Il giorno che abbiamo scoperto di essere incinti abbiamo comprato una macchina.
Non me lo aspettavo. Cioè, é stata una scelta condivisa, voluta, desiderata, ma a 39 anni non ho mai pensato un solo secondo di rimanere incinta in un battito di ciglia. Pensavo ci volesse più tempo, mesi, forse anni, forse pianti e frustrazione. Invece no: rapido e indolore, come le punture con le siringhe Pic di una pubblicità di qualche anno fa.
Lui invece se lo aspettava, credo che non avesse nemmeno necessità della conferma del test di gravidanza positivo, ma tant'é.
In ogni caso, il gatto ha buttato per terra il test di gravidanza che avevo consegnato con tanto amore e i cani lo hanno mangiato, forse il sapore della mia urina di cui immagino fosse rimasta traccia era irresistibile, chi lo sa.
Insomma, abbiamo comprato una macchina. Eravamo indecisi tra due diverse macchine -o almeno questa é la versione ufficiale, quella ufficiosa è che Lui sapeva benissimo quale voleva, ma bisogna sempre fingere indecisione quando ci sono 10.000€ di differenza.
Io, ad un certo punto, ho solo chiesto: "Ma c'é l'attacco Isofix?" che non sono certa nemmeno oggi di sapere cosa sia esattamente, ma é una domanda da genitore responsabile. La macchina é arrivata dopo un po' e, oltre all'attacco Isofix, ti ricorda di controllare i sedili posteriori, mentre sullo schermo compare l'immagine di un seggiolino. La macchina é probabilmente, almeno ad oggi, la più responsabile della famiglia.
E insomma il mese prossimo nasce mia figlia.
Di solito, quando penso a questa cosa, mi vengono i lacrimoni perché la verità é che non vedo l'ora di sentirla piangere, di vederla, di stringerla e anche di dirle che mamma ha fatto -e sta facendo- una fatica immane, che é stremata, ma che la ama immensamente e che non pensava si potesse amare così tanto qualcuno che non hai nemmeno mai visto e di cui non conosci l'odore.
Non so chi ha messo un giro la voce che la gravidanza é la cosa più bella della vita di una donna.
Non lo é o, se lo é, é perché probabilmente si ha una vita di merda, non ci sono altre spiegazioni.
Ad oggi, tra ospedale e corso pre parto, non ho conosciuto una sola persona che sostenga che la gravidanza é un sogno meraviglioso fatto di unicorni e fiorellini.
In gravidanza, sostanzialmente, ti pisci addosso e no, mi dispiace, non può essere bello un periodo in cui appena ridi fai la pipì.
Per giustificare questa e altre amenità vi diranno che dopo sarà peggio perché non dormirete perché i neonati non dormono mai. Mai. Nemmeno un secondo. Io da neonata dormivo sempre, pure troppo e comunque sono mesi che non dormo, anni se ci mettiamo anche le tre ore di sonno a notte per poter incastrare lavoro, palestra, casa, cani, ecc. In gravidanza comunque ho dormito pochissimo, tanto che quelle rarissime volte in cui é successo, Lui si è mosso come un ninja per casa per non fare il minimo rumore e lasciarmi dormire. Persino i cani si sono mossi come dei ninja, Il gatto no, il gatto é un animale notturno e, in ogni caso, se io non dormo, probabilmente non é un problema suo.
Ora, oltre a pisciarsi addosso, ci sono la nausee, che per me sono state tutto fuorché invalidanti.
Sono stata quasi felice di avercele, rispetto ad altro.
Ho avuto un distacco, le contrazioni dall'undicesima settimana, insorte subito dopo che al lavoro mi hanno urlato addosso che non so lavorare dopo anni e anni che gli tengo in piedi un reparto. Si, si sono scusati e si, hanno ritrattato, ma no, non ho perdonato e no, non perdonerò.
Mi hanno messo in astensione anticipata al pronto soccorso per minacce d'aborto e contestualmente mi é stata vietata ogni forma di attività sportiva.
"Ma posso almeno andare a correre?" No.
"Posso fare yoga?" No.
"Posso...?" No.
Ho avuto venticinque volte la gastroenterite, la combo gastroenterite e contrazioni é stata mortale. Poi ho scoperto di essere diventata insulino resistente, ma in fondo poteva andare peggio, potevo avere il diabete gestazionale.
Ho preso per sei mesi il progesterone, i primi due progesterone veicolato in olio di arachidi. No, nessuno se n'era accorto, si avevo detto di essere allergica. Mi svegliavo la notte con il labbro gonfio e i palmi delle mani e dei piedi in fiamme. Mi hanno scassato di cortisone. Mi hanno anche detto che qualora invece di un'anafilassi fosse insorto uno shock anafilattico e fosse stato necessario somministrarmi l'adrenalina avrebbero salvato me a discapito del feto. Giustamente per carità, capisco il loro punto di vista; io però mi sono sentita morire non una, ma ogni singola volta che me lo hanno detto e ogni singola volta che ci ho ripensato. Poi ci siamo accorti degli ovuli alle arachidi e ho respirato per la prima volta, dovendo però a quel punto fare i conti io con le conseguenze di quella cura sbagliata, ma almeno lei -la mia piccola Alien che non si ferma un secondo- era un pochino più al sicuro.
Ad un certo punto della gravidanza mi hanno detto che, arrivati a quel punto, se avessero dovuto tirarla fuori, sarebbe sopravvissuta. Non so se é prassi comune dirlo, ma so che lo hanno detto anche ad altre ragazze che ho conosciuto in questi mesi.
Ecco, quello é stato il momento più bello di questi mesi.
Il secondo momento più bello é stato quando mi hanno portato in ospedale con l'ambulanza perché sono svenuta di botto. Cioè non quando sono svenuta, la verità é ci siamo spaventati tutti, ci siamo spaventati per la diagnosi, per le circostanze, per tutto. Il momento bello é stato quando mi sono svegliata al pronto soccorso generico, io stavo malissimo, ma lei stava una bomba come sempre e ho pensato che, in tutti questi mesi, in cui io ho avuto di tutto, lei é sempre stata benissimo. Sana e forte, a volte forse un po' troppo forte visto che credo sia solo un caso fortuito se non mi ha ancora rotto le costole con un calcio.
Ecco, lì mi sono sentita fiera, non di me forse, ma fiera perché ho realizzato che -in ogni caso- la sto tenendo al sicuro. Non so come, ma io e lei insieme ce la stiamo facendo. E insomma il mese prossimo nasce mia figlia e noi non vediamo l'ora. A volte mi chiedo se si possa essere più felici di così, non mi chiedo mai se sarò all'altezza perché so già che non lo sarò e andrà bene così.
Non so se le dirò mai quanto é stato difficile, quanto mi sono sentita sola, quanta paura ho avuto, quanto le persone intorno a noi -non tutte per carità- siano state fuori luogo. Le dirò sicuramente che mamma e papà, i nonni e gli zii l'hanno amata dal primo momento, quello si.
Nb. La pancia in foto non é la mia, io -all'ottavo mese- sto praticamente ancora aspettando che mi compaia. Sembra che ho mangiato un po' di più e bevuto un paio di birre ed ecco, a me la birra manco piace, ma tant'è.
Spero di avere il tempo e la voglia di scrivere ancora sull'argomento perché quello che ho imparato, sia a livello pratico, sia in generale sulla vita da quando sono rimasta incinta credo che non si possa imparare manco in cent'anni di esistenza, ma vedremo.

