venerdì 26 giugno 2015

Un giorno ad Expo

Alla fine, ebbene si, anche io sono andata ad Expo.
Per farlo, ho atteso l'arrivo della mia mamma che è venuta a Milano a trovarmi: eravamo entrambe curiose di dare un'occhiata e quindi abbiamo fatto armi e bagagli e siamo partite alla volta di Rho.
Noi siamo andate in treno per una questione di comodità: il passante ferroviario è abbastanza vicino a casa mia. Il biglietto del treno costa 4,40 € andata e ritorno ed è oggettivamente molto comodo visto che si scende praticamente davanti l'ingresso ovest dell'Expo (quello del Padiglione Zero per intenderci).
Appena arrivate abbiamo chiesto una cartina ai volontari che ci hanno detto che purtroppo non avevano cartine in italiano, ma solo in francese, il che per noi non era un problema perchè mia mamma parla francese a livello madrelingua (e io, dai, un pò lo mastico), ma ecco quanto meno le cartine in italiano e in inglese avrebbero dovuto averle (non metto in dubbio che, in altri momenti, magari le avevano pure, ma mi riferisco chiaramente alla mia personale esperienza).
I controlli in stile aeroporto li abbiamo passati in pochissimo tempo, nonostante ci fosse davvero moltissima gente (noi pensavamo che essendo un giorno feriale ci fosse meno confusione) e così ci siamo trovate catapultate dentro Expo.
Non siamo riuscite a vederlo tutto e non escludo di tornarci, magari la sera e magari quando ci sarà più fresco.
Il primo padiglione dove siamo entrati è stato quello del Bahrein, che era pieno di piante, ma che , a dir la verità, non ci ha entusiasmato più di tanto.
Cina
Poi siamo passate al Belgio dove però abbiamo avuto un piccolo inconveniente: io, da brava bambina capricciosa, volevo assolutamente le patatine fritte del chioschetto belga. Abbiamo fatto la fila e quando siamo arrivate alla cassa abbiamo chiesto con che olio fossero fritte le patatine -visto che, causa allergie, io non posso mangiare cibi fritti con alcuni tipi di olio, tra cui quello di arachide - e una cassiera italianissima e scocciatissima ci ha risposto:"E io che ne so" Sbrigatevi!". Mia madre non l'ha presa bene, vuoi perchè sa quello che mi potrebbe succedere se mangiassi qualcosa di sbagliato, vuoi perchè in teoria è obbligatorio esporre la lista degli ingredienti utilizzati, soprattutto se allergizzanti. E' intervenuto un cuoco che però non parlava una parola di italiano, ma solo inglese, che per noi non è un problema, ma se fosse capitato a qualcuno che non lo parlava?
Alla fine, ho rinunciato alla patatine, ma non mi è piaciuto il fatto che in un luogo dove tutto è dedicato al cibo, non stiano attenti a queste cose.

Abbiamo girato per i vari padiglioni: Francia, Repubblica Ceca, Cina, Irlanda, Uruguay, Polonia, Olanda, Kazakistan, Malaysia, Vietnam, Azeirbaijan, Germania.
Il Brasile e la sua rete mi hanno conquistata, anche se, ecco, forse non avevo le scarpe adatte per camminare su quella rete, ma visto che sono qui a scrivere non deve essere andata poi così male.
Mi è piaciuto tantissimo anche Israele e mi hanno colpita gli spettacoli che c'erano. Certo che è stato un pò spiazzante vedere tutta quella polizia circondare il padiglione, probabilmente perchè temono di avere qualche problema.
Ho apprezzato molto anche il padiglione del riso Basmati con tanto di piccola risaia.

Istallazione di Dante Ferretti
E infine il padiglione Italia che è davvero bello e curato.
Abbiamo deciso di mangiare italiano per evitare problemi di allergia e devo dire che non abbiamo speso poi così tanto: abbiamo preso dei panini al corner Beretta -buonissimi e pieni di salumi- a 2,50 € e poi due pizze per un totale di 22€.
L'acqua è gratuita: ci sono delle colonnine con acqua sia frizzate che naturale a disposizione di tutti, basta avere un bicchiere o una bottiglia vuota.
Inoltre, anche al corner Coca Cola, si possono prendere delle lattine gratis, a patto e condizione di sentire la storiella sulla Coca Cola: mia madre non beve Coca Cola e io non ne vado matta, quindi non l'abbiamo presa, ma se a qualcuno piace...
Sono rimasta molto colpita anche dalle opere di Dante Ferretti di cui il Decumano -ovvero il viale principale- è pieno.

Ovunque, ci sono sedie, lettini, panchine e quant'altro per riposarsi: una menzione speciale va per le sedie che girano rosse che sono fighissime davvero. Adesso ne voglio una per casa mia!
I volontari sono davvero gentilissimi e disponibili per qualsiasi informazione e gira tantissima polizia che male non fa.
Una pecca, per quanto mi riguarda, è che è vietato l'ingresso ai cani, ma comprendo che visto che non tutti i padroni sono civili, forse è meglio così.
E infine lui: l'Albero della Vita.
Io l'ho trovato stupendo, sarà che siamo state fortunate e abbiamo beccato i giochi d'acqua a ritmo di musica e i giochi di luce coi colori della bandiera italiana. Sarei rimasta lì per ore a fissarlo.
Ecco, non vi ho svelato nulla se ancora non l'avete visto, ma non potevo non raccontarvi questa giornata all'Expo.
L'Expo, tutto sommato, non è male e, secondo me, va visto.
Per chi abita a Milano e dintorni poi, una tappa è assolutamente obbligatoria, visto che è vicinissimo alla città.

2 commenti:

  1. sai che in Fb c'è una pagina dove girano le foto di coloro che si riposano all'Expo, "Gli spiaggiati", è simpatica.
    Io non ci sono ancora stata, poi con 'sto caldo non ci penso nemmeno di venire a Milano

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    Risposte
    1. Adesso è da pazzi sia venire a Milano,sia andare in Expo!
      Se ne riparla a Settembre!

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