giovedì 5 aprile 2018

Sono rientrata a Roma per restarci (e ho ricominciato a dormire)

Sono rientrata a Roma. Per restarci.
Avrei dovuto continuare con le trasferte fino a metà Aprile, forse addirittura fino a fine Aprile, ma alla fine un martedì a pranzo mi hanno detto che dovevo rientrare subito.
Gli ultimi giorni prima della partenza sono stati tremendi -c'è stato un problema dietro l'altro- e non ho fatto altro che piangere. Sono seria, eh.
Venerdì scorso, alle nove del mattino, non sapevo ancora se sarei riuscita a partire o no. Genitori e Marito erano in trepidante attesa.
Ad un certo punto, saranno state le dieci, ho mandato un messaggio per dire: "Cerco di capire come si arriva in autostrada e vi chiamo".
Da lì, è iniziato il lunghissimo viaggio verso casa.
Lunghissimo perché, vuoi che era venerdì santo, vuoi che ero stanca e non dormivo da tre giorni, ci ho messo tantissimo.
Che poi, a pranzo, ho anche trovato il simpaticone che mi ha chiesto di lasciargli il posto dove, dopo mezzora a cercare, avevo messo la mia fedele macchina. "Abbiamo fame e dobbiamo andare in bagno" mi ha detto. Io invece mi ero fermata per contare le mattonelle del pavimento dell'autogrill.
Ad un certo punto, ho anche fatto un'altra sosta per chiudere gli occhi mezzora.
Ho la patente da quasi quattordici anni, è più di un decennio che faccio viaggi in macchina da sola guidando per ore e ore, ma stavolta ho sentito la necessità di fermarmi e riposarmi perché, mi sono detta, che a casa non ci sarei arrivata.
Che poi, non so voi, ma quando faccio tanti km in autostrada, ogni volta che leggo il nome di uno svincolo mi vengono in mente tutte le cose che si mangiano in quel determinato posto e mi viene fame. Praticamente ho viaggiato morendo di fame pensando a tutte le cose buonissime che avrei potuto mangiare in Emilia-Romagna e in Toscana.

Quando ho iniziato a vedere i cartelli per Roma mi sono sentita sollevata, quando ho visto il casello di Roma nord ho pensato "è fatta", anche se non era fatta manco per niente visto che da quel casello a casa mia ci sono più di 50 km, con tanto di G.R.A. nel mezzo. 
Stavolta non ho pianto come tre anni fa perché in fondo era tutto completamente diverso. Lì ero molto provata per una serie di motivi, non ultimo il mio primo switch e il famoso licenziamento collettivo per chiusura ramo d'azienda (qui per saperne di più, ma occhio che questo post ha un carico emotivo non indifferente). Sta botta il rientro a casa ha segnato solo la fine delle trasferte.
Quello che so, ora come allora, è che Milano non fa per me.
Non so se è un caso, ma a me Milano ha sempre creato problemi, magari il problema sono io, chi lo sa, ma ecco: sto meglio a casa mia.

Insomma, sono arrivata a casa, il Marito non c'era e ho scaricato le valigie (due trolley di cui uno praticamente vuoto) e ho pensato che ero finalmente felice.
Il Marito -ve l'ho detto- non era a casa, ma al lavoro e l'unica cosa che gli avevo detto era stata: "Amore, io non credo riuscirò a preparare la cena".
Mi ha risposto: "Sti c***i della cena, io voglio te". E lì, come mi succede spesso, ho pensato che ho sposato l'uomo giusto, quanto meno per me.
Ho aperto la porta di casa e il cane è impazzito, giustamente erano tre settimane che non mi vedeva.
Da quel momento in poi, non sono più riuscita a scollarmelo di dosso, ad un certo punto me lo sono ritrovata che mi fissava mentre facevo la pipì.
"Nano, io ti amo, ma potrei almeno fare la pipì in pace? Io mica ti guardo mentre inondi di liquido giallognolo gli alberi del quartiere, eh".

