martedì 1 settembre 2015

Cosa fare per lavorare in televisione

Il 90% delle mail che ricevo attraverso il blog contengono le seguenti domande:
-Come faccio per lavorare in televisione? (a volte segue nome dell'emittente o del gruppo per il quale si vuole lavorare)
-Come hai fatto a entrare in televisione? (seguono, in alcuni casi, allusioni)
-Mi puoi fare entrare in televisione? (se avessi sto potere, belli miei, non sarei qui)
-Faccio il cuoco (o il muratore o l'apprendista saldatore), c'è posto per me in televisione? (non ne ho idea, ma, così, su due piedi, direi di no).
Io rispondo sempre a queste mail, nel modo più gentile possibile, dicendo l'unica cosa che so, ovvero come ho fatto io che magari può servire a qualcuno, ma magari le cose sono cambiate o forse la mia è un'eccezione e io non ne sono consapevole.
Preciso che mi riferisco solo ed unicamente a lavoro di tipo tecnico, non ho assolutamente idea di come funzioni per qualsiasi altro tipo di lavoro all'interno di un'emittente, nè in alcun modo so come si fa per diventare veline, presentatori, giornalisti, ballerine e via dicendo.


Premessa: io ho fatto quasi due anni di gavetta in un'emittente piccola con tre canali + bonus (ovvero un quarto canale che non abbiamo mai capito dove andasse in onda), di questi tre canali solo uno veniva trasmesso su piattaforma Sky, gli altri due erano destinati ad ambienti particolari (niente di inquietante, ve lo assicuro) e non venivano trasmessi nè sul DTT nè su Sky.
Per anni di gavetta si intende comunque un lavoro retribuito, inquadramento nel CCNL Radio Tv private (che è il contratto di riferimento delle emittenti televisive) con tutto assolutamente a norma di legge. No lavoro in nero (a cui sono comunque assolutamente contraria per principio), nè stage, nè roba simile.
Ho, però, imparato tanto perchè nelle emittenti piccole non esiste una figura specifica per ogni mansione, ma tutti fanno tutto, che non significa che pulivamo anche il pavimento, ma semplicemente che ogni macchinario presente lì dentro, ogni procedura, ogni dettaglio lo conoscevamo tutti, chi più chi meno, essendo tutti assolutamente intercambiabili l'uno con l'altro.
Fidanzato di anni di gavetta lì dentro ne ha fatti quasi quattro.
Mi è servita questa esperienza? Si, assolutamente, visto che me la sono rivenduta, nel senso che è grazie a questa se sono riuscita ad ottenere dei colloqui in emittenti più grosse e ad ottenere il mio primo lavoro in una messa in onda. Del tipo: sapevo di cosa stavamo parlando. Non partivo da 0, ma da 1.
Successivamente, io sono passata da una pay tv, da un'emittente nazionale e un'emittente internazionale. Sempre in messa in onda.
Come ho fatto? Ho banalmente mandato un curriculum e ho aspettato.
Non conosco nessuno, se è questo che vi state chiedendo.
Non metto in dubbio che esistano delle raccomandazioni, così come in tutti i settori, ma io, ad oggi, non solo non ne ho mai usufruito, ma tutti i colleghi che ho avuto avevano quel lavoro per lo stesso motivo: avevano inviato un cv spontaneamente, risposto ad un annuncio o fatto domanda ai tempi in cui internet non esisteva.
E tutti i colloqui che ho fatto mi hanno uccisa.
Nel primo caso, quello della pay tv, ho risposto ad annuncio e sono stata richiamata. Ho fatto tre colloqui e l'iter di selezione, alla fine del quale mi hanno comunicato che era stata assunta, è durato un mese circa.
Nel secondo caso, ho fatto due colloqui, dopo circa un anno che avevo inviato il cv spontaneamente, e dopo diciotto giorni mi hanno comunicato che era stata assunta.
Nel terzo caso, ho parlato al telefono con le risorse umane due volte, ho fatto un colloquio telefonico di oltre un'ora e un colloquio di persona e nel giro di qualche giorno mi hanno detto che ero stata assunta, Non ricordo quando avevo inviato il cv, quindi deve essere una cosa di parecchio tempo prima.
Ho fatto anche altri due colloqui per altre due emittenti grosse, in un caso un solo colloquio, nell'altro due, ma non mi hanno assunta.
In tutti i casi, uno o più colloqui erano di natura assolutamente tecnica, mi hanno chiesto quali fossero le mie competenze, che cosa conoscevo e cosa no, mi hanno fatto domande assolutamente specifiche e, nonostante le esperienze precedenti, in alcuni casi mi sono trovata in difficoltà perchè un conto è fare una cosa con la macchina davanti, un altro è descrivere, che ne so, un processo di ingest senza avere davanti nulla (me l'hanno chiesto davvero, giuro).
Mi è anche capitato di rispondere "no, questa cosa non so assolutamente cosa sia", per poi scoprire, una volta assunta, che quella cosa non esiste, non è mai esistita e mai esisterà (o se esisterà, magari non avrà quel nome). Chiamasi domanda trabocchetto.
Questo per dire che sconsiglio assolutamente di scrivere cosa che non sono vere sul curriculum (dovrebbe essere scontato, ma sai mai) e che non basta avere una videocamera e fare le riprese al fratellino di cinque anni. Non voglio tirarmela, sia chiaro, ma se mi si chiede un consiglio, io dico questo.


