sabato 14 ottobre 2017

Perché gli allergici non hanno vita facile

Finché vivrò, cercherò di parlare, di informare e di fare conoscere le allergie alimentari.
Lo farò ogni singolo giorno della mia vita per cercare di impedire che tanti bambini passino quello che ho passato io e per far si che sempre più persone si sensibilizzino sull'argomento.
E mi arrabbierò ogni volta che un cretino sminuirà il problema, ci riderà su, non prenderà sul serio chi ha anche solo un'allergia. 
Mi arrabbierò e gliene dirò quattro, a costo di prendere gli insulti perché, anche se c'è di peggio nella vita, non vedo perché sia necessario sminuire a tutti i costi un problema di salute di qualcun altro.

Qual è il problema? 
Le allergie alimentari sono una patologia molto seria e potenzialmente mortale, si può morire in qualsiasi momento, non soltanto ingerendo l'alimento a cui si è allergici, ma anche a causa di contaminazione (qui per saperne di più) e inalazione.
Inalazione nel senso che se mi metto ad annusare una pesca potrei morire. 
Non solo la pesca nel mio caso, ma è giusto per farvi capire cosa intendo.
E no, di solito non mi metto ad annusare la roba, non sono mica un cane, però su, sarà capitato a tutti di entrare in un supermercato in piena estate e sentire quel nauseabondo odore di pesca.
Come dite? Non è nauseabondo? Io svengo quando lo sento, ma mi rendo conto che il problema è mio, magari a voi piace anche l'odore di pesca.
Come al solito ho divagato, ma cerco di tornare al punto.

Insomma, la vita di un allergico non è facile.
Il problema non è non poter mangiare. E non è nemmeno il pericolo della contaminazione. E nemmeno il rischio che si corre con l'inalazione.
Il problema non è nemmeno il rimanere costantemente digiuni quando si va ad una festa o ad un matrimonio (e poi qualcuno sostiene che bisogna regalare agli sposi l'equivalente del costo del menù: io praticamente dovrei sempre regalare 0€ e magari farmi rimborsare pure qualcosa) e neanche il non poter bere un cocktail in santa pace quando si va in un locale.
A tutte queste cose -e a innumerevoli altre- ci si abitua e crescendo, si impara anche ad auto-prendersi in giro sulla questione. Io passo la mia vita a sfottermi ed a essere sfottuta per la questione Nutella, ad esempio, che oh: c'è chi pensa che il dramma vero sia la fame nel mondo, ma nessuno che pensi alla fame di Nutella di un povero disgraziato allergico alle nocciole.
Che poi eh, l'Italia è una Repubblica fondata sul cibo, altro che lavoro.
Si mangia ovunque, in qualsiasi occasione, siamo circondati costantemente da (ottimo) cibo, non esiste occasione in cui non si mangi, praticamente la vita sociale di un individuo gira prevalentemente intorno al cibo. E io amo mangiare, quindi condivido in pieno questa cosa.
Mangerei anche le gambe del tavolo a dire il vero. E anche tutto il tavolo, sedie comprese, se è il caso.

Comunque, la smetto di divagare. E vi racconto perché la vita di un allergico, problema cibo a parte, è difficile:

-La burocrazia snervante: combattere con le farmacie ospedaliere per il rilascio dell'adrenalina non è semplice, mia madre e mio padre hanno portato avanti anni di lotte per riuscire ad ottenere quello che mi spettava. Io ogni volta che devo prendere la fornitura sudo freddo, in alcuni casi mi viene addirittura il cagotto.
E non vi dico la difficoltà per ottenere l'esenzione per patologia (che, per la cronaca, è ufficialmente mia, stavo addirittura pensando di incorniciare il foglio della Asl e appenderla in salotto al posto della gigantografia del matrimonio), con tanto di impiegato della Regione che ha detto alla mia mamma: "Signora, non sappiamo come si fa, può leggersi lei il decreto e farci sapere?".

