giovedì 28 settembre 2017

Ridere e sorridere (nonostante la vita)

Stamattina piangevo al telefono con mia madre.
Chi mi conosce sa che io rido sempre, a volte anche quando non dovrei.
Sto sempre lì a cercare il bello delle cose e devo dire che lo trovo anche. Certo, non sempre, ma rido lo stesso.
Eppure stamattina piangevo disperata.
La notte tra martedì e mercoledì sono stata tutta la notte in ospedale. Niente di particolare eh, è che il  ho pensato che dormire su una barella con un lenzuolo di cartone potesse essere più bello di dormire sul mio letto con otto cuscini e il piumone grado di calore 1 dell'Ikea con tanto di copripiumino abbinato al colore delle pareti. Ognuno ha i suoi gusti, no?
Mi hanno dimessa alle 9 di mattina e io, caparbia, alle 13 ero già in piscina a farmi una nuotata (si, ho chiesto il permesso alla dottoressa).
La lunga nuotata mi ha rigenerato al punto che stamattina mi sono svegliata all'alba -praticamente era ancora notte- per andare a fare delle analisi del sangue.
Ho fatto un'ora e mezza di fila e, quando è arrivato il mio turno, la gentile e competente impiegata mi ha chiesto come mai volessi fare quelle analisi.
"Sono tante"
"Si, lo so"
"Ci sono anche gli esami per le mutazioni genetiche del DNA"
"Oh si, l'acido desossiribonucleico, quel simpaticone!"
(Avevo 4 in chimica e 5 in biologia a scuola, ma questa citazione è d'obbligo per chi ha un'amica che studia biologia e si gasa solo a sentirlo nominare sto benedetto DNA)
"Ma perché vuole fare tutte queste analisi complicate?"
"Perché mi diverto, è ovvio. Mica perché me le hanno prescritte, d'altronde chi fa gli esami del sangue perché ha un problema di salute a questo mondo?"
"Comunque, la prescrizione è sbagliata, il nostro sistema non riconosce questi esami"
Sono rimasta un tantino interdetta perché Valentina, la segretaria del mio medico di base, è molto scrupolosa. E poi lei ha copiato quello che aveva scritto il mio allergologo e a me sembrava strano che lui avesse sbagliato.
"Scusi, mi può gentilmente segnare le analisi che il sistema non riconosce di modo che io possa farmi rifare l'impegnativa?"
"Ma io non sono pagata per questo"
"Come non detto, la ringrazio, può gentilmente restituirmi le impegnative che così corro dal medico?"
"Abbiamo la fila"
Dai, non lo avrei mai detto che ci fosse la fila, pensavo che mi avevate fatto aspettare un'ora e mezza perché vi stavate limando le unghie.
Sono uscita da lì e ho chiamato mia madre. Ecco perché piangevo al telefono con lei.
Sono andata da un'altra parte, ho consegnato le impegnative (che erano giuste) per scoprire che quegli esami costano quanto uno stipendio medio in Italia e che un esame in particolare non lo fa praticamente nessuno. O almeno così mi hanno riferito.
Prima che me lo chiediate, visto che già me lo hanno chiesto: sono circa una trentina di esami, ma mi fanno solo un prelievo, non mi trivellano di buchi a caso.
Sono uscita da lì senza fare il prelievo perché ecco, uno stipendio intero da devolvere al laboratorio di analisi non lo avevo esattamente a portata di mano -mannaggia a me che non mi porto dietro il libretto degli assegni o l'American Express oro (che non ho)- e perché dovevo risolvere il problema dell'esame mancante.
Ho chiamato l'allergologo, quel santo uomo che riconosce i miei stati d'animo dal modo in cui gli squilla il telefono e domani mi ricovera in day hospital perché loro, a Battipaglia, questi esami li fanno tutti senza problemi e non c'è neppure bisogno di investire lo stipendio intero. 
Certo è che dover fare 600 km per fare delle analisi del sangue è abbastanza ridicolo.
Ce l'avete presente quando arriva la frustrazione più totale?
Non mi piace girare per ospedali, non mi piace essere sempre in ospedale, non mi piace neanche farmi fare un milione di prelievi al mese e non mi piace essere malata.
Ecco si, mi sono sentita malata.
Proprio io che rido sempre e che dico continuamente che non è niente di grave.
Ho pensato alla mia mamma che alle 5 della mattina di ieri mi ha scritto un messaggio che diceva: "Darei la mia vita per vederti guarire" e io, scusate, ma preferisco essere malatissima e avere la mamma, ma comprendo il suo punto di vista.
Che poi io di solito non mi sento malata, ho solo qualche problemino in fondo.
E non mi piace il termine "malato" in generale, mi sa di morte certa, di cose irrisolvibili e a tutto -almeno nel mio caso- c'è rimedio (anche se al momento il rimedio non lo hanno trovato, ma confido nella scienza).


