mercoledì 7 dicembre 2016

La lettera di mancato completamento del periodo di prova

Io quel lavoro pubblico alla fine l'avevo accettato, avevo messo dentro ad una scatola i miei sogni, ma questa scatola non l'ho chiusa troppo bene.
Avevo deciso che ogni tanto è giusto essere razionali. 
Ieri è arrivata la lettera che non ho superato il periodo di prova perchè sono malata.
C'era scritto proprio così. "Siccome sei in malattia non puoi lavorare per noi, quindi non superi il periodo di prova". O qualcosa del genere.
Io avevo accettato questo lavoro, poi c'è stato l'ospedale, il ricovero (breve, molto breve), la diagnosi completa, ma non del tutto perchè manca ancora un esame. 
C'erano state le mie lacrime di dolore, la vergogna di non essere capace di muovere due passi senza di Lui, il supporto degli amici, la preoccupazione dei miei genitori.
Non l'ho fatto apposta, mi sentivo in colpa.
E poi è arrivata questa lettera. 
Sono andata a prenderla di persona, facendo fatica a camminare, con Lui che mi aspettava fuori perchè senza Lui, in questo periodo, sono persa.
Lei aveva la faccia mortificata, non sapeva che dirmi, io ho chiesto dove dovessi firmare. Firma per ricevuta si chiama.
"Io vi capisco, non devi sentirti in colpa"
"Mi dispiace"
"Sai, io adesso penso alla mia salute, è qualcosa di brutto"
Ho visto la sua faccia diventare bianca.
"No, non quel qualcosa di brutto che pensi tu". O quanto meno non che io sappia in questo momento che, in fondo, resto sempre un'ipocondriaca livello superstar.
"Ma cos'hai?"
"C'era scritto sul certificato dell'ospedale"
"Era un certificato dell'ospedale?"
Non ho risposto, era si un certificato dell'ospedale, è lì che mi hanno rivoltata come un calzino per cercare di capire il perchè di tutti questi dolori, il perchè non riesco più a mangiare nulla. E io quel certificato ve l'ho mandato.
Ci hanno provato a capire e ci sono praticamente riusciti. L'ultimo esame lo facciamo perchè è giusto farlo, vedremo se ci saranno novità.
Sono stati chiari: devi stare a riposo, non ti devi muovere, stai a letto, sul divano, non fare sforzi.
E io sforzi non ne ho fatti, sono rimasta a casa.
Le mie amiche sono andate a mangiare il sushi senza di me e a me veniva da piangere perchè io il sushi me lo sparerei endovena, ma io so che prima o poi l'intera produzione di pesce crudo del paese me la mangerò in una sola sera perchè io non posso mangiare e devo stare a casa. 
"Sai, qui è successo di aver assunto gente che si presentava solo un giorno e poi si faceva fare i certificati dal medico di base e non si faceva più vedere per mesi"
E io ho pensato alla mia dottoressa, a cui mando i messaggi su Whatsapp, che mi chiede come sto, a cui invio i referti tramite chat e che ha sempre una parola di conforto.
Penso al mio vecchio medico di base, quello di Palermo, a cui voglio un gran bene, che ha detto a mio padre che se ho bisogno anche solo di due parole per stare più tranquilla, posso chiamarlo a qualsiasi ora. Lui Whatsapp non ce l'ha. Quando l'ho dovuto lasciare ero disperata.
Nessuno di loro due ha mai fatto un certificato che dicesse che stavo male se stavo bene. 
Nessuno di loro due si è mai rischiato di dichiarare una cosa senza esserne sicuro.
"O vieni tu da noi o vengo io da te" mi hanno sempre detto.
Ho firmato questa lettera, due chiacchiere, li ho congedati con tante belle parole che io con le parole sono brava, dicono.
Lui mi aspettava, ha visto la lettera e mi ha detto che non mi vedeva con un così bel sorriso da giorni.
"Fregatene" mi ha detto Lui.
"Fregatene" mi ha detto mia madre.
"Fregatene" mi ha detto mio padre.
"Fregatene" hanno detto i miei amici.
Qualche giorno fa, un uomo di televisione -come lo chiamo io- mi ha detto che il nostro mondo è diverso da tutti gli altri. E forse aveva ragione.
Ed è stato così che oggi mi sono messa a studiare. Avevo cominciato a farlo nei giorni scorsi: pc, quaderno, libro e pigiama. 
A studiare per una posizione che ho considerato troppo su per me e, per la quale, ho dovuto già affrontare due colloqui. Un'ora abbondante di colloquio a botta. Me ne manca uno, da sostenere in una lingua che non è la mia. Io non lo so mica se reggo un'ora a parlare in una lingua che non è l'italiano.
Io che sono sempre tanto scaramantica e non dico mai un tubo a nessuno, lo sto addirittura scrivendo.
Poi sono arrivate altre due proposte, nello stesso giorno della lettera. Ho tempo, posso prima riprendermi.
Domani inizia ufficialmente il periodo natalizio, io amo l'inverno, amo il Natale.
Domani la mia amica ha organizzato la prima cena di Natale dell'anno, a prova di malata. Lo ha fatto per farmi contenta, mi ha bocciato solo il brodo di gallina che fa tanto Jiingle Bells.
Stamattina ho ricevuto un pacchetto dalla Germania con due addobbi per l'albero di cui mi sono follemente innamorata.
Mia madre mi ha chiesto di spedirle la lista con le richieste per il pacco terrone da spedirmi. Poi mi ha mandato la foto di una maglia che mi ha preso. C'è anche una collana abbinata.
Abbiamo prenotato l'hotel per Jesolo 2017 che è l'appuntamento italiano più importante dell'anno, ginnasticamente parlando si intende.
E io non so com'è che mi è presa sta botta di ottimismo in questo periodo, ma la mia prima lettera di mancato superamento di prova è già un lontano ricordo. Eppure era solo ieri.


