mercoledì 31 agosto 2016

Com' è possibile che non se ne rendano conto?

"Com' è possibile che non se ne rendano conto?" era la frase che mi mancava.
L' ha scritta Valentina, in un commento sul mio profilo Facebook, quello personale.
Se fossimo ad una riunione in stile Alcolisti Anonimi mi piacerebbe che tutti dicessero in coro "Grazie Valentina", ma non me ne vorrà se grazie glielo dico solo io.
"Com' è possibile che non se ne rendano conto?" è la frase che mi mancava, quella con la quale posso dare una risposta a tutto quello che mi frulla per la mente ultimamente.
Non sono una persona simpatica,a dire il vero sono piuttosto antipatica, ma sono buona. 
Dico sempre di si e, a volte, come tutti, prendo certe padellate in faccia che fanno male. 
Parlo tanto io, sono una gran chiacchierona, ma quello che mi affligge me lo tengo per me. Sono fatta così.
Male, sono fatta male probabilmente.
E a volte mi ritrovo ad aver frantumate le palle dalle domande e dalle considerazioni altrui.
E il lavoro.
E i figli.
E la casa.
E il cane.
E il matrimonio.
E i marò, che ci stanno sempre bene.
E andiamo di qua.
E andiamo di là.
E fai questo.
E fai quello.
E perchè non fai così.
E perchè non fai colì.
E perchè non sei così.
E perchè non sei colì.
E secondo me dovresti fare questo.
E invece secondo me dovresti fare quello.
E come mai non sai fare questo.
E come mai sai fare questo, ma non quello.
E perchè non cucini così.
E perchè non vai da quel medico lì.
Vado avanti o è abbastanza chiaro così?
"Mollami" risponderei se fossi milanese.


Io, invece che milanese non sono, alle domande invadenti, cerco sempre di rispondere in modo educato. Ci provo.
Ai consigli non richiesti pure.
Ai pareri idioti anche.
Ci provo, ma non so se ci riesco.
Mi mette a disagio dover dire ad una persona:" Sei un imbecille, non mi rompere le scatole".
A volte, però, perderebbe la pazienza anche il Dalai Lama. 
Io però la pazienza non la perdo mai.
Non so come sia possibile, sono tanto antipatica, quanto paziente.
Vorrei essere simpatica e non avere la pazienza.
Quando distribuivano la pazienza e la simpatia, ho evidentemente fatto la fila sbagliata
Poi, però, mi rode il fegato. 
Vorrei che le domande inopportune non mi venissero fatte.
Vorrei che le cose stupide non mi venissero dette.
Vorrei che, qualora fossi io a fare una domanda inopportuna o a dire una cosa stupida che urta la sensibilità del mio interlocutore, mi venisse fatto notare. Chiederei scusa. 
Qualche anno fa, forse, avrei fatto fatica a chiedere scusa, ma ho scoperto che è una cosa che fa bene al cuore e alla mente.
"Com' è possibile che non se ne rendano conto?" ha detto Valentina. 
Ha ragione lei, forse non tutti si rendono conto di essere inopportuni. Forse anche io faccio parte di quelli che non si rendono conto.
Impariamo a renderci conto allora, proviamoci. Tutti insieme, un pò come farebbero gli Alcolisti Anonimi.


La foto è di Samira El Bouchtaoui.
Mentre scrivevo questo post, non so perchè pensavo a Samira.
Sono andata a cercare tra le sue foto sperando di trovarne una adatta a questo post. Ho trovato subito questa foto che mi trasmette serenità e spensieratezza.
Sami non mi delude mai. E due righe tutte per lei, se le meritava.

2 commenti:

  1. Io te l'ho scritto anche su Facebook..no, non se ne rendono conto...o forse sono solo stronzi...

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    1. Alla seconda ipotesi non ci avevo pensato!

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