venerdì 23 ottobre 2015

Misteri Olimpici

Ieri io e Fidanzato abbiamo deciso di portare Cane Gnappo -ormai noto come cane delinquente- al Laghetto dell'Eur. A me quel laghetto piace tanto, l'ho evitato per un periodo qualche tempo fa, ma solo perchè ero rimasta scioccata una notte quando abbiamo assistito, per caso, alle ricerche del cadavere di un ragazzino che è poi stato trovato la mattina dopo.
Camminando, ci siamo fermati a guardare un'area che avevamo visto tante volte, ma che di fatto non avevamo mai realmente guardato. E' un'area verde abbastanza grande, completamente recintata con le catene ai cancelli. Abbiamo notato che al centro aveva una forma vagamente ad anfiteatro romano, quindi abbiamo iniziato a fantasticare su un teatro che magari era stato lì chissà quando.
Guardando attentamente i cancelli, ci siamo resi conto che c'erano delle ringhiere sparti coda, come quelle che ci sono alla fiera per intenderci, quindi abbiamo pensato che, appunto, era un luogo che era stato aperto al pubblico.
A Fidanzato quel posto non diceva nulla, non riusciva proprio a ricordare cosa ci fosse e quindi sono cominciate le ricerche.
Abbiamo scoperto che una volta lì c'era il Velodromo Olimpico. Siamo stati certi che il posto fosse proprio quello quando, circumnavigandolo, abbiamo visto che un lato dava su Via del Ciclismo. Dai, non poteva essere mica un caso. A Roma non fanno nulla per caso.
Il Velodromo Olimpico è stato realizzato per le Olimpiadi del 1960 e utilizzato fino al 1968. Poi il nulla.


L'impianto è stato abbandonato, dopo essere stato utilizzato per un periodo di tempo solo per degli allenamenti perchè, pare, che ci fossero delle problematiche strutturali.
Non sono nè un architetto nè un ingegnere, non ho idea di quale fossero i problemi, soprattutto se consideriamo che fino a ieri non sapevamo nemmeno della sua esistenza.
A partire dagli anni novanta, sono stati presentati diversi progetti di demolizione e, difatti, il 24 Luglio 2008 (con calma, d'altronde siamo in Italia), il Velodromo Olimpico è stato fatto esplodere.
Pare che fosse pieno di amianto e che con l'esplosione, programmata, questo amianto sia stato liberato nell'aria. Di contro, qualcuno ha detto che l'amianto che è stato ritrovato durante lo smaltimento delle macerie non fosse stato ritrovato nell'area del velodromo, ma lì vicino e che tutte le parti in amianto erano state precedentemente rimosse.


Non so nulla di questa storia, ho appena cominciato a documentarmi perchè mi intrigano queste cose di Roma che non conosco. E mi incuriosisce il fatto che Roma riserva sempre delle sorprese!
Quello che mi è venuto in mente lì per lì è che spreco!. Costruisci un velodromo, spendendo chissà quanti soldi, lo usi per otto anni, poi lo abbandoni e, ad un certo punto, lo demolisci.


L'area è attualmente chiusa, ai cancelli ci sono appunto catene e immagino che quelle chiavi, nel frattempo, siano andate perse. No davvero, immagino la scena qualora decidessero di aprire quei cancelli:
"Dove sono le chiavi?"
"Nel cassetto della scrivania"
"Ma non ci sono"
"Ma come no? Dieci anni fa c'erano!"
"Sai che facciamo?"
"Cosa?"
"Facciamo esplodere anche i cancelli".
Nel frattempo, io e Fidanzato abbiamo cominciato a fantasticare su tutte le mille cose che ci faremmo se solo potessimo decidere noi. Abbiamo anche ipotizzato di avere tanti soldi e comprarcela quell'area. Ci si potrebbero fare un sacco di cose belle e poi, oltre ad essere molto grande, è anche in una zona bellissima.
Ho chiesto a qualcuno che vive a Roma da decenni, che a Roma ci è anche nato, ma niente: nessuno ha memoria di sto benedetto Velodromo. Nessuno. Quanto meno tra le persone che conosco io.
Sembra quasi un mistero. Eppure sono certa che qualcuno ne sa qualcosa in più. Devo solo trovare questo qualcuno.

Per onor di cronaca: oggi io e Cane Gnappo siamo tornati a dare un'occhiata.
Davanti ad uno degli ingressi c'è un distributore di benzina ed evidentemente una matta con cane al seguito ha attirato l'attenzione del benzinaio tanto che mi ha chiesto:
"Signorì, che sta a guardà?"
"Eh, guardavo quest'area, ho letto che prima c'era il Velodromo"
"No signorì, ma che veledromò, ce stanno l'arberi, che non li vede?"
"Ehm si, vado che è tardi. Arrivederci".


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