domenica 18 settembre 2016

Io non ho ucciso nessuno

Cari tutti/e,
si mi rivolgo a voi che continuate a gridare che quella ragazza che si è suicidata in seguito alla diffusione di alcuni video porno di cui era la protagonista l'hanno uccisa gli italiani, vorrei dirvi due parole.
Scusate se vi sembrerò insensibile, vi assicuro che non lo sono, ma ecco ci tengo proprio a dirvi che io questa povera ragazza non l'ho uccisa manco per niente.
Anzi, fino a cinque giorni fa, non sapevo proprio chi fosse.
Oh sì, le ho viste anche io in giro parole a caso con l'h finale, a dire il vero le ho anche usate. Parole a caso, forevah è la prima che mi viene in mente.
Sinceramente, pensavo che traessero origine da quel ruspah che leggo un po' ovunque per perculare Salvini, quello della Lega. Di associare l'h finale ad una parola casuale ad un video porno amatoriale non mi sarebbe mai venuto in mente.
Sul mio cellulare, il video di questa ragazza non è mai arrivato.
Non l'ho neppure mai visto su Facebook, condiviso da qualcuno.
Evidentemente, sono circondata da persone con un po' di sale in zucca che non passano il loro tempo a diffondere materiale pornografico a caso, del quale probabilmente non conoscono neppure l'origine.
Non ho troppa dimestichezza neppure con YouPorn. L'ultima volta che ho visto l'home page di questo sito è stato quando ho detto ad un collega che sosteneva la tesi che i luoghi di lavoro sono quelli in cui si accede più spesso a questi siti: "Eh va beh, ma guarda che i siti porno sono bloccati sul pc del lavoro" e tutta convinta ho digitato l'indirizzo. Non era bloccato. E l'abbiamo richiuso subito, già ci vedevamo licenziati.
Forse sarò bigotta, che vi devo dire, ma i filmini porno amatoriali non mi interessano granché, sono dell'idea che sia più interessante farle certe cose che non guardarle fare agli altri.
Quindi, ecco, non posso aver ucciso io una persona che non sapevo manco chi fosse.
Che poi, eh, quando ovunque ho letto di questo suicidio, sono andata a cercare chi diamine fosse, onde evitare di essere sempre quella che non sa mai nulla.
Ho letto che aveva ottenuto il diritto all'oblio e questo mi perplime perché ovunque io vedo articoli che la riguardano. Ne sto scrivendo uno anche io a dire il vero.
Solo che, scusate, io il fermo immagine del video porno incriminato non lo pubblico. Manco la foto di sta ragazza pubblico a dire il vero. E manco il suo nome.
Sto scrivendo solo per dire che, ecco, mi sono un po' stufata di rientrare nel gruppo di italiani assassini.
Mi dispiace, certo, per una ragazza che non c'è più. Dio solo sa quanta fragilità si nasconde dietro un suicidio e quanto dolore ha provato chi ha deciso di farla finita e quanto ne prova ancora chi invece è rimasto a piangere una sorella, una figlia, un'amica.
Sono anche un po' stufa di leggere che tutti facciamo video porno e, se non lo ammettiamo, siamo frustrati.
A me non piacciono granché i video porno, preferisco pensare ad altro durante l'amplesso, ma ecco: non è che mi disturbi particolarmente chi li fa. Diciamo pure che non me ne frega un tubo di chi si riprende in quei momenti. Ognuno facesse come gli pare, non mi metto ad indagare nella vita sessuale di amici, parenti e sconosciuti.
Quindi, ecco, tutto questo per dire che sì, mi dispiace enormemente, ma non mi sento responsabile. 
Scusate, eh.

Nb. Il nome della ragazza non compare volutamente nel post: io non contribuirò alla diffusione di questo nome sul web.
Non che faccia la differenza, visti i migliaia di articoli che vengono scritti ogni giorno al riguardo per aggiornarci sulla vicenda alla faccia di sto benedetto diritto all'oblio, ma questo è.
Commentate, scrivete quello che volete, ma evitiamo di dare articoli in pasto ai motori di ricerca quindi il nome evitatelo pure, tanto sappiamo tutti - compresa io che non conoscevo la storia - di cosa stiamo parlando.