-L'impreparazione del personale ospedaliero di pronto soccorso: questa è un'affermazione forte, fortissima e preciso subito che non mi riferisco a tutto il personale ospedaliero, sono perfettamente consapevole che esistono medici e infermieri preparati  e io mi fido di loro (qui per saperne di più), ma purtroppo succede molto spesso che si arrivi in pronto soccorso in anafilassi e al triage non abbiano idea di cosa stia succedendo. Mi è capitato di dover spiegare personalmente o che dovesse spiegare il mio accompagnatore cosa fare. Spesso e volentieri mi è capitato che prendessero sotto gamba il problema: una volta un infermiere mi disse che un'anafilassi non era nulla di grave (prendendosi il cazziatone del medico di turno) o che un'infermiera al triage mi consigliasse caldamente di andare l'indomani in un centro privato (mi diede anche il nome, eh) a fare i test per scoprire a cosa ero allergica, mentre io stavo morendo soffocata. Che poi io lo so a cosa sono allergica, eh.
Di episodi così ne potrei raccontare centinaia. E si, per onore di cronaca, ce ne sono stati anche di positivi (qui ne ho raccontato uno).

-Quelli che pensano che gli allergici abbiano le fisime e siano esagerati: io di gente così ne ho incontrata tantissima in vita mia. Sono quelli che ti dicono "Ma che sarà mai?" e che ti fanno salire il crimine.
In effetti, cosa sarà mai andare in shock anafilattico, entrare in coma e morire? Niente di serio, eh, la stessa cosa che mettersi i calzini puliti dopo la doccia.
Io so che ci sono persone che si inventano di essere allergici a qualcosa solo perché quella cosa non gli piace, lo hanno fatto anche davanti a me (e si, ho quasi tirato fuori il coltellaccio da cucina), ma non è colpa mia se lo fanno e non vedo perché chi ha davvero un problema, debba essere messo in pericoloso.


-Quelli che ti prendono in giro con frasi tipo "ah siete tutti allergici a tutto": io conosco pochissime persone allergiche (me ne vengono in mente due) e nessuno allergico in modo grave come me, quindi questi tutti non so davvero chi possano essere.
In generale, quando ho iniziato io a frequentare i reparti di allergologia, eravamo davvero pochi, ma vero è che -ai tempi- si tendeva a non dare alimenti potenzialmente pericolosi ai bambini molto piccoli, mentre adesso sono cambiate le modalità di svezzamento e non è più così inusuale dare ad un bambino alimenti che potrebbero scatenare una reazione allergica. O almeno questa è la spiegazione che mi sono data io, considerato che sono sempre di più i bambini molto piccoli allergici a qualcosa.
E la gestione di un bambino piccolissimo allergico a qualcosa è qualcosa di estremamente complicato.
È stato complicato per mia madre gestire una ragazzina allergica che di certo non poteva essere segregata in casa, figuriamoci cosa può essere la gestione di un bambino piccolo allergico.
E adesso dirò una cosa impopolare, cercate di prendere questa frase per quello che è (ovvero un esempio forte per fare capire cosa intendo): in Italia ci sono più persone malate di tumore, in forma più o meno grave, che allergiche, eppure io non ho mai sentito nessuno prendere in giro i malati oncologici con frasi tipo "eh, tutti malati di tumore".
Adesso voi direte che un allergico non è un malato di tumore e io vi rispondo che si, è vero: sono malattie completamente differenti, entrambe potenzialmente mortali ed entrambe che meritano rispetto (non pietà, sia chiaro, la pietà manco al vostro peggiore nemico), ma il senso di questa affermazione è semplice: perché chi ha un'altra qualunque patologia viene rispettato e chi è allergico viene preso in giro? Che fastidio vi diamo visto che siamo noi ad avere un problema? Cosa vi togliamo esattamente?".
(L'esempio è volutamente forte per cercare di fare riflettere su quanto male può fare essere presi in giro quando si ha un problema di salute, qualsiasi esso sia).

