martedì 18 febbraio 2020

Nessuno si salva da solo

È da due giorni che voglio scrivere un nuovo post, lo scrivo, lo rileggo, non mi convince, lo riscrivo, poi lo cancello e così in un loop infinito.
Eppure questo post, che mi è stato consigliato di scrivere, volevo che vedesse la luce.

Dieci giorni fa, più o meno, ho passato una serata che definire infernale è dire poco.
La mia vita è scandita, come credo quella di chiunque, da abitudini: vado sempre negli stessi posti, più o meno sempre alla stessa ora (qui vi fate un'idea).
Uscendo da uno di questi posti, ho trovato ad aspettarmi una persona a cui voglio molto bene, che però negli ultimi due mesi ho visto meno del solito. 
È una di quelle persone che non importa quanto poco io possa vederla, esiste un legame molto profondo e dei sentimenti altrettanto profondi, nonché una sorta di tacito accordo -manco troppo tacito perché ce lo siamo sempre detti- che sappiamo sempre dove trovarci.
Un'altra cosa che ci diciamo sempre è la frase "nessuno mi conosce come mi conosci tu": ce la diciamo a vicenda, è una cosa ad armi pari.
E io che qualcosa non andava l'ho notato più o meno subito.
"Ora ti racconto, accompagnami un attimo a casa che devo salire per fare una telefonata".
Ho aspettato in macchina, non mi andava di salire, avevo anche dei messaggi a cui rispondere.
"Andiamo a cena fuori" abbiamo deciso.
Da lì, è iniziato un incubo fatto di telefonate incessanti, pedinamenti, appostamenti sotto casa, pianti (no, non miei). Io mi sono innervosita, è da tempo che la situazione è questa, la settimana prima era più o meno successa la stessa cosa e anche qualche giorno prima.
E, andando indietro nel tempo, di volte ce ne sono state altre.
A dire il vero, in passato, in uno dei pedinamenti, io ho preso anche uno schiaffo e un po' di insulti, tanto che una signora, quando poi ero andata via, si era sincerata che stessi bene. E si, stavo bene, chi mi ammazza a me?
Quella sera però mi sono spaventata. Mi sono spaventata perché avevo davanti a me una persona a sua volta molto spaventata per l'ennesimo pedinamento e io resto tranquilla fin tanto che gli altri restano tranquilli.
Dicevo, mi sono spaventata molto. Ho anche pianto.
Quando sono andata via -erano le tre di notte più o meno- mi sono accorta di non avere il cellulare e sono tornata a cercarlo lì dove ero scesa da una macchina non mia per salire sulla mia. Io sono famosa perché dissemino cose in giro, lo faccio sempre: a casa, in ufficio, in macchina, in palestra, ovunque, quindi non mi è sembrato nemmeno così strano.
Oltre al cellulare, non avevo il caricabatterie da macchina -che avevo lasciato nella macchina di questa persona- e una delle mie sigarette elettroniche.
Sono tornata a cercare il cellulare, avevo sentito un botto, e ho pensato fosse quello.
È stata una leggerezza perché non solo non ho trovato il cellulare, ma mi sono trovata una macchina che mi seguiva, facendomi i fari. Alle 3 di notte, sola, senza cellulare e senza benzina, in una zona residenziale di Roma, con pochissimo movimento (leggi: non c'era nessuno) io mi sono trovata una macchina che mi seguiva.
Ho accelerato, ho passato un semaforo con il rosso, ho preso un divieto e ce l'avevo sempre dietro, attaccata al sedere. E lì è stato ufficiale che stava seguendo proprio me e non era frutto della mia fantasia. È stato lì, credo, che mi è venuta la brillante idea di accelerare tanto, ma tanto e pensare che preferivo morire schiantandomi e non sgozzata dal pedinatore folle. Cioè, io preferirei morire mangiando Nutella, ma lì non avevo molta scelta.
Credo mi abbia anche salvato il fatto che conoscevo abbastanza bene quelle stradine perché c'è una delle due sedi del lavoro, non ci vado mai, ma almeno mi so muovere lì intorno, finché non ho visto che la macchina dietro non ce l'avevo più. 
A quel punto restava solo il problema del cellulare
Ho provato a chiamarlo da svariati numeri ed era accesso, a tratti risultava anche connesso su Whatsapp, quindi ho provato a mandare messaggi da un altro telefono.
Ho chiamato da anonimo, da casa, da cellulari di chiunque, ma niente: nessuna risposta.
Poi mi hanno detto che i cellulari si possono localizzare e così ho fatto: ho visto dov'era, conoscevo il posto, è un posto dove abitava qualcuno che conosco, ma che non ci abita più da mesi. Nel frattempo, 
Ho fatto 2+2, sono andata dai carabinieri, abbiamo provato a fare squillare il telefono con la funzione "find my device" (si chiama proprio così, giuro), ma continuavano a silenziarlo, finché il cellulare non è stato spento.
Poi è arrivata una mail, che a quel punto stavamo monitorando, in cui c'erano le istruzioni per recuperarlo. Ovviamente, non sono andata io a prenderlo perché scema si, ma suicida no.
Ho pensato e ripensato che forse il cellulare lo avevo dimenticato, ma allora perché non rispondere alle chiamate? Perché non avvisare, che ne so, mia madre? Perché è finito in un posto dove non doveva proprio essere?
La sera, praticamente cinque minuti dopo aver recuperato il telefono che aveva ancora batteria, ma anche qualcosa che non andava visto che dal 18% è passato all'1% in un nano secondo (ed è un cellulare nuovo), sono andata a cena fuori con capo e colleghi.
A casa, mi ha riaccompagnata il mio capo che c'è mancato poco che non mi mettesse a letto per essere sicuro che non ci fosse qualche matto ad aspettarmi per le scale.
"Mi dai una sigaretta?"
"Prenditene quante ne vuoi"
Non fumo da due anni e mezzo (qui per saperne di più), avevo fumato una sigaretta ad una festa aziendale tempo fa e me l'aveva data sempre lui.
"Me ne dai un'altra?"
"Fuma, stanno lì".
Anche quando fumavo, fumavo il drum, l'odore delle sigarette vere -come le ho sempre chiamate- mi nausea, figuriamoci fumarle. E comunque, questo non è il periodo migliore per fumare sigarette, ma ecco: sti cazzi.
"Gi, te l'abbiamo sempre detto che sono malati"
"Lo so e io non ho ascoltato"
"Solo che adesso è pure pericoloso, che vogliamo fare?"
Mi è tornata in mente quella volta in cui ero ubriaca -considerate che io non bevo- e lui, più ubriaco di me, continuava a chiedermi "Domani me lo chiudi il 27, vero?". Il 27 era il palinsesto del 27 che avevo lasciato a metà quella mattina. Il giorno dopo, nonostante tutto, avevo chiuso il 27 e anche il 29 (palinsesti divisi tra pari e dispari con il mio collega, io sono a favore dei numeri dispari, non è che i pari non vengono fatti, eh).

