venerdì 11 maggio 2018

"Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino": una delle più grandi fissazioni della mia vita

"Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino" è un libro del 1978, da cui è stato tratto l'omonimo film del 1981, nato a seguito di una serie di interviste fatte a Christiane F., una ragazzina ormai donna diventata famosa proprio perché eroinomane.
E voi direte "e sti cazzi?".
Io il libro l'ho letto a diciassette anni su consiglio di una mia compagna di classe.
Oggi che di anni ne ho trentadue, quel libro (si, sempre lo stesso) è conservato nella libreria verde pastello di casa mia. Lo rileggo in media un paio di volte l'anno, ormai lo conosco talmente tanto bene che salto qualche pagina perché tanto lo conosco a memoria.
Nella stessa libreria verde pastello è custodito il seguito di quel libro ovvero "La mia seconda vita" scritto sempre da Christian F. e da una giornalista. Questa seconda parte l'ho letta solo una volta, forse due, onestamente non me lo ricordo neanche.

Ero talmente tanto affascinata da questa storia che, quando feci la tesina per gli esami di maturità, la scelsi come argomento.
Praticamente tutta la tesina era incentrata sull'eroina e sul tema del suicidio che nel libro è un sacco ricorrente. Cose allegre insomma.
La professoressa di filosofia che mi chiede perché Nietzcshe si è suicidato resterà nella storia insieme a Christiane mi sa.
Mi ero fatta una cultura enorme sull'eroina pur non avendola neanche mai vista da vicino (e credo che non mi capiterà mai nella vita di vedere dell'eroina, ma sai mai).
Una mattina che la mia classe aveva deciso di non entrare a scuola, avevo portato i miei compagni a casa mia e ci eravamo visti il film che, ovviamente, avevo visto decine di volte.
Era così, per altro, che avevo conosciuto David Bowie.

Di questa storia ne parlavo con una mia amica, quasi per caso.
Christiane F. era talmente una fissazione che per anni -quasi dieci- avevo cercato qualcuno disposto a venire con me a Berlino per vedere i luoghi di Christiane. Non so se ci rendiamo conto dei livelli che aveva raggiunto questa "malattia", chiamiamola così.
Alla fine, a Berlino ci sono andata con il Marito che all'epoca dei fatti non era Marito, ma Fidanzato che ancora oggi mi ricorda che l'ho fatto quasi morire congelato, solo perché ho scelto un periodo dell'anno non esattamente consono al viaggio, ovvero fine Gennaio/inizio Febbraio.
Una mattina, stavamo facendo colazione in una caffetteria, lo Bild Zeitung poggiato sul bancone aveva in prima pagina un titolo abbastanza chiaro: "Brrrr-erlinen". E tutto ciò solo perché la notte la temperatura era scesa a -27°-
"Ma hai visto che titolo sul giornale?"
"Che giornale è?"
"Bild Zeitung"
"Ah, ma è il giornale che Christiane comprava per leggere notizie sui morti di overdose"
"Non c'è speranza".

Eravamo arrivati a Berlino, avevamo preso un autobus che ci portasse alla metro e io avevo subito letto i nomi delle fermate.
"Amore guarda Rudow, dove il padre di Christiane aveva una piccionaia"
"Oh guarda, Gropiusstadt, dove viveva Christiane. In due stanze e mezza"
Che poi io, cosa si intendesse con mezza stanza non l'ho mica mai capito, eh.
"Amore, quello che resta del muro è a Kreuzberg, Christiane ci ha abitato, sai?"
Che poi io, da brava italiana che non ha mai studiato il tedesco e non ne conosce una parola, a diciassette anni leggevo i nomi dei quartieri esattamente come erano scritti.
"Ah ma il nostro hotel è sul Kurfürstendamm, sai si abbrevia Ku'damm"
"Ma che ne sai?"
"Eh, perché c'era il Sound, la discoteca dove andava Christiane"
"Ah".
"L'Europa Center, qui Christiane e i suoi amici avevano scassinato una macchinetta piena di soldi"
"I grandi magazzini KaDeWe, entriamo a riparaci dal freddo e diamo un'occhiata"
"Qui almeno Christiane non ci veniva mi sa"
"In realtà con le sue amiche rubavano le borse delle signore nei bagni di questo centro commerciale"
"Ah".

