sabato 7 febbraio 2015

cronache di un'amicizia che dura da diciassette anni ovvero "ma come ho fatto a sopportarti per tutto questo tempo?"

Ieri pomeriggio mi è arrivato un messaggio che diceva: "Puoi scrivere qualcosa sul fatto che la prima settimana in cui uscirà 50 sfumature di sto cavolo già a Palermo è sold out perchè tutte le estetiste hanno preso il biglietto on line?"
Io davvero ci ho pensato tanto, volevo scrivere qualcosa sul problema delle estetiste che hanno preso online il biglietto per 50 Sfumature di grigio ma, dopo essermi chiesta se il sito in cui si acquistano i biglietti oltre a dirti che il posto era occupato ti dice anche che lavoro fa chi l'ha comprato, ho pensato che forse era meglio soffermarsi su chi questo messaggio me l'ha mandato.
Dopo il Tizio che non mangia salame e la Tizia che non beve Coca Cola, è giunto il momento di parlare della Tizia che non mangia il pesce. A Palermo, in Sicilia.
Che non mangiare il pesce a Palermo è come entrare in un'enoteca e chiedere una Sprite.

L'Amica, quella con la A maiuscola ce l'hanno tutti, lo so.
Ma questo è un blog che parla di storie di vita quotidiana e diciassette anni non sono pochi,non posso omettere questo dettaglio fondamentale della mia vita.
In realtà, sono sedici e mezzo ed è necessario specificarlo altrimenti domani mi arriva un messaggio di insulti per avere sbagliato il tempo preciso. E non sto scherzando.
Provate voi a passare tutti questi anni con un'amica del segno della vergine: pignola, rompiscatole, precisa fino allo sfinimento, che si ricorda tutto, che se le dici due parole in più si confonde perchè le stai scombinando i programmi.
Ma che è anche quella che ti ha seguito ovunque, che si è trasferita a casa tua a Bologna quando ti dovevi laureare e ti ha fatto ripetere la tesi e non contenta si è ritrasferita quando hai deciso che per il tuo compleanno volevi assolutamente fare una festa multicolor, che nonostante foste in pigiama e fosse l'una di notte e fuori facesse un freddo cane si è vestita e ti ha accompagnato per beccare una persona che volevi proprio vedere, che da anni ti trucca da Cleopatra perchè a te Cleopatra piace troppo e poi ti strucca perchè mica puoi andare in giro truccata così, che ti presenti a casa sua agli orari più impensabili e ti fa sempre il caffè, che se devi andare a Mondello -provate voi a parcheggiare a Mondello in piena estate- le lasci la macchina davanti il cancello di casa e le chiavi e le dici "tornerò prima o poi" e, non solo fa le funzioni di un parcheggiatore, ma non ti chiede manco l'euro.
Ed è anche l'unica che ha il permesso di telefonarti anche in piena notte- non ti preoccupare io il cellulare ce l'ho sempre acceso, ma chiamami solo se c'è un motivo valido e ovviamente non ti chiama mai per un motivo valido.
E che quando ti ha detto che si laureava, hai preso al volo il biglietto dell'aereo e hai pensato di farle una sorpresa e presentarti all'università, ma poi ci hai ripensato e gliel'hai detto ch ci andavi, sia mai che poi la agiti perchè lei non aveva programmato che tu arrivavi.

Sono anni che non vivo più nella città in cui sono nata ed è brutto da dire, ma piano piano le amicizie si perdono. Quando ti trasferisci e poi torni a casa per la prima volta gli amici li hai ancora tutti lì, poi piano piano le persone spariscono perchè non vedersi tutti i giorni allontana le persone.
E' una cosa che fa davvero male, ma è la realtà.
Eppure io la mia amica l'ho conservata. Mi aspetta sempre. Oppure viene lei da me.
Avevamo dodici anni quando ci siamo conosciute e ne sono successe di cose - abbiamo persino vinto una gara di cucina (e adesso posso anche svelarvi che l'impasto della frolla era caduto per terra e l'aveva leccato il cane, ma non avevamo avuto il tempo di rifarlo) - ed è bello vedere che dopo tutto questo tempo siamo ancora qui.
E di amici così ne conto davvero pochi adesso che di anni ne ho ventotto e non più sedici.

2 commenti:

  1. Bellissima storia d'amicizia, mi ha fatto pensare ad una persona che è LA mia amica. :)

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