giovedì 23 febbraio 2017

Il più grande Ikea del mondo

Lo so che almeno una volta nella vita avete pensato che in Svezia hanno solo l'Ikea.
E sapete perché lo so? Perché ovviamente l'ho pensato anche io, almeno una volta sicuramente, ma probabilmente anche due o tre, per non dire dieci, venti.
Ad un certo punto, mi sono resa conto che non hanno solo l'Ikea, ma anche H&M e la Volvo (che però, se ho ben capito, è stata venduta ai cinesi), ma ecco: Ikea sa proprio di Svezia, probabilmente saranno le polpette o il fatto che i colori dei negozi sono quelli della bandiera svedese, ma questo è.
Una mia amica, quando le ho detto che stavo sostenendo dei colloqui per un'azienda svedese, ha iniziato a cantarmi una canzoncina il cui ritornello diceva più o meno: "C'avete solo l'Ikea, soooolo l'Ikea, c'avete solo l'Ikea" che penso sia un coro da stadio cantato ad Ibra (anche lui è-diciamo- svedese).
L'unica volta che ho visto giocare Ibra dal vivo in occasione di un Palermo-Milan di qualche anno fa, per altro, dietro di me c'era seduto un signore che urlava in dialetto in direzione del povero Zatlan: "Hai dimenticato di quando avvitavi lampadine all'Ikea?".
Al gentile signore oggi vorrei far sapere che le lampadine all'Ikea non si avvitano e basta. Prima si costruiscono.
Comunque, io non sono mai stata un'assidua frequentatrice di Ikea, solo l'idea di andarci mi provoca i crampi allo stomaco perché, non so nelle vostre città, ma a Roma c'è confusione anche il lunedì mattina alle 8, non si cammina, c'è gente che ti viene addosso con l'anta Pax mentre stai cercando di scegliere se comprare una libreria Billy o una cassettiera Malm che oh, sono scelte impegnative, soprattutto da quando hanno iniziato a produrre i loro mobili truciolosi in tutti colori dell'arcobaleno più uno.
Prima di partire per Stoccolma, ho cercato informazioni sulla città, per capire cosa poter vedere durante il (poco) tempo libero, giusto per avere qualcosa da raccontare e qualche foto da pubblicare che sarebbe stato un attimino triste vedere solo l'ufficio, l'hotel e due strade in croce. Ad un certo punto, ho trovato informazioni sul primo Ikea del mondo che, stando a quanto era scritto, sembrava essere una delle più grandi attrazioni di Svezia, altro che Skansen e Pitonessa.
Io chiaramente, ricordando il periodo molto lungo della mia vita (praticamente fino all'altro ieri) in cui la Svezia l'associavo quasi solo ed esclusivamente all'Ikea, mi sono gasata tantissimo e si, volevo assolutamente andarci. Non era al primo posto della lista delle cose da vedere, ma occupava comunque una posizione di rilievo nella Top 10.
Le mie colleghe, chiacchierando del più e del meno, mi hanno chiesto se intendessi visitare qualcosa ed è stato lì che ho sciorinato la mia lista, nonché il mio piano da turista fai-da-te e ovviamente ci ho messo in mezzo anche l'Ikea. Il giorno dopo, una mia biondissima e svedesissima collega mi ha detto che mi avrebbe portato lei da Ikea, con la sua macchina, dopo il lavoro. Io ero sempre più gasata, anche perché è sicuramente più semplice andare da qualche parte con qualcuno che conosce la strada che non da sola con i mezzi pubblici e il freddo polare.
Ed è stato così che un lunedì, dopo il lavoro, abbiamo preso la metro -nel frattempo, per altro, avevo in dotazione un meraviglioso e costosissimo abbonamento ai mezzi- fino al capolinea della linea rossa, dove abbiamo trovato ad attenderci la sua macchina che ci ha portato fino all'Ikea di Kungens Kurva, che non è un'Ikea qualsiasi, ma l'Ikea più grande del mondo. E in effetti, è un tantino grande, forse un po' troppo.
Quando eravamo quasi arrivate, la mia collega mi ha spiegato il motivo per qui quella zona si chiama Kungens Kurva: c'è una curva -e fin qui era abbastanza semplice da intuire- che è un po' pericolosa e un giorno la Cadillac reale andò fuori strada proprio lì, a quanto pare proprio per colpa del re che si era messo alla guida. O forse non guidava lui, ma comunque aveva incitato l'autista dicendogli di accelerare. Sono un po' indecisi sulla versione ufficiale.
In questa zona, oggi sorge un giga centro commerciale, ci sono tantissimi negozi, moltissimi concessionario giganti d'auto (forse proprio in onore al re, chi lo sa) e ovviamente l'Ikea.
In realtà, ho scoperto solo lì che quello che avevo trovato online non era esattamente corretto: Kungens Kurva non è il primo Ikea del mondo, che in realtà si trova ad Älmhult, quindi non a Stoccolma, e ha aperto nel 1958.
L'Ikea dove sono stata io ha aperto ne 1965 ed è, appunto, il più grande al mondo. Non che a loro manchino i negozi Ikea comunque.


