venerdì 25 agosto 2017

Il (drammatico) rientro dalle vacanze

Il rientro dalle ferie è quella cosa che inizia nel momento in cui apri la porta di casa, accaldata e stanca, dopo un viaggio magari molto lungo, in cui ancora eri incosciente di quello che stava per succedere al tuo cuore e alla tua anima.
Entra un filo di luce, a volte manco quella, perché non importa se è giorno o notte: le serrande sono abbassate, i vetri chiusi, tutto per far vedere agli eventuali ladri che in casa non c'è nessuno e che, se vogliono, possono servirsi senza problemi. Servirsi di cosa, ovviamente, non è dato saperlo visto che non c'è niente da rubare, a parte la scorta di croccantini per il cane.

Guardi casa tua, quella casa che paghi con tanti sacrifici, e pensi: "Ma che ci faccio qui?".
Passano attimi interminabili in cui ti guardi intorno, vedi il tuo bellissimo tavolo laccato per il quale hai aspettato due mesi e la televisione da 60 pollici e pensi, a quel punto, che ti manca il tavolino sgangherato del lido e la spiaggia che l'HD sarà anche una bellissima invenzione, ma vuoi mettere la vista mare dal lettino collocato accanto al tavolino sgangherato?
Apri tutto che così entra aria, dai un'occhiata alle piante che non sono mai state meglio perché la tua vicina -santa donna- le ha innaffiate ogni sera e ci ha anche parlato, cosa che tu non fai, e si vede. Eccome, se si vede.
A quel punto ti ricordi che bisogna scaricare la macchina e torni giù, incontri la portiera del palazzo che ti dice: "Ah, finalmente siete tornati!" e tu sai che la ami, che è una delle cose più preziose della tua vita perché ti evita la fila alla posta per ritirare le raccomandate, ma in quel momento vorresti solo dire che non eri ancora pronta per tornare dalle vacanze, che tu dal terrazzo vuoi vedere il mare e non le Sky Tower dell'Eur che saranno anche innovative, ma oggettivamente sono brutte -in particolare quella di cemento, l'altra me la faccio anche andare bene- e c'è poco da fare.


"Si, siamo tornati, com'è andata qui durante la nostra assenza?"
E lei ti consegna una busta piena di pacchetti di Aliexpress -tutte cose che avresti voluto portare in vacanza, ma che non sono arrivate in tempo- e otto chili di posta che ti chiedi anche come sia possibile che non ti manda mai niente nessuno, poi manchi un mese da casa e bisogna chiamare la ruspa per spostare la posta a nome tuo.
Ti cade l'occhio su una raccomandata, è l'Acea (nota compagnia che fa solo casini fornisce la luce  e l'acqua ai romani, forse anche il gas, ma non ci metto la mano sul fuoco) che ti informa che ti staccheranno la luce perché non hai pagato una bolletta, ma tu ovviamente la bolletta l'hai pagata e manco sei tornata e già ti tocca litigare.

A quel punto, scarichi quelle diciotto valigie che contengono, ovviamente, giusto quelle due cosette indispensabili che, altrettanto ovviamente, non hai mai utilizzato in vacanza, decidendo di indossare -per dire- sempre lo stesso paio di scarpe rigorosamente abbinate sempre alla stessa borsa che adesso sembra una pezza vecchia perché hai persino tentato di infilarci due teli da mare formato deluxe pur di non sostituirla mai.
E poi il cibo, devi scaricare anche il cibo. Perché dopo un mese in Sicilia, non puoi non avere con te le scorte per l'inverno che in parte hai comprato spontaneamente e in parte ti ha dato tua madre visto che è risaputo che a Roma non ci sono i supermercati e che, nel caso in cui ci fossero, non sarebbe comunque la stessa cosa. Vuoi mettere il tonno in scatola comprato a Palermo e quello che potresti comprare a Roma? Differenze abissali, è risaputo.
Mentre sei intento a scaricare le cassette di salsa di pomodoro, squilla il telefono, è tua madre:
"Figlia, sei arrivata?"
"Si mamma, ti avevo mandato un...."
"Figlia degenere, ti sei dimenticata un sacco di cose, non capisco dove tu abbia la testa"
"Cosa ho dimenticato?"
"Figlia degenere (aridaje), il dentifricio, hai dimenticato il dentifricio"
"Mamma, ma nel caso lo comp..."
"Disgraziata, lì non si trova il dentifricio all'aroma di arancina al burro"
Ed effettivamente, come sempre, ti rendi conto che la mamma ha ragione, però non puoi farci niente e continui a scaricare, cercando di negare l'evidenza: non sei a casa tua, sei ancora in vacanza, solo che hanno spostato il mare di qualche metro più in là ed è per questo che non lo vedi.
Finisci di scaricare, sei sfinita, pensi di farti una doccia, ma prima bisogna riaccendere la caldaia che, giustamente, è stata spenta prima di partire per le vacanze.

La caldaia non parte, la prendi a pugni, poi la insulti, finché l'acqua calda non torna a sgorgare dai rubinetti -mostrandosi in tutto il suo bellissimo colorito marrone- segno che nessun ladro  è venuto a fare la doccia in casa durante la tua assenza.
Guardi il gabinetto, che non ti è mancato neanche un po', alla faccia di chi dice che quando va in vacanza non riesce a fare la cacca in un bagno che non sia il suo e pensi che il tuo nobile didietro non ha bisogno di poggiarsi sulla tavoletta verde mela del tuo bagno, scelta rigorosamente abbinata al portarotolo, per dare il meglio di se. Va bene anche un bosco se è il caso.
Ed è guardando il gabinetto che ti rendi conto che il bagno va pulito, anche se non capisci come sia possibile che sia sporco se nessuno l'ha usato e la casa era sigillata. 