Una delle cose più belle di quella giornata, casello di Roma nord a parte, è stato sicuramente riabbracciare il marito.
Lo stesso marito che per giorni ha esaudito ogni mio desiderio, non che normalmente non lo faccia eh, ma davvero mi sono sentita una principessa.
E quella sera, finalmente, ho dormito come un sasso. E lo stesso ho fatto la sera dopo, svegliandomi solo perché cane e marito mi hanno portato la colazione a letto (si lo so, il cane non ha il pollice opponibile quindi di fatto non può avermi preparato il caffellatte, ma insieme alla colazione è arrivato anche lui a svegliarmi, quindi merita di essere nominato).
Casa mia, le mie abitudini, il Marito, il cane, Roma. 
Ho fatto lunghe passeggiate per Roma insieme al Marito, mi sono guardata intorno e ho pensato che è bellissima e che profuma di casa come nessun altro posto al mondo.


Ieri sono tornata anche in piscina, la mia piscina, con il fondo chiaro come piace a me (qui per saperne di più) e mi sono sentita davvero felice. Che poi, in realtà, non sarei dovuta andare in piscina, ma avrei dovuto seguire un corso in palestra, poi ho visto l'acqua, ho sentito il profumo del cloro, ho pensato a quanto mi piace quella piscina e non ho resistito a farmi una lunga nuotata rigenerante.

E insomma, è ricominciata la routine romana che, al momento, prevede la sveglia alle 6 e l'uscita da casa entro e non oltre le 6.50: a me che ho sempre odiato il turno di mattina pare un crimine contro l'umanità uscire di casa a notte fonda, ma l'importante è che io sia a casa. Tutto il resto è rumore bianco.

Che poi, sembra quasi che io sia andata in guerra, ma sarà che è stato un periodo difficile, sarà che ultimamente non sono stata benissimo, ero davvero stremata e tornare a casa per restarci mi ha davvero resa felice.

22 commenti:

  1. Finalmente a casa GiN!!! Sono super contente per te

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  2. Bentornata a casa, e tra noi.

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  3. Sono proprio contenta per te, leggere questo post fa nascere un sorriso, ma la prossima volta che passi dall'Emilia fallo con cane e marito...vi aspetto per la cena�� Tranquilla vi porto al ristorante, io posso proporvi un libro o una mostra,ma non.mi sognerei mai di avvelenarvi bel tentativo di cucinare qualcosa ��

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    1. Ma io mangio anche un brodino eh 😁😁😁
      Comunque in Emilia ci veniamo a brevissimo, esattamente tra un mese!

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  4. Cara Gilda, credo che un po di riposo ti faccia veramente bene!!!
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio.
    Tomaso

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  5. Milano si considera ufficialmente offesa

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  6. Bentornata a casa! Goditi questo momento, te lo meriti!

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  7. Evviva!
    Mitico il "profumo del cloro"! eau de chlore, altro che Chanel nr 5!

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    1. E pensare che fino a non troppo tempo fa non piaceva 😅

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  8. Ciao cara! Il turno di mattina è criminale (anch'io al mattino non carburo), ma la casa è dove è il cuore, senza offesa per Milano. Semplicemente anche la più bella città a volte risulta estranea.

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  9. Ecco perché si dice "Casa dolce casa" ;)

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  10. Ciao. Allora bentornata dove hai il cuore! Devo dire che questa cosa che trovi Milano brutta o meglio che non ti trovi bene è solo spiegabile con ciò: innanzitutto Roma è Roma, che je voi dì a Roma, e poi cavolo hai lì la tua famiglia, tuo marito, come fai a pensare di stare bene a Milano? Per me è esattamente il contrario, molto affezionata ai posti della mia crescita e gioventù, come appunto Roma, che mi manca tantissimo, ma a Milano, meglio a Monza ho marito e figli, per cui nulla conta di più per me, al di là della bellezza, al di là dei profumi e dei ricordi.

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    1. Concordo Barbara, casa è dove c'è famiglia!!!

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