-Quelli che si lamentano delle regole che tutelano gli allergici: so che nelle scuole esistono delle direttive per tutelare quanto più possibile i bambini allergici, so anche che non sono fatte bene e andrebbero migliorate, ma è già qualcosa che ci siano. Quando ero ragazzina io, queste regole non c'erano, è una novità degli ultimissimi anni.
Sono contraria a quei genitori che crescono i figli allergici non facendo loro capire che devono adattarsi al resto del mondo pieno di cibo e non viceversa (ne avevo parlato qui), ma comprendo che se esistono le regole è perché la gente è completamente incapace di autoregolarsi.
E a questo proposito vi racconto una storia: qualche anno fa lavoravo in una regia televisiva. In regia non si dovrebbe mangiare perché si potrebbero danneggiare gli strumenti di lavoro, ma di solito se ne fregano tutti. Quel giorno avevo chiesto ad un collega (tutti sapevano delle mie allergie) di non sgocciolare la sua pesca ovunque e di lavarsi le mani prima di toccare il mixer video. Lui si infastidì perché era un suo diritto mangiare la sua pesca in un posto dove in teoria non si sarebbe potuto mangiare mettendo a rischio la vita di una persona.
Io poi toccai quel mixer e nel giro di pochissimo mi dovettero portare in ospedale in anafilassi.
Quando tornai a lavoro, dopo il ricovero, mi chiesero il certificato specialistico che attestava le mie allergie (ne ho sempre più copie, a scadenza annuale, che mi servono per i motivi più disparati) e fu emanato un divieto assoluto di mangiare i cibi a cui ero allergica per tutelarmi.
È stato giusto impedire a chi fino a quel momento mi aveva rispettata di non mangiare quei cibi? Probabilmente no, ma se ci fosse stato il buon senso di non provare ad uccidermi non sarebbe mai stato vietato nulla.  Bastava spostarsi in sala relax e lavarsi le mani dopo, ma probabilmente era una richiesta esagerata, chi lo sa.
Il buon senso, credetemi, non tutti lo hanno, quindi per arginare queste cose è necessario mettere dei divieti.
Perché ecco, c'è chi si sente defraudato se non può mangiare la sua pesca, ma purtroppo per lui (e per fortuna per me) si da ancora più importanza, almeno sulla carta, alla vita umana che non ad una pesca.


 -Il personale di ristoranti e affini: per legge, sarebbe necessario indicare tutti gli ingredienti di un determinato cibo, ma non tutti lo fanno. E allora tocca chiedere, ma spesso ti dicono una bugia solo per venderti qualcosa.
In alcuni casi, quando ti portano un piatto con degli allergeni, nonostante tu glielo avessi detto e specificato, si riportano il piatto, tolgono quello a cui sei allergico (ma ormai il resto del cibo è contaminato) e te lo riportano. E ti mandano in ospedale.
Mi è successo innumerevoli volte.
Non ho mai capito perché ad alcune persone che lavorano nel settore ristorazione diverte mandare la gente in ospedale, davvero è una cosa che -per quanto mi sforzi- non riesco proprio a capire.
Ad onore di cronaca, ci sono anche persone serie che fanno bene il loro lavoro: mi è capitato anni fa in una gelateria che, dopo aver battuto lo scontrino, mi venissero restituiti i soldi perché la commessa non poteva escludere in modo categorico che non ci fossero contaminazioni. E ho apprezzato la serietà, anche se in quella gelateria non ci sono più tornata perché tanto non avrei potuto prendere nulla.


