sabato 29 luglio 2017

Erice: cartoline dalla Sicilia

"Andiamo a Erice?"
"Andiamo a Segesta?"
"Io direi Erice"
"Io invece direi Segesta"
"Ma Erice è più bella e Segesta l'ho vista ogni anno in gita scolastica dalla prima elementare alla quinta liceo quindi mi sarei anche rotta le scatole di andarci"
"Quindi andiamo a Segesta?"
"Va bene, andiamo a Segesta"
Quando siamo arrivati a Segesta, ci siamo accorti che gli orari riportati sul sito non erano esattamente veritieri e che, comunque, quel pomeriggio il teatro non sarebbe stato visitabile a causa di uno spettacolo.
"Quindi andiamo a Erice?"
"Va bene, andiamo a Erice"

Ad Erice, io ero andata solo una volta parecchi anni fa, sapevo che era bella e che c'erano parecchie salite da fare a piedi, ma non avevo memoria di altro.




Siamo arrivati alle 6 di pomeriggio e abbiamo lasciato l'auto nel parcheggio ai piedi della salita: si paga 2€ la prima ora e 1€ le successive. Quando si paga il parcheggio al parcometro bisogna inserire la targa dell'auto, onde evitare passaggi di bigliettini. 
Abbiamo deciso di visitare subito la Torre di Re Federico: 108 gradini da fare in parte a testa bassa per evitare di sbattere (io ovviamente ho sbattuto). Arrivati in cima il panorama merita davvero: si vede Marsala, Trapani, la costa frastagliata di quella parte di Sicilia e di fronte le Isola Egadi che sembrano vicinissime.



Ho letto che si possono scorgere anche Ustica e Pantelleria, ma sinceramente io non le ho viste.
L'unico neo è che proprio davanti la Torre c'è un ripetitore enorme che rovina un po' la vista, ma immagino che senza di quello, i 512 abitanti di Erice (nonché i turisti d'estate che sono proprio tanti e vengono davvero da ogni parte del mondo) sarebbero completamente isolati, quindi amen.





Dopo la Torre, siamo entrati dentro il Duomo che è proprio attaccato: è piccolino, ma carino.





Il costo del biglietto è di 2€ per la Torre e 2€ per il Duomo, ma si può scegliere di fare un pass di 5€ per visitare anche tutti gli altri siti di Erice che però chiudono alle 19, quindi noi non avremmo fatto in tempo.
Finita la visita, abbiamo fatto l'intero corso fino ad arrivare alla piazza.
La cosa carina della cittadina di Erice è che il pavimento è quello originale fatto di pietre, scivoloso da morire, ma veramente bello.
La salita è ripida, così come ripidi sono i 108 gradini, ma la vera difficoltà è farli in discesa perché si rischia di scivolare, ma se l'ho fatto io con il mio ginocchio (qui per saperne di più), credo proprio che possa farlo chiunque.





Dopo la piazza, si può proseguire ancora per i vicoli, noi pensavamo che ad un certo punto non ci fosse più nulla, siamo arrivati lì completamente impreparati su cosa vedere o meno, quindi ci siamo soffermati tanto sui negozi, alcuni molto turistici, altri davvero belli dove avrei comprato ogni cosa.
Per caso, ci siamo resi conto che finito il corso, c'era un belvedere, siamo andati a vedere e ci si è aperto davanti uno spettacolo meraviglioso: sarà stato il tramonto, sarà stato che la Sicilia è proprio bella (si lo so, sono di parte), ma eravamo incantati.







A quel punto, abbiamo proseguito per il Castello di Venere e, arrivati lì, abbiamo deciso di proseguire ancora fino alla punta del belvedere dove si trova un bar ricavato in una torretta di guardia, proprio sulla punta del promontorio.





A quel punto dovevamo decidere: cena al ristorante figo nel centro del paese o cena nel bar con una vista spettacolare guardando la natura in tutta la sua bellezza?
Abbiamo scelto il bar alla fine: abbiamo mangiato il pane cunsato, tipico di quella zona, che altro  non è che pane (è un tipo di pane molto pesante, ma fantastico) ripieno di pomodoro, olio, acciughe e caciocavallo. Ne mangi un pezzo e non hai fame per i successivi tre giorni. Per due pezzi di pane cunzato, un'arancina al burro (che abbiamo diviso), una birra piccola, un bicchiere di vino bianco  una bottiglia d'acqua ed un caffè abbiamo pagato 20,50€.
Dopo la cena, abbiamo deciso di tornare indietro, rifacendo tutto il paese. Ci siamo fermati in una pasticceria -quella di Maria Grammatico, che è un sacco famosa, ma noi lo abbiamo scoperto dopo- a prendere le genovesi (con ricotta per me e con pistacchio per Marito), le cassatelle fritte con ricotta da portare a mio padre e un bicchiere di latte di mandorla (sempre per Marito). Per queste cose abbiamo pagato 11.50€.
Se vi piacciono i dolci di mandorla (e potete mangiarli, io ad esempio non posso) questo è il posto giusto dove andare.

A noi Erice è piaciuta tanto, eravamo estasiati e mi sorprendo sempre di come, nonostante in Sicilia ci sia nata, ogni posto mi sembri sempre più bello del precedente, come se le meraviglie della natura fossero infinite. O forse sono davvero infinite e, una vita intera non basta per vederle tutte.


Nb. Il Marito ha detto: "Amore, se scrivi un post su Erice puoi segnalare che il bancomat della piazza di Erice è il più veloce che io abbia mai visto?"

10 commenti:

  1. Bellissima. Che panorama.
    Ma i pijamini? Ahahahaha

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    1. Sono ovunque sti pijamini 😂
      Io conosco solo Gufetta perchè la figlia di mio cugino aveva il palloncino 😁

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  2. Stai postando foto bellissime che mi fanno venire voglia di mare... alla fine di Agosto pure io vado in vacanza in Sicilia (per la prima volta!) e non vedo l'ora...

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    1. Se serve qualche consiglio chiedi pure, vedrai che ti piacerà tanto 😘

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  3. Lo sapevo! C'era un motivo per cui non passavo di qua....Tanta tanta tanta nostalgia e invidia!!!
    Divertitevi!

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  4. bellissima la sicilia, io sono stata a taormina

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    1. Mio marito adora Taormina, andremo nei prossimi giorni 😊

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  5. Cara Gilda, che bello poter viaggiare con te! la bella carrellata di foto ci fanno conoscere bene la bella nostra Sicilia, ricordo di tanti anni fa la visita che abbiamo fatto a Taormina,
    quelle poche giornate non lo dimentiche remo sicuramente mai!!!
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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