venerdì 9 febbraio 2018

Oggi il mio cane avrebbe compiuto nove anni (e a me manca terribilmente)

Voi lo sapete com'è nato questo blog?
Cosa stavo facendo e dov'ero quando ho cliccato su crea blog?
Io me lo ricordo come fosse ieri: ero sul divano della nostra vecchia casa, era notte e avevo il muso di Milly poggiato sulle mie gambe.
Lei un po' dormiva e un po' mi guardava. 
Ci amavamo noi due, eravamo inseparabili.
Eppure non era scattata subito la scintilla: a volerla era stato il Marito, l'aveva scelta tra due cagnoline. Io volevo l'altra, lui voleva lei.
Aveva vinto lui, aveva vinto la ragione: l'altra era troppo paurosa e nascondeva la coda in mezzo alle gambe alla vista di Fuffi.

Oggi la mia Milly avrebbe compiuto nove anni.
La data di nascita sul suo libretto sanitario era fittizia, assegnata d'ufficio dal canile, ma io ho sempre pensato fosse quello il giorno del suo compleanno.


Mi manca ancora molto nonostante siano passati quasi tre anni dalla sua morte.
Mi manca come il primo giorno.
A lei penso spesso, troppo spesso.
Io e il Marito, forse stupidamente, ce la immaginiamo sotto un albero a ringhiare agli altri cani con il suo collare di cuoio.
Mi sono chiesta per mesi se a lei sarebbe piaciuta casa nostra, dove avremmo potuto mettere il suo cuscinone, se ci sarebbe stato abbastanza spazio tra il letto e la finestra -rigorosamente dalla mia parte- per la sua cuccia. 
Io avrei fatto penzolare la mano e lei l'avrebbe presa a musate, per poi abbandonare la cuccia e andarsene a dormire sul divano. Da sola, che lei -in fondo- era un cane asociale.




L'educatrice del canile diceva che lei non mi staccava mai gli occhi di dosso.
E io non li staccavo mai da lei.
Quando era già malata, una sera eravamo a casa, il Marito non c'era.
Le avevo cambiato il pannolino, l'avevo messa sul suo cuscino con vicino le ciotole dell'acqua e del cibo e le avevo detto: "Vado a farmi una doccia, se hai bisogno chiama".
Avevo socchiuso la porta per sentirla, lei muggiva quando voleva chiamarmi, già non camminava più.
Ero uscita dal bagno e l'avevo trovata davanti la porta -non so neanche come ci fosse arrivata- e mi guardava con i suoi occhioni neri.
"Adesso ti metto sul divano, dammi cinque minuti".
Passavamo così le nostre serate e le nostre nottate. Sul divano, io e lei.
Quando cercavo di dormire lei mi svegliava, ho sempre pensato che lo facesse per avere cambiato il pannolino, ma forse la verità è che non voleva perdere neanche un secondo insieme a me. Ad oggi mi piace pensare così.
La mattina invece ce ne andavamo al parco: le toglievo il pannolino, la portavo in braccio, nonostante non fosse esattamente leggera, e la portavo fino al prato, la mettevo lì, io mi sedevo sulla panchina e lei stava esattamente sotto ai miei piedi. Non camminava, quindi stavamo lì a prendere il sole per un'ora, due, tre, in base al tempo che avevo a disposizione. E di tempo cercavo sempre di averne più possibile.


Milly prendeva undici pillole al giorno, avevo un quadernino in cui segnavo tutto.
Milly faceva la chemioterapia, era stata la nostra speranza, ci avevamo creduto davvero che l'avremmo salvata. Io ci credevo e il Marito ci credeva.
Quando ci avevano dato la diagnosi mio padre piangeva, mentre io e il Marito non avevamo versato una lacrima.
Era mattina, eravamo a Palermo e pioveva. Quella sera eravamo usciti, i cani erano rimasti con i miei genitori e, mentre eravamo per strada, il Marito era scoppiato a piangere e aveva detto due parole: "è tremendo". Mi aveva detto che non era giusto e mi aveva promesso che ti avremmo salvata.
Quando ci eravamo messi insieme, lui non aveva mai avuto animali, fatta eccezione per una tartaruga d'acqua, io invece ero cresciuta con cani, gatti e cavalli. Soprattutto cavalli, tanto che da bambina ero convinta che tutti avessero una scuderia di cavalli.