Inizialmente, pare fosse più piccolino, ma un incendio ha distrutto quasi tutto nel 1970 ed è stato rifatto, dopo però che tutta la merce al suo interno è stata svenduta a due soldi (non che normalmente costino tanto le cose da Ikea). Pare che il risarcimento dell'assicurazione sia ancora oggi considerato il più alto mai pagato in Svezia per una cosa del genere.
La forma circolare dovrebbe richiamare il Guggenheim Museum di New York e ha lo scopo di far tornare alla mente l'alto valore culturale dei negozi Ikea. Ehm, va be', se lo dicono loro.
La prima cosa che mi ha colpito appena entrata è la maestosità. No davvero, è gigantesco. Cinque piani di negozio costruito come se fosse una sorta di spirale, di cui ogni piano è grande quanto il mio quartiere.






Non ho mai visto così tanta roba insieme, davvero.
I mobili sono essenzialmente uguali a quelli che si trovano in Italia, confesso di aver guardato sommariamente perché il tempo era quello che era e io volevo dedicarmi al mercato. Sapete che il primo mercato Ikea-quello al piano più basso, dove si trovano tutte le cose che non sono mobili- è stato realizzato proprio a Kungens Kurva nel 1965 ed è diventato piano piano un must dei negozi gialloblu?
Qualcosa di diverso chiaramente c'era, ma considerate che in Svezia alcune cose arrivano -giustamente- prima che nel resto del mondo. Hanno l'anteprima, diciamo così. Alcune cose invece, nel resto del mondo, non ci arrivano proprio, credo che sia una questione di gusti -avranno degli esperti marketing che studiano dove e come piazzare i prodotti immagino- più che per una questione nazionalistica. Parliamo comunque di una quantità davvero limitata di cose.
Inoltre, i loro spazi in cui ti mostrano cosa puoi fare in tot. mq sono più grandi dei nostri. Da noi, prendono come esempio casette di 10 mq, da loro case da 125 mq. E no, non hanno case gigantesche,  anche a Stoccolma -come a Roma- sono molto diffusi i mono e i bilocali.
Quando finalmente sono arrivata al mercato, ho subito notato che i prezzi sono davvero ridicoli.
Oh, so che Ikea costa poco, ma considerate due fattori: che a Stoccolma la vita costa quattro volte più che in Italia e che l'oggettistica costa davvero meno rispetto all'Italia. Non tutto probabilmente, ma molte cose si.
Io mi sono fiondata sulle tazze, scegliendone qualcuna della collezione che non arriverà mai in Italia perché se è vero che sono tonta, non sono ancora così cretina da non considerare che piuttosto che ammazzarmi la vita a portare il servizio di tazze da thè dalla Svezia in aereo, sarebbe più furbo andare all'Ikea ad Anagnina a Roma.
Ho preso anche dei vassoi multicolore e una tovaglia da tavola pagata davvero due spicci, roba che sono arrivata alla conclusione che a Stoccolma è più conveniente acquistare roba inutile da Ikea che non mangiare un panino.
La cosa più figa era il portatazze in cartone, non so se ci sia anche in Italia, non mi pare di averlo mai visto, è un aggeggio inutile per portare le tazze che ti regalano e che ho dovuto sacrificare. Sono certa che mi sta aspettando a Stoccolma perché sa che tornerò a prenderlo.
Finito il giro, dopo essermi disperata perché lo spazio in valigia era poco, molto poco e quindi ho dovuto rinunciare ad acquistare tutto quello che effettivamente avrei voluto acquistare, siamo andate a cena.
Ho mangiato il loro pane con i gamberi che è buonissimo, condito da una maionese molto leggera e prezzemolo. Oh, avrei mangiato anche una trentina di polpette in effetti, ma sono uguali a quelle che si trovano in Italia.
Ho fatto una capatina alla bottega che vende cibo, ma ho preso solo i cioccolatini Marabou che in Svezia pare siano un must e le caramelle gommose a forma di alce che pare siano molto diffuse. Io non mangio queste cose a dir la verità, ma Fidanzato si. E poi la mia collega sosteneva fossero cose svedesi svedesi svedesi che fai, non le riporti le cose svedesi svedesi svedesi?
Ho scoperto che l'Ikea Family vale ovunque, non importa che sia stata fatta in Italia, si può usare in tutto il mondo.
Il giorno dopo, a lavoro, tutti i miei colleghi avevano visto le foto che la mia bionda collega aveva pubblicato su Facebook -me ne ha fatte parecchie- e mi hanno anche un po' presa in giro perché in loro il primo Ikea del mondo, piuttosto che il più grande Ikea del mondo non suscita tutto questo entusiasmo. Chissà perché poi.


