giovedì 7 aprile 2016

Quando la televisione rimaneva spenta la sera

Quando mia madre era bambina, le trasmissioni televisive, ad una certa ora, finivano.
Nero e arrivederci a domani.
L'ho già detto: dire nero in messa in onda è come dire bomba in aereo. Eppure, ai tempi -c'erano ancora i dinosauri forse- il nero era normale in alcune fasce orarie.
C'era un solo canale, poi è arrivato il secondo e poi il terzo. 
Non esisteva lo zapping, non c'era la pay tv -che è arrivata quando io ero bambina, non c'era l'on demand.
La televisione non era a colori, era in bianco e nero
Poi, non so esattamente quando, le cose sono cambiate e la tv, piano piano, ha iniziato a trasmettere h24, 365 giorni l'anno. 366 nei bisestili.
E i lavoratori della tv -che sono tantissimi- hanno iniziato a lavorare la sera, la notte, i festivi.
Sono nate le reperibilità: io l'ho avuta la reperibilità ed è una cosa orrenda. Per chi è ansioso come me, avere la reperibilità significa guardare il cellulare per 48 ore, sai mai che suoni, non andare in posti dove il cellulare potrebbe non prendere, dormire con un occhio chiuso e uno aperto, rigorosamente con la tuta sulla sedie e le scarpe a fianco la porta di casa, avere la lucidità di vestirsi, uscire di casa e guidare anche nel pieno della notte, possibilmente senza schiantarsi al primo incrocio, arrivare a lavoro maledicendo chi si è sentito male ed essere subito operativi.
Il mio contratto diceva che, in caso di chiamata durante la reperibilità, entro un'ora dovevo essere a lavoro. Ai tempi, abitavo a 40 km dal posto di lavoro, praticamente avevo solo il tempo della strada. Ad un certo punto, cominciai a mettermi a letto direttamente con la tuta, tenerla sulla sedia faceva perdere tempo prezioso.
Una volta, durante la reperibilità andai a fare un concorso, ero l'unica con il cellulare sul banchetto, guardata a vista dalla commissione esaminatrice. Erano stati magnanimi, probabilmente perchè non avevo uno smartphone e non potevo andare su internet a cercare eventuali risposte alle domande.
In ogni caso, non passai nemmeno la prima fase del concorso.
Mi piace pensare che ero troppo stanca -non dormendo da ore- per concentrarmi, ma forse ero semplicemente troppo ignorante rispetto agli altri. 
Comunque, tutta questa pappardella per dire che non è sempre stato così, non abbiamo sempre lavorato h24, esistono per altro realtà piccole in cui il turno di notte non esiste, ci sono quelle sei/sette ore in cui si è scoperti e si prega affinchè non succeda nulla. 
Ci sono anche mansioni per cui non è previsto lavorare la notte e i festivi e, anche lì, si prega affinchè non succeda nulla. 
Nel tempo, è cambiato qualcosa: sono aumentati i canali, è cambiata l'offerta (che risponde comunque ad una domanda, altrimenti non sarebbe cambiata), è stato necessario aumentare il personale tecnico affinchè la trasmissioni fossero garantite sempre. SEMPRE.
Non salviamo vite umane, non c'è bisogno di tenere la tv accesa sempre e comunque, anche solo per avere compagnia (che poi, che compagnia è?) e noi ci siamo adattati. 