Poi è successo che la mia amica -quella che alle monete di cioccolato preferisce il DNA e non sto scherzando- mi ha mandato un link per farmi leggere una cosa che mi ha fatto ridere da morire.
Ho davvero iniziato a ridere come una cretina, da sola in macchina, tanto che chi guardava da fuori -ammesso che ci fosse qualcuno che mi guardava- avrà pensato che fossi completamente scema.
Immaginate di trovarvi davanti una persona dentro una macchina parcheggiata che ride guardando uno schermo. Voi pensereste che è scema, dite la verità.
Ho guardato lo schermo del mio cellulare -che, per altro, ha una bellissima cover con scritto che se abbasso la testa mi cade la corona- e ho letto le notifiche.
C'erano i messaggi di mio padre che mi diceva che mi vuole bene, lui me lo scrive sempre, quasi che avesse paura che io possa dimenticarlo.
C'era un messaggio della mia vicina di casa che mi aspettava perché aveva bisogno di me.
C'erano i messaggi delle mie amiche preoccupate per me.
C'era un tag su Facebook di un mio amico che ricordava che oggi sono due anni che mi sopporta (garantisco che sono io che sopporto lui ed ammetto anche che gli voglio molto bene, ma non diteglielo).
C'era l'alert che mi ricordava la lezione in palestra di oggi e che mi ha fatto pensare che adesso so fare la spaccata. Capite? A trentuno anni, cinque mesi e tre giorni ho imparato a fare la spaccata. Capite la grandezza dell'impresa?
C'era la foto di quel disgraziato del cane abbracciato al Marito. O forse è il Marito che nella foto è abbracciato al cane disgraziato. Il punto è comunque che loro due mi amano immensamente e me lo dimostrano ogni secondo, chi con gesti e parole, chi leccandomi la faccia (decidete voi chi fa cosa).
C'era anche il tag di una ragazza che ho conosciuto grazie a questo blog che in un post (questo) metteva il mio blog tra i quindici che ritiene più interessanti.
Ed è stato lì che, pensando anche alle mille cose che ho da fare, che ho sorriso. E poi ho ricominciato a ridere.
Perché ecco, nonostante la vita non sia sempre bella, nonostante questo sia un periodo complesso, nonostante io sia stanca nonostante non lo dica mai (e si, adesso l'ho detto, non posso sempre apparire forte, no?) ci sono tante cose che mi fanno ridere e sorridere.
Forse, pensandoci bene, sono più le cose che mi fanno ridere e sorridere che quelle che mi fanno piangere.
Pensateci alle cose belle quando qualcosa va storto. Sarà bellissimo, giuro.


La foto del post è della mia amica che preferisce il DNA alle monete di cioccolata e che, per la cronaca, fa delle foto bellissime secondo me.
Le ho mandato un messaggio chiedendole se poteva fare una foto al ciondolo a forma di DNA con qualcosa di cioccolatoso senza dirle perché e lei, che mi conosce molto bene, ha iniziato a chiedermi cosa stessi combinando. 

Certo, mai avrei pensato che invece di fare una foto con il cellulare tirasse fuori la Reflex e allestisse un set fotografico per il DNA, ma c'è da dire che in meno di mezzora ho avuto la foto che avevo chiesto.
Ovviamente, anche in questo caso, non smetto di ridere e posso affermare con certezza che senza di lei nella mia vita mancherebbero un sacco di risate. Grazie Sami, ti voglio bene.