Nb. A questo post, non sono ammessi commenti che dicono "mi dispiace", altrimenti poi mi sembra un post di autocommiserazione e mi pento di averlo scritto.

26 commenti:

  1. E' una vergogna che solo perché malata non ti abbiano assunta! Sarà deformazione professionale, ma io cercherei qualche cavillo per fargli causa e farmi riassumere.

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    1. Non è che non mi hanno assunta, mi hanno proprio licenziata :D e il motivo è scritto a chiare lettere sulla lettera (scusa il gioco di parole).
      Qualche cavillo si trova secondo me ;)

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    2. Allora è pure peggio.

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  2. ❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️ 😘😘😘😘😘😘😘

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    1. Tesoro mio 😍
      (Tocca fare sapere a tutti che alla fine la gallina me l' hai presa 😂)

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  3. Brava, pensa positivo!
    Ecco mi è venuta in mente la canzone di Jovanotti.....

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    1. Ecco, siamo lì, penso positivo perchè sono viva 😂

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  4. Io mi dispiace non te lo scrivo...ma ti scrivo "che schifo"..che schifo che una debba avere una lettera del genere quando sta male, ma male davvero...
    Detto questo, che tu l'abbia superata mi conferma solo quello che già penso di te "sei grande!!!" (e no, non è una sviolinata che non sono il tipo...)

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    1. Ma grazie Linda, anche se giuro che la verità è che sono troppo presa dal pensare al Natale :D
      (comunque concordo con il "che schifo")

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  5. Ma porco cane!!!!
    Speriamo in una nuova occasione, magari anche migliore

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    1. Sulle nuove occasioni ci stiamo lavorando, speriamo bene :)

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  6. Ma che fetenti!

    Fregatene... ché le buone occasioni mi pare stiano già bussando alla porta!

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    1. Speriamo che dopo aver bussato, non rimangano sulla porta ;)

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  7. Non mi spiace per te che ce la fai benissimo, mi spiace per loro che sono dei cretini....coraggio :)

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  8. Secondo me l'hai scampata bella!
    I posti pubblici ecco, l'unica cosa bella che hanno è che sono sicuri. (È quella è anche una delle radici del problema)

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    1. Si, lo penso anche così. Non è andata poi così male :D

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  9. io sento tanta vergogna. Vergogna per un mondo senza empatia e senza umanità. Non si può aggiungere altro. Poi è chiaro che uno se ne fa una ragione e va avanti, specie quando si è intellettualmente onesta e forte. Ma non avresti dovuto dire che li capisci. Un bel vaffa era buono e giusto. Perché qui la sfiga è stata tanta ma anche qualcuno scorretto c'è stato.

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    1. Ormai è vero che viviamo in un mondo dove nessuno (o quasi) si fida più del prossimo, dove non riusciamo ad avere empatia perchè tanto che siamo empatici a fare se quel qualcuno sicuramente ci fregherà?
      Io capisco il loro punto di vista, davvero, cerco sempre di immedesimarmi in quello che può pensare la gente, anche se a volte è dura :)

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  10. e poi ho 2 sfoghi da agganciare al tuo post: uno riguarda una mia ex collega che per un anno (dico un anno) non è venuta al lavoro portando un certificato medico con non specificati problemi di depressione (giovanissima, senza titolo di studio e senza figli)e che ha rubato di fatto ore alle sue colleghe e i soldi al datore di lavoro.
    E altra cosa, ieri il pediatra di mio figlio, che ho chiamato disperata chiedendo se potevo iniziare a dare al piccolo un antibiotico che avevo in casa, mi ha risposto che era domenica e che non dà certo informazioni via telefono, dicendo che potevo far venire guardia medica. Ho risolto in qualche modo, ma avere un dottore di famiglia che fa il lavoro senza essere inutilmente fiscale è una grande fortuna.
    quindi a tutte quelle persone che fanno le furbe con documenti medici finti e a tutti quei dottori che sono senza anima direi...no dai, evito anatemi mortali.
    grazie per lo sfogo e buona fortuna

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    1. Anche io, anni indietro, ho avuto una collega (che in realtà non ho mai conosciuto personalmente) che si è assentata da lavoro per anni con certificati medici e poi si è scoperto avere un secondo lavoro come, rullo di tamburi, cubista. Se non fosse che ha fregato noi colleghi e il datore di lavoro, ci sarebbe da ridere per una storia simile.

      Concordo sui medici un pò meno fiscali, basterebbe cercare di venirsi incontro, ma ci riagganciamo al discorso di prima in cui dicevamo che in questo mondo l'empatia è roba che ormai non esiste più :)

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  11. secondo me una motivazione come quella che ti hanno dato è illegale
    comunque ti stimo per la botta di ottimismo (e se hai altre proposte ne hai ben ragione, di essere ottimista)
    buon natale!!!

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    1. Effettivamente ci stiamo muovendo per capire se potevano agire così o meno :)
      Che poi eh, sta botta di ottimismo mi ha colpito da poco tempo a sta parte, prima non ero mica così :)

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  12. anche a me verrebbe da pensare che sia illegale. però ti devo anche confessare che più che chi ha scritto la lettera mi fa rabbia chi l'ha causata, e cioè non certo tu ma tutti quelli che con un posto pubblico si sono in passato dati malati quando non lo erano!
    in bocca al lupo perché si risolva!

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    1. La penso come te. È un pò come quando una donna si comporta male al lavoro e ne pagano tutte le donne corrette che ci sono in giro e si sentono chiedere:"ma lei vuole avere figli?" o peggio vengono scartate a priori perchè in età fertile.

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