Da quel momento, non sono praticamente più uscita da sola: capi, colleghi, amici, portiera del palazzo, preparatore in palestra, psicologa, tutti, sono stati informati di quello che era successo perché nessuno si salva da solo. E, come sempre, ringrazio di avere così tante persone che -in fondo- mi vogliono bene (inspiegabilmente in effetti, sono un inguaribile disastro) e non hanno nessuna intenzione di mollarmi.


Chi aveva assistito ai precedenti, che avevo sempre cercato di giustificare o minimizzare, ha iniziato a dirmi che non si può giustificare sempre, ha cercato di farmi svegliare. "Guarda che così ci rimetti la pelle" mi hanno detto.
Ovviamente non mi sono svegliata del tutto, eh. Vedo ancora gli unicorni volare, però ecco: non pensavo che potesse succedermi di essere pedinata, di essere inseguita da una macchina e tutta una serie di altre cose che vorrei dimenticare, ma non è facile. 
Cerco di pensare a me, a quello che è il mio futuro che cambierà inevitabilmente la vita di altre persone perché non sono i commenti anonimi, la violenza psicologica, i pedinamenti, le telefonate o le minacce che cambiano lo stato delle cose. 
E, con franchezza, vi dico che mi sono rotta le palle di essere gentile.

E si, qualora ve lo stiate chiedendo, non ho nessuna intenzione di smettere di scrivere sul blog, piuttosto non ho più voglia di parlare di questa storia. Al massimo, posso anticipare che tra qualche mese ci sarà una sorpresa, ma non vi dico quale.
E no, i commenti anonimi diffamanti non li approvo più, lo so che vi fa impazzire visto che vengono mandati decine di volte gli stessi commenti aggiungendo sempre un insulto in più, ma c'est la vie.



