare gli affreschi sul soffitto.







E quando dico una buona mezzora, intendo davvero una buona mezzora. In silenzio, ad ammirare gli affreschi.
Sopra l'enorme portone della Cattedrale campeggia la scritta S.P.Q.N. e io credo che a due persone -soprattutto se sceme- che vengono da Roma (ok, io non sono romana, ma ci vivo ormai da tanto tempo, quindi lo sono d'adozione) non puoi fare trovare la scritta S.P.Q.N. perché ovviamente la prima cosa idiota che diranno è: "Oh, guarda, hanno fatto un errore".



Qualcuno ci ha sentito e non ci hanno guardato proprio benissimo, probabilmente non riuscendo a capire che stavamo semplicemente scherzando e che eravamo abbastanza consapevoli che non ci fosse nessun errore, quindi se siete romani e anche scemi, magari non esternate questa considerazione che potrebbero prendervi sul serio e non capire che venite da una città in cui S.P.Q.R. è scritto ovunque, cassonetti dell'immondizia e tombini compresi.
In generale comunque, la passeggiata per le vie di Noto è stata piacevole, nonostante la stanchezza.







Abbiamo cenato in un ristorante, anche quello consigliato, che si chiama L'assiette Baroque, mai nome poteva essere più azzeccato per un ristorante a Noto e devo dire che è una delle scelte culinarie più intelligenti che io abbia mai fatto.



Al di là del fatto che il proprietario è simpaticissimo -e io l'ho davvero rincretinito con le mie chiacchiere- il cibo è fantastico. Roba che ve lo sognerete la notte, piangendo.
Se penso che tra me e quel ristorante ci sono più di 1000 km infatti, l'unica cosa che posso fare è piangere disperata.

Quindi insomma, a me Noto non è piaciuta particolarmente, non è scattata la scintilla, ma ve l'ho detto: magari sono scema io, quindi voi andateci lo stesso. E poi fatemi sapere cosa ne pensate, eh.
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mercoledì 9 agosto 2017

Mi fido dei medici e non degli sciamani

Io mi fido dei medici. Non mi fido ciecamente, ma mi fido. 
E sapete perché? Perché loro sono medici e io no.
Loro hanno studiato medicina e io no.
Loro hanno fatto le notti in pronto soccorso e io no.

Facciamo un passo indietro: molti -in seguito ad un mio post (qui per leggerlo)- mi hanno consigliato di fregarmene di quello che i medici mi hanno diagnosticato in anni e anni di esami e corse all'ospedale -alcune che manco i pazienti di Doctor House sono mai arrivati a tanto- e di non dare loro retta perché guarire si può, ma non ascoltando loro - i medici brutti e cattivi- che sono in combutta con Big Pharma.
Che poi eh, dite la verità: Big Pharma non l'avevate mai sentita nominare prima che si svegliassero le mamme pancine informate e cominciassero a lottare, a suon di post su Facebook, contro i vaccini.
Io mi fido dei medici e non degli sciamani. E manco delle pancine d'amore informate, se per questo.
Non voglio manco pagare centinaia di migliaia di Euro a sedicenti stregoni che, con la forza del pensiero, manderanno al mio organismo segnali positivi convincendolo che mangiare la Nutella si può. Piuttosto, scusate, continuo a guardare adorante le confezioni di Nutella al supermercato sperando che prima o poi un degno erede del Signor Ferrero inventi una Nutella senza nocciole e me ne mandi un tir a casa.
Io non voglio curarmi con acqua e zucchero, mangiando bacche nel bosco o facendomi massaggiare un piede da uno sciamano mentre recito otto Ave Maria e sei Padre Nostro.
Il Marito non poteva farsi mettere due stuzzicadenti di oro zecchino al posto delle protesi alle anche, urlando "Adrianaaaa" alla luna.
Mio padre non può smettere di essere cardiopatico cantando a ripetizione per due giorni e due notti la sigla di Piccoli problemi di cuore (nati da un'amicizia che profuma d'amore, nananananananana).
Io voglio , se ho un problema di salute, che mi venga fatta una diagnosi da una persona che quelle cose le ha studiate e che mi venga data, sempre da qualcuno che quelle cose le sa, una cura o eventualmente una soluzione per non peggiorare.