A chi mandare il cv? Ogni sito di ogni grande azienda ha una sezione lavora con noi con eventuali posizioni aperte o, in alternativa, un form o un indirizzo mail a cui inviare il cv. Nel caso in cui non ci fosse, è sempre possibile telefonare al centralino (i numeri di telefono sono su internet) e chiedere se hanno da darvi l'indirizzo generico delle risorse umane. Se trovate qualcuno gentile, ve lo da.
Non è vero che i curriculum vengono sempre e comunque cestinati perchè, se così fosse, nessuno avrebbe letto i miei, nè tanto meno quello di Fidanzato che ha trovato il suo attuale lavoro nello stesso identico modo (invio cv, due colloqui, di cui uno tecnico, assunzione).
E' ovvio che se si manda un cv ad una grossa azienda per un lavoro tecnico e si ha esperienza solo come cuoco (ribatto su questo punto perchè mi è successo davvero di sentire lamentare qualcuno che era cuoco, voleva lavorare in tv e non è stato considerato) probabilmente il curriculum verrà scartato. Che sia giusto o meno, è così.
Alcune emittenti offrono anche posizioni di stage: un collega di Fidanzato (che so che mi legge quindi ne approfitto per salutarlo e dirgli che ha un cognome stupendo) è stato assunto, appena diplomato, per uno stage assolutamente retribuito e con regolare contratto di stage, e ad oggi ha un regolare contratto a tempo indeterminato (e, se non ricordo male, ha ventun' anni o ventidue) e, da quello che so, sa fare più che bene il suo lavoro.
Ho avuto colleghi che sono stati assunti, appena diplomati, ma avevano frequentato l'Istituto Professionale Cine Tv che è una scuola assolutamente pubblica (ed è quella dove mi iscriverò se rinasco) che da, da quello che so, da un'infarinatura più che buona. Io conosco solo quella di Roma, non so se ci sia altrove.

Nota: un mio collega, che ha sessant'anni e lavora in televisione da trenta mi ha raccontato che un tempo si faceva domanda, ovvero si andava direttamente nell'azienda (piccola o grande che fosse) e si lasciava in reception la domanda di lavoro e poi richiamavano a casa per fissarti un colloquio. Alla mia domanda:"E se non ti trovavano a casa cosa facevano?" mi ha risposto semplicemente:"Richiamavano". Ma erano altri tempi, c'era sicuramente meno concorrenza e le cose erano diverse.

Per qualsiasi informazione, sono ovviamente a disposizione, ma tutto quello che so è questo.
Niente di più, niente di meno.

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