Di recente, leggevo una polemica sul fatto che i negozi e i supermercati non dovrebbero aprire la domenica -il che per quanto mi riguarda andrebbe pure bene, io la domenica lavoro, quindi di certo non vado in giro per negozi e la notte o lavoro o dormo- perchè non salvano vite umane.
Ho fatto una domanda: "Ma voi la televisione tra le 18 e le 9 del mattino o la domenica o il giorno di Natale, la guardate?"
La risposta è stata si, ovvio, che fai non guardi "Una poltrona per due" il giorno di Natale? E la sera che fai, non accendi la tv? 
Ci mancherebbe.
Solo che la tv non salva vite umane e si da per scontato che chi lavora in tv debba lavorare h24, 365 giorni l'anno, il che a me va benissimo, eh. Se mi togliessero i turni e mi facessero lavorare da lunedì a venerdì dalle 9 alle 18 probabilmente ne morirei.
Così come tanti anni or sono è cambiata la domanda ed è stato necessario, per noi tecnici, cominciare a lavorare h24, 365 giorni l'anno, sta cambiando anche in altri settori. 
Piovono proteste, insulti, la frase "noi non salviamo vite umane e dobbiamo stare con la famiglia". E gli altri? Chi se ne frega!
Ma allora qual'è il metro con cui si decide che determinate categorie possono -come dite voi- rinunciare al tempo con la famiglia, alla lasagna a casa dei nonni la domenica, alla gita fuori porta nel week end, al proprio letto durante la notte e altre invece sia mai, non esiste proprio?
Che poi, sarà un caso, ma la televisione fu inaugurata proprio di domenica, il 3 Gennaio 1954. Per dire, eh.





Per ulteriori approfondimenti sul tema, qui un post sul lavoro domenicale.




8 commenti:

  1. Come darti torto? Ma credo che il problema sia solo la fase di transizione, probabilmente ci sarà stato anche quando la tv ha smesso il nero di notte... Immagino che chi ha firmato un contratto per lavorare dal lunedì al sabato fino max alle 21 e ora si ritrovi h24 x 365 giorni l'anno un po' gli girino... e causa crisi gli tocca pure adattarsi e non riesce a cambiare così facilmente. Tra qualche anno sarà normale anche avere i supermercati sempre aperti e la gente che viene assunta lo saprà già in partenza. ;-)
    E potrà ovviamente decidere di non lavorare lì. Ma chi si ritrova un cambio di orari tra capo e collo... che fa? E' come se da domani tutte le televisioni cambiassero improvvisamente rimettendo il nero la notte e i week end e tu ti ritrovassi a fare il classico lavoro con orari da ufficio. E non puoi nemmeno cambiare tv perchè tanto anche le altre sono passate al nero. :-P
    Poi sono d'accordo che non direi "eh ma non salviamo vite umane, IO devo stare con la famiglia", però mi girerebbero le scatole parecchio. Semplicemente perchè se capitasse a me direi alla mia azienda "gioia bella, mi hai assunto per lavorare di giorno, per le notti e la domenica assumi qualcun altro". Non dovrebbero obbligare i dipendenti a fare turni che non erano previsti, dovrebbero dargliene la scelta, pagando bene gli orari extra e al limite assumendo altre persone. Invece il grosso del problema è che fanno lavorare il doppio i dipendenti che hanno già. E' quello ad essere sbagliato.

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    1. Su questo sono d'accordo fino ad un certo punto.
      Anni fa non mi andavano bene le condizioni di una tv dove lavoravo e ho fatto in modo di cambiare. Ci ho messo del tempo, questo è vero, ma alla fine ci sono riuscita. E io non sono nulla di speciale, eh. Come me ce ne sono mille.

      Se poi la questione è che non pagano le maggiorazioni (e me sempre pagate, pur cambiando emittenti, e ti assicuro che a fine mese fanno la differenza) non va bene, ma a quel punto bisognerebbe rivolgersi a chi di competenza per far rispettare il ccnl del settore di appartenenza, che in questo caso dovrebbe essere quello del commercio, che so per certo averle di default le maggiorazioni (anche se, per dire, sono più basse rispetto a quelle del ccnl RadioTv private).
      A me comunque è successo che cambiassero, in corso d'opera, gli orari di lavoro, passando da 5 su 7 a 6 su 7 con riduzione dell'orario giornaliero (le 40 ore erano difatti spalmate su 6 giorni, quindi diventavano 6,40 h al giorno e non più 8). O ci si adatta o si cerca altro, seppur con fatica, ma dire "gli altri devono lavorare e io no perchè io sono più bello" mi sta sulle scatole come poche cose al mondo.