Mi hanno chiesto se da noi ci fosse Ikea e ho risposto che si, a Roma ce ne sono due e che comunque ce ne sono vari sparsi per l'Italia, ma che non sono così grandi, non hanno tutte queste cose e comunque oh, Ikea sa di Svezia.
E questo è tutto, niente di più, niente di meno.
Volevo andare da Ikea in Svezia e ci sono andata. Adesso vorrei visitare il primo Mc Donald's del mondo se possibile.


16 commenti:

  1. Ecco, io vorrei visitare il primo Mc Donald più che la prima Ikea :D Non so, non sono un disdegnatore del marchio, ma nemmeno il primo dei fan. Certo pare davvero sconfinato a vederlo dalle foto!

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    1. In realtà, a casa mia c'è pochissima roba Ikea e nemmeno io sono una gran fan, però mi gasa un sacco di vedere le cose nella loro patria :P
      Il primo Mc è un posto che vorrei tanto vedere e a me non piace proprio, eh :)

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  2. Cara Gilda, io sono stato a Ikea di Zurigo, ed è abbastanza grande, la cosa che usa Ikea e che per cercare ciò che desideri ti fanno fare un giro interminabile!!! per me fa stancare troppo.
    Ciao e buona giornata cara amica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Quello di Stoccolma non è così: puoi andare direttamente al piano che preferisci o alla parte che preferisci senza fare il "giro obbligato" :)

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  3. Io pure come Pier, quindi possiamo andare in tre in America.
    Per inciso, a me viene il mal di testa all'Ikea di Pescara, figurati questo che sarà il quintuplo XD

    Moz-

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    1. Considera però che questo era praticamente vuoto, a quanto pare non è mai particolarmente pieno, sarà che ne hanno tanti di Ikea.
      Prenotiamo per gli Usa? ;P

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  4. Io vorrei vivere all'idea di Corsico. Se mai mi trovassi in questa non ne uscire davvero più!

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    1. Sai che c' era gente sdraiata sui letti a riposare? Potresti unirti a loro e trasferirti lì :D

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  5. Neanche a Roma devi fare il giro obbligato... e comunque se mi obbligassero a viverci sarei felice... ;)

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    1. L' ultima volta che ci sono stata, una volta entrata nella parte dell' esposizione non potevo cambiare "di botto "piano :)
      Non sapevo avessero cambiato questa cosa.

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  6. "a Stoccolma è più conveniente acquistare roba inutile da Ikea che non mangiare un panino" ahahah tu mi fai morire sempre, comunque a visitare il primo Mc Donald ci andiamo insieme grazie!

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    1. E' vero, è tutto carissimo tranne le cose inutili di Ikea.
      Comunque aumentano i volontari per la gita al primo Mc Donald's del mondo, dovrei farlo diventare un business.

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  7. Eh sì, hai ragione. Anche noi andammo all'Ikea per arredare (con budget illimitato da parte dell'azienda), la casa che avevamo scelto. Sapevo che era grande ma "non così grande". Una città in pratica. Ci recapitarono e vennero a montare tutte le cose scelte due giorni dopo. Quando siamo venuti via dalla Svezia dopo due anni, il 90% delle cose ce le siamo portate via e messe sul container per gli USA. A proposito, la Svezia ha anche il più grande stabilimento Carlsberg del mondo e guarda caso, sai chi sono i più grandi bevitori di birra mondiali? Nooo, non sono irlandesi e neppure tedeschi ma SVEDESI! Diglielo ai tuoi amici!

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    1. Che sono grandi bevitori l'ho notato un venerdì sera in cui ho visto bere birra ai miei colleghi dalle 17 alle 00.00 senza mai mangiare qualcosa. Io ovviamente ero interessata solo al cibo e disdegnavo birra e affini :D

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  8. scusa, faccio pasticci oggi (sempre). Sono hosceltodiesserefelice ma non riuscivo a commentare con quel nick.

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