-Quelli che danno consigli che non hanno senso: qui si apre una parentesi enorme.
Quando capita di dire a qualcuno che sei un soggetto allergico, sono tutti in prima linea per dare consigli su cosa fare, d'altronde i medici non sono abbastanza competenti.
Tra i consigli più gettonati troviamo:
-"Dovresti diventare vegetariana": sono allergica a praticamente quasi tutta la frutta e buona parte della verdura, oltre al fatto che ci sono già decine e decine di alimenti a cui non posso neanche stare vicina. Perché dovrei fare una scelta così drastica riducendomi a poter mangiare pochissimi alimenti? Che senso avrebbe?
-"Puoi rivolgerti a pasticcerie e ristoranti con cibo senza glutine": come sopra. Sono allergica a decine e decine di alimenti, perché dovrei smettere di mangiare, completamente a caso, qualcosa che posso mangiare? Qual 'è il senso?
-"Dovresti rivolgerti a pasticcerie e ristoranti per allergici?": cosa sono le pasticcerie e ristoranti per allergici? Qualcuno conosce pasticcerie che producono dolci (vale anche per i ristoranti)  senza inserire assolutamente tutti quegli alimenti a cui si potrebbe essere allergici? Nel mio caso, mi viene da pensare: esiste una pasticceria che non utilizza completamente frutta (compresa quella secca), alimenti contenenti LTP, ecc? E se esistono, esattamente con che cosa producono i loro dolci? Con l'aria e l'acqua?
Mi è sempre venuto il dubbio che chi mi da questo consiglio, mi stia prendendo in giro.
-"Hai provato a dimagrire per fare passare le allergie?" Sarebbe bello, bellissimo. Purtroppo sono piena di cortisone fino a sopra i capelli e non è così immediato perdere quei chili di troppo che vorrei perdere. Il nesso tra dimagrimento e allergie, però, non l'ho capito.
-"Rivolgiti a questo medico, collegandoti a degli elettrodi ti guarirà? Non è proprio laureato in medicina, ma è molto bravo". Ah.
-"Hai provato col biologico?". Una pesca, che sia biologica o meno, resta una pesca. Non c'è alcuna differenza tra una pesca biologica e una non biologica per me.
-"Ma come fai a vivere così? Non hai pensato ad una soluzione?". Non ho scelta, cosa dovrei fare? Suicidarmi?"
Ma il più bel consiglio che ho ricevuto è stato qualche giorno prima del mio matrimonio: "non sarebbe il caso di inserire nel menù anche qualcosa a cui sei allergica e male che vada tu mangi in un'altra stanza?". Io, sposa, vado a mangiare in bagno? Il giorno del mio matrimonio? Non è sufficiente un menù pieno zeppo di cibo per tutti i gusti?  Davvero non si può rinunciare, che so, alle noccioline sulla pasta pur di avere presente la sposa?
(Ad onore di cronaca, io potevo mangiare tutto, abbiamo scelto un catering e una cake designer che si sono preoccupati che nulla venisse contaminato, c'erano parecchie cose e nessuno è rimasto digiuno, lo giuro).

E infine:
-Quelli che "anche io ho una malattia o una patologia e me la passo male, quindi tu che vuoi?": io, in realtà, non voglio assolutamente nulla. Come ho detto, mi adatto, anche se a volte ho dei momenti di sconforto che però riguardano solo me o, al massimo, la mia famiglia.
Se qualcuno ha un problema di salute, più o meno grave, mi dispiace e lo dico sinceramente, ma non comprendo perché dovrei smettere di parlare di allergie -considerato che non tutti conoscono bene- solo perché esistono persone con altre patologie.
Potete, se volete, aprire un blog e parlare della vostra patologia, per far si che più persone possibili la conoscano. È più utile di quello che crediate.
Potete partecipare a delle conferenze nelle scuole e non solo, potete fondare un'associazione, potete fare qualsiasi cosa nel vostro piccolo che sarà -credetemi- utile a qualcuno.
Mi è capitato di sentire dire che chi è allergico non si rende conto che esiste qualcuno con problemi più gravi. Davvero pensate che chi è abituato a passare il proprio tempo in ospedale non si renda conto che ci sono altre persone che soffrono e che stanno male?

Questo post sembra polemico, credo.
In realtà non lo è.
Mi sono resa conto, giorno dopo giorno, che esistono parecchi luoghi comuni sulle allergie, diversi pregiudizi. Il motivo è semplice: su questa patologia non esiste una corretta informazione, se ne parla tanto, ma poco nel modo corretto. E se posso, nel mio piccolo, parlare di allergie, lo faccio e lo farò sempre.
Sono in tanti a non conoscere i risvolti di una problematica simile e sono in tanti a confondere le diverse patologie legate al cibo (che sono tante, tantissime): non è colpa di nessuno, ma è così.
Io ho imparato, negli anni, ad affrontare questa cosa con il sorriso, ma ci sono stati periodi -parecchi anni fa- in cui faticavo a comprendere il motivo per cui gli altri potessero mangiare quello che volevano, mentre io non potevo neanche avvicinarmi a determinati cibi.
C'è voluto un enorme lavoro per far si che tutto diventasse più semplice, così come c'è voluto un enorme spirito di sacrificio da parte di chi mi sta vicino. Perché quello che non sapete è che ciò che non posso mangiare io -non tutto, ma buona parte- non lo mangiano neanche i miei genitori e mio marito per evitare di mettermi in pericolo. Non sarebbero obbligati a farlo, ma lo fanno perché a volte l'amore verso una persona porta a fare delle rinunce. Sembra scontato, ma non lo.
Ho anche degli amici che fanno delle rinunce per me.
Ed è grazie a tutte queste persone che oggi sono così serena sull'argomento, che ci crediate o meno.


