sabato 15 agosto 2026

Come scegliere l'ospedale per partorire

 Come scegliere l'ospedale per partorire sembra il nome di una guida completa di informazioni super precise e super giuste. La verità é che qui parlo di come io ho scelto l'ospedale per partorire e la risposta, quella che viene dal cuore, quando manca praticamente un mese e poco più, è completamente a ca**o. A mia discolpa posso dire che non avevo contezza di ciò e che me ne sono resa conto piano piano.

La doverosa premessa é che io vivo a Roma dove ci sono più ospedali che persone. E probabilmente ci sono anche una marea di clinica private, che io però ho scartato a priori.
Una cosa che sapevo é che a Roma le due migliori maternità sono quella dell'Isola Tiberina o quella dell'Ospedale Casilino. Tuttavia, ad oggi, non ricordo assolutamente chi mi avesse detto questa cosa, perché la sapevo, perché la ritenevo giusta, non ne ho davvero idea. Sapevo così e ho fatto di questa informazione un mantra. 
Considerato che il Casilino non so neanche geolocalizzarlo in modo preciso e che l'Isola Tiberina é abbastanza vicino a casa, ho scelto il secondo. La cosa fondamentale, per me, era comunque che il prescelto avesse la TIN perché nella vita non si sa mai. Ovviamente arriverà qualcuno che vi dirà che non é necessaria perché se mai dovesse succedere qualcosa, trasferirebbero il neonato all'ospedale più vicino a -vedi su- Roma é piena di ospedali. Vero, verissimo, io però volevo la TIN e la volevo nell'ospedale prescelto. A questo punto vi diranno che tanto se deve succedere qualcosa di tremendo succederà comunque e non basterà la TIN a salvare il nascituro. A questa affermazione di mer*a, potete solo sperare che Zeus li fulmini, ma devo dirvi che probabilmente non accadrà ed é davvero un peccato.

Non avendo un ginecologo di cui mi fidavo ciecamente, ho cercato un ginecologo interno all'ospedale per farmi seguire. La prima scelta é stata sbagliatissima, ma davvero la scelta più sbagliata possibile.
In primis, a me é stata fatta la prima ecografia a 5+4, se avete un figlio saprete che é troppo presto, se non lo avete avuto ve lo dico io. Noi siamo stati fortunati, si vedeva già qualcosa e si sentiva il battito (che non dovrebbero farvi sentire fino a dieci settimane, ma se é una scelta é sbagliata lo é e basta), ma non é così scontato e oggi so che se non avessimo visto e sentito nulla sarei andata probabilmente in ansia e che forse anche per questo sarebbe stato meglio affidarmi a qualcuno che calcolasse bene cosa fare e quando. Non vi tedierò con cure sbagliate, avidità che Paperon de Paperoni scansati, con totale strafottenza quando mi hanno portato in ospedale con contrazioni e distacco, analisi sbagliate e non competenza su una cosa che ho scoperto dopo essere di facilissima gestione, ovvero il gruppo sanguigno con fattore RH negativo.
Comunque, abbiamo cambiato in corso d'opera e abbiamo scelto un ginecologo molto burbero, ma anche molto bravo che ci sta seguendo in modo impeccabile e che é sempre disponibile se c'è un problema, cosa che non é da sottovalutare.

