domenica 17 luglio 2016

Perchè i media "snobbano" la ginnastica?

La ginnastica è uno sport a conduzione familiare, lo dico sempre. Ci si conosce tutti, ci si vuole bene, magari non sempre per carità, ma bene o male,  a livello nazionale, le facce che vedi ad una gara sono quelle.
Si parla poco di ginnastica, non quanto io vorrei, ma vi assicuro che un tempo era peggio.
Negli ultimi anni, è stato fatto un lavoro importante sulla comunicazione. So per certo che ci sono decine di persone che si sbattono per far si che qualcuno ne parli: c'è la Federazione Ginnastica d'Italia che sta facendo un gran lavoro, ci sono fotografi e giornalisti che si fanno in quattro, molti mossi da una grande passione. Io sono tra questi ultimi: se mi sono avvicinata a questo sport è per passione, poi ho iniziato a scriverne e sono anche riuscita a convincere qualcuno -non con l'uso della violenza, lo giuro- che è uno sport fantastico, forse un pò difficile da capire, visto che c'è un codice dei punteggi abbastanza complesso, ma insomma un pò per volta, si è riusciti a dare tutta una serie di informazioni che un tempo non c'erano.
Le grosse testate sportive non ci dedicano ancora le pagine che dedicano al calcio, ma arriverà anche quel momento prima o poi. 

Le gare nazionali sono organizzate da un comitato organizzatore, non direttamente dalla Federazione Ginnastica. Rileggete questa frase, ripetetela ad alta voce, è un dettaglio importante.
L'ufficio stampa federale è comunque sempre presente, si occupano della diretta streaming e di un sacco di altre magagne, di solito sono sempre gli ultimi ad andarsene dal palazzetto e, spesso e volentieri, il loro lavoro continua anche in hotel. Mandano i comunicati stampa, corteggiano i giornalisti e cercano di agevolare il loro lavoro e via dicendo.
Abbiamo quindi chiarito che comitato organizzatore e Federazione hanno due ruoli diversi all'interno di una gara e che i due ruoli non vanno confusi.
Mi è capitato in passato di trovare delle falle nella gestione dei media da parte del comitato organizzatore ed è bastato rivolgersi al capo ufficio stampa federale per aver risolto il problema nel giro di poco. E io sono una che si lamenta, eh. Se qualcosa non va bene, lo faccio presente, sempre con modo e con garbo, tanto alla fine c'è sempre una soluzione.
Siamo appena tornati da quella che per me è l'ultima trasferta della stagione: i Campionati Assoluti di ginnastica artistica e trampolino elastico.
Per l'artistica femminile questi Assoluti valevano come Trials Olimpici, c'erano nomi di un certo tipo, Vanessa Ferrari ha vinto il settimo titolo assoluto di carriera (e gli ultimi Assoluti li aveva fatti nel 2012) riuscendo a commuovere persino me quando ho sentito il Nessun Dorma e ho visto la posa finale del suo esercizio al corpo libero. Si decideva la riserva della squadra e beh, io non sarò atleta, ma so che tutti vogliono andare alle Olimpiadi e sperano sempre di essere dentro la squadra che partirà: a me è venuto il magone per la ginnasta che avrà -per l'ennesima volta oserei dire- l'onere di essere la riserva di una squadra che è una buonissima squadra, tanto che se potessi la porterei io a nuoto a Rio e mi caricherei in spalla anche la sua allenatrice che ci regala sempre tante risate.

