martedì 16 ottobre 2018

La fine di un incubo

Gli ultimi mesi sono stati estremamente pesanti.
Mi ero ripromessa di raccontare l'incubo -non mi viene un termine migliore- non appena fosse finito, nonostante fossi consapevole che la fine non dipendesse da me.
Dovevo aspettare, avere pazienza e -come spesso mi capita di fare- vedere il bicchiere mezzo pieno. In realtà, in tutti questi mesi, io il bicchiere l'ho sempre visto pieno fino all'orlo con me che galleggiavo sopra perché di affogare non ne volevo sapere.
Ho alzato le spalle a chiunque si è interessato al mio stato d'animo, dicendo che prima o poi sarebbe passato.
Poco meno di un anno fa ero felice per un nuovo traguardo lavorativo (ne avevo parlato qui) che poi si è rivelato l'incubo di cui parlavo sopra: in tutti questi mesi non ho mai preso lo stipendio per intero e quando ho chiesto spiegazioni sul perché mi venissero trattenuti soldi a caso -tasse a parte- mi sono sentita dire che servivano per ripagare un prestito che avevo chiesto all'azienda. Prestito che, giusto per gradire, io non avevo mai chiesto a nessuno, anche perché -ecco- i prestiti si chiedono alla banca, mica al datore di lavoro. 
Nessuno ha mai avuto il coraggio di mettere queste parole per iscritto né in risposta alle mie numerose mail, né in risposta alla diffida di un avvocato. 
Il risultato è stato però che mi sono sentita dire che in ventitré anni ero la prima che, udite udite, si lamentava per il mancato pagamento di tutte le competenze. Che io non so voi, ma io lavoro si perché mi piace, ma essenzialmente mi servono i soldi. Non che mi muoia di fame, fortunatamente ho un marito e due genitori meravigliosi che si toglierebbero letteralmente il pane di bocca per me, ma ecco, mi servono.
Ad un certo punto, complici una serie di atteggiamenti non esattamente consoni ad un ambiente lavorativo, sono stata a casa in malattia e ho scoperto che, ebbene si, le visite fiscali inviate dal datore di lavoro esistono.
Considerato però che io stavo male davvero, i medici non hanno potuto fare altro che constatare che non solo ero a casa durante le ore di reperibilità previste dall'Inps, ma avevo appunto quello che era dichiarato dai certificati della Asl.

Quello che ho scelto di fare in questi mesi è stato di non lamentarmi. 
Non ho mai emesso un fiato, ho sempre sorriso e sono andata avanti.
Quando finalmente ho messo fine all'incubo, in preda ad una felicità indescrivibile, pronta ad iniziare più o meno da capo, mi è arrivata -in modo orribile- la notizia che un mio amico era morto.
Un amico con cui sono cresciuta, che avevo sentito fino a pochi giorni prima.
Non mi dilungherò sulla causa della morte perché non è un argomento di cui mi fa piacere parlare, ma è stato un colpo durissimo.
Il giorno in cui l'ho saputo ho cercato qualcuno che mi dicesse che era un errore, ma così non è stato.
Ho pianto. Non ho saputo fare altro che piangere, ho mollato il sorriso di questi mesi, e ho pensato che era assurdo. Poi sono andata a nuotare, ho fatto quaranta vasche di fila, sono rientrata a casa e ho dormito. Male eh, ma ho dormito.


Se invece devo raccontare la fine dell'incubo, ecco, diciamo che in tutti questi mesi in cui ho immaginato un lieto fine, non avrei mai potuto immaginare che sarebbe stato così lieto, ma questa è un'altra lunghissima storia.

40 commenti:

  1. Mannaggia mi dispiace! Purtroppo la vita ci mette sempre davanti a prove molto dure, il brutto è che non te le presenta una per volta, ma tutte insieme. SPero tu abbai il tempo di riprenderti con calma e di tornare a riprendere il sorriso! ;)

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  2. Un colpo durissimo, quello del tuo amico.
    Posso immaginare.

    Per fortuna hai, dall'altro lato, la fine di quell'incubo lavorativo... assurda la questione del debito contratto. Insomma, ma che razza di gente è? Perché non la fai chiudere? :o

    Moz-

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    1. Io mi limito a sperare che le cose vadano come devono andare (per quanto riguarda la seconda questione), temo solo ci voglia tempo :(

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  3. Oh Gilda. Ti abbraccio. Gli incubi finiscono anche, ma caspita se sono duri mentri li vivi.

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  4. Mi spiace! A queste cose non.ci si fa mai l'abitudine. In bocca al lupo per il lavoro

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    1. Crepi Nia!
      E grazie perché il tuo commento nel post precedente mi ha fatto venire voglia di tornare subito a scrivere almeno qualcosa!

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  5. Anche io ho passato un periodo cosi anzi a dire il vero vado su e giù come le onde .La mia fortuna sono i miei bambini che mi regalano tanta gioia ma è brutto quando ti accorgi che anche questo non basta. Ho perso tante persone care nel corso degli anni e come ti ho detto su fb è la vita che è fatta così e non è facile. Mi dispiace per la tua perdita ormai mi sono convinta che alla fine quello che conta è che quella vita che ci è toccata sia bella. Non intendo piena di cose mirabolanti ma della semplicità degli affetti e di quelle piccole cose che ci lasciamo dietro e che gli altri raccoglieranno. Non so se ti può essere minimamente di confronto ma quello che avete vissuto insieme resterà. Un abbraccio

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    1. Il tuo é un pensiero più che corretto, spero di riuscire presto a farlo mio in questa situazione. Un bacio!