23 commenti:

  1. Sono d'accordo con te: faccio parte anch'io della minoranza, ho scoperto questa faccenda quando è uscita la notizia del suicidio della ragazza, non ho visto il video, non l'ho presa in giro e non ho neanche mai messo una "h" a sproposito a fine parola. Come te, quindi non mi sento personalmente responsabile della morte di questa povera donna.
    Allo stesso tempo non posso fare a meno di constatare che la società ha toccato il fondo. E quindi mi sento comunque chiamata in causa.

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    1. Elisa, la società ha sicuramente dei problemi, in questo concordo in pieno: problemi di diverso genere, dal più al meno grave.
      In questo caso però se qualcuno ha realmente caricato il suo video sul web senza il suo permesso, l' unico e solo responsabile è questa persona, non la società.
      Non conosco persone che abbiano apostrofato questa ragazza in malo modo, quindi non saprei da che tipo di insulti è stata colpita.
      So però che il giudizio è nella bocca di tutti noi e, anche se non è giusto giudicare ed essere giudicati, capiterà a tutti di essere esposti a giudizi più o meno pesanti (quanto meno, a me è capitato e non è bello), così come talvolta ci capiterà di giudicare. È sbagliato? Probabilmente si, ma sono realista e valuto l' essere umano per quello che è, senza utopie.

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  2. Io la penso esattamente come te. Non sapevo chi fosse prima del suo suicidio, non ho mai visto il suo filmato in rete e non sapevo nulla di questa h finale, mai capito perché la usassero.
    Mi dispiace per tutto ciò che le è capitato, ha pagato cara una leggerezza del monento. Internet e tutto ciò che condividi può avere una forza distruttiva.

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    1. Già: internet è un'arma a doppio taglia.
      Dovrebbero insegnare nelle scuole (o nei posti di lavoro, per fare due esempi) ad usarlo in modo consapevole perchè è un attimo che si è spacciati e poi si arriva a gesti estremi.

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  3. Ti ammiro per quello che hai scritto, soprattutto per la parte finale. pensavo proprio questo: la ragazza (fragilissima e sensibilissima) ha preferito annullarsi perché non le davano quel sacro santo diritto di essere una sconosciuta, di cadere nell'oblio. Il fatto di dover pagare le spese legali, ho letto perché consenziente al video, mi lascia perplessa. Ma si continua a parlare di lei e la cosa assurda è che gente come me e come te che non avevano mai sentito parlare di questa ragazza beh adesso ne parlano. Mi spiace tanto sapere che non ci sia più a causa di un gioco, una leggerezza (intendo l'inviare il video non l'atto che l'ha resa tristemente famosa), ma se fosse stata una donna diversa, quella costruita nell'immagine di alcuni, sarebbe ancora viva.

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    1. Grazie :)
      Comunque, si, adesso, grazie a tutti questi articoli post suicidio, se ne parla il quadruplo di quanto probabilmente se ne parlò all'epoca del video (ho chiesto a tantissime persone e praticamente nessuno la conosceva, quindi probabilmente non era così famosa come vogliono farci credere i giornali).
      Concordo sull'ultima frase: se fosse stata diversa, quindi più forte, probabilmente sarebbe ancora viva.

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  4. Concordo in pieno! Son tra quelle che ne hanno sentito parlare dopo il suicidio e francamente non avevo idea nemmeno che esistesse sta storia della h...
    La domanda che mi pongo è: ma la gente davvero non ha nulla da fare nella vista se non spulciare nella vita altrui, sparlare degli altri (pure se non li conoscono...).....che godimento provano dal fare questo?

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    1. Eh, godimento non so, però so che parlare degli altri è insito nella natura umana (non sto giustificando nessuno, il mio è un discorso è un po' più ampio).
      Non conosco una sola persona che non abbia parlato dietro a qualcun altro almeno una volta nella vita o che non abbia giudicato qualcuno, così come non conosco qualcuno che non sia stato giudicato o sparlato.