Tanti anni fa, avevo vent'anni appena, consigliarono a mia madre un medico allergologo che poteva aiutarci a capirne di più delle mie allergie.
Era un periodo in cui si sapeva molto poco di allergie, molto meno di adesso quanto meno, e mia madre decise di portarmi da questo allergologo che, in realtà, medico non era.
Non è che se sei dottore sei automaticamente un medico, eh.
A sto punto sarei medico anche io, eh.
Mi attaccò ad un macchinario miracoloso e poi sentenziò che io ero non allergica a nulla, ma che portando per 48 ore un paio di guanti in lattice ed evitando di toccare plastica dura per altrettanto 48 ore, io sarei guarita. Disse anche che, da quel momento in poi, non avrei dovuto lavarmi con l'acqua di casa -quella che esce dai rubinetti per intenderci- ma con acqua di fiume o di lago che, non vorrei risultare polemica, ma l'unico fiume che mi viene in mente a Palermo è il Fiume Oreto (non so se avete presente) e probabilmente, se solo avessi toccato quell'acqua, sarei morta di malaria nel giro di mezzora. Per dire, eh.
Chiaramente, da questo sciamano -come l'ho ribattezzato io e come lo chiamo ancora oggi- non siamo più tornate e io ho continuato a lavarmi con l'acqua di casa e a toccare la plastica dura.
Effettivamente le allergie non mi sono passate, ma tra loro e la malaria preferisco loro.
Dopo qualche anno, lo sciamano me lo consigliarono ancora e quando dissi che non mi interessava mi informarono che adesso aveva un metodo testato e sicuro: attaccarti agli elettrodi per guarirti.
G-L-I-E-L-E-T-T-R-O-D-I.

Io ho preferito continuare ad andare da medici bravi e competenti, cosa che per altro faccio ogni volta che è necessario. E a correre in ospedale ogni volta che la sfiga lo richieda.
Prendo le medicine quando me le prescrivono -e no, non sono una che si sfonda di antibiotico e aspirina solo per il gusto di farlo, preferisco mangiare il cioccolato- e a fare tutti gli esami che mi vengono richiesti.


Sono anche vaccinata, eh. L'ultimo vaccino l'ho fatto un anno fa e continuerò a farli perché, quando mi ammalo, avendo un sistema immunitario scemo, è un casino.
E no, non mi vaccino a cuor leggero, ma faccio tutti i controlli pre vaccinali del caso.
Parlo con i medici, e quando lo faccio non sono mai sola perché quattro orecchie sentono meglio di due, valuto con loro, ascolto quello che mi dicono. Se ho dei dubbi, ringrazio e ci penso su, magari parlando con un altro medico. E, se non dovesse bastare, con un altro ancora.
Conosco le conseguenze dell'assunzione di ogni medicinale e so che potrei essere quel caso sfigato su un miliardo che muore di colpo dopo aver preso il paracetamolo.
Mi fido dei medici, ma so che possono sbagliare perché sono umani e, a volte, incompetenti.
Si lo so, non dovrebbero esserci medici incompetenti, ma esistono  e che ci vogliamo fare?
Non mi fido degli sciamami perché spesso e volentieri si attaccano alla disperazione della gente. Perché si, quando si è malati, spesso si è disperati e non si ragiona con lucidità.
Ma i medici hanno studiato per diagnosticare e curare le malattia, così come studiano quelli che si inventano le medicine (io al massimo mi posso inventare nomi buffi da dare alle mie piante) e quelli che cercano di scoprire le cure per malattie che una cura non ce l'hanno.
E se una cura non c'è, non sarà l'acqua e zucchero a guarire un malato.

Ho incontrato medici che avrei cacciato dall'ordine a calci ben nel sedere -ma purtroppo non dipende da me- eppure mi fido ancora dei medici. E delle mie sensazioni quando cerco di capire se il medico che ho davanti è competente o meno.
E prima che lo diciate, è capitato che mi facessero una qualche diagnosi sbagliata: qualche mese fa mi dissero che probabilmente avevo una massa tumorale al fegato e invece avevo due milze (qui per saperne di più). E non è l'unico errore, eh.
E mi sono arrabbiata, ho protestato, ho fatto casino quando hanno sbagliato.
Ho chiesto ad altri medici, ho cercato sempre un secondo parere, ci ho provato, anche se a volte le conseguenze di un errore sono state devastanti, per il corpo e per la mente.

E se non siete medici non consigliate acqua, zucchero e bacche a chi ha un problema.
Che un medico ha studiato per anni e, nella maggior parte dei casi, sa quello che fa.

Che poi dico: ad un panettiere andate a spiegare come si fa il pane e cercate di sostituirvi a lui? E si che il pane lo sappiamo fare (quasi) tutti.

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