Quando Milly ancora stava bene, una notte era scoppiato un temporale.
Dormivamo, finché ad un certo punto girandomi avevo sentito qualcosa di peloso, avevo aperto gli occhi e l'avevo trovata sotto le coperte, con la testa sul mio cuscino. Ero scoppiata a ridere, non mi ero neanche accorta che fosse salita sul letto, lei invece era terrorizzata.
Aveva paura dei tuoni, della pioggia, di qualsiasi rumore.
E aveva fame, sempre fame.
C'è stata la volta in cui ha rubato un panino con l'hamburger dalle mani del Marito che le aveva urlato "restituiscimelo" mentre lei aveva già iniziato il processo di digestione.
O la volta in cui avevo diviso un pezzo di pane tra lei e Fuffi: lui aveva finito il suo, mentre lei lo teneva in mezzo alle zampe. A lei non piaceva il pane, ma io ho sempre dato ad uno quello che davo all'altra. Fuffi provava a prenderglielo e lei ringhiava, finché non avevo barattato il pane con un biscotto con somma gioia di tutti, memore di un'altra volta -lei era appena arrivata- in cui aveva rubato un osso dalla bocca di Fuffi ed era scoppiata la rissa, io avevo rimediato una dentata sulla gamba ed era finita con Milly che si era auto messa in punizione e Fuffi che gongolava.
Quando li portavamo in  area cani a correre, lui andava avanti e indietro, mentre lei si sedeva vicina a noi e cominciava a saltare solo quando prendevamo il guinzaglio per tornare a casa.
E quando la portavamo a fare i vaccini piantava le zampe per terra, si metteva sdraiata e non c'era verso di farla muovere, mentre il suo fratellino scemo saltellava felice a farsi pungere.
Milly e Fuffi si completavano a vicenda, l'uno apposto all'altra, ma sempre insieme, sempre vicini vicini.

Mi manca tanto Milly. Mi manca averla vicino, mi manca abbracciarla, mi manca coccolarla.
Mi piacerebbe sapere se Fuffi se la ricorda, se sa ancora di avere avuto una sorellina che gli somigliava tantissimo. A volte mi chiedo anche se si ricorda anche il giorno in cui è morta, tra le mie braccia. Lui era nascosto sotto al letto.
Erano diventati inseparabili e, quando li guardavo, pensavo a quando Milly era arrivata a casa: Fuffi aveva abbagliato per cinque ore di fila indispettito dalla presenza di quell'ingombrante cane nero.













Quel giorno, quello in cui Milly se n'è andata, mentre firmavo alla Asl veterinaria -che è annessa al canile- i documenti che dicevano che era morta, la cagnolina che aveva la coda in mezzo alle gambe alla vista di Fuffi -quella che avrei scelto io al posto della mia Milly- stava uscendo dal canile, adottata. Esattamente nello stesso momento, non un secondo prima, non uno dopo.
"Te la ricordi?" mi aveva chiesto l'educatrice.
"Si, me la ricordo"
"L'hanno adottata".
É una coincidenza che mi fa sorridere, nonostante tutto.

Mio padre mi dice sempre che non devo essere triste, che le abbiamo regalato un po' di felicità che in canile non avrebbe avuto. "Lei con voi era felice".
Milly non era mia figlia. Milly era un cane. Io però ero la sua mamma, il suo mondo, il suo tutto.
E ovunque sia, io so che si ricorda di me, di quanto l'ho amata, di quanto ci ho provato fino alla fine a salvarla. E spero sappia che non esserci riuscita è una cosa che mi ha fatto stare molto male.