Pulisci il bagno, fai la doccia, quando hai finito vai in camera per vestirti e ti cade l'occhio sul letto -che deve essere rifatto per altro- e anche lì non comprendi come può esistere gente che non riesce a dormire in materassi estranei, ripensando a quando avevi vent'anni e ti sei addormentata ai piedi di un divanetto in una discoteca di dubbio gusto di Dublino. Dublino centro, eh, mica periferia.
Tu, per un'altra settimana di vacanza, facciamo anche due, il tuo letto lo avresti persino regalato ad un passante.
Doccia fatta, letto rifatto, valigie svuotate e, a quel punto, ti siedi sul divano e provi ad accendere la tv che, ovviamente, non si accende. E lì partono gli insulti -peggiori di quelli rivolti alla caldaia- verso non si sa bene chi o cosa, finché non ti racconti che hai staccato tutte le prese perché, oltre alla storia dei supermercati, è risaputo anche che agli impianti elettrici piace esplodere quando la gente è in vacanza e non trovare più la casa al tuo ritorno sarebbe stato peggio, molto peggio. perché tu sai che te ne saresti dovuta trovare un'altra rinunciando alle vacanze del prossimo anno e questa è una cosa che non deve succedere. Mai.

Dai un'occhiata alla mail aziendale, giusto per essere preparata a quello che i aspetta il giorno dopo e trovi 2685 nuove e-mail ed esclami ad alta voce "è il mio ultimo giorno di ferie, le mail non mi avranno, non oggi almeno", anche se sai che domani saranno 3732, ma a te non interessa perché l'ultimo giorno di ferie è sacro e tu, nella risposta automatica, hai impostato l'out of office fino al giorno dopo, quindi fino ad allora la mail non ti avrà.

É il tuo ultimo giorno di ferie, ma devi uscire di casa per andare al supermercato -si quello che tua madre è convinta che a Roma non ci sia- per prendere giusto qualcosina e, in fila al banco salumi, senti quelli che dicono che tra tre giorni andranno in vacanza e scoppi a piangere perché sei una persona orribile e non ti rendi conto che dalle ferie sei appena tornata.
O forse le persone orribili sono loro che non si curano dei tuoi sentimenti e parlano ad alta voce di cose che ti fanno, inevitabilmente, soffrire.
Rinunci al salame, che fa ingrassare, torni a casa e fissi il vuoto, stanca per le fatiche affrontate.
Dovresti fare almeno una lavatrice, ma sarebbe troppo, dopo una giornata così difficile.
Arriva la sera, punti la sveglia per la mattina dopo, vai a dormire, sogni di stare nuotando in un mare cristallino e, quando la sveglia suona, la prima cosa che pensi è :"A Novembre sarò di nuovo in vacanza".

Guardi tuo marito, quello con cui hai condiviso le operazioni di scarico della macchina, gli insulti alla caldaia, il rifacimento del letto, la spesa e i pianti in fila al banco salumi e sai che anche lui sta pensando la stessa cosa. E tra un buongiorno amore e l'altro, sei pronto per ricominciare. Forse.


18 commenti:

  1. Beh, puoi passarmi a trovare in ufficio, cherie ;)

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    1. Se mi mandi le coordinate vengo, a patto che mi offri un alcolico molto forte 😁

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    2. E vabbè. Ho appena letto il tuo post sulla carta d'identità a Roma perché il tuo blog me lo sparava random...

      E niente. Io questa città la odio, e ogni volta i motivi per farlo aumentano a dismisura.

      Abbraccio

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    3. Io Roma la amo, ma adesso dopo tanti anni, quindi datti tempo.
      Devo però dirti che motivi per odiarla ce ne sono talmente tanti che un blog solo non basta 😅

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    4. Un indirizzo per scriverti in prive'? :)

      Io ti offro un alcolico, ma poi tu mi dai la ricetta per amarla questa città...

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    5. Accordo fatto 😁
      La mail è gilda@nonpuoesserevero.it (banalità estrema 😂)

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  2. Secondo me ci vorrebbe un posto in cui stare tutta l'estate, anche mentre vai ancora a lavorare, per dare uno stacco, per sentirsi in vacanza fino a settembre. Tornare in città e al lavoro nello stesso momento è crudele

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    1. Non lo so, sai?
      Se avessi il mare a 100 metri non potrei andarci comunque ogni giorno e soffrirei di più...

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  3. La magra consolazione di chi non va in vacanza è che anche spostarsi, andare lontano comporta comunque un ritorno ai problemi di tutti i giorni. Quindi insomma grazie a nome di chi non va in vacanza XD

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  4. hai mamma sicula, come ti capisco.....

    (e io ho il doppio dei tuoi anni, ma non cambia nulla....)

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    1. È bello avere qualcuno che mi capisce 😁😂

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  5. e se le prossime ferie non sono a novembre ma sono a Natale, e comunque probabilmente non parti?
    buaaaaaahhhh

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    1. Peggio ancora 😁
      A noi quest'anno dice bene perchè abbiamo anche il congedo matrimoniale se no ci toccava aspettare Natale (anche se sai che non ricordo se quest'anno ci tocca? A me sicuramente si perchè ho lavorato l'anno scorso, al Marito non so 😅)

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  6. Cara Gilda, il dilemma avviene ogni anno,le vacanze dovrebbero durare più a lungi, cioè rimanere fino che ti sei stancata!!!
    Poi ritornare con la speranza che la casa non sia stata occupata da estranei...
    Scusa le mie parole ho cercato di darti un po di buonumore per continuare a vivere.
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Speriamo di non trovarla mai la casa occupata da estranei :)

      Un bacio!

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  7. Già a leggere mi sento stanca XD

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    1. Capisco bene: io sono stanca per qualsiasi cosa sti giorni :D

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