Non perdo tempo a raccontare quello che mi è uscito di bocca -no, non nel senso che ho detto cose volgari- quando siamo arrivati alla stazione Zoo della metropolitana di Berlino, dove Christiane -per la cronaca- si prostituiva insieme al suo ragazzo e agli amici.


Dopo quel viaggio, la fissazione mi era praticamente passata, non so perché.
Mia madre ancora oggi, ogni tanto, me lo rinfaccia di quanto l'ho fatta impazzire con Christiane.
Dopo aver letto il secondo libro, ho praticamente smesso di parlarne in modo ossessivo compulsivo con somma gioia di tutti. Nel frattempo, il glorioso pc fisso che era ancora a casa dei miei genitori e dov'era custodita la copia della famosa tesina ha smesso di vivere, ne dovrebbe esistere una copia cartacea custodita in una cartellina verde (bosco, non pastello come la libreria), ma non so che fine abbia fatto. E mia madre, ammesso che lo sappia, si guarda bene dal dirmelo.

Berlino comunque mi era piaciuta tantissimo, al Marito un po' meno, non so perché.
E giuro che avevamo visto un sacco di cose e ci eravamo lasciati andare a riflessioni molto profonde, inevitabili quando ti trovi davanti a quello che resta del muro di Berlino.
Ho passato parecchio tempo al freddo a fare da una parte all'altra: un attimo ero a Berlino ovest e l'attimo dopo a Berlino est, pensando che in realtà quell'andare avanti e indietro era una cosa che in passato qualcuno non aveva potuto fare liberamente.
A Berlino avevo mangiato della cioccolata fantastica alla cioccolateria Fassbender, avevo passeggiato per Kreuzberg, avevo sorseggiato caffè americano insapore. 
Mi era piaciuta tantissimo Berlino. Nonostante il freddo e nonostante Christiane.

18 commenti:

  1. Questa passione non la capisco. Non mi è piaciuto il film e non sono riuscita a finire il libro. ognuno ha le sue

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma sai cosa? Secondo me faceva molto l'età, sono convinta che se avessi letto per la prima volta il libro adesso, l'effetto sarebbe stato completamente diverso...

      Elimina
  2. Bellissimo il tuo post, l'ho letto tutto d'un fiato. Perchè diciamo che mi ha piuttosto coinvolto... Quella di Christiane è una storia che ha impressionato/affascito quasi tutti i ragazzi che hanno vissuto il periodo in cui l'eroina era una parola inflazionata.
    Mi ricordo vagamente un'intervista alla radio in cui una critica di libri annunciò l'uscita del racconto di Christiane, che mio fratello recevette come regalo di natale e che lessi anche io, e mi ricordo quando vidi il film prima TV. A me la storia di Christiane F mi affaacinò ma mi mise anche angoscia perchè - povera crista - ha avuto una vita difficile in un periodo storico altrettanto difficile.
    Anche io sono andata a Berlino, ma non per Christiane, semplicemente perchè era una capitale che andava visitata. La visita di Berlino mi ha cambiato dentro. Sono anacronistica e a Berlino, in alcune zone, si riesce a respirare quell'aria anni '80 che mi piace tanto, poi la sua storia..... meravigliosa. Girando per Berlino riesci a ripercorre, si e no, quasi tutto il 900.
    Spero di tornarci un giorno.

    Un bacio
    Enza

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho avuto una sensazione simile a Berlino, proprio a Kreuzberg, è una città pazzesca e poi a me ha sempre "affascinato" (non è la parola giusta, ma non me ne viene in mente una migliore) la storia del muro....

      Elimina
  3. Ahaha io la stessa ossessione l'ho con Pennac e Parigi... comunque a Berlino anche io vedendo i nomi delle fermate pensavo che li avevo letti nei ragazzi dello zoo di Berlino!