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  5. A me la storia ha colpito per molte ragioni.
    Per la sofferenza che deve avere provato, per una fragilità che non sta, o almeno, non sta tutta nell'episodio che l'ha portata ad uccidersi, ma sorpattutto perchè mi disturba moltissimo la smania di dare sempre tutto addosso alla "società", al web, al sessismo, al porno...a tutta una serie di concetti astratti, senza che poi si guardi al fatto in concreto.
    Tutti colpevoli, nessun colpevole.
    Se qualcuno ha diffuso un video che avrebbe dovuto tenere per sè, allora che ne risponda.
    Se altri hanno ingiuriato, diffamato, anche.
    IL resto è la solita, fuffa

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    1. Non credo proprio che si tratti di fuffa, anche perché non ci si uccide per fuffa. Il sessismo, Internet, YouPorn saranno anche concetti astratti, ma quando entrano di prepotenza nella tua vita diventano molto concreti. Questa ragazza ha fatto dei video e ha deciso di condividerli con quattro o cinque persone. Non ha detto condivideteli con chicchessia. Io, tu, Gilda e altri milioni di persone non sapevamo nulla della faccenda, ma il quotidiano della ragazza era pieno di gente che ne sapeva molto e non perdeva occasione per deriderla e offenderla. Non credo che si arrivi a cambiare legalmente cognome perché tre uomini di numero ti hanno presa in giro.
      Non puoi denunciare tutti, non è nemmeno facile stabilire chi ha fatto esattamente cosa. E siccome credo che abbia ragione Gilda quando dice che è nella natura umana giudicare, in quanto appartenente alla specie mi sento comunque tirata in mezzo. Qua non si tratta di un caso di cronaca in cui uno fuori di testa o delinquente uccide un'altra persona, qua si parla di istigazione al suicidio per dei meccanismi sociali che hanno reso impossibile la vita a una donna. Ciò non vuol dire che mi sento in colpa, io non ho fatto nulla, ma non me la sento di chiudere la faccenda a cuor leggero.

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    2. Io sono d'accordo con Ciacco su una cosa in particolare (e mi piace comunque in generale quello che ha scritto), ovvero che alla fine della fiera saranno tutti colpevoli, ma non ci sarà nessun colpevole. Credo che sia questo che intenda con la solita fuffa.
      E' verissimo che non si possono denunciare tutti, ma è altresì vero che immagino esistano i mezzi per stabilire chi ha pubblicato cosa, qualora si decidesse di fare delle indagini adeguate. Se c'è un responsabile materiale (o due o tre o mille) è lui che deve pagare. Stabilire chi ha fatto esattamente cosa probabilmente non sarebbe difficile se, appunto, ci fossero indagini fatte come si deve, ma chissà se le faranno (o le stanno facendo), questo non lo so, anche se purtroppo mi viene da dire che, in Italia, tra qualche giorno, questa vicenda finirà nel dimenticatoio come milioni di altre faccende.
      Chiaro che poi la vicenda per ognuno di noi non si chiude a cuor leggero, personalmente ho riflettuto parecchio su quello che comporta esporsi sul web o fare scelte "banali" che possono avere conseguenze inimmaginabili.
      La società dovrebbe cambiare? Probabilmente si, ma chissà se e quando questo accadrà. Intanto spero che tutto questo serva da monito a tante ragazzine e tanti agazzini che si approcciano in modo "sbagliato" al web, non valutando il reale potere di questo mezzo così utile, ma anche così "infame" in alcuni casi.
      A proposito di quello che dici sulle persone che la deridevano: ho letto un articolo (del quale purtroppo non ritrovo il link) in cui il fidanzato dichiarava che, entrando con lei in un negozio, le commesse le avevano rivolto sguardi ammiccanti e avevano detto qualcosa a lui al riguardo del video. Mi sembra allucinante che all'interno di un negozio possa accadere una cosa simile, avrebbero dovuto quanto meno scrivere immediatamente alla direzione per segnalare la questione (e lo dice una che, se qualcosa non quadra in un negozio o anche in un ufficio pubblico, fa reclamo nel giro di trenta secondi).

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    3. Forse non mi sono spiegtaa: quello che è successo a questa ragazza è terribile e molto concreto.
      Quello che è fuffa per me è attribuire tutto a tutti, alla società nel suo complesso, al web, a you porn e a chi sa che, quando si dovrebbe intervenire in concreto per punire se c'è da punire chi è da punire e, magari, fare un passettino avanti.
      Io non l'ho uccisa e se devo dirla tutta per me, non l'hanno uccisa neppure i suoi "amici", il web o i giornalisti che oggi si atteggiano a censori e un anno fa la descrivevano come una nuova star porno (e complimenti per l'accuratezza nel verificare le notizie), però qualcuno ha condiviso il suo video nella consapevolezza che dovesse restare nell'ambito di una cerchia ristretta se non privato.
      Altri lo hanno comentato e, in virtuale o reale, l'hanno offesa, diffamata, lesa nella sua onorabilità.
      C'è differenza tra il guardare l'ennesimo video girato da una magigorenne consenziente sia dell'atto che compie che di essere ripresa e il diffonderlo sapendo che lei non lo sa o non vuole.
      C'è differenza tra los crivere "bona" sotto quel video o permettersi di distruggere la dignità di qualcuno
      C'è differenza tra il mettere un h in ofndo a una parola perchè sembra buffo e sapere che si umilia qualcuno.
      Ecco.
      Vorrei un posto dove queste eprsone sono chiamate a rispondere di interferenza illecita nella vita privata se non di revenge porn.
      Non un posto dove tutti si sciacquano la bocca perchè siamo tutti colpevoli e poi, pazienza.
      E le mie scuse per la lunghezza alla padrona dic asa