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  6. Mi dispiace immensamente per il tuo amico. Non ci sono parole di consolazione, ma un abbraccio aiuta sempre.
    Per il lavoro.... almeno c'è scritto nulla lieto fine.

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    1. Il lieto fine è l'unica cosa positiva di questo periodo!

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  7. Dispiace per il tuo amico, ma la vita va avanti e son contento che almeno quel grattacapo sia stato sistemato.

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  8. un abbraccio da parte mia, che aiuta sempre (in generale non solo il mio…). E l'empatia di tutti noi
    barbara

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  9. Ciao cara!
    Anch'io ho appena passato un bell'incubo... mia madre il 27/9 ha fatto un'embolia polmonare che per poco la manda al creatore, mio padre ha avuto un riacutizzarsi del suo problema di prostata, io sono crollata e ho fatto una signora ricaduta di sclerosi multipla. Stiamo tutti bene, mamma è piena di energia, papà è risultato negativo al tumore, io dopo la terapia sono tornata in forma, ma è stato tremendo. Anche perchè quel terrorista del cane ha bisogno di camminare (santi subito i dog sitter...). Mi dispiace per il tuo amico, sono felice perchè è finito quel periodo infame. Ti abbraccio
    Chiara (se vuoi venirmi a trovare sul mio blog, E' un bridimondo, sei benvenuta!)

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  10. Sul come riescano a sfruttarti e a mettertelo in quel posto i datori di lavoro (Che poi tante volte è un gran parolone, suonerebbe meglio schiavisti) ci ho basato il blog. Ho passato dei gran brutti quarti d'ora anche se non li ho mai raccontati. Ti capisco benone.

    E per il tuo amico ti mando solo un forte abbraccio, anche se sono una lettrice nuova nuova, è l'unica cosa che mi sento di dirti.

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    1. Io devo dire che sono sempre stata molto fortunata coi datori di lavoro, stavolta mi ha detto davvero male. 😅Speriamo non si ripeta

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  11. Beh dai, puoi capitare... Ma per curiosità che contratto avevi e a quanto ammontavano queste "misteriose" trattenute. Un saluto. Gianluca

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    1. Ccnl commercio. Le trattenute sono state variabili, così come variabili sono state le cose non pagate (es.straordinari) ;)

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  12. Ciao. Mi piace leggere il tu blog. Mi sento meno sola,anche io ho perso il lavoro dopo un mobbing assurdo, il segretario del datore del lavoro mi faceva delle avances,e non per piangermi addosso, ma io sono disabile.è stato un vero e proprio incubo, il tuo titolo è azzeccatissimo. Ne sono uscita dopo due anni licenziandomi a seguito di atteggiamenti discriminatori da denuncia e infatti ho messo tutto in mano agli avvocati. Ma la cosa sembra lunga, e al momento sono anche in cerca di lavoro. Anche io poi ho perso un amico 3 anni fa, più di un amico in realtà, l avevo conosciuto in una clinica per riabilitazione neuromotoria, non ha retto all idea di non poter più camminare e si è tolto la vita. Un abbraccio e un augurio per tutto. Sei una ragazza in gamba (e scrivi molto bene). Giada

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    1. Purtroppo queste cose sono lunghissime, non dovrebbe essere così, ma lo è.

      Dico una cosa, a bassa voce, ma credo che non poter più camminare sia una tragedia e che non sia facile da accettare. Mi viene da pensare, vergognandomi quasi, ai pianti che ho fatto per un gesso e delle stampelle che sono durate pochi mesi, figuriamoci una vita intera. So che non è d'aiuto questa risposta, ma è per dire che deve essere davvero stata durissima per lui. Un abbraccio grandissimo!

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  13. Per il tuo lavoro, purtroppo esistono delle testoline del cappio nel mondo e purtroppo (nuovamente) non sei l'unica alla quale sono successe e succedono. E la cosa mi fa davvero schifo. Schifo schifo schifo.
    Per il tuo amico mi dispiace davvero. Un forte abbraccio.

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    1. Che poi è il motivo per cui sono convinta che tutti debbano denunciare e non farla mai passare liscia!

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  14. ho letto solo ora..... quindi hai cambiato lavoro se non ho capito male, giusto?

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    1. Diciamo che sono tornata al mio molto vecchio lavoro ;)

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    2. vabbè, hai cambiato azienda insomma

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    3. Stessa azienda dove lavoravo qualche anno fa ;)

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  15. Cavolo! Ti capisco eccome, deve essere stato devastante. Io nello stesso modo ho perso mia cugina 12 anni fa. Purtroppo la depressione è una brutta bestia, silenziosa e maligna. Ti abbraccio forte e ti seguo. Non buttarti giù. Teresa_83

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  16. Niente da dire, solo abbracci ❤

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  17. Peccato per la brutta esperienza, tra l'altro ho riletto il post dell'inizio e sembravi davvero piena di entusiasmo, che ovviamente hanno saputo ben distruggerti!
    Per il tuo amico posso solo darti un abbraccio virtuale!

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    1. Pensa che quando ho riletto io quel post mi è presa malissimo 😪

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