    RispondiElimina
  4. pensa che io ho visto il film al cinema

    RispondiElimina
  5. ma lo Zoo c'è ancora?
    (inteso come hioparco)
    :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando siamo andati noi c'era ancora, siamo anche entrati, ma ecco: a noi aveva messo tristezza!

      Elimina
  6. Allora bellissimo tour-ricordo. Complimenti.
    Parto col dire che ho visitato Berlino nel pieno boom delle costruzioni, e da buona architetto l'ho amata da impazzire. In più a Berlino ho concepito la mia prima figlia. Ma su Christiane F ho anche io degli aneddoti. Non ne ho mai subito il fascino, o meglio l'ho subito come i film dell'orrore che non guardo ma di cui leggo la trama per ossessione. Mi sono interessata di studiare il personaggio ecc, ma non avrei mai potuto leggere il libro o vedere il film, perché tratta argomenti che mi feriscono profondamente, e che preferisco non aprire (anche se il mio film "preferito" è Trainspotting). Ma soprattutto un giorno in libreria chiesi consiglio su un libro sulla sessualità da proporre ad una ragazzina di 10 anni per poter affrontare gli argomenti adatti, e la libraia (giovane) mi suggerì proprio Christiane F. Ho glissato...ma come si fa...non aggiungo altro. Credo che i 17 anni vadano benissimo per leggere, e anche 15, ma a dieci anni come le spieghi quel mondo lì?? Oltretutto ora è difficile spiegare una società (malata) di trenta anni fa.
    ciao
    Barbara

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Consigliare un libro del genere per affrontare il tema della sessualità? O_o
      Sono abbastanza sconvolta, considerato che ecco, non mi sembra che quella fosse una sessualità sana...

      Anche io ai tempi ho studiato in modo malato il personaggio, purtroppo si trovava ben poco online, credo che adesso ci sia molto di più!

      Elimina
  7. I ragazzi dello Zoo di Berlino è stato un libro cult per la mia generazione, almeno nella mia città.
    I genitori più "aperti", più preoccupati o, semplicemente, meno inclini a nascondere la testa sotto la sabbia, lo regalavano ai loro ragazzi. Gli altri, se lo facevano prestare dagli amici.
    Molti, infatti, l'eroina (ma anche la coca) l'hanno vista abbastanza da vicino con cucchiaini, limone e altri gli accessori del caso, tutti gli altri, ne hanno visti gli effetti
    A Berlino ci sono stata due volte: subito dopo il crollo del muro e poi, ma non ho pensato tanto a Christiane, forse perchè per me non era tanto importante la città; la sua storia poteva essere ambientata un po' ovunque.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai che io invece ho sempre pensato che il contesto berlinese dell'epoca avesse tanta importanza per come si era evoluta Christiane? Ricordo che nel libro veniva sottolineato spesso di come lei vivesse a ridosso del muro, cosa che -da quello che avevo dedotto io- era importante per capire come vivesse in un certo senso ai margini, con genitori strafottenti nei suoi confronti perché troppo impegnati a capire come sopravvivere. Poi magari mi sbaglio eh, era solo una sensazione.

      Fortunatamente però io da vicino eroina e simili non li ho mai visti, ho solo il ricordo di siringhe buttate per terra vicino a dove abitavo (era una strada privata, quindi con poco passaggio), ma erano già gli anni '90. Avevo il terrore di quelle siringhe!

      Elimina
  8. Ricordo di aver letto il libro, di aver visto il film un pomeriggio a casa della mia migliore amica. Ricordo di essere inorridita, di essermi rattristata, ma non mi aveva affascinata. Mio cugino era in piena eroina, poi è morto di Aids, quindi mi ha colpito per quello. La sorella di una mia amica si prostituiva, tremendo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai che mi sono sempre chiesta se alcune storie lette sul libro potevano essere successe anche da noi, magari a qualcuno che conosco?
      Forse sarebbe stato meglio pensare di no :(

      Elimina