Buon compleanno Milly, ovunque tu sia.


Nb. Non è la prima volta che scrivo un post simile, non è colpa mia, è più forte di me: a volte ho proprio bisogno di parlare di lei. Qui trovate un altro post in cui racconto la sua storia, praticamente uguale (o quasi) a questo.


32 commenti:

  1. Grossi pezzi di famiglia, caspita. E quando se ne vanno si portano via un pezzettino del nostro cuore. Spero tanto di riuscire a convincere i miei (mio padre più che altro) a prendere un altro cagnolino, ma so che dirà di sì se e quando ci si presenterà l'opportunità di salvarne uno.

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    1. Noi non siamo ancora riusciti a convincerci a prendere un'altra cagnolina, però abbiamo Fuffi. Se non ci fosse lui, non so cosa avremmo fatto :(

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    2. Capisco benissimo essendoci passata. Però pensa che fareste felice un altro cane tirandolo fuori dal canile e magari anche Fuffi sarebbe contenta.

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    3. Prima o poi non escludo che succeda, quello che è certo è che sarà, appunto, un trovatello, esattamente come Fuffi e Milly!

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    4. Ovviamente ieri sera sono tornata a casa dal lavoro ed ho trovato una retina sul cancelletto. Ho guardato tre volte di non aver sbagliato con il cancello del vicino. Ed è nato un piccolo sospetto. Quando ho girato la chiave ed aperto la porta... Mi sono trovata davanti mia madre sorridente, dietro le cui gambe spuntava il lungo muso..di un cane. Uno zio di mio padre non riusciva a tenerlo come si deve, per cui lo hanno preso con loro. Avevo appena parlato? L'abbiamo chiamato Flipper, ed ora sta mangiando il suo osso di pelle di bufalo davanti a me.

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    5. Dai, ma che bello!!!
      Posso pensare che sia un piccolo segno del destino? Ti spiace :)
      Un bacio grande a voi e al piccolo peloso!

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    6. Grazie del bacio (e il peloso fa Attila di secondo nome), e non si spiace se lo prendi come un segno del destino. Ti dirò, noi non abbiamo mai scelto un cane in vita nostra, ci hanno sempre scelti loro. E ci siamo presi i cani che avevano bisogno di noi.

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    7. Anche per noi Fuffi non è stata una scelta, mentre Milly si, nel senso che avendo già Fuffi, al canile hanno richiesto che i due si conoscessero, familializzassero solo se l'incontro era positivo ce l'avrebbero data... solo che è stata un po' una cagata perchŕ Fuffi l'amava nello sgambatoio del canile, quando è venuta a casa con noi ha abbaiato cinque ore di fila perchè giustamente quella era casa sua 😂

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  2. Cara Gilda, come ti capisco! è come mancasse un famigliare che volevi tanto bene.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. È proprio così Tomaso :(
      Buona giornata anche a te!

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  3. anche io ho un cane un pastore tedesco e lo amo con tutto il cuore mi viene da piangere solo al pensiero che lui un domani non ci sarà più, il tuo cagnolino sarà per sempre vicino a te in qualsiasi posto sia ..un'abbraccio

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    1. Ogni tanto io penso come reagire se anche Fuffi ci lasciasse e mio marito mi dice sempre che devo allontanare quel pensiero perché a me fa piangere (soprattutto dopo quello che abbiamo passato con Milly), è una cosa tremenda!

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  4. Deve essere tremendo lasciare andare il proprio cucciolo...
    Abbraccio

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  5. il principale motivo per cui non abbiamo un cane (nè un gatto) è che se ce l'hai lo devi curare come hai descritto qui. E una responsabilità così io adesso non me la sento di prendermela.

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    1. Fate bene, io sono dell'idea che un cane sia molto impegnativo sotto tanti punti di vista, quindi è meglio essere "onesti" con se stessi ed evitare di prenderne uno se non ce la si sente, anche perché non è di certo obbligatorio, quindi hai la mia stima: non tutti sono abbastanza saggi da ammettere di non volersi/potersi assumere la responsabilità di un cane!

