domenica 22 ottobre 2017

Bisogna trovare il coraggio di ammettere di essere stanchi

È un periodo che sono stanca, molto stanca, stanchissima.
Succede, credo almeno una volta nella via sia successo a tutti di essere particolarmente stanchi.
È iniziato tutto un mese fa (qui per saperne di più): da lì ho iniziato a correre avanti e indietro.
Gli ospedali, i ricoveri, il lavoro, la casa, gli amici, la famiglia, il cane, la palestra.
Non mi sono mai fermata, non è mia abitudine fermarmi, anzi.
Io continuo a sorridere sempre e comunque, non smetto mai di sorridere (qui per saperne di più). E ogni tanto qualcuno mi prende anche per stupida, come quella volta in cui il  capo svedese ha scritto al capo italiano che ero sempre sorridente, educata e disponibile, quindi ero una cretina. Quella volta ci ero rimasta davvero male, avevo portato avanti 24 ore di melodramma, finché -come al solito mio- avevo messo da parte la questione e me l'ero dimenticata.

Ma andiamo al punto.
Sono stanca perché ogni tanto la vita è stronza anche con me. E sarebbe strano se così non fosse.
E sono stanca, almeno mentalmente, perché ogni tanto non sono così forte come si potrebbe pensare, ma anche perché pure io fallisco. Di fallimenti, nella mia vita, ne ho collezionati parecchi.
Una persona a cui voglio molto bene mi ha scritto che io sono sempre forte, che non mi arrendo mai.
Qualcun altro mi ha detto che faccio sempre la scelta giusta.
E un'altra persona ancora mi ha scritto che ogni tanto posso essere stanca anche io, che se mi fermo non succede nulla.

Sapete, io effettivamente sono sempre  -o quasi- felice.
So di essere una persona fortunata, so di avere tutto quello che posso desiderare, so che se qualcosa non mi va bene posso provare a cambiarla, so di avere delle possibilità.
E questo non vale solo per me, vale più o meno per tutti.
Ci sono cose che non si possono cambiare e allora tocca accettarle e farle diventare un punto di forza, io ho fatto così con le allergie e, qui lo dico qui lo nego, non so se riuscirei a vedermi senza allergie.
Non sarei io, credo.

A volte, però, bisogna ammettere di essere stanchi, bisogna riconoscere i propri limiti e i propri fallimenti.
Io mi sono fermata perché se continuavo ad accumulare sarei scoppiata.
Ho eliminato le persone che mi creavano tensione -quelle che non mi davano niente, ma mi toglievano tanto- e l'ho fatto senza pensarci più di tanto perché se è vero che mi piace essere gentile e disponibile con tutti, a tutto c'è un limite.
Ho capito di avere fatto una scelta sbagliata non troppo tempo fa, una scelta che -lo ammetto- il Marito mi aveva detto sin da subito che era sbagliata, ma che ho fatto lo stesso. Il Marito mi ha supportata perché lui sostiene tutte le mie scelte, anche quelle che non condivide finché io stessa mi sono resa conto che era stato un fallimento totale e ho cercato di porre rimedio: domani inizia un nuovo capitolo della mia (nostra) vita e spero stavolta di avere fatto la scelta giusta.
Ho smesso di correre avanti e indietro e di avere la pretesa di poter controllare qualsiasi cosa.
Ho smesso di cercare risposte a domande che una risposta non ce l'hanno e non ce l'avranno mai.
Ho smesso di dire sempre si, non so quanto resisterò, ma ci sto provando.
Sto imparando a dire di no ed è un lavoro complesso che probabilmente non riuscirò mai a terminare, ma chi ben inizia è a metà dell'opera.

Perché, sapete, non è poi così tremendo essere stanchi.
Non è poi così tremendo neanche non poter fare tutto.
E neppure ammettere di aver fallito.
Però ci vuole un gran coraggio per farlo. E io non sono una coraggiosa.
Non voglio neanche andare a vedere al cinema  il remake di IT perché quel clown mi terrorizza e non dormirei la notte per almeno una settimana, giusto per farvi capire.
Di solito, non amo dire che sono stanca perché penso sempre che potrebbe esserci qualcuno più stanco di me, più avvilito, più qualsiasi cosa.
Non mi piace neanche dirlo a me stessa, a dire il vero, però ecco: ammetterlo mi è servito per trovare un rimedio.

Tra poco arriveranno i miei genitori che, per anticipare la loro venuta, hanno preparato un enorme pacco terrone che verrà spedito domani e spero arrivi non più tardi di dopodomani. Se ve lo state chiedendo la risposta è si, è pieno di cibo, tantissimo cibo, talmente tanto cibo che potrei sfamarci l'interno condominio (ma no, non intendo farlo, è tutto mio).
Io e il Marito, sempre a breve, andremo ad Amsterdam. No, non per drogarci.
Andiamo ad Amsterdam per vedere i mulini e fare una mini-crociera sui canali. E anche per vedere la casa di Anna Frank, il museo di Van Gogh e il mercato dei fiori.
Si, vi inonderò di foto, quindi preparatevi.