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    4. Allora avevo capito bene cosa intendevi con fuffa e sono ampiamente d'accordo con te.
      Per altro, non scusarti, l'intervento sarà anche lungo (disse quella che fa post lunghissimi), ma è molto interessante e ne condivido ogni parola. Grazie.

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    5. Si direi che siamo d'accordo.
      Per altro, io credo che la società cambierà solo se (vorrei scrivere quando, ma anche l'ottimismo ha dei limiti) le persone comprenderanno il peso che certi comportamenti hanno, pagare per questi, potrebbe essere un buon inizio.
      Non vorrei offendere nessuno, ma il meccanismo: peccato (reato)-confessione-penintenza-deresponsabilizzazione -peccato (reato), mi ha un po' stufato.

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    6. Siamo in due ad esserci un pò stufate: difficilmente (quanto meno in Italia), si paga per qualcosa. E se uno sa che mai pagherà per le proprie azioni (discorso generale, vale per qualsiasi reato dal più grande al più piccolo) ci credo che se ne fregano e non cambia nulla...

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    7. Nessuna indagine potrà far pagare tutti i colpevoli, è impossibile. Immaginiamo una sera alla pizzeria del paese: la ragazza in questione entra con un'amica e in sala scende il silenzio. Tutti la fissano, parlottando fra loro, qualcuno ridacchia. Nessuno sta compiendo un reato, nessuno è perseguibile penalmente. Immaginiamo che questa scena si ripeta ogni sera, per mesi.
      Immaginiamo che io sia la sorella di uno dei ragazzi a cui era stato inviato il video. L'ho visto dal cellulare di mio fratello, me lo sono fatto girare su Whatsapp, il giorno dopo l'ho fatto vedere in classe ai miei compagni, qualcuno l'ha condiviso, uno ha aperto una pagina Facebook per fare il simpatico. In un Paese in cui la magistratura affoga, io sono perseguibile?
      Non conosco come funzioni YouPorn da un punto di vista giuridico, non so nemmeno in quale nazione sia le sede legale. Ammettiamo sia negli Stati Uniti, immagino che YouPorn funzioni seguendo la legge americana. Non so se ci siano differenze di diritti d'immagine con l'Italia, non ho idea del tempo che ci voglia perché un video impropriamente caricato venga cancellato: suppongo giorni, e nel frattempo centinaia di persone lo possono vedere.
      Insomma, la giustizia farà il suo corso, coi suoi tempi. Ma non potremo stabilire le responsabilità di tutti. E comunque dietro al reato che magari verrà punito, esiste, ripeto, un meccanismo sociale, lo specchio del mondo in cui viviamo. Internet è uno spazio virtuale dove tanti si sentono leoni, non ci mettono niente a commentare un video (e non scrivono "bona", credimi, ma molto peggio), a sputare sentenze sulla vita altrui, a stabilire cosa è lecito e cosa no, a prescindere dalle regole. Ci si deve sempre esporre e si devono esporre gli altri.
      Ovviamente non posso dire "la colpa è degli italiani", ma la morale italiana e certe dinamiche sociali giocano un ruolo importante e io non mi sento di assolverle in pieno.