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  6. Mi sto bevendo le lacrime. Quando Biagio è arrivato a casa non sapevamo l'età, poi è arrivato il certificato dell'anagrafe canina: 8 anni. Aveva 8 anni! Io sono andata in panico... era vecchio e io avevo paura che se ne sarebbe andato presto. Per notti intere ho pensato a come avrei fatto senza di lui. Poi ho deciso di fargli fare un check up completo e la veterinaria mi ha detto: "non sembra neanche un cane di 10 anni. Sta benissimo!" Ero sollevata ma ho sempre il terrore che stia male, che gli succeda qualcosa... quindi non oso immaginare come sia stato per te, ma ha ragione tuo padre, le avete regalato gli anni più belli della sua vita! Buon compleanno piccola Milly

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    1. Robi grazie, da parte mia e da parte di Milly ❤

      Ti posso dire che io e il Marito abbiamo sempre paura che possa succedere qualcosa a Fuffi, non ti dico quando ci accorgiamo che ha anche solo una piccola escoriazione, quindi ti capisco benissimo. Un bacio grande a voi!

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  7. Ti capisco benissimo, e ancora mi vengono le lacrime agli occhi quando penso ai cani e ai gatti che ho avuto e che non ci sono più. Li ho amati tutti tantissimo e ho sofferto tantissimo quando se ne sono andati, e se ci penso a distanza di anni mi si stringe il cuore. Ogni volta penso che sia "più facile" delle precedenti ma non lo è, ma la consolazione, come dice tuo padre, è che sono stati felici.

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    1. Quello è vero, ne sono convinta anche io che avere donato un po' di felicità sia comunque una consolazione, è che a volte me lo dimentico!

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  8. A casa dei miei c'era Zecca..è morta un anno fa, anche lei di tumore. La vedevo pochissimo, perché per un sacco di motivi vado raramente a trovare i miei, purtroppo; però quando se n'è andata mi sono messa a piangere, e non me lo aspettavo.

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    1. Neanche io mi aspettavo le lacrime del marito (e secondo me neanche lui), però... 😘

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  9. Che bel musetto aveva <3
    Se penso alla mia piccolina mi viene ancora da piangere, dopo dieci anni... e ancora non sono riuscita ad accettare l'idea di prendere un altro cane. Non ce la faccio (anche se non resisto a coccolare ogni cane che mi si avvicina).

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    1. Quindi mi stai dicendo che il dolore non passa mai?
      Ti mando un grande abbaccio Maya 😘

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    2. Ancora non mi è passata del tutto... A volte penso a lei e mi viene solo da sorridere, mi manca e non fa male, altre volte invece...
      Ricambio :)

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  10. eccomi alla frignata di sabato mattina...a ottobre se n'è andata la mia gattona Nike di 19 anni... ed ora ho l'altra di 13 anni con acciacchi seri...è diventata cieca e siamo a 2 pasticche al giorno... ma ora è qui accanto a me che fa le sfusa e vuole attenzioni mentre scrivo...quanto amore danno!!

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    1. Ne danno davvero tanto, è incredibile come i "genitori" umani diventino il loro tutto, ogni volta resto sempre affascinata da queste cose!

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  11. Anche a me manca Puzzona, la mia gatta. E' mancata ormai nove anni fa e nonostante io abbia preso un'altra pelosa, lei mi manca come non mai... :(

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  12. Loro danno a noi molto più di quanto noi siamo capaci di dare loro. A volte guardo la mia Maya che si avvia ad essere vecchietta ormai, e la rivedo cucciola con le orecchie all'ingiú, seduta accanto a me che guardiamo il tramonto e ogni tanto mi morde le orecchie. E mi rendo sempre più conto, col tempo che passa, che se davvero esistessero gli angeli.. sarebbero certamente loro.

    Un abbraccio a te e alla cucciola, ovunque sia adesso.

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