Io ho fatto tre ore di coda in autostrada. Due macchine ribaltate, una a Firenze e l'altra a Modena, non hanno reso il viaggio esattamente piacevole. Siamo arrivati a tre minuti dall'inizio della gara e non è mai bello quando arrivi stanca, sudata e con il fiatone perchè ti sei fatta una corsa pazzesca dal parcheggio all'ingresso.
Una tizia, che poi mi hanno detto essere una del comitato organizzatore, si è avvicinata, mi ha guardata con disprezzo e mi ha detto:" E tu chi sei? Non hai un abbigliamento consono!".
A parte che ho un accredito al collo, esiste modo e modo di chiedere le cose.
Scusa anche se non ho fatto in tempo a passare in hotel perchè purtroppo non posso permettermi il lusso di arrivare a fine gara perchè comunque il mio lavoro devo farlo e per farlo devo vedere la gara.
Che poi un paio di pantaloncini a metà coscia e una maglia non siano un abbigliamento consono è un tuo punto di vista che non ho richiesto e che potevi fare a meno di darmi. Oltre al fatto che, in linea di massima generale, si da del lei ad una persona adulta che non si conosce.
Mia mamma, santa donna,  mi ha insegnato che, per altro,  quando ci si rivolge ad una persona sconosciuta quanto meno ci si presenta: "Salve, sono Tizia Caia, il mio ruolo qui è questo" e ci si rivolge con educazione perchè non sai mai chi hai davanti è un'altra storia.
Ho lasciato perdere, ero stanca e poi se partivo in quarta avrei rischiato di essere poco educata, ma è stato davvero un episodio poco edificante.
Alle gare sportive di un certo tipo di solito c'è una sala stampa con degli schermi di modo che si possa vedere cosa succede in campo gara, ovviamente in questo caso non c'era. E fin là amen.
Ma se poi non posso stare da nessuna parte, non mi posso avvicinare al campo gara perchè bisogna stare lontani dagli atleti  e tutta una serie di altre piccole cose che sommate rendono il tutto abbastanza insopportabile, c'è un problema.
"Houston, mi sentite? Abbiamo un problema!!"
Che poi, se un giornalista deve prendere una dichiarazione come fa? Telefona all'atleta? E se non ha il numero?
E se un fotografo deve fare delle foto, ma non può stare da nessuna parte, come le fa? Fotografa il muro della sala stampa?
Un paio di fotografi dopo il primo giorno sono andati via, tanto non riuscivano a lavorare.
Il secondo giorno, un'altra educatissima facente parte del comitato organizzatore, si è avvicinata a noi. 
"Qui non ci potete stare". Il qui in questione era la tribuna stampa che poi va beh, c'erano le ragazzine urlanti e comunque non avevi un tavolo o una presa di corrente, ma almeno potevi stare seduto. Il tutto urlando.
A parte che, presentati che io non ti conosco perchè mentre io ho l'accredito con il mio nome e cognome scritti sopra, tu no, quindi io non so chi sei, perchè urli? 
"Signora, e dove dovremmo stare?"
"Qui no perchè la gente ha pagato"
Gli spalti erano praticamente vuoti, ma poi, cosa c'entra?
"Signora, se la stampa da fastidio, non c'è problema, ditelo che ce ne andiamo al mare invece di stare qui a non potere lavorare e morire di caldo".
Silenzio. Poi di nuovo urla. La stampa, a quanto pare, dava fastidio. 
Che poi, noi non saremo giornalisti de La Gazzetta dello Sport, ma comunque stiamo lavorando, che ti piaccia o no. E devi mettermi in condizione di lavorare. Se invece l'unico scopo è ostacolarmi perchè evidentemente non ti piace che si parli di ginnastica e che la gente conosca questo sport, basta dirlo e davvero la prossima volta andiamo al mare.
Se addirittura in sala stampa mi ritrovo il pc spostato perchè le hostess tacco 15 devono bivaccare lì per farsi il caffè, abbiamo un altro problema.  
Prossima volta potremmo pensare di portare una tenda e accamparci fuori dal palazzetto con un tablet per vedere la diretta streaming federale che probabilmente è meglio.



Ho riflettuto molto prima di scrivere questo post. Sono delusa e amareggiata.
Di ginnastica si parla poco, troppo poco, io vorrei che ne se parlasse più di qualsiasi altro sport, ma non è così. Non pretendo che le nostre ginnaste finiscano sulle confezioni dei cereali Kellog's tanto sono popolari come accade negli USA, ma vi assicuro che si meritano un posto nel mondo dello sport che conta. Credetemi sulla parola.
Si meritano articoli, foto, spazio in tv. Se lo meritano per tanti motivi. 
Quando la gente sente che mi piace la ginnastica, prima storce la bocca, poi piano piano capisce: mi ascolta, cerca di comprendere. 
Molti giornalisti di testate importantissime -Gazzetta e Corriere, ad esempio- trattati a pesci in faccia se ne sarebbero andati senza tanti fronzoli. probabilmente avrebbero scritto peste e corna, magari avrebbero messo in mezzo anche chi non c'entra.
Ribadisco il concetto che la Federazione fa un lavoro enorme per fare parlare di ginnastica. Un lavoro per cui probabilmente sarebbero necessarie almeno dieci persone e che invece fanno in tre. Posso mettere la mano sul fuoco che nessuno del comitato organizzatore ha detto loro "tratteremo la stampa e i fotografi in malo modo" perchè se lo avessero fatto probabilmente non sarebbero vivi.

La foto del post è di Aryanna Lanzi.

4 commenti:

  1. Sei riuscita a farmi leggere i tuoi post sulla ginnastica a chiedere informazionn su questo e su quello.Riesci a intrigare i profani.Fammi sapere la continuazione.

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    1. Grazie, è proprio il mio intento incuriosire i profani su questo fantastico mondo! :)

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  2. Ho notato anche io la stessa cosa, nella ritmica è meglio per questioni intrinseche della disciplina ( un esercizio alla volta, sempre la stessa pedana) perchè quantomeno le foto puoi farle a bordo pedana, ma sei recintato senza possiblità di cambiare posizione o avvicinare le ginnaste in allenamento, che per carità hanno bisogno di concentrarsi me se io da lontano con il teleobiettivo faccio qualche foto che fastidio potrò mai dare? Forse qualcuno ha esagerato in passato e ora si tutelano esagerando loro, boh...

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    1. Di ritmica, sono sincera, non so parlarne granchè, ma per quanto riguarda l' artistica, fino a qualche tempo fa, i palazzetti erano completamente vuoti e i media inesistenti, quindi dubito...

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