Il nono mese, quando scopri di essere incinta, é più o meno una chimera.
Poi piano piano inizia ad avvicinarsi e sembra quasi di avere raggiunto il Sacro Graal, finché effettivamente non ci arrivi e capisci che il nono mese una enorme fregatura perché tu pensi di essere arrivata a meta, ma invece no: il nono mese dura due anni, a volte anche tre, ma due anni di quelli lenti, che non passano mai.
Io lo dividerei in due parti: la prima parte, quello in cui entri ufficialmente al nono mese e, per qualche giorno, hai quell'illusione di avercela fatta, sei stremata -perché tutte le donne che ho incontrato sono arrivate stremate al nono mese, non solo quelle che come me si sono fatte il terzo trimestre nell'estate più torrida di sempre- ma vedi finalmente la fine e la seconda parte, quella in cui ogni giorno potrebbe essere il giorno giusto, ma chissà, quindi la fine smetti di vederla e l'attesa ti sembra infinita.
Ora, partiamo da un presupposto: la data presunta del parto é solo ed esclusivamente una data indicativa, calcolata sulla base dell'ultimo ciclo mestruale e che l'utilità di contare le settimane (ricordate? la gravidanza si conta in settimane) e di capire quando devi fare cosa. Resta comunque una data indicativa, partorire il giorno della dpp -l'acronimo che ho usato di più negli ultimi mesi- é pura casualità.
La finestra in cui si potrebbe partorire dura più o meno circa cinque settimane, facciamo quattro se togliamo la trentasettesima. Cinque settimane durante le quali, se sei sfigata, inizia anche il decimo mese, nel frattempo al pargolo che sta comodo dentro la pancia di mamma sono spuntati i capelli bianchi e la barba se é maschio, ma funziona così.
Comunque, aspettiamo perché altro non si può fare.
Aspettiamo lamentandoci ovviamente. Lamentandoci perché -vedi sopra- al nono mese ci si arriva stremati e anche con una certa voglia di conoscere il piccolino/la piccolina che però, arrivati a questo punto, avrà già iniziato a sferrare calci dolorosissimi alle costole con una forza che a me fa chiedere spesso "ma sta forza dove la prendi amore di mamma?".
E poi, ecco, io verbalizzo un sacco con la piccolina.
Premesso: per lei, che é la prima figlia, la prima nipote, la prima di un sacco di cose, noi abbiamo fatto di tutto e di più e in più ha ricevuto un sacco di regali, una quantità tale che né io né il padre abbiamo mai ricevuto in vita nostra. Sono tutti regali bellissimi, anche perché se non ci piacessero saremmo scemi totali visto che li abbiamo scelti noi (ne avevo parlato qui di come funziona), ma il punto non é questo. Il punto é che io ho iniziato a verbalizzare con lei sulla questione.
"Amore di mamma, so che dentro si sta benissimo, ma sai, hanno montato la cameretta ed é bellissima e soprattutto é molto più spaziosa della pancia di mamma".
"Amore, guarda ti hanno regalato le paperelle di gomma per il bagnetto, non sei impaziente di giocarci?" (applicate la stessa frase alla palestrina, alla giostrina, alla sdraietta, al tappetone, ai millemila giochi che ha ricevuto in dono e che non abbiamo ancora capito dove metteremo).
"Amore, guarda, ti hanno regalato la Welcome Pod, il signor Inglesina dice che simula il grembo materno, se vieni fuori starai comodissima, più comoda che dentro la pancia di mamma, se vuoi compro la riproduzione in plastica delle mie costole e prendi a calci quella".
Il massimo l'ho raggiunto quando due giorni fa la piccola pargola ha ricevuto in dono un unicorno a dondolo bellissimo. Credo che nessuno possa vivere senza unicorno a dondolo, lei potrà usarlo tra un po' (ma la lista nascita é stata saccheggiata più volte e, ad un certo punto, abbiamo messo anche cose per quando sarà più grandina). Io ho passato minuti, ore, ormai giorni a spiegarle che l'unicorno a dondolo é una delle cose più belle che l'universo ricordi, che é suo, che ha uno zio bellissimo e muscolosissimo che glielo ha regalato (perché piaceva a lui e perché non pensava che lei potesse vivere senza averlo) nonostante l'avesse già riempita di doni e che forse é il caso di uscire per vederlo. Non ha funzionato al momento, ma io non mi arrendo. In ogni caso, penso sia evidente che l'unicorno a dondolo lo desideravo ardentemente io.