Poi io me ne andrò, sta botta da sola, a Sofia, in Bulgaria. Diciamo che è per lavoro, ma so già che sarò in ottima compagnia e mi godrò una persona a cui voglio un bene dell'anima. E forse andremo anche  in giro vestite eleganti e con i tacchi alti per festeggiare una cosa.
E credo che tutte queste cose dovrebbero farmi smettere definitivamente la stanchezza, almeno quella mentale, di modo da poter tornare a ridere continuamente e ad essere presa per scema.



La foto del post è di Samira El Bouchtaoui.

12 commenti:

  1. Mi è piaciuto molto questo post perché mi ci sono riconosciuta, anche io sono sempre contenta, nella mia vita non sono stata giù per più di un paio di giorni, ma proprio perché mi scoccia tanto essere col morale a terra, o malinconica, troppe volte mi dimentico che anche questi sentimenti vanno comrpresi ed accettati. E' importante ricordare a se stesse che possiamo permetterci di essere stanche, tristi, di avere bisogno di aiuto. Intanto in bocca al lupo per la tua nuova avventura e buon viaggio ad Amsterdam!

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    1. Crepi il lupo Letizia!!!
      Comunque è proprio quello: bisogna ricordarsi che si può essere stanchi, non è una vergogna, né un crimine. Io purtroppo spesso me ne dimentico :(

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  2. Per quanto vale, sappi che ti capisco e che posso dirti "anch'io".
    Anch'io in questo periodo sono stanca, fisicamente e mentalmente. Ci sono dei momenti in cui mi sembra di esserlo davvero troppo.
    Anch'io sorrido un sacco, mi viene spontaneo. Qualche volta il sorriso diventa anche una barriera di protezione.
    Anch'io sono terrorizzata da quel pagliaccio, tanto.
    Anch'io aspetto il pacco terrone. A te ce le mettono le arance? Dice che ancora non sono mature...
    Anch'io vorrei tanto vedere il museo VanGogh, aspetto le foto.

    In bocca al lupo per il nuovo inizio di domani! Hai fatto bene a potare i rami, la pianta crescerà meglio! :)

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    1. Crepi il lupo Elisa!!
      Niente arance perché sono allergica, ma c'è l'olio che l'ho finito ed ero disperata!
      E hai ragione: spesso uno sorride tanto anche per una sorta di protezione, altro che stupidità.
      E le foto arriveranno, non vedo l'ora di vederlo quel museo (e non solo quello).
      E sappi che non solo sono contenta di non essere sola, ma sono ancora più contenta di avere trovato qualcuno che ha paura di quel tremendo clown.

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  3. Non vedo l’ ora di essere inondata dalle tue foto di Amsterdam ma sopratutto di Sofia, città dove ho lasciato un pezzo di cuore quando ci ho vissuto ❤️ Maledetto It, quante di noi ha terrorizzato!! Sei una forza bellezza 😘

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    1. Ti tocca dirmi com'è Sofia allora... non ho trovato granchè in giro per il web e sono curiosa come una scimmia 😅

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  4. Anch'io in passato ho avuto difficoltà a comprendere il mio limite, e a concedermi una pausa. Quando una persona soffre e gli altri le suggeriscono di resistere, non fanno il suo bene. Dovrebbero dirle: "fermati", perché non c'è nulla di nobile nell'ostinarsi a far funzionare le cose quando non si ha nemmeno la forza per respirare. Meditare, rilassarsi, pensare a sé, recuperare le energie: queste cose sì che sono un atto d'amore. :)

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    1. Perfettamente d'accordo con te: insistere affinché una persona non si fermi non è un buon consiglio. Per niente.

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  5. Una volta a me hanno detto che, messa davanti al fungo atomico, potrei arrivare ad affermare che, però, fa un effettone.
    L'ottimismo, la positività, il sorriso sono quasi sempre una scelta, in fondo, diceva la mia bisnonna si ha sempre una ragione per essere felici ed una per non esserlo.
    Sono anche, molto spesso una barriera, una difesa, un modo per non mostrare debolezze, insicurezze e insuccessi.
    Continuo a preferirle ai piagnistei.
    Però, che fatica!
    Quindi riposati, divertiti, datti un limite e goditi il pacco terrone ed i genitori che, di certo, porteranno anche qualche altra cosina

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    1. Anche perché se non portano altro non li faccio entrare :D
      Scherzi a parte, condivido ogni singola parola.

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  6. Non è facile ammetterlo, ancor meno facile è fermarsi e rifletterci. Comunque: io sono stanca.

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    1. Allora troviamo insieme una soluzione per essere meno stanche (riposate mi sembra chiedere troppo) :D

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