sabato 3 febbraio 2018

Ho frequentato il Dams (e non me ne sono pentita)

Ho frequentato il Dams, per cinque lunghi anni.
Tre anni di triennale in scienze e tecnologie dell'arte, dello spettacolo e della moda e due anni di specialistica in cinema, televisione e produzione multimediale.
All'ultimo anno di università ci sono arrivata non potendone più, per anni ho consigliato alle mie amiche di evitare come la peste la specialistica. Ero stanca, stanchissima, per cinque anni non ho fatto altro che studiare, studiare e ancora studiare.
Alla faccia di chi ha sempre pensato che al Dams si guardano film e si fumano le canne.
Cioè, si guardano i film e potenzialmente si fumano anche le canne, ma non solo quello.
Si studia anche e si imparano delle cose.
Non mi sono comunque pentita della mia scelta, semmai ho sempre pensato che forse tornando indietro l'università non l'avrei proprio fatta perché non reggevo la tensione, perché studiavo troppo, perché tanto avrei fatto lo stesso percorso lavorativo pure senza università.
Ad oggi, non sono più tanto sicura sia così, ma ci ho messo otto anni per arrivare a questa conclusione.

Comunque, partiamo dall'inizio.
Non ricordo perché ho scelto il Dams, proprio non ne ho idea.
Probabilmente mia madre se lo ricorda, ma non ho il coraggio di chiederglielo.
So solo che ho pagato il bollettino per fare il test di ammissione (si, ai miei tempi era a numero chiuso, adesso non saprei) e ho sperato di passarlo senza studiare. Di fatto, quel test non l'ho mai fatto visto che per 300 posti a disposizione c'erano soltanto 280 iscritti al test. Tutti ammessi, insomma.
A quel punto, dovevo scegliere il curriculum: arte, moda o spettacolo.
In tutti i Dams d'Italia esiste il curriculum musica, a Palermo no. Il corso di laurea in musica era a parte.
Alla fine, avevo scelto spettacolo perché ero abbastanza certa che sarei diventata una critica cinematografica di fama mondiale che si sa, a me piace volare basso.
Di fatto ho sostenuto quattro o cinque esami attinenti o quasi attinenti a quella scelta: storia e critica del cinema, storia del teatro, drammaturgia, storia del costume e storia e tecnica della fotografia.
Un esame che ricordo con immenso affetto è stato quello di elaborazioni di immagini e suoni, riconoscimento e visioni artificiali, tant'è che ci ho fatto anche la tesi (qui per saperne di più).
Tutto il resto era roba che mi ha fatto vedere i sorci verdi: ho ancora gli incubi se penso agli esami di psicologia delle arti, estetica, antropologia culturale e via dicendo. Bellissime materie, eh, ma per quasi tre anni io sono stata sempre chiusa in casa a studiare. Quando non studiavo, andavo a lavorare.
Dell'ultimo esame in particolare ho un ricordo drammatico (qui per saperne di più), per anni ho sognato la professoressa svegliandomi di soprassalto.
Bella vita, bellissima.
Ho imparato un sacco di cose. Cultura generale la chiamano.
Delle cose che ho imparato ho dimenticato quasi tutto, ma tant'è.


La triennale quindi non si può dire che mi sia servita, però senza triennale non avrei potuto fare la specialistica. E la specialistica in cinema è uno dei ricordi più belli della mia vita.
Sarà che ho studiato a Bologna, che è la patria del Dams e degli studenti (qui per saperne di più), chi lo sa.
Il Dams a Bologna è una cosa seria, la specialistica in cinema lo è ancora di più.
Tutti grandi amanti del cinema, tutti grandi conoscitori di film che molti probabilmente non hanno mai sentito nominare. Io ricordo benissimo il giorno in cui ci venne prospettato di vedere, a lezione, Nosferatu di Murnau e si alzò un coro di disapprovazione perché tutti lo avevamo visto almeno cinque volte a testa.
Quando frequentavo il Dams a Bologna andavo al cinema quasi tutte le sere, frequentavo la Cineteca e avevo un sacco di amici e conoscenti che lavoravano nel cinema indipendente, cosa che ai tempi mi sembrava molto figa.
Studiavo cinema e come fare cinema. Era bello.
Erano gli anni in cui al Dams di Bologna si associava ancora Andrea Pazienza, non so se sia ancora così.
Guardavo decine e decine di film per poter sostenere un esame, parlavo di cinema, amavo il cinema.
Ho sostenuto esami studiando poco e facendo tanto: ho scritto la sceneggiatura di una serie televisiva, ho creato una campagna di marketing di quella sceneggiatura, ho realizzato un videoclip musicale e un documentario su Bologna facendo le riprese in piena notte con un freddo pazzesco.
Ho presentato il progetto di un festival cinematografico e sono stata mandata a lavorare alla Mostra del Cinema di Venezia, una delle cose più belle che abbia mai fatto in vita mia.
Ho lavorato alla biblioteca del dipartimento di spettacolo, ho frequentato lezioni di cui non capivo un tubo, ma che amavo comunque profondamente.
Ho lavorato anche sui set cinematografici.
Ho respirato aria di cinema e ho vissuto tante, troppe cose belle.
Ho vissuto a pieno il clima universitario, ho scritto una tesi che non stava né in cielo né in terra che avevo chiamato God Save the Drag Queen, in principio era un lui.
Quando mi hanno chiesto perché avevo dato proprio questo nome alla tesi avevo risposto "perché se ce la fa Dio ce la facciamo tutti" che ancora oggi mi chiedo cosa cavolo significasse quella frase.
Il Dams a Bologna mi ha reso felice, mi ha insegnato tante cose di cui ancora oggi faccio tesoro, mi ha fatto amare il cinema e successivamente me lo ha fatto odiare.

