Io sono allergica e sono tatuata, molto allergica e molto tatuata se vogliamo essere precisi.
Non sono un medico, non sto dando consigli o pareri su cose che al più dovreste chiedere al medico, ma sto raccontando -come sempre d'altronde- una storia.
Sono allergica da praticamente vent'anni, quindi da più di metà della mia vita.
Ero una bambina, ancora in cura dal pediatra, e sono cresciuta con loro, sempre al mio fianco tra alti e bassi. Pochi alti e molti bassi che ho saputo trasformare in molti alti e pochi bassi.
Ho fatto il mio primo tatuaggio a 18 anni, quando la situazione non era ancora così grave, e il mio secondo a 21 o 22 anni, non me lo ricordo neanche. Il primo lo feci a Palermo, il secondo a Bologna, se mi chiedete chi erano i tatuatori o quale fosse lo studio non ne ho davvero idea.
Sono due farfalle identiche, una con le ali chiuse e una con le ali aperte, a cui ho fatto riprendere le linee circa un anno fa visto che erano completamente scoppiate.
Per anni alla questione tatuaggi non ci ho più pensato.
Quando è morto mio padre, seduta sulla poltrona in cui di solito stava seduto lui, in attesa del funerale, dissi ad una ormai ex collega che volevo fare un tatuaggio. Lei mi rispose che avremmo trovato un tatuatore specializzato in scritte, visto che volevo una scritta. Trovai quella frase molto dolce, nonostante venisse da una persona che tutto era fuoché dolce, perché era la frase di chi aveva capito che stavo delirando e che dicevo cose a caso.
Qualche mese dopo, avevo il mio terzo tatuaggio, ovvero il nome di mio papà sull'avambraccio (lo trovate qui). Da cosa nasce cose e oggi ho tredici tatuaggi di cui qualcuno abbastanza grande.
Alcuni in bianco e nero, altri a colori, altri ancora in bianco e nero con qualche pennellata di rosso o fucsia.
Ho tatuaggi che raccontano storie e sensazioni, ognuno dei quali con un significato difficilmente intuibile da fuori con dettagli talmente studiati che io stessa ogni tanto mi sorprendo di come mi siano venuti in mente. Sono tutti legati a cose, fatti e persone e sono affezionata più o meno a tutti, anche se -come credo sia normale- ho il mio preferito.
La domanda che mi viene rivolta più spesso, quanto meno in alcuni contesti é:"Ma gli allergici possono tatuarsi? Ma non hai paura di morire?".
Ovviamente si, a volte ho paura di morire, lo avevo raccontato in questo post.
Ho però deciso di vivere una vita il più normale possibile, nonostante questo significhi adottare un milione di accorgimenti in più rispetto ad una persona normale.
Chiedo, mi informo, ci sbatto la testa, a volte mi viene detto di no, altre volte di si.
Io ho chiesto al mio allergologo, così come ho chiesto a chi mi ha tatuato, d'altronde per tatuarsi non bisogna avere assunto determinati farmaci, alcool e droga e, in ogni caso, bisogna avvisare di eventuali patologie, quindi mi pare il minimo spiegare di essere allergici, quanto meno se si è in una situazione grave e problematica come la mia (qui per saperne di più).
Viene da se -e spero che sia scontato- che è necessario scegliere tatuatori che osservino tutte le norme igieniche richieste visto che, manco a dirlo, vi stanno infilando un ago pieno di inchiostro sotto pelle e che, una volta terminato il tatuaggio, si tratta di una ferita vera e propria che va curata in modo preciso onde evitare conseguenze.
Io ho sempre curato i miei tatuaggi in modo preciso, seguendo ogni indicazione, facendo attenzione a qualsiasi cosa e difatti sembrano sempre appena fatti. Per onore di cronaca, preciso che mi hanno anche sempre detto che ho una bella pelle da tatuare.
Non sono morta, non ho mai avuto una reazione allergica durante o dopo un tatuaggio, niente di niente. Sempre tutto perfetto.
Ne farò ancora? In questo momento non credo.
Ho raccontato tutto quello che volevo o sentivo il bisogno di raccontare, tutto quello che volevo ricordare, tutto quello che volevo poter guardare. Possibile che un domani ci saranno nuove storie da raccontare e allora si vedrà, anche se -come dico sempre- lo spazio comincia a diventare sempre meno, quanto meno in quelle parti del corpo che mi piacciono tatuate.
Quello che posso dire é che no, non saranno mai le allergie alimentari a fermarmi o a condizionarmi la vita, più di quanto già non facciano da un ventennio e di come faranno ancora fino alla fine dei miei giorni. Ho sempre cercato di trovare una quadra e, difatti, l'ho trovata anche in questo caso.
Tutti i tatuaggi di questo post sono miei, sono disegni creati apposta per me seguendo le mie indicazioni.
No, non sono tutti quelli che ho.
Si, tra questi tre c'è il mio preferito.













