martedì 5 gennaio 2016

Legami

Io mi affeziono alle cose.
Do un nome a quasi tutto: oggetti, piante, la macchina.
Da anni, avevo una pochette di Alviero Martini che lo so che state pensando che sono brutte le cose con le cartine geografiche, ma io ne vado matta.
Ne avevo parlato qui, c'è anche una sua foto.
Avevo diciassette anni appena compiuti quando la comprai.
I soldi me li aveva dati mia nonna, che all'epoca era già malata e ci avrebbe lasciato da lì a poco.
L'avevo comprata a Ferrara, ero con la Sabry che so che la Sabry per voi non vuol dire nulla, ma per me la Sabry è un punto fermo importante.
E' la ormai ex moglie di un collega di mio padre ed ha una età che è una via di mezzo tra la mia e quella di mia mamma, quindi è amica di entrambe.
Ho sempre adorato la Sabry, anche se la vedo poco.
Sarà che è identica ad una Barbie, ma la Sabry non puoi non amarla.
Insomma, eravamo andate insieme a comprare questa pochette -anche la Sabry ce l'aveva- e da allora io me la sono sempre portata dietro. Ovunque.
Viveva con me a Palermo, poi si è trasferita a Bologna, ha vissuto a Londra e ormai era una pochette romana.
Ha visto Dublino, Parigi, Berlino, Madrid, Praga.
Ha girato l'Italia in lungo e in largo.
Ovunque andassi, lei era con me.
Dentro, da qualche anno a questa parte, ci tenevo il tabacco, le cartine e i filtri.
Quando lavoravo insieme a Fidanzato, avevo l'abitudine di lasciarla sul bancone della regia. Lui entrava, si rollava una sigaretta e se ne andava senza dirmi nulla. Ma io lo vedevo, eh.
Quante volte sono uscita di casa solo con lei, buttando dentro la patente e qualche soldo, senza portare altro.
Chiunque abbia passato con me anche solo due ore, la mia pochette se la ricorda bene tanto eravamo inseparabili.
Era distrutta. Si era scurita, perdeva fili ed era anche un pò proletaria.
Ai tempi, Alviero Martini non costava quanto costa adesso e non era un brand poi così fine. Non c'era neanche uno straccio di fodera interna dentro le cose, l'interno era lasciato grezzo.
E lei era grezza, un pò come me.

Oggi l'ho persa.
Ce l'avevo, ne sono sicura.
Sono scesa dalla macchina, ma quando sono risalita e la cercavo, non c'era più.
Ho dato di matto, ho svuotato la borsa, mi sono accostata e ho rivoltato la macchina come un calzino, ho chiamato il negozio dove ero entrata per chiedere se ci fosse.
Non contenta, sono tornata indietro sfidando il traffico della Colombo, ho percorso quei pochi metri dal luogo dove avevo parcheggiato al negozio, sono entrata nel negozio, ho guardato sotto le macchine. E ovviamente pioveva.
Immagino che chi mi ha vista, avrà pensato che fossi appena fuggita dal manicomio.
Alla fine, rassegnata, ho chiamato Fidanzato, poi mia madre.
E infine, ho scritto alla Sabry. Mi manda la sua.
Che non sarà la stessa cosa, ma almeno piango con un occhio solo.

6 commenti:

  1. Per fortuna la Sabry ti manda la sua!!!!
    Ci sono cose alle quali ci si affeziona particolarmente.

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    1. È vero! Io ne ho diverse cose a cui sono affezionata.

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  2. Come ti capisco!
    (P.s.la mia macchina si chiama Podé ^_^)

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    1. La mia "Bambina", un nome orrendo XD
      (È così bello sapere di non essere la sola)

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  3. Che peccato averla persa, ma x fortuna puoi sostituirla.

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