In foto, trovate alcuni tra gli allergeni più comuni.
Il motivo per cui trovate, nelle confezioni dei cibi, l'indicazione "potrebbe contenere tracce di" è proprio il cercare di tutelare gli allergici quanto più possibile.

32 commenti:

  1. Sei la prima che mi ha aperto gli occhi sulla grande difficoltà di convivere con allergie alimentari. Però una cosa ci tengo a dirla: al mio matrimonio avevo chiesto aglj invitati di segnalarmi eventuali allergie e intolleranze, così una mia amica celiaca ha avuto il suo pranzo ad hoc...mica si può lasciare a digiuno la gente!

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    1. Molti lo fanno ed è un pensiero molto carino, a me è capitato che mi facessero preparare un pranzo ad hoc, ma poi il ristorante/catering non se la sentisse di escludere eventuali contaminazioni, quindi...digiuno 😅

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  2. Cara Gilda, io ne sono ghiotto di queste buone nocciole e tutto il resto e non sono allergco di quasi niente, credo di essere molto fortunato!!!
    Ciao e buon fine settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  3. Sottoscrivo tutto tutto! Come scrivevo in qualche post pure io, il mio vero problema non e' la celiachia, ma la GENTE. Persone che mi rompono le scatole tutto il giorno e che pensano che io sia una pazza lamentosa. Perche' si, io ho scoperto la celiachia da adulta e molte piu' persone sono nella stessa situazione, perche' PER FORTUNA ora i medici sono piu' consapevoli e fanno piu' diagnosi, non perche' siamo un branco di idioti. E si, io non ho sintomi evidenti, pero' il mio sistema digerente era arrivato di fatto a non funzionare piu', avevo perso sei chili e passavo le giornate a letto con mal di testa atroci e nausea fortissima. Quindi boh, a me questi mi sembrano sintomi abbastanza per non mangiare una cosa (non sono gravi come i tuoi, pero' oh, a me non e' che facesse molto piacere stare cosi'), e soprattutto odio doverne parlare con la gente per GIUSTIFICARE la mia intolleranza, e per non sentirmi dire "e vabbe' ma e' contaminato ma cosa ti fa? Un pezzettino dai!".
    Come dici tu le regole sono importanti secondo me. Mia nipote per esempio si porta il pasto a scuola e non puo' mettere dentro nulla che abbia pinoli o noci o che (tipo il pesto) perche' ci sono dei bambini allergici. Io lo trovo giustissimo perche' sono bambini cosi' piccoli che non hanno consapevolezza delle proprie allergie, e spesso si scambiano il cibo senza che le maestre possano fermarli.
    E detto cio'... in bocca al lupo per tutto e un abbraccio!

    (e si, io una volta ad un matrimonio ho PIANTO non di commozione ma perche' non avevano previsto nulla per me, e sono anche andata in cucina a chiedere sentendomi dire che io potevo mangiare le cose "naturalmente" senza glutine, fregandosene delle contaminazioni o che... pure io avrei dovuto regalare un pacchetto di cicche e un calice di vino agli sposi!)

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    1. Mi hai fatto venire voglia di pesto, sai? (io me lo faccio in casa, rigorosamente senza pinoli).
      A parte lo scherzo, purtroppo ultimamente ho letto di mamme incattivite perché per tutelare i bimbi allergici non potevano portare allergeni a scuola, mi è presa una tristezza incredibile, pensavo che almeno tra mamme esistesse un pochino di solidarietà o almeno qualcosa che ci somigli.

