venerdì 6 ottobre 2017

Bologna è un punto a capo

Bologna è un punto e a capo.
Il più grande punto e a capo della mia vita.
Il punto e a capo che segna il passaggio dalla vita spensierata a quella adulta. 
Non ci ho più messo piede a Bologna da quando me ne sono andata definitivamente, non ne ho avuto il coraggio e non credo ce lo avrò mai.
Sarebbe strano, sarebbe diverso, non troverei più la mia Bologna.

Era il 27 Luglio 2007, faceva caldo e io dovevo sostenere il colloquio di ammissione alla specialistica che detta così sembra chissà che cosa, ma in realtà era una formalità.
Non mi fece una bella impressione Bologna: faceva caldo e per strada non c'era nessuno.
C'era la ztl ovunque -Sirio, che negli anni a seguire avrei nominato centinaia di volte- e mi sembra così strana, Bologna.
La prima volta che ho messo piede in Via Barberia 4 -sede del dipartimento di musica e spettacolo dell'Alma Mater- ero stupita da quanto fosse bello quel dipartimento, mi guardavo intorno e forse sembravo anche scema.
Bologna forse non sarebbe stata la prima scelta se non avessi avuto un ragazzo a Firenze, a soli 100 km da lì (si, c'era vita prima del Marito).
Eppure l'ho amata. Un amore viscerale, vero, profondo.
Non tornerei indietro per nulla al mondo.
Pensavo che non sarei mai andata via da Bologna, sarei voluta restare a tutti i costi, eppure le cose sono andate diversamente. E oggi, ringrazio che siano andate diversamente.

Sono passati quasi sette anni dal giorno che l'ho vista per l'ultima volta la mia Bologna, faceva freddo, ma a quel punto io avevo imparato a vestirmi in modo adeguato per non morire assiderata.
Il mio ultimo ricordo di Bologna è a Via del Pratello, davanti il Macondo. Lo stesso Macondo che adesso è gestito da un mio ex compagno di università e a proposito andateci al Macondo, chiedete di Peppe e ditegli che mi conoscete. Vi insulterà probabilmente, ma in realtà ci vogliamo bene.
Ci ho passato milioni di serate al Pratello, tra il Macondo e l'AltoTasso.
Milioni di bellissime serate.
Perché ecco, le serate che ho passato a Bologna erano speciali.
Ci si divertiva con poco, si usciva senza un reale motivo, magari per fare due chiacchiere.
Capitava di conoscere gente per caso, di mettersi a parlare e trovarsi ad una festa di perfetti sconosciuti.

Bologna e le feste.
Bologna e l'imbucarsi alle feste. Me ne ricordo una, in Via Parigi, dove ci siamo imbucati e ad un certo punto hanno chiamato la polizia.
Chiamavano sempre la polizia a Bologna, ma era davvero una cosa continua e, col senno di poi, avevano anche ragione.
In ogni caso non ho idea di chi fossero i proprietari di quella casa in Via Parigi.

Bologna e la cineteca, il cinema in piazza Maggiore d'estate, il Capitol e il cinema Nosadella.
Bologna e i portici, Piazza Verdi e Via Zamboni, Piazza san Francesco e Piazza Santo Stefano, i Giardini Margherita e la finestra di Via Piella.



Bologna e il Soda Pops, il Locomotiv, il Kinder Garten, il Covo, l'Arteria, il Cafè de Paris, l'Irish e l'Empire, il Transilvania, il College, il Cassero, il vicolo Bolognetti, Miki & Max.


Bologna e l'Osteria dell'Orsa, il Mi Furner, il Bounty e Bombo Crep.
Bologna e tutti quei posti di cui non ricordo più il nome.

Bologna e il mercato della Montagnola, fonte inesauribile di abbigliamento per feste a tema (e non solo).
Credo di averci comprato centinaia di cose, compreso un abito da prom americano che è ancora lì custodito dentro il mio armadio. E anche un boa di piume. 
Era il periodo che andavo in giro con i fiori in testa quello perché Bologna vestitevi come vi pare, andate in giro come vi pare e nessuno vi giudicherà. A nessuno fregherà un tubo di come apparite. O almeno ai miei tempi era così.

Bologna e le Torri. Ho dovuto aspettare la laurea per salire sulla Torre degli Asinelli, se lo avessi fatto prima non mi sarei mai laureata.
Non si poteva neanche attraversare in diagonale Piazza Maggiore.
E neanche Piazza Scaravilli che per me è sempre stata la piazza di Economia. Non so se valesse per tutti o solo per gli studenti di Economia, ma nel dubbio io non l'ho mai attraversata prima di laurearmi.
E non si poteva neanche fermarsi sotto il lunghissimo portico che porta a San Luca con un amore o prima di fare un esame, ma una volta finiti gli esami la salita a San Luca era d'obbligo. A piedi, senza barare.
Ho dovuto aspettare la laurea per fare un sacco di cose, a dire il vero.

