giovedì 1 ottobre 2015

Ciao Milano, non mi mancherai

Questo è l'ultimo mese che comincia a Milano. E' iniziato il conto alla rovescia.
In realtà, il conto alla rovescia lo sto facendo ormai da un pò, tanto che Fidanzato, ad un certo punto, mi ha detto di farla finita perchè, se continuavo a contare i giorni, le ore e i minuti, non sarebbero più passati. Visto che mi fido ciecamente dei suoi consigli, ho continuato a contare. E adesso manca l'ultimo gradino, salito il quale ciao Milano, anzi addio Milano. 
No, non ho nulla contro Milano, non ho ancora finito di scoprirla, per esempio non sono mai stata in Corso Como, non ho mai fatto serata all'Alcatraz, nè tanto meno visto l'Hollywood, non ho mai fatto colazione da Cova e no, non comprerò un panettone che come li fanno qui non li fanno da nessuna parte perchè a me il panettone non piace. 
Non ho imparato le strade, so andare in quattro posti in croce, tra cui due probabilmente non contano, visto che sono casa di una mia amica e casa di un mio collega da cui passo per andare a lavoro. Quindi, diciamo che so andare al lavoro e so anche dove fermarmi durante la strada nel caso in cui voglia fare una visita alla mia amica o al mio collega che, per onor di cronaca, abitano accanto, se no la faccenda si complicava.



 Non mi sono affezionata a Milano. Non è colpa mia, non è una critica, non voglio fare paragoni tra le due città. Semplicemente non è scattata la scintilla.
La relazione tra me e Milano è una di quelle in cui ci si frequenta per un sacco di tempo, ma non ci si mette mai davvero insieme e poi un giorno chiami e l'altro ti dice:"Ehm, sai mi sono messo con un'altra, tanti saluti e grazie". Ecco, tanti saluti e grazie Milano, davvero. E' scaduto il nostro tempo, anzi no: ancora non è scaduto, ma sta scadendo.



Quando mi è stato chiesto se ero disponibile a venire a Milano, io e Fidanzato ci eravamo appena trasferiti nella nuova casa. Sommersa dagli scatoloni, con i mobili in giro per casa ancora da montare. Dormivamo sul divano. 
Quando sono venuta qui per parlare con quello che sarebbe poi diventato il mio capo, gli dissi che ero disposta a trasferirmi quando volevano, ma non l'indomani perchè mi consegnavano la camera da letto nuova. Io, nella mia camera da letto che per sceglierla è stata più dura di un parto (ovviamente alla fine abbiamo preso la prima che avevamo visto), ci ho dormito in tutto quindici volte, non di più. 
Questa è una cosa che ripeto spesso. In pratica, il mio posto è in realtà il posto del cane ormai. 
A lavoro ho visto i sorci verdi. Anzi, oserei dire che c'era anche qualche sorcio fuxia e qualcuno giallo. Roba che ogni volta che oltrepassavo la porta, temevo per la mia vita, sai mai i sorci mi rosicchiavano le gambe.
A casa nessuna serenità perchè c'era qualcuno che entrava, usciva e si serviva come al supermercato.
Quindo no, Milano non mi mancherà.
Mi mancherà, però, la mia compagna di sushiate perhè io, ebbene si, vado pazza per il sushi. E a Roma nessuno vuole mai mangiarlo con me. Quando dico a Fidanzato che ho voglia di sushi, lui mi porta dal sorchettaro.


Mi mancherà la pedana di legno di Cornaredo. Moltissimo. Ma a Cornaredo ci torniamo, se qualcuno pensa di essersi liberato di me, beh, sappiate che vi sbagliate di grosso. 
Mi mancherà qualche collega, anzi mi mancheranno i colleghi che i sorci mi hanno aiutato a non vederli più con tanta pazienza. E anche quelli che alla fine i sorci li hanno trasformati in qualcosa di divertente. Perchè, alla fine dai, bisogna pur trovare il bello delle cose e riderci su.
Mi mancherà qualcuno che mi dice quanto sono brava. Perchè, si sa, io sono egocentrica come poche e i complimenti alimentano il mio ego.
Mi mancherà la Lombardia che è la patria della ginnastica, mi mancheranno le mie amiche della ginnastica che sono qui in Lombardia, a due passi da Milano.


C'è stato un momento in cui ho pensato di mollare, di fare le valigie e tornarmene a Roma. Fidanzato mi ha detto di fare quello che mi faceva stare bene, che tutto il resto non importava.
Non ho mollato. Sono rimasta. E sono ancora qui.
Fidanzato ha fatto avanti e indietro da Milano, portandosi dietro Gnappo.
Io ho rinunciato al sonno per prendere treni a orari improponibili, alcune volte sono arrivata a Roma quasi svenuta dalla stanchezza.
Il prossimo viaggio verso Roma è quello di sola andata.




Le foto del post sono di Daniele Piedinovi.
La foto del tram è di Francesco Mannino.

8 commenti:

  1. la verità è che non ami stare da sola. Ma che Milano è una città difficile te l'avevo pure detto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non amo stare da sola, anche perchè mi sono abituata ad avere sempre Fidanzato.
      Milano si, è difficile:di trovare determinate cose non me lo aspettavo proprio!

      Elimina
  2. Milano non è una città facile, io ci ho vissuto per poco, giusto il tempo di frequentare un master ma poi me ne sono andata perché non avevo trovato nulla di così entusiasmante che i trattenesse. Forse ero io sbagliata, forse ai tempi cercavo cose diverse da ciò che mi offriva.
    Negli ultimi anni ci sono tornata con Mimma e lei ha saputo presentarmi una città molto diversa da quella che avevo conosciuto io. Se ai tempi avessi trovato una Mimma a Milano forse me ne sarei innamorata come è successo a lei! Chissà...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Probabilmente è anche quello.
      Io ho trovato per lo più persone che me ne decantavano la superiorità.
      Con tutto il rispetto, ma trovo sciocco mettere a confronto due o più città:ognuna ha i suoi lati positivi e lati negativi, com' è normale che sia. Ma niente:non sono riuscita a convincerli!

      Elimina
  3. Milano, come tutte le grandi città, non è facile. Io non ci ho mai vissuto in città ma ovviamente appartiene alla mia cultura, essendo nata a 50km da lì. Per me era la gita della domenica, il teatro, le mostre. Ogni tanto ci sono stata per studio (ma non ho studiato lì). Quello che mi dispiace è che tu ti sia persa il bello della Lombardia e delle sue persone, non fredde ma discrete, non distanti ma eleganti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Qualche bella persona l'ho conosciuta, eh. Assolutamente.
      Ma sono rimasta delusa dalle cose più importanti e,inevitabilmente,questo ha guastato la mia permaneza.
      Milano non è affatto una brutta città,ma non è scattata la scintilla che è scattata per Bologna ad esempio, ai tempi di quando ci studiavo :)

      Elimina
  4. Capita che non scatti la scintilla....quindi per fortuna per te questo tempo sta finendo!!!
    PS: bellissime foto!!! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non vedo l'ora, continua il conto alla rovescia!

      Le foto sono di Daniele Piedinovi, un fotografo bravissimo!!! Sono foto molto particolari, di quelle che difficilmente si vedono in giro :)

      Elimina