      Crepi il lupo!

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    2. Cara, le mamme tra di loro sono perfidissime... non lo diresti mai, finchè non ti ci ritrovi in mezzo. Ed è una cosa veramente triste

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    3. Come ho scritto anche sotto, a questi livelli non pensavo ci arrivassero 😅

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  4. Vero che esistono luoghi comuni e ignoranza.
    So bene quanto siano pericolose queste cose... pensa, mio nonno, una decina di anni fa, ebbe una reazione allergica abbastanza forte (non pericolosissima per fortuna) dopo aver mangiato le fave.
    Sai che gli è sparita? Ha continuato a mangiarle, dopo un po', senza alcun effetto... Oo

    Moz-

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    1. Magari succedesse anche a me, farei una mega festa per la felicità (e ti inviterei).

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  5. Ma sai che non sapevo di tutta questa stupidità da parte di tabta gente?
    Mica è difficile, mica bisogna aver studiato. Se mi dici che una cosa non la puoi mangiare, se mi avvisi dei problemi delle contaminazioni, sono io a chiederti cosa puoi mangiare, cosa no, quali sono i comportamenti a rischio ecc.
    Basta poco a non volersi inventare competenze che non si hanno, a non voler salire in cattedra.
    Ma in Italia abbiamo 60 milioni di commissari tecnici, di esperti di vaccini (no, niente laurea, serve a qualcosa?) che hanno deciso che fanno male, di esperti di allergie che le sanno tutte...
    Solo un pezzettino che ti fa? Ma chi è che lo sa se e quanto ne puoi toccare, l'allergico o il primo stronzo di turno?

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    1. Fortunatamente ci sono tante persone che capiscono il problema e capiscono anche che non glielo stai dicendo per fargli pena (si, qualcuno pensa anche questo), ma perchè se devi mangiare qualcosa devi per forza di cose avvisare, chiedere e sapere se puoi mangiare o meno.

      All'estero non ho mai avuto problemi simili, solo una volta -anni fa- in Svizzera mi hanno del pollo fritto con olio di arachidi ll pollo.
      Per il resto, sempre massima attenzione :)

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  6. Il mondo degli allergici è un mondo incompreso. Per adesso non ho nessuna allergia alimentare vera le mie si concentrano solo sulle vie respiratorie. Però molti quando ho una reazione allergica e comincio a starnutire sono infastiditi e mi guardano come un'aliena...
    Detto questo sai cosa mi ha fatto pensare il tuo post? A come è affrontato il problema delle allergie alimentari al cinema. Mi è capitato di vedere tanti film in cui uno dei personaggi è allergico a qualche alimento e per una serie di eventi ingerisce il cibo contaminato e gonfia. Ma la scena è ilare, dovrebbe far ridere e il tipo dopo poco sta bene. secondo me questo è un messaggio contorto e poi i risultati si vedono dato che ti consigliano di dimagrire (non capisco il nesso) o mangiare biologico perché credono che una pesca biologica sia meno vera di una trattata? Secondo me è più pesca e tu rischi lo stesso! Ma quella di dirti di diventare vegetariana è la più divertente ma ci credo, qualcuno anni fa mi suggerì di non uscire per niente da marzo sino a fine giugno!
    In conclusione molti confondono il non amare un cibo, non riuscirlo a mangiare perché gli fa schifo con le allergie. Ne ho visti tanti in giro ecco perché poi i ristoratori si comportano in questa maniera perché in giro c'è gente del genere che rompe! Non li giustifico affatto, perché rischiano di mandare gente in ospedale solo per un pregiudizio, ma di fatto c'è poca informazione! Troppa superficialità.

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    1. È vero: confondono il non poter mangiare con il non voler mangiare.
      Negli anni i "non sai che ti perdi!" si sono sprecati e io lo so benissimo che mi perdo, ma che dovrei fare?