52 commenti:

  1. forbici, occorrono solo delle forbici, lo sai

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  2. Cara Gilda, se ho bene capito quella persona ti piace, ma nello stesso tempo la respingi.
    Sono cose molto delicate che dare un parere è molto difficile, importante di cercare di essere serena e tranquilla, so che non ti sarà facile ma devi provaci.
    Ciao e buona giornata con un abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Non è che mi piace e la respingo, è che non voglio rimetterci la vita 😅

      Un abbraccio anche a te 😘

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  3. Ma poi si è capito come ci è finito il telefono là, te l'hanno praticamente rubato con destrezza? E fortunata a rintracciarlo, sia il mio ex che mio figlio si sono persi un iphone e mica ci sono riusciti. Comunque, queste persone vanno bastonate senza pietà. Non esiste che facciano da giustizieri al posto di persone coinvolte da tue scelte (sempre se ho capito bene, eh). E per il fatto che non hai denunciato chi ti prese a schiaffi (sempre se ho capito bene pure questo), te ne darei altri pure io... Speriamo bene ora!

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    1. Credo che io lo abbia perso/dimenticato e che ne abbiano approfittato, poi probabilmente visto che l'ho localizzato si sono resi conto che era meglio ridarmelo.
      Ringrazio cmq che non mi avessero disattivato gps e simili, probabilmente come me non sapevano che si potesse localizzare (a me lo ha detto un collega) e di conseguenza non si sono premurati di disattivare le impostazioni (sto sparando eh, mi sembra l'unica plausibile).

      Per lo schiaffo che ho ricevuto da sta donna, ho rintracciato la signora che aveva visto abitando di fronte e si era sincerata che stessi bene, quindi nel calderone ho messo anche quello :)
      Ovviamente avrei dovuto denunciare questa donna a sua tempo, ma mi faceva pena e tendevo a giustificare. Dopo l'altra sera ho tutto molto più chiaro ;)

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  4. Di solito non commento (anche perché non ci riesco), ma stavolta sì perché volevo dirti che a leggere è salita l'angoscia anche a me. I post degli ultimi mesi sono stati criptici in maniera a volte irritante, ma scelte tue, nessuno è obbligato a leggerti. Sono contenta di sentire che hai chiti sta accanto e ti protegge. Mi dispiace che siano successe le cose di cui parli, spero che tu ne esca il prima possibile. Un abbraccio.

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    1. Sono stati criptici semplicemente perchè non c'erano descritti dettagli intimi 😅 e non c'erano descritti non solo perché non tutto va scritto, ma anche perché cercavamo di tutelarci e proteggerci da cose come quelle descritte in questo post, visto che è un anno che sopporto (non da sola, ma sicuramente è a me che queste cose creano il problema più grande visto che non ho mai avuto a che fare con situazioni simili).

      Non sei l'unica a cui è venuta l'angoscia, ci sono persone a me vicine (amiche, ecc) che quando abbiamo localizzato il telefono facendo 2+2 con il pedinamento non hanno dormito la notte 😅

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  5. C'è pure un film con il titolo del post, ma questo è meglio, anche se vita vera.

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    1. Sono andata a cercarlo, non credo di averlo visto, ma rimedierò 😘

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  6. Post incomprensibile. Non si capisce come tu abbia perso il cellulare e soprattutto chi te lo abbia preso. Chi ti ha inseguito? La persona cin cui eri? Dici che erano le 3 di notte ma che dopo sei andata a cena. Dici che sono stati mandati messaggi, ma non hai il blocco? I carabinieri alle 3 di notte ti aiutano a localizzare. Questo presunto ladro che si premura di mandarti una mail per far recuperare il telefono. Storia che fa acqua da tutte le parti. Scusami

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    1. Mi ha inseguito una macchina che non so chi fosse (ho un'idea, nella zona ci sono le telecamere, ho spiegato ai cc pure quello e nonsolo), il cellulare pensavo di averlo dimenticato, ma se così fosse avrebbero risposto alle chiamate e non sarebbe stato dove è stato localizzato. O magari l'ho dimenticato o perso e chi ci pedinava da una sera intera lo ha trovato (sempre mie congetture) o chi lo ha trovato lo ha portato nel posto in cui l'ho localizzato.
      Non ho il blocco per questioni di "sicurezza": se mi coglie un shock anafilattico chi mi soccorre trova tutte le info sul mio telefono e se avessi il blocco sarebbe inutile.
      Pensavo fosse chiaro che il cellulare è stato recuperato il giorno dopo (l'ho localizzato alle 17 quindi 14 ore dopo,da sola, e solo a quel punto sono andata a fare denuncia facendo vedere dove lo avevo localizzato e spiegando perchè conosco quel posto e l'ho recuperato alle 19.50), presumo che chi mi ha mandato la mail si sia spaventato per la localizzazione e per questo ho ricevuto la mail (questa è una mia supposizione).
      La cena con i colleghi è stata la sera dopo la brutta serata e il mio capo mi ha riportata a casa alle 2, quindi quasi 24 ore dopo.