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    8. Elisa, quello che scrivi è sensato ed è il meccanismo di cui parlavo -sebbene con parole diverse- qui http://www.nonpuoesserevero.it/2016/09/siamo-quello-che-scegliamo-di.html
      E' giusto? Non credo proprio, che accada in Italia o altrove.
      Proprio per questo, personalmente, avrei terrore a fare girare un contenuto personale di cui potrei pentirmi.
      Ho trent'anni, so com'è il mondo (e chissà quante cose ancora non conosco e non conoscerò mai) e cerco, laddove possibile, di auto tutelarmi come persona. Quando, nei miei deliri, dico che certe cose mi sembrano allucinanti per principio, mio padre mi risponde che il principio non porta da nessuna parte.
      E' giusto che io (per dire io, ma vale per tutti) debba tutelarmi da sola, evitando di espormi o di compiere gesti che magari vorrei compiere perchè non voglio dare in pasto la mia persona alla società? No, secondo me non lo è.
      Così come, per fare un esempio banale, è giusto che una donna debba stare attenta a come si veste o a girare da sola, per evitare di essere magari stuprata? Ecco, per me non lo è, è allucinante anche solo il pensiero, eppure sono la prima che avrebbe terrore a girare da sola per un quartiere malfamato di Roma in abiti succinti perchè dubito che riuscirei a reggere il peso di un'eventuale violenza.
      Sarebbe bello che non mi ponessi nemmeno il problema, sarebbe bello, davvero, ma purtroppo, allo stato attuale, non funziona così.
      E quindi, nonostante certi meccanismi sociali siano aberranti, in primis cerco di tutelare me stessa (e chi mi sta vicino), poi mi adopero, nel mio piccolo, per far si che qualcosa cambi, anche se so che il mio intervento da solo vale poco, ma meglio di niente.

      Il diritto d'immagine, negli Usa, non so nemmeno io come funziona.
      In Italia, invece, so che è necessario avere una liberatoria. Quando mi è capitato di utilizzare foto che ritraevano altri -a meno che non si trattava di materiale per cui già esisteva l'autorizzazione alla pubblicazione- ho chiesto l'autorizzazione ad ogni singola persona che compariva nella foto (per esempio, per pubblicare questa immagine http://www.nonpuoesserevero.it/2015/09/backstage.html). Purtroppo, però, una volta che un'immagine (o un video) è online, non è così semplice farla rimuovere e comunque, come dici tu, ora che viene rimossa è stata già vista, magari salvata su dispositivi personali, condivisa, ecc.

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  6. Io credo che l'unico modo per cambiare la società sia cambiare noi. Finchè aspettiamo che la soceità funzioni da sola, migliori da sola, non abbiamo speranza.
    I principi ed il Giusto, sono una cosa senza cui non saprei vivere, però vivo qui e ora e mi interessa questo. Cambiare questo finchè posso.
    Per esperienza personale so che non si cambiano gli altri, non si zittisce un commento malevolo, non si elimina un momento di imabarazzo (si lo so, è un eufemismo) intervenendo sugli altri, ma agendo noi. Non si cambia un'opinione perchè ci ferisce.
    Si cerca la repressione se c'è qualcosa da reprimere. Altrimenti non ci si piange addosso e ci si fa valere.
    Solo quello, forse, può aiutare ad ottenere qualcosa.
    Ma forse non mi spiego.
    Negli USA che io sappia il revenge porn (utilizzare immagini porno, prese con o senza il consenso del partner per ricattarlo, umiliarlo o diffamarlo) è un delitto a se stante e punito duramente. Da noi c'è l'illecita interferenza nella vita privata.

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    1. Ciacco sono d'accordo che dobbiamo essere noi a primi a cambiare: io utilizzo questo blog per denunciare tutte le situazioni al limite dell'incedente nel mondo del lavoro, per esempio, raccontando quello che succede a me che di colloqui ne faccio tanti, ma che potrebbe capitare anche agli altri. Non so se serva a qualcosa, ma intanto -insieme ad altre piccole cose che magari non è il caso di scrivere per evitare di essere troppo autoreferenziale- può servire. Chissà.
      Negli Usa, credo cmq che in generale che il sistema giudiziario sia più severo del nostro (non che ci voglia molto). Non che questo faccia smettere di compiere reati, ma almeno è qualcosa.

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  7. La penso esattamente come te! Mi dispiace moltissimo per questa ragazza ma non mi sento responsabile

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  8. Cara Gilda, eccomi arrivato da te, parlando del tuo post lo trovo interessante, ma dare un giudizio non è facile, sono cose che capitano...
    Ciao e buona giornata cara amica.
    Tomaso

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    1. Nessun giudizio, solo la volontà di non voler essere considerata assassina :)
      Un abbraccio, caro Tomaso.

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