      Quella di diventare vegetariana l'ha consigliata a mia mamma (per me ovviamente) una nutrizionista...pensa come stiamo messi 😅😅😅

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    2. Sull'argomento sicuramente si, almeno per la mia esperienza.
      Mi piacerebbe che altri allergici mi raccontassero la loro, ma non è facile trovarli 😅

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  7. io davvero apprezzo il tuo parlarne, perche' hai ragione da venere e noi non allergici dobbiamo capire e tacere. mi vengono in mente un ricordo e una considerazione. il ricordo e' che lo scorso copleanno di un figlio due bambini erano allergici, uno ai latticini e una a qualche frutto secco, non so quale. preparae la torta, senza nocciole o latte e' stato un casino, ma era molto buona, alla fine. il unto e' che non sono riuscita a spiegare a ia madre che, non ricorando se erano noci, sesamo o mandorle, avevvo deciso di non usare niente e non chiamare la famiglia per chiedere. mi sembrava bruttissimo dare l'impressione che creassero un roblema, ho preferito regolarmi io e non chiedere. beh, mia adre e non so quanti altri mi hanno preso in giro erche' ero troppo sensibile e lo hanno detto ai poveri genitori della bambina allergica (che alla fine col sesamo muore, con le noci quasi, ma comunque con le madorle si gonfia cosi' tanto lingua e labbra che non sarebbe rimasta alla festa...)durante la festa. non so se erano piu' scocciati o mortificati...la riflessione riguarda la dislessia. uno dei miei figli e' dislessico, tanto, e non sai quante volte se lo faccio presente vengo presa in giro o trattata con sufficenza al motto "oggi sono tutti dislessici, che palle!". insomma, come e' possibile che, invece di sfruttare le possibilita' che abbiamo oggi, di individuare i problemi e cercare di affrontarli, si preferisca ironizzare e sparare cagate?
    anna

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    1. Tacere secondo me no, mi rendo conto che per chi non ha questo problema (per fortuna), alcuni aspetti possono non essere davvero chiari: io apprezzo molto quando mi vengono fatte domande o si crea un dialogo sull'argomento, che magari parte proprio da un pregiudizio sull'argomento (lo stesso che molti magari hanno sulla dislessia, devo dirti in realtà che non sapevo che si sminuisse anche questa problematica).

      A naso posso dire che probabilmente erano mortificati, anche se non li conosco, ma perchè so che spesso si ha la sensazione di essere dei rompiscatole e di dare fastidio perchè, come dico sempre io, il problema è mio e mi dispiace pesare sugli altri (ma apprezzo molto quando cercano di includermi).

      E ti ringrazio per il commento, queste testimonianze sono interessantissime per me :)

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  8. C'è davvero tantissima ignoranza sulle allergie e molte altre patologie. Devo ammettere che da quando ti leggo ho imparato tantissimo su questa condizione e per questo ti ringrazio!

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    1. Grazie Claudia 😘

      Purtroppo si, c'è molta ignoranza e non è neanche colpa di nessuno, però c'è anche chi è proprio stronzo 😁

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  9. i tuoi post sulle allergie sono sempre molto interessanti. Imparo sempre qualcosa di nuovo. E il livello di stupidità delle persone mi fa sempre impressione.
    Relativamente a qualche commento sopra, tra le mamme non c'è solidarietà quasi mai, le mamme sono iene che non vedono l'ora di azzuffarsi, purtroppo

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    1. Io però proprio non capisco come sia possibile pensare che al proprio figlio venga tolto qualcosa se non può mangiare le noccioline in classe per tutelare una vita.
      Non è questione di solidarietà qua, ma di essete persino disposti a far morire una persona 😅😅😅

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  10. Arrivo sempre con la domanda scema: ma come fai a fare la spesa? in estate in tuuuutti i supermercati c'è profumo di pesca all'ingresso, e non so a Roma ma da noi tutti i fruttivendoli per strada le hanno esposte sul marciapiedi. Ti tocca mandare il Marito? o fare la spesa online? Che menata però!

    Io credo che voi allergici di base siate danneggiati dai vegani. Ho sentito vegani lamentarsi per cibi contaminati con la carne (una ragazza, ospite da un'amica comune, ha rifiutato di mangiare le lenticchie perchè erano state scaldate nella stessa pentola del cotechino. E non era allergica al cotechino, cosa che avrei capito... un ex collega, sempre vegano, si presentava al bar e per avere una brioche veg-compliant chiedeva "dimmi cosa posso mangiare" che già mi dà sui nervi, perchè non è che il vegano non può, il vegano non vuole, e come certo saprai benissimo è parecchio parecchio diverso!
    Scusa se ho divagato!