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  2. Io ero piccola negli anni '60 e al pomeriggio verso le 16,30 iniziava la mitica TV dei ragazzi. Prima c'era il cinescopio. Poi verso mezzanotte partiva la sigla con un'antenna televisiva che si formava piano piano... La domenica non c'era il pane fresco e quelli che fumavano per trovare le cicche andavano in stazione. Adesso sarebbe inconcepibile ma io non invidio i giovani che non hanno provato il vero stacco tra ore lavorative e ore festive. Ci si vestiva pure diversi la domenica! C'era più tempo e/o voglia di uscire, di leggere un libro, di trovarsi con gli amici.

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    1. La società cambia e si evolve, non so se è un bene o un male, ma così è e tocca adeguarsi.
      Io ricordo quando la domenica era un giorno speciale, diverso dal solito, con tutto chiuso e gli abiti "da festa", ma ecco, mio padre (che ha 73 anni) lavorava anche lui 365 giorni l'anno e per me è sempre stato normale :)
      Posso dire però che a me il tempo per gli amici o qualsiasi altra attività di svago non manca, semplicemente questo tempo ce l'ho in settimana (o, a volte, anche il sabato e la domenica, non è che lavoriamo tutte le domeniche dell'anno) :)

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  3. Il fatto è che come sempre si guarda al proprio orticello senza pensare a quello degli altri...
    E comunque domanda da curiosona, ma quando avevate la reperibilità per cose vi chiamavano? Voglio dire, non c'erano già i colleghi a lavoro?

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    1. Ce l'ho avuta solo, in un'emittente in cui il turno doveva essere necessariamente coperto da un tot. di persone perchè c'erano centinaia di canali da controllare.
      Se mancava uno di quelli in turno, se ne chiamava in automatico uno reperibile.

      Altrove, visto che i turni sono sempre e comunque coperti h24 da più persone e sono sfalzati, male che vada si fa in meno persone o, se proprio si ammalano/hanno problemi tutti, resta a fare qualche ora di straordinario chi doveva staccare, ma da che ho memoria è successo solo una volta.

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  4. Quando la tv era ancora in bianco e nero io c'ero, mi ricordo che ad un certo punto non trasmettevano più nulla e che per cambiare canale dovevi alzarti dalla sedia.
    Grazie al tuo blog ho scoperto che dietro a tutto ciò che passa in tv c'è il tuo lavoro, nella mia ignoranza pensavo che bastasse programmare tutto e andava automaticamente in onda.
    Come sai io sono una che si lamenta delle domeniche lavorative, quando abbiamo firmato il contratto era prevista una domenica, poi son diventate tre e poi tutte. Quando le cose cambiano in corsa è difficile da digerire, da accettare. Sai anche che ci alterniamo in famiglia quindi uno di noi è sempre in negozio e l'unità della famiglia, il ritrovarsi a pranzo o a cena tutti e quattro insieme è un evento per noi...tre volte l'anno. Difficile da sopportare. Lavorando la domenica poi non c'è un aumento del fatturato che possa permettere l'assunzione di qualcuno che ci possa sostituire e fin'ora non siamo riusciti a cambiare le cose quindi è più semplice prendersela con chi ha dato la libertà di apertura. Se la domenica facessimo grandi numeri lavorerei con più entusiasmo, ma purtroppo più che altro faccio la guardia per sventare i furti. Certo, quando sono in giro la domenica e vedo chi lavora per permettermi di divertirmi non manco mai di ringraziarli e di essere gentile con loro, se lo meritano

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    1. Io so qual' è il tuo punto di vista e non smetterò mai di dire che apprezzo tantissimo la tua sincerità nel dire che la tua è una questione di esigenze personali,che giustamente non sono uguali per tutti.
      Non amo chi fa una lotta sociale, ma poi se ne frega degli altri. Lo trovo ipocrita.

      Per quanto riguarda i negozi, credo che più che le aperture domenicali sia altro: la mancanza di personale (se non assumono altra gente, non è giusto che chi già è assunto lavori il triplo), i contratti in molti casi miseri, il mancato pagamento delle maggiorazioni (lo ammetto: col cavolo che lavorerei a Natale o la domenica o la notte se non ci fosse un tornaconto, per quanto poi non mi pesi così tanto), i turni non equi. Ecco, quello non va bene, ma va oltre il problema delle aperture domenicali.

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