Bologna che adesso non guarderei più con gli stessi occhi.
Perché Bologna, da studente fuori sede, è un posto magico, un posto che ti da tanto, che ti permette di creare rapporti speciali con le persone perché a Bologna siamo tutti soli e gli amici, i coinquilini, i compagni di università diventano famiglia, ma poi si cresce e le cose cambiano.
Bologna che mi ha insegnato che studiare, lavorare e gestire una casa è una cosa che si può fare.
Bologna che è troppo bella per essere vera, che è il mio grande amore e che si è presa il mio cuore.
Bologna dove non torno perché ho paura di trovarla troppo diversa, troppo cambiata. O forse sono io che sono cambiata, sono cresciuta, sono diventata grande.
Bologna che è il mio punto e a capo, da dove sono ripartita per costruire tutto quello che ho oggi, ma dove ho lasciato una me diversa da quella che sono oggi.
E se ci ripenso, mi viene la nostalgia perché Bologna è così: fa sentire la sua mancanza.

E infine Bologna che ogni volta che vado da Roma a Milano in macchina, quando vedo San Luca dall'autostrada, mi sento a casa.

E ci sarebbe anche da dire Bologna dove mi sono riempita di piercing che, ebbene si, ho ancora, uno più bello dell'altro (per la gioia di mia madre). Un giorno li toglierò, quando sarà completato il processo diventare grandi.


Qui trovate un video. Guardatelo.
É il video del mio esame per il laboratorio di cinema documentario.
Era Gennaio, faceva freddo, ma noi andammo per strada a girare, di giorno e di notte, senza pensarci due volte. 

Questo video ha otto anni, ci sono un sacco di persone che nella mia vita hanno avuto un ruolo  più o meno importante e ci sono anche io con i capelli cortissimi. E soprattutto c'è Bologna.

12 commenti:

  1. Cara Gilda, a Bologna ci sono stato una volta molti anni fa per vedere una fiera sulle motociclette, peccato che il tempo era poco e di Bologna non ho visto nulla, ora grazie alla tua descrizione mi passo fare una bella idea di questa bella città.
    Ciao e buon venerdì con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Bologna è una città magnifica.
      Un bacione 😗

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  2. Io la trovo il mio ideale di città: vivace il giusto, ottimo cibo, che si misura a passi.

    Abbraccio

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    1. Si vive molto bene a Bologna, almeno da studente fuori sede.
      Non so come sia viverci da "adulti".

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  3. Ho due cose che mi legano a Bologna, una città di cui stranamente (o forse proprio per questo) non ho mai raccontato niente sul blog. Malinconia e affetto, mi provoca questo Bologna.

    Comunque una cosa è certa, dicono tanto che a Torino fa freddo, ma il freddo che ho patito a Bologna in inverno non me lo dimenticherò mai!

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    1. Io ci ho messo sette anni per scrivere qualcosa al riguardo, ho provato emozioni molto forti lì, soprattutto nell'ultimo periodo, quindi chissà: magari un giorno verrà voglia anche a te 😘

      (E comunque io un freddo come quello di Bologna solo a Berlino e neanche. E pensa che in casa avevo il riscaldamento centralizzato fisso a 30°).

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  4. Ho studiato anche io a Bologna.
    Ed è tutto ciò che dici tu e anche di più ché quando hai 20 anni ti sembra il posto più bello del mondo e credi che non invecchierai mai.

    Mi capita di tornarci, abitando ora in Romagna, e... non so. Non perde la sua magia ma ora è una magia diversa. Quella dei ricordi, delle possibilità, di una vita parallela che non ti sembra quasi di aver vissuto.

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    1. È proprio vero quello che dici: io pensavo non sarei mai cresciuta e che non potesse esserci posto migliore di quello, eppure sono cresciuta e sto benissimo a Roma...

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  5. Bologna non è più quella di una volta, quindi per quanto bella non è più la stessa città , l'hanno snaturata , il Pratello..le piazze con gruppi di amici musicisti , con le chitarre , gli artisti in strada , la libertà di respirare l'aria di una città ricca di creatività e di soggetti curiosi e particolari , l'opportunità di esibirsi nei locali e vedere arte dappertutto è stata soffocata, perché gli stessi bolognesi vogliono si una città universitaria popolata e ricca , ma non vogliono dare spazio a 100.000 studenti che hanno bisogno di vivere la loro vita, quindi io oggi non ci andrei nemmeno da matricola, e questo fa molto male.

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    1. Io non ci metto piede da quasi sette anni, quindi davvero non saprei com'è adesso.
      Ho giusto un paio di amici che ancora ci vivono, ma sono adulti, qualcuno anche con figli, quindi la prospettiva è completamente differente :)
      Qualche problema simile, però, c'era anche quando c'ero io: molti locali chiudevano, ti multavano se ti trovavano seduto in piazza, ecc.

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  6. quanti piercing hai? :-)

    Bologna è bella per certe cose, per altre è peggio del sud Italia. poi troppo punkabbestia e universitari per i miei gusti. oltre la ztl di cui sono stato vittima pure io, porca troia

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