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    1. La spesa è un capitolo ampissimo, magari un giorno di scriverò un post.
      Si fa la spesa o nei supermercati dove non ci sta il reparto ortofrutta, o si va nei singolo negozi (macellaio, panificio, ecc) oppure va qualcuno tipo Marito o genitori (se siamo noi o da loro o viceversa) e non si compra niente di frutta e verduta per paura di contaminazione.

      In generale anche d'inverno non è facile: io perdo ore a leggere le etichette.
      Se un giorno non vai di fretta prova a leggere le etichette di qualsiasi cosa, quasi tutto contiene tracce di frutta a guscio, quindi per noi è out.

      I vegani hanno indubbiamente peggiorato le cose, giusto ieri parlavo su Fb con una tipa che metteva a paragone allergico e vegani, ma ammetto che quando le è stato fatto notare che non era esattamente la stessa cosa, si è scusata perchè non intendeva mettere a paragone una patologia con una scelta :)

      Ps. Ho divagato anche io!

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    2. secondo me un post sulla spesa sarebbe parecchio interessante!

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    3. Mi hai dato un'idea Elena, non ci avevo mai pensato. Grazie 😘

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  11. Confermo che questi post aprono molto la mia conoscenza sull'argomento, pressoché ferma alle classiche allergie di respirazione note a noi bimbi anni 70-80, per cui appena arriva la primavera in tanti si incominciava a starnutire nonostante i tentativi di prendere antistaminici da piccoli, vere e proprie cure pesanti.
    Allergie da cibo invece, come dicevo altre volte, non conosco quasi per nulla. Semplicemente non se ne conosce la realtà, pesante e invalidante. L'ignoranza non è giustificata ma è un dato di fatto che c'è poca informazione corretta e spesso passa più l'uguaglianza tra malattia e scelta alimentare, come ad esempio chi dice che preferisce non bere il latte perché si sente di non digerirlo alias ne è intollerante alias prende latte di capra ecc ecc ecc. Come puoi immaginare farsi un'autodiagnosi del genere o aver cercato anche molto bene sui libri e su internet NON può corrispondere ad un certificato di allergia compilato da un dottore che ti avvisa dei pericoli reali di morte o complicazioni. Quindi continua così a parlarne che anche gli ignoranti come me possano avere la possibilità di capire esattamente le differenze tra i casi di scelte alimentari e l'obbligo a non consumare certi cibi.
    Barbara

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    1. Io giustifico l'ignoranza sull'argomento fin tanto che, nel momento in cui io (io generico, vale per tutto) che per forza di cose ne so di più ti spiego "come funziona", tu (sempre tu generico) non prendi avanti dicendo cose allucinanti. A quel punto divento una bestia.

      Non sapere è una cosa che succede a tutti, ostinarsi a non voler sapere mi urta, ma magari sono io che -quanto meno su questo argomento- sono molto irritabile 😶

      Per il resto confermo tutto quello che dici: siamo fermi alle allergie primaverili che esistono ed è giustissimo parlarne, ma parliamo di cose diverse.
      E anche lì, io cerco sempre di spiegare che scegliere è ben diverso. Io se potessi scegliere mangerei davvero qualsiasi cosa, per altro.

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  12. Bisogna avere l'umiltà di ascoltare le persone che ti spiegano semplicemente una cosa che li riguarda e che tu non conosci. Una volta che li ascolti non sei più ignorante e non sei più giustificato a sparare cazzate. E questo vale per le allergie, per l'immigrazione, per la povertà, per tutto.

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    1. Esattamente Barbara, condivido ogni singola parola.

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  13. Ciao! Io ho un'amica allergica, ed ogni volta che devo portare da mangiare per. Prima cosa le chiedo cosa NON deve esserci nei miei piatti. Solo dopo scelgo cosa fare, in modo da non privarla di nulla.

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