18 commenti:

  1. Ohhhh si! Proprio così! Tempo fa per fare delle analisi del sangue che la mia regione non passa (vedi stipendio medio italiano) sono finita a Roma (tor vergata) per delle analisi genetiche, e io sono ligure! Non la faccio lunga ma per colpa di un dottore menefreghista (lo stesso che mi ha fatta andare fino a Roma per risparmiare) io ho rischiato di essere andata a Roma per niente! Dal nervoso, anche io ho cominciato a piangere...ero anche a stomaco vuoto, povera stellina ed era l'ora di pranzo ormai! Per fortuna ho trovato un infermiera d'oro al centro prelievi, che nonostante il mio clamoroso ritardo dovuto al dottore di cui sopra e nonostante avessere già praticamente chiuso baracca, mi ha fatto il prelievo e ha condiviso la sua storia (molto simile alla mia) con me! Mi ha fatto sorridere e mi ha fatta sentire solllevata! Ecco c'è sempre qualcosa di bello in ogni giornata, come dici tu ❤️ Basta saperlo vedere e a volte è un po' più difficile del solito, bisogna essere allenati 😉!
    Ps ma quante parentesi ho usato?!? 😂😂😂 in bocca la lupo per le tue analisi!!!

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    1. Siamo in due ad usare tante parentesi 😁😁😁

      Comunque, io non mi lamento della sanità, mi lamento più che altro delle persone che ci sono dentro. Non è usuale (almeno qui) trovare persone come l'infermiera che hai trovato tu. E crepi il lupo 😘

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  2. Cara Gilda, il titolo passa veramente sulla vita, la vita spesso ci toglie il sorriso.
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  3. Devo dirtelo: al messaggio di tua mamma, ho scricchiolato un po'. Maledetta sensibilità.

    A te, brava. Perché nonostante tutto, oh... fanculo!

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    1. La mia mamma ha fatto scricchiolare anche me, è una grande mamma lei.

      E hai proprio ragione: fanculo!!

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  4. Immagino siano i miracoli del "federalismo" in campo sanitario e dei LEA.
    In ogni caso ridere e sorridere sono le uniche risposte, se non fosse che sono le più difficili.
    Io sto rientrando nel giro infernale per i miei suoceri (tutti e due) e il fatto è che, al netto del sistema e di come funziona, è la situazione in sè che mette a dura prova

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    1. Io rientro nei nuovi Lea che, però, la Regione Lazio ha recepito dieci giorno fa (emessi a Maggio!!!).
      Mi richiedono un certificato fatto secondo un DCA di 100 pagine che il mio allergologo sta studiano, intanto io che sono peggiorata ho fretta di fare gli esami quindi pago cifre spropositate.

      Comunque si, è la situazione che mette a durissima prova, io sono esausta. Non mi lamento mai, ma oggi sono scoppiata (e poi mi è passata).
      In bocca al lupo per te, so che non è semplice gestire la burocrazia italica 😑

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  5. mi hai fatto piangere...disssgrasssiataaaa.
    e poi ridere
    tanti abbracci
    barbara

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    1. Sono disgraziata come il cane, in fondo da qualcuno deve aver preso, no? 😂😂😂

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  6. In questo post hai descritto perfettamente tutti i "rimestamenti" interni di chi vive con una malattia che non è una parentesi (per quanto spaventosa) ma una compagna di vita. La cosa più difficile è trovare il modo per vivere, RIDERE, piangere, arrabbiarsi, DIVERTIRSI senza che la malattia diventi il centro di tutto, darle il giusto posto e essere sempre noi stesse. Grazie!

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    1. Grazie a te per averlo letto, concordo con ogni tua singola parola 😙

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  7. Ti abbraccio forte. Ricordare i momenti belli divertenti è il modo migliore per passare i momenti brutti, ma soprattutto per avere voglia di creare altri momenti positivi.

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    1. Esattamente, hai centrato il punto.
      Ricambio l'abbraccio :)

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  8. Sei una grande :) Che nervoso pero' con le analisi! Gia' io ho paura degli aghi, quindi gia' solo fare file/ avere a che fare con gente sgarbata mi prende malissimo...

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    1. Io più che degli aghi, ho l'ansia dei lividi che mi vengono dopo...
      Però hai ragione: la gente sgarbata fa prendere malissimo.

      Ps. Grazie!

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  9. Coraggio! E per regalarti un sorriso in più, ti rivelo un segreto: il tuo blog è una bomba, lo adoro e mi piace molto il modo in cui scrivi! P.s.: voglio quella cover.

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    1. Ma grazie!! Altro che regalare un sorriso. Mi hai regalato almeno una giotnata intera di sorrisi 😘

      Ps. La cover è una figata!

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