Tra una verbalizzazione con la pupa e l'altra, adesso che finalmente sono si stremata, ma sto bene faccio cose per ingannare il tempo. Ah, ho anche ricominciato a digerire e ad avere fame, io che pensavo che non avrei più avuto fame per sempre.
La cameretta é stata montata, quasi tutte le sue cose sono state lavate e messe nei cassetti, tranne delle lenzuoline che ho sbolognato a mia madre perché non ne potevo più di lavare cose (tutto rigorosamente a mano), siamo andati da Ikea a prendere quelle cose che servivano per completare il tutto, siamo andati a prendere tutti i regali che ha ricevuto (ma poi ne ha ricevuti altri mille, quindi ci torneremo), li abbiamo sistemati, io ho comprato quelle che secondo me erano le ultime cose indispensabili che ci mancavano (tipo delle mussole di Harry Potter che arrivano dall'Inghilterra e di cui non potevo fare a meno), siamo persino andati a scegliere i sacchettini nascita per quando nascerà, idea che ci é venuta in mente tipo due giorni fa e che improvvisamente é diventata indispensabile. Probabilmente, se non nascerà entro breve, diventeremo poveri e l'unicorno a dondolo dovremo venderlo.
Usciamo, andiamo a pranzo, a cena, a fare merenda con amici, parenti, con i cani, il gatto, faccio le scale, mi incollo pesi, faccio un sacco di cose. E aspetto fiduciosa, accogliendo con amore ogni contrazione che arriva e sperando che ne arrivi una dopo poco.
Che poi, a me questo nono mese ha pure insegnato che il tempo é relativo. Oh si, lo sapevo già, ma io lavoro in televisione da tutta la vita e in televisione venti secondi possono essere un sacco di tempo. Cioè. potrebbe essere il tempo per trasferire il primo pezzo del telegiornale quando sei già sul lancio e pensi che é un'enormità.
Se cade una macchina e mancano quattro minuti alla diretta io potrei anche pensare di fumare una sigaretta e poi risolvere il problema, tanto é una quantità di tempo esorbitante. Si, l'ho pensato molte volte, forse in qualche caso l'ho anche fatto, non me lo ricordo. In ogni caso, é sempre andato tutto bene.
Ecco, al nono mese le contrazioni ravvicinate con cui inizi a pensare di andare in ospedale, ma prima hai tutto il tempo di fare la doccia e mangiare un panino con il salame che brami da mesi, sono ogni dieci minuti. Due break in prima serata praticamente e, questo lo sanno tutti, la pubblicità é infinita.
Infine, questo é il momento in cui tutti, pure la signora del negozio di bomboniere e la cassiera della gelateria, ti dicono che hai una bella pancia e poi aggiungono "sei arrivata, eh?". E tu ti chiedi come sia possibile che fino al mese scorso avevi una pancina ina ina e adesso tutti si accorgono che é quasi fatta. Come lo sapete? Ditemelo, vi prego.
Ho riguardato le foto di questi mesi, praticamente al sesto mese sembrava solo che avessi smesso di allenarmi e che quindi ero leggermente più morbida, ma non che fossi incinta. All'inizio del quarto avevo ancora la tartaruga. Al settimo, quasi ottavo, sembrava avessi mangiato troppo e bevuto troppa birra.
"Dai che cambia la luna e partorisci". Oh si, quando?
Ah no, però non mi piace questo giorno come data di nascita, preferisco un altro giorno.
"Ma vuoi che nasca o no'".
Oh si, voglio che nasca, voglio conoscerla, credo di non avere mai voluto così tanto qualcosa come vederla, abbracciarla, stringerla e dirle che ce l'abbiamo fatta.
No, non ho paura, non ancora almeno. Non so nemmeno se ce l'avrò.
E questo é, intanto io, il papà, i cani, il gatto e l'unicorno a dondolo continuiamo ad aspettare.


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