Io ho scelto di seguire l'iter dell'ospedale prenotando tutti gli esami che loro consigliano di fare.
Ho deciso anche di fare tutto gli esami lì, prenotandoli tutti insieme quando ancora non avevo finito il primo trimestre per non rischiare di non trovare posto. 
Oggi credo di avere fatto davvero troppe cose, ma davvero noi abbiamo fatto la qualunque: oltre alle tre ecografie più importanti -translucenza nucale, morfologica e accrescimento- abbiamo fatto anche flussimetria, ecocardio fetale, altre eco a caso che manco mi ricordo più, visita anestesiologica, ecc ecc. Ho fatto il bitest e abbiamo deciso, nonostante la consulenza genetica e i risultati di bitest e TN dicessero che non era necessario, il DNA fetale. Non ho idea di quanto costino i ticket di questi esami perché io ho avuto un melanoma, sono ancora nel percorso oncologico (qui se volete saperne di più) e ho un'esenzione (in verità più di una, ma tant'è). Il DNA fetale é l'unica cosa che abbiamo pagato, visite ginecologiche a parte, ma é una cifra abbastanza bassa rispetto ai laboratori privati. In ogni caso, noi eravamo orientati per fare questo esame e nessuno più della coppia stessa sa cosa é meglio o peggio, cosa vuole sapere, cosa non vuole sapere, cosa farebbe, cosa non farebbe. Io sono talmente concentrata a guardare gli unicorni che non mi ero accorta che il risultato mi era arrivato via mail, ma era finito in spam e l'ho visto dopo giorni. Si tratta comunque di un esame non diagnostico, ma probabilistico con percentuali diverse in base a cosa si va ad indagare.
In ogni caso, é stato grazie al DNA che ho scoperto che abbiamo saputo che sarebbe arrivata una femminuccia. Ho scoperto dopo che esiste anche chi fa l'esame del DNA fetale praticamente solo per sapere il sesso del nascituro, io non lo avrei fatto solo per quello perché in realtà lo scopo dovrebbe essere un altro, ma chi sono per giudicarvi? 
Io sono stata molto ligia e ho fatto in modo precisissimo, quasi maniacale, tutte le analisi del sangue che mi hanno indicato, i tamponi, qualsiasi cosa. Ho fatto anche il vaccino per la pertosse e la profilassi anti-D. Ho fatto tutte all'ospedale che abbiamo scelto tranne le analisi la prima volta, perché non sapevo bene come muovermi e la profilassi anti-D perché l'unico ospedale dove era disponibile era il San Giovanni, ma è stato tutto molto rapido e indolore. Queste informazioni possono magari servirvi se siete di Roma, se no capisco che sono inutili. 
Un'altra chicca che vi regalo é quella dell'HIV: io ho fatto le analisi alla Asl sotto casa e sono dovuta andarmi a prendere il risultato, senza possibilità di delegare a Ostia Antica che non é esattamente sotto casa mia. Bellissima passeggiata sia chiaro, ho anche un collega che abita lì che ho buttato giù dal letto e a cui ho scroccato la colazione, però ecco, non proprio comodissimo. Sono dovuta andare fino lì per privacy bla bla bla, di fatto mi hanno dato un foglio volante di mezza riga. La colazione però era molto buona.
Dopodiché, con un altro collega che abita lì vicino sono anche andata a visitare il Castello di Ostia Antica, molto carino qualora vi interessasse. Ad ogni modo, se lo avessi saputo, le avrei fatte direttamente in ospedale e ciao.

In ogni caso, quando ho finito il plico delle impegnative di tutti gli esami che ho fatto in gravidanza mi sono commossa. Quello che non sapevo é che dopo due giorni mi avrebbero prescritto le ultimissime analisi e controlli da fare a ridosso, quindi adesso ho altre dieci impegnative che però verranno consumate a brevissimo nella speranza di non averne altre.
Fino ad oggi, la sensazione che ho avuto é che sia tutto un po' troppo medicalizzato, almeno nell'ospedale che ho scelto io. Non ho ancora partorito, manca ancora un mese, quindi trarrò le conclusioni alla fine.
Negli ultimi due mesi, per una cosa o l'altra, siamo andati in ospedale tutte le settimane, in alcuni casi anche due volte a settimana.

Quando ho prenotato tutte le visite e gli esami, la gentilissima signora del Cup mi ha dato -per quelle del terzo trimestre- degli orari freschi. Ora: questa é l'estate più torrida di sempre probabilmente e gli orari freschi davvero non esistono, ma a Marzo non avevo capito il senso di questa accortezza. 
Oggi so che é stato un grandissimo regalo perché se é vero che fino ad un certo punto andavamo con il tram e poi facevamo anche una bella passeggiata per Trastevere, a Luglio e ad Agosto io volevo morire ogni volta che dovevo andare. Perché comincio ad essere ingombrante, pesante, sono accaldata, cammino come una papera grassa, l'idea di fare più di cento metri a piedi mi turba come poche altre cose al mondo.

Il pronto soccorso ostetrico ginecologico é valido, sono veloci e gentili e sicuramente anche questa é una cosa da non sottovalutare perché si lo so, uno spera non gli serva mai durante la gravidanza, ma a me é servito. Sono comunque andata anche in altri pronto soccorso e mi sono trovata bene ovunque.

Tornando indietro sceglierei lo stesso ospedale?
La risposta certa la avrò dopo il parto, questo é poco ma sicuro.
Tuttavia mi sono resa conto che di ospedali con ottime maternità é piena Roma, l'Italia, il mondo.
Forse sceglierei l'ospedale che ho a poche centinaia di metri da casa, che ha pure un bellissimo e comodissimo parcheggio, e che é altrettanto valido. Ad oggi non so perché non l'ho scelto, Lui dice che mi ero fissata con l'Isola Tiberina e conoscendomi non stento a crederlo.
Forse sceglierei anche di farmi seguire in consultorio, dove ho fatto il corso pre parto (ma di questo ne parliamo magari nei prossimi giorni) che é stata la cosa migliore che mi sia capitata in questi mesi. Si, capitata, visto che io mi ero arresa di fronte al fatto che l'ospedale avesse solo il corso pre parto online, modalità che non mi piaceva per niente, Comunque, ecco, forse cambierei delle cose, ma vediamo alla fine.



Quello che risulta evidente é che io ho scelto davvero a caz*o, ma é altrettanto evidente che non potevo sapere tante cose. 
In ogni caso, ci saranno quelli che vi diranno che avete scelto un ospedale dove voi o il bebè morirete sicuro. Non so se questo succede ovunque o solo a Roma e in città dove ci sono tanti ospedali, ma succede.
Mi hanno raccontato storie orrorifiche, esperienze traumatizzanti, partorienti abbandonate in corridoio con il pupo sulla barella che manco potevano alzarsi per andare in bagno; partorienti lasciate agonizzare in sala parto e altre atrocità che la mia mente ha fortunatamente non elaborato quando mi sono state raccontate. Qualche giorno fa -e ricordiamo sempre che io partorisco il mese prossimo- mi é stato detto in un negozio sotto casa di cambiare ospedale perché saremmo morte sicuro, io e la bambina.
Ora: qualche mese fa nell'ospedale dove io partorirò é morta una donna dopo aver partorito due gemelli. Si tratta di una tragedia, in generale e soprattutto per la sua famiglia, su questo non ci piove. 
A livello emotivo é una cosa che mi colpisce molto e che immagino colpisca un sacco di persone, se consideriamo che é una cosa tremenda il fatto che una donna vada in ospedale per dare la vita e perda la propria.
A livello razionale, non succede solo in uno specifico ospedale, ma può succedere in quell'ospedale e in tutti gli alti ospedali del mondo. 
Egoisticamente, spero di non essere io quella a cui succederà qualcosa, che fosse anche solo trovare in sala parto del personale con cui non mi troverò a mio agio. Perché si, una cosa che ti dicono in tutte le salse é che da un turno all'altro può cambiare tutto, che davvero le probabilità sono infinite.
Trovo comunque di pessimo gusto dire ad una donna incinta cose del genere, ma ormai che la gente é scema e dovrebbe essere fulminata é l'unica certezza che ho.

Un'altra cosa che mi hanno detto, ma questa non é un presagio di morte, é che ci sono ospedali dove gli infermieri ti chiedono la mazzetta per fare rimanere il papà o chi per lui durante la notte, mentre noi abbiamo scelto un ospedale dove il papà può rimanere h24 e può assistere al parto, unica accortezza é che non si presenti in sala parto in pantaloncini corti che, voglio dire, possiamo starci.
Sulla questione mazzette non mi esprimo, conosco qualcuno che ha partorito nell'ospedale incriminato e non ha avuto di questi problemi, tuttavia capisco che a volte sentiamo la necessità di dire minchiate per sentirci in pace con noi stessi. 
In ogni caso, nel nostro ospedale il papà può essere molto presente e, per me, é una cosa ottima. Io voglio sempre e comunque vicino a me l'altra metà di BabyBue quindi per me é andata bene così. Visto che mi é stato più volte fatto presente che i padri non servono, non sono indispensabili, emanciparsi e gestire la gravidanza da sole é cosa buona e giusta, preciso subito che ok, fate come vi pare, io preferisco diversamente.

Detto questo: questo NON é un post informativo, non fatevi condizionare nella scelta (non da me, dico in generale), scegliete voi due genitori tenendo conto di quello che secondo voi é giusto e ignorate i commenti su mazzette, morte certa, padri inutili, placente servite a colazione in reparto.



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