Il Dams, quindi, serve a qualcosa o è completamente inutile? Si studia? Non si studia?
Alla triennale io ho studiato tantissimo, alla specialistica meno, ma ho avuto in cambio tantissimo.
Non mi sono pentita della scelta che ho fatto. Sono passati otto anni dalla laurea specialistica e posso dire di aver fatto la scelta giusta per me.
Se serve non lo so, posso dirvi però che io ho una laurea specialistica in cinema, televisione e produzione multimediale e lavoro nel settore televisivo da anni ormai. 
E, con mio sommo rammarico, mi chiamano anche dottoressa.

Se volete sapete cosa fare per lavorare in televisione, qui vi racconto come ho fatto io.
Se volete sapere, invece, se mi piace lavorare in televisione la risposta è si, è un lavoro che sembra mi si stato cucito addosso.

18 commenti:

  1. Cara Gilda, non è da dubitare, tu sei una che è bene informata su tanti film.
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  2. Dottoressa, ho mica qualche malattia?

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  3. Ricordo di essere rimasta affascinata quando mi hai parlato del tuo lavoro
    Una specialistica in cinema potrebbe darmi seri problemi, io non capisco una cippa in materia e ho pesanti lacune...

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    1. Non pensare che io fossi chissà quanto ferrata su determinate cose eh 😂😂😂

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  4. Lo studio serve per essere non solo per lavorare. Lo studio ti cambia a poco a poco. Materia dopo materia, libro o film dopo film. Se oggi ti sei quel che sei è anche perché hai studiato in quel corso lì e non te ne accorgi nemmeno. È questo il bello!

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    1. Questo è vero, anche se...che fatica!

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    2. Ti piace vincere facile?

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    3. In effetti no, ma ammetto che in certi casi non mi sarebbe dispiaciuto :D

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  5. Grazie per la tua testimonianza. Certo, il fatto che si pensi al Dams in quel modo (film e canne) viene proprio da Pazienza, eh^^
    Io come specialistica ho fatto qualcosa di molto simile -come materie- alla tua. E, pur non essendomene pentito, ho capito che è meglio non mischiare una passione (cinema) con qualcosa di rompicoglioni come lo studio. perché studiare non piace comunque a nessuno.

    Moz-

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    1. Eh no, Paz si sfondava di eroina, mica di canne :D O forse si faceva anche quelle, mi sa.
      Scherzi a parte, concordo con te sul fatto che si dovrebbe evitare di mischiare passione e studio, io alla fine ho iniziato a non godermi più la visione di un film tanto ero rincretinita da tutte le nozioni che ho studiato... e se ci pensi, è un peccato!
      Di contro, ad oggi sono contenta di avere un lavoro che è anche -in un certo senso- una passione.

      Ps. Ma cosa hai studiato esattamente?

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  6. Se avessi potuto e saputo prima della mia passione per il cinema, avrei fatto la stessa tua scelta ;)

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  7. Il concetto di "servire" è sempre un po' discutibile quando si parla di studi, istruzione o, meglio, di cultura.
    Ci sono dei corsi di laurea, ma anche, prima, delle materie che difficilmente porteranno ad uno sbocco professionale immediato e dedicato, una roba per cui esci da un'aula ed entri in un impiego senza soluzione di continuità.
    Non direi significhi che sono inutili, anzi.
    In fondo il lavoro che fai e come lo fai, come tutto il resto, dipende dalla persona che sei.
    A me a volte, è stato più utile Tolstoj che istituzioni di diritto privato per portare a casa un risultato, eppure solo il secondo è una irrinunciabile materia d'esame

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    1. In realtà, secondo me, lo studio di determinate cose (io però ho fatto molta pratica, come dicevo) è stato molto utile, quanto meno ad avere idea di alcune cose.
      Le nozioni teoriche della triennale invece sono state completamente inutili sotto tutti i punti di vista :(

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  8. Io sarei interessato al DAMS per il corso di musica. Però ho molti dubbi, perché so che esiste anche il corso di laurea in musicologia, che potrebbe essere un'alternativa. Sapresti dirmi quali sono le differenze e le caratteristiche tra DAMS (musica), Musicologia, e altri corsi di laurea in cui si studia la musica? (E quali sono) Sono iscritto al conservatorio e vorrei seguire in contemporanea anche un altro corso per approfondire i miei studi, però a punto non so scegliere. Se sei informata sui vari corsi in cui si studia la musica, potresti darmi delle dritte?

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    1. Ciao Simone, su musica non ti posso aiutare.
      Quando ho frequentato io il Dams si poteva scegliere tra il curriculum arte, spettacolo o moda. Musica era proprio a parte :)

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