      Colpa mia che confido sempre nel fatto che chi legge capisca che non si tratta di cose accadute in sette minuti di orologio.

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  7. Oh mamma Gilda...che brutta situazione...ora però mi fai stare in.pensiero....mannaggia...mi raccomando occhi aperti e avverti sempre tutti di dove vai e con chi sei...

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  8. Mi dispiace leggere di queste cose così terribili. Sono contenta però che si sia risolto qualcosa e che sei riuscita a prendere in mano la soluzione e anche a chiedere l'aiuto alle persone giuste. Approvo assolutamente la moderazione nei commenti. Basta accettare commenti e dissenso gratuito.
    Barbara

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  9. Io anche questa storia non l ho capita. Ma il cellulare te l'ha preso la persona con cui ti sei vista? Sei sbadata ma ti ricordi esattamente che il telefono era al 18%. Ma poi ti stupisci che sia passato dal 18% all 1% in 14 ore... Non capisco cosa vuoi lasciare intendere. Poi la mail da quale indirizzo è stata inviata, e come hanno fatto ad inviarti la mail, avevano il tuo indirizzo? Ma poi dici che non era la prima volta, allora sai di chi Si tratta... Ti seguo da un po', e anche con piacere, ma questo blog così scade nel patetico, dato che non è la prima volta che pubblichi post del genere.

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    1. Il cellulare pensavo di averlo dimenticato nella macchina della persona con cui mi sono vista, in realtà da quando sono arrivata a casa (le 4 di notte circa) finché non mi hanno detto che si poteva localizzare (le 17) ho chiamato da svariati numeri (amiche, casa, casa da anonimo, ecc) e non hanno mai risposto così come nessuno mi si è premurato di avvisare -che so- mia madre. Poi ho localizzato il cell in una casa che conoscevo, ma dove NON abita la persona con cui mi ero vista, quindi mi puzzava.

      Il cell aveva la carica completa, è passato dal 18% all'1% quando l'ho riacceso in mezzo secondo (è stato spento dopo un po' che era stato localizzato,circa un'oretta dopo tanto che avevo anche pensato che non lo avrei mai più rivisto) e per un telefono nuovo non è normale (la mia batteria, ad uso intensivo, dura tranquillamente tutto il giorno).

      Sul mio telefono ho anche la mia mail, avendo il mio cellulare in mano non é molto difficile risalirci (ma la sapevano già, fidati di una scema).

      Certo che so chi si è appostato fuori da casa di questa persona pedinandoci, non è la prima volta che accade, è un anno che ne vedo di ogni, solo che ero stupida e giustificavo.
      Non ho certezza di chi ci fosse dentro l'auto che mi seguiva perchè sinceramente non mi sono fermata a fare amicizia, nè so esattamente come il mio telefono sia finito dove è stato localizzato, ma ovvio che penso che le cose siano collegate tra loro. Di sicuro, a questo punto, non sta a me capire nè trarre conclusioni. Io al momento mi limito a cercare di non trovarmi in situazioni spiacevoli come quella, non uscendo da sola, ecc.

      Sono tutte cose che nel post ci sono scritte.

      Non ho mai scritto nessun post in cui narravo determinate dinamiche, è il primo.
      Non è cmq una storia da capire, è roba surreale, chi si apposta, pedina, ecc ecc non sta facendo una cosa normale, è tutto folle, ma dubito che chi fa determinate cose (e chi le giustifica) si renda conto di quanto sia assurdo.

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    2. Probabilmente c'entra quello con cui ti sei vista...

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    3. Che abbia le sue responsabilità su tante cose, questa compresa, è poco, ma sicuro, ma considerato che piangeva disperato quando si è reso conto dell'appostamento e che non è sereno mi sento di dire che c'è qualcosa che non torna. Solo che, appunto, non sta a me stabilire cosa e come.
      Come dico sempre: io faccio scalette, non sono né un'assistente sociale né un poliziotto.

      Fine dei commenti anonimi inquisitori, linea allo studio.

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  10. Accidenti!! Confesso che anche io fatto fatica a capire i fatti che sono accaduti, ma credo perché devo aver perso qualhe pezzo, forse nei mesi passati. Perché mi pare di aver capito che non è la prima volta che vieni pedinata o che pedini... o mi sbaglio?
    Non ho comunque capito cosa sia successo ma di una cosa sono sicura: non c'è nulla di bello nè di buono e mi dispiace. E sono d'accordo quando si parla, per il momento, di non andare in giro da sola.

