Io in gravidanza mi sono sentita molto sola.
Pensavo di essere io quella strana, magari esagerata, ma ho scoperto -forse troppo tardi- che è una sensazione molto comune.
Adesso va molto meglio, ma quella sensazione tremenda che mi ha accompagnato per mesi non credo che la dimenticherò mai.
Io mi sono trovata, da un giorno all'altro, senza poter andare in palestra e senza potere andare al lavoro, nel secondo caso in seguito ad un evento traumatico, quindi ecco, mi é mancata la terra sotto ai piedi.
Tutti, fatta eccezione ovviamente per Lui, hanno minimizzato, "che sarà mai?" e altre amenità, riducendo praticamente la mia persona ad un contenitore di feti spostaorgani che non aveva più diritto ad avere esigenze, voglie, necessità, sensazioni.
Ho riempito le mie giornate, non mi sono data per vinta, mi sono iscritta ad un corso di nuoto (con il permesso del medico ovviamente), ho fatto passeggiate chilometriche con i cani, ho sistemato cose a casa che rimandavo da tipo tre anni, ho letto libri, visto serie tv (in realtà una, ma era molto lunga), ho cucinato, sono andata persino a vedere il saggio di danza di mia madre (eh già, il mondo va al contrario). Mi sono anche annoiata molto, ma ecco: la solitudine gravidica non é dovuta alla noia. É dovuta a quello che ti succede intorno e davvero io ho pensato di essere il problema finché non ho scoperto che non ero e non sono l'unica. La cura al mio senso di solitudine l'ha trovata, senza saperlo, Lui che ci ha iscritti ad un corso preparto dove ho conosciuto -finalmente- persone che non solo stanno vivendo quello che sto vivendo io, ma provano anche le stesse cose. Ed é bellissimo sapere di non essere soli davvero.
Ecco, la gravidanza rivela un sacco di cose.
Non so perché succede, ma avrei voluto che qualcuno mi dicesse tipo "guarda che se rimani incinta ti accorgerai di essere circondata da stronzi". A volte non necessariamente stronzi, ma qualcosa di molto simile. Ecco si, io avrei voluto sapere in anticipo questo e che mi sarei pisciata addosso per mesi e invece mi hanno sempre raccontato la storiella degli unicorni e dei fiorellini.
Noi non abbiamo tenuto segreta la gravidanza manco un giorno. Non abbiamo aspettato la fine del terzo mese, la morfologica, il dna fetale, il primo calcio o qualsiasi altra cosa si aspetti per dirlo in giro. Banalmente perché ero e sono convinta che se qualcosa deve andare storto va storto pure il giorno del parto, può succedere davvero qualsiasi cosa e non c'è karma o scaramanzia che tenga in questo caso.
Noi lo abbiamo detto subito, non a tutti contemporaneamente, ma ecco: io avevo ancora la tartaruga splendente quando abbiamo iniziato a dirlo.
Qualcuno si é commosso sinceramente, qualcuno prima di commuoversi ha avuto necessità del defibrillatore per riprendersi, altri boh, non l'ho ancora capito.
C'é chi é stato cattivo, cercando prima di mettere in dubbio la mia relazione con il padre di mia figlia per farmi venire in mente l'opzione aborto salvo poi darmi della pancina cattiva perchè ho osato contare la gravidanza in settimane (il medico e l'app con i frutti dicono si faccia così e chi sono io -che di mestiere spingo bottoni- per non condividere la loro tesi?) e c'è anche chi prima ha reagito come se gli avessero menato, poi é entrato in competizione "adesso un figlio lo faccio anche io gne gne gne" passando il tempo a dirci "io farò questo quando sarò incinta, quest'altro quando avrò le voglie, quest'altro ancora quando sarò al quarto mese, ecc ecc". Forse, ad un certo punto, ho provato persino invidia perché io non so manco che farò domani mattina, se mi sveglierò con i dolori, se odierò tutti causa notte insonne o se amerò tutti (ipotesi molto remota, ma mai dire mai), figuriamoci sapere come gestirò le voglie di una gravidanza che non esiste. Io, per la cronaca, non ho avuto nessuna voglia, al massimo c'é stato un momento in cui volevo bere solo acqua Nepi, ma é durato relativamente poco.
E poi, c'é chi ha giudicato, chi ha detto cose fuori luogo, chi ha espresso pareri non richiesti che, ok, é la natura dell'essere umano, per carità, ma esiste un limite a tutto. E questo limite é stato spesso superato.
Io ho sofferto molto per alcune cose che sono state dette, ad un certo punto ho smesso di dire qualsiasi cosa limitandomi a rispondere alle domande con un "bene, grazie" o al massimo con pochissimi altri dettagli.
Noi abbiamo ricevuto giudizi -che in realtà erano critiche mal celate- per qualsiasi cosa: per l'ospedale che abbiamo scelto, per il nome che abbiamo scelto, per quello che abbiamo e non abbiamo comprato, é stato criticato pure il fatto che fino al sesto mese non avevo la pancia e che non mi è venuta -almeno fino ad oggi- la diastasi addominale, manco dipendesse da me.
Poi eh, c'è stato chi ha dato consigli che non sono nemmeno consigli, semplicemente ha raccontato qualche aneddoto sulla propria esperienza, ha fatto qualche battuta simpatica, é stato carino e, in quel caso, é stato piacevole.
Noi abbiamo fatto una lista nascita, ci avevano suggerito di farla (ebbene si, non sapevamo cosa fosse), tornando indietro la rifarei perché é stato un ottimo punto di riferimento, tuttavia non l'abbiamo data praticamente a nessuno perché non é proprio nella nostra indole. Ovviamente qualcuno ha abbondantemente criticato, manco gli avessimo chiesto oro, incenso e mirra in dono. Ad oggi, che manca un mese e mezzo circa, abbiamo tutto il necessario, sia comprato da noi e in parte ricevuto in regalo, e anche molto superfluo.
Siamo stati criticati perché non abbiamo detto alle persone di regalarci solo quello che avevamo messo in lista nascita e soprattutto perché non abbiamo chiesto soldi. Non so, io non mi ci vedo molto ad andare dalla vicina di casa a dire "Ehi tu, dammi 10.000€ e sbrigati pure" magari con un passamontagna sul viso, però per carità magari sono strana io.
Siamo anche stati criticati perché abbiamo preso una cameretta molto molto figa, per la quale sono stati spesi molti molti soldi. Io ogni volta che ci penso ripeto che la nostra camera da letto é costata meno del fasciatoio della Pupa e non é giusto perché sono io la principessa di casa, tuttavia mi viene spesso ricordato -più o meno da chiunque, cani e gatti compresi- che ormai lo status di principessa l'ho perso.
Ad ogni modo, va bene la critica, la accetto, ma esattamente: i mobili di disegn polacco o finlandese -non me lo ricordo manco più- di ispirazione giapponese disegnati con la luna piena su un foglio di papiro e poi realizzati a mano cosa tolgono a chi, al decimo anno di vita del proprio pargolo, ha deciso di farlo dormire su una brandina nello sgabuzzino per forgiargli il carattere? Io mia figlia la manderò a sollevare bilancieri per forgiargli il carattere e dopo la farò dormire nel letto evolutivo di design (prima che chiamate gli assistenti sociali, preciso che no, non manderò una neonata a sollevare bilancieri, lo giuro).
Ho ricevuto critiche perché abbiamo scelto di andare insieme a tutte le visite perché il padre non é necessario. Per me, per noi é stato fondamentale e tornando indietro rifarei tutto uguale. Ci é costato dei semplici "Ehi capo, posso fare quel turno quel giorno perché abbiamo una visita?" e vi assicuro che nessun capo é stato maltrattato per questo, il telegiornale della terza rete nazionale é andato avanti ugualmente e a proposito, mi auguro che l'annuncio della nascita di mia figlia, quando sarà, venga dato al TG20 con tanto di zainetto fuori dall'ospedale (non é stata una mia idea, ma io gli amici li scelgo bene).
Sono state criticate le scelte, le decisioni, ma anche giudicate le sensazioni e i desideri.
"Non puoi voler tornare in palestra".
"Non puoi pensare al fatto che al lavoro ti hanno trattato male e non prendi lo stipendio pieno, devi pensare alla bimba". Proprio perché penso alla bimba voglio il mio stipendio per intero, somaro. E adoro il fatto che voi siate milionari e possiate permettervi di non lavorare, io sono povera e devo lavorare, ma vorrei tantissimo essere ricca e passare il mio tempo in palestra e viaggiando, tuttavia la vita é stata ingiusta con me. Molto ingiusta.
"Non devi mangiare". "Mangia". Quando sono rimasta incinta, io ero in cura in un centro per diaturbi alimentari dove stavano tentando di farmi prendere peso -e ci stavano riuscendo- e di guarire la mia testa. Ogni giudizio, parere, osservazione sul fatto che dovessi mangiare di più, di meno, più variegato é stata pesante perchè io sapevo cosa stavo vivendo, i giudicanti no. E oggi so che non esiste nessuna donna che vive davvero bene i cambiamenti del proprio corpo, ci si adatta per amore del piccolo/a Alien scalciante, ma bene non si sta.
Alla centesima persona che mi ha detto che devo pensare solo alla bimba, smettendo praticamente di avere sentimenti e sensazioni io ho sbroccato. Seriamente, eh. Perché se é vero che non si può mai smettere di pensarci, é vero anche che si é persone prima che madri.
Ginecologi, ostetriche, psicologi, ecc che incontrete nell'infinito cammino della gravidanza vi diranno che il benessere della mamma prima di tutto perché se sta bene la mamma sta bene anche BabyAlien, quindi sentitevi liberi di mandare a fanculo chi cerca di farvi sentire sbagliate se non pensate solo a cacca e pannolini.
E poi c'é la questione cesareo vs parto naturale. A domanda, io ho risposto che preferirei il parto naturale. La motivazione é banale: sono un soggetto allergico grave e ho paura dell'anestesia. Ho avuto paura anche quando mi hanno ricostruito la faccia e quando mi sono operata al ginocchio, nel primo caso ho pianto disperata sul tavolo operatorio mentre il ferrista mi teneva la mano (Ciao Carlo, ti ricordo ancora con tanto affetto) e nel secondo ho pianto disperata il giorno prima e ho scritto anche un simil testamento. Sono evidentemente sopravvissuta, però ho paura lo stesso. Ad onore di cronaca ho paura di qualsiasi sostanza venga iniettata nel mio corpo, dovevate vedere le sceneggiate che ho fatto quando ho dovuto fare le punture di immunoglobuline (sono sopravvissuta anche a quelle però bruciano una cifra). Quindi ecco, ho questa irrazionale e immotivata paura, ma altrettanto ecco: le paure sono irrazionali e immotivate, funzionano così. Voi avete paura dei ragni e io dell'anestesia, non vedo il problema.
Quindi ecco se potessi scegliere, ad oggi (perché, come diceva mio padre, solo i cretini non cambiano idea) sceglierei il parto naturale, poi si vedrà.
In ogni caso, una delle pochissime certezze che ho in questo momento é che non bisogna accettare giudizi e critiche sulle scelte che si fanno. Saranno sicuramente tutte sbagliate, tutti i neogenitori sbagliano, ma ognuno deve fare le scelte che crede.
C'é anche chi sparisce, chi non chiama più e chi trova sempre una scusa, chi non terrà mai conto delle esigenze di una donna incinta non vendendovi mai incontro e anche chi vi inviterà ad una scampagnata chiedendovi di accollarvi la spesa di alcol e cibi che non potete mangiare solo per farvi la cresta approfittando della tempesta ormonale senza tenere conto che si ho il progesterone a mille, ma mica sono diventata scema. Sfanculate, senza pietà, tanto daranno la colpa agli ormoni. Non tornate sui vostri passi.
Io ho perso il conto di chi mi ha detto, senza che io chiedessi niente, "presto ci vediamo" a cadenza regolare. Sto ancora aspettando. E lo capisco: pensa che palle uscire con una che non beve alcol e mangia carne ben cotta. Lo capisco, ci mancherebbe. Anche io mi sto un po' sul ca**o perchè con uno Spritz e una sigaretta sarebbe tutto più bello e invece sono mesi che il massimo della festa è la Coca Zero, quindi va bene così.
In ogni caso, io ho già programmato il mio primo Spritz post parto, ne berrò un sorso e finirò in coma etilico credo, tuttavia mi sento pronta a correre il rischio. Conto i minuti che mi separano da quel momento. Così come conto i minuti che mi separano da un panino con il salame, dalle ostriche e da una sigaretta.
Potrei raccontare ancora un sacco di cose, potrei non smettere mai. La sensazione di solitudine che ho provato in questi mesi é stata tremenda.
Il fastidio di molti commenti e giudizi -di cui ho riportato forse l'1%- posso sentirlo anche adesso. É stato -e spesso é ancora- molto doloroso. Il doversi giustificare di fronte a chi puntava il dito é stato impegnativo ed ecco, ero già sovraccarica mentalmente, sentire pure determinate cose, é stato -in molti casi- troppo.
La gravidanza é un momento terribilmente delicato, al quale si arriva impreparatissimi, quanto meno alla prima, magari le successive -se ce ne sono- é diverso, non lo so.
A me sarebbe bastato un "come stai?" al posto di un "pensa alla bimba"; un "andiamo a prendere un gelato" al posto di un "ti inviterò a cena e cucinerò cento portate"; un "ti vengo a trovare per un caffè veloce" al posto di un "vediamoci alle 23 in discoteca tunz tunz" seguito da un "ma come ti addormenti sulla sedia? e come mai? sei malata?".
Un "come stai?" sopra ogni cosa, ascoltando me e non giudicando il mio modo di stare perché avrei voluto essere a fare snatch invece che abbracciata al cesso a vomitare succhi gastrici (mi é successo una volta sola, almeno quello, ma l'immagine rende bene).-
Avrei anche preferito che non mi venisse chiesto niente della gravidanza, se ad ogni risposta sulla visita X o sulla scelta delle tutine Y ci siamo sentiti rispondere con una critica.
Avrei preferito che non si provasse a fare terrorismo psicologico, con i "non dormirai" e i "vi lascerete sicuramente". Magari succederà, magari no, ma forse sarebbe stato piu carino in banale "ce la farai, ce la farete" perché la verita è che i figli si fanno da sempre e che, in qualche modo, salvo casi circoscritti, ce la si fa. Sbagliando, facendo un milione di errori, ma ce la si fa.
Nb. Ovviamente siamo stati circondati anche da tanto amore, non smetterò mai di ringraziare chi ci é stato vicino in generale e soprattutto chi ci é stato vicino la notte che mi hanno portato in ospedale con l'ambulanza e ci siamo cagati sotto tutti quanti come non mai nella vita, ma ne parlerò in un altro momento. Giuro.


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