    Un abbraccio

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    1. In realtà Spetti, è colpa mia.
      Colpa mia perchè ho sempre liquidato la faccenda con un "alcune cose meglio non dirle" o frasi simili pensando di proteggere chissà chi o chissà cosa.
      Alla fine, questo episodio in particolare mi ha talmente colpita che forse mi sono resa conto della situazione surreale che stavo (sto) vivendo :)

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  11. c'è da dire che il nome del blog è calzante!! perlomeno con questi episodi molesti
    barbara

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  12. E' vero che nessuno si salva da solo, ma è anche vero che nessuno può essere salvato da altri (se non, forse, in casi davvero estremi e contemporaneamente semplici nel loro accadere e nella loro interpretazione).
    In una situazione come quella che descrivi, non è difficile rendersi conto che è necessario sporgere denuncia ed anzi, sono certa che se ti sei confidata con qualcuno che ti vuole bene, questa persona te lo avrà consigliato più volte.
    Solo tu però puoi consentirti di guardare in faccia le cose per quello che sono ed agire di conseguenza, smettendo di sminuire il peso di certi eventi, di cercare di capire e giustificare e prendendo atto del fatto che, ognuno ha le sue ragioni, ma non per questo tu devi sopportare i comportamenti che alcuni ne fanno derivare.
    Il sostegno degli altri è importante, la loro protezione, anche sono psicologica, in certi casi, purtroppo, necessaria, ma è solo questo.
    Nessuno può darti una forza che non hai
    Ed a volte, è una tragedia

    Quando si tratta di sciogliere nodi che sono interiori, è necessario fare chiarezza e trovare la forza di fare la denuncia

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    1. Allora: io ammetto che qualcuno in particolare mi ha detto di fare denuncia, ma visto che -secondo me- era un modo per scaricare su di me la responsabilità di fare una denuncia (questo quello che pensavo), ho sempre evitato.
      Ovviamente sbagliavo e di grosso anche. Da questo punto di vista mi rendo conto che tutta una serie di cose che sono accadute ultimamente, sebbene mi abbiano spaventata, sono state illuminanti perchè ho capito cose che non avevo mai voluto capire.

      Io sono cosciente, ora come ora, che la colpa è in buona parte mia che non mi sono resa conto dell'assurdità di determinate situazioni e non ho dato loro il giusto peso, però mi rendo conto che è difficile quando ci si è in mezzo :(

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    2. No scusa io non voglio dire che tu hai colpe, esattamente il contrario, se una colpa c'è è si chi ha preso le sue ragioni e le ha usare per fare cose più che discutibili
      Quello che voglio dire è che stando noi possiamo prendere coscienza di cosa ci accade e prendere le decisioni necessarie per porvi rimedio, chi ci vuole bene può aiutarci, ma non sostituirsi

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    3. Tranquilla Ciacco, le colpe me le do io. Dovevo usare più la testa e meno il cuore, essere più razionale e meno empatica.
      Oggi una persona con cui ho un rapporto molto bello, dico da sempre che è come se fosse un secondo papà, mi ha detto "uscirne dipende da te, è un anno che te lo dico" e ha ragione. Se non mi sono mai davvero liberata di questo incubo è stata colpa mia, poi magari un giorno chi ha fatto cose discutibili farà i conti con quello che ha fatto, intanto devo essere "brava" io.

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  13. Giustificare appostamenti è da pazzi,ma è da pazzi anche giustificare chi ti punta un coltello,ti fa perdere i sensi e deve intervenire l'ambulanza,chi ti riempie di schiaffi fino a farti svenire ed è da pazzi giustificare anche chi fa violenza psicologica per farti sentire sbagliata.Comincia da questo,che dici?

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  14. Ma perché censuri i messaggi, dato che non mi sembrava di aver scritto volgarità? Posso dire che stai raccontando una storia che non regge? Ti dispiace...

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    1. Non so a quale messaggio ti riferisci? Mi hai scritto un messaggio?

      Se ti riferisci invece a qualche commento, i commenti offensivi o di chiara presa in giro o con nomi, ecc non vengono più accettati. L'ho scritto ;)

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  15. Ecco quindi perchè i commenti si sono drasticamente ridotti sul tuo blog... Che sphigata! 😂

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    1. Neanche troppo, in realtà ne ho segati 3 o 4 ;)
      Più che altro non ho condiviso il post sulla pagina Fb del blog, quindi ancora tanti haters non l'hanno trovato mi sa 😏

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  16. Leggo da davvero tanto, non credo di aver mai commentato.
    Fermo restando che pedinamenti, furti, minacce e quant'altro sono d condannare a prescindere, mi sento di dire che però che cose così non succedono per caso ma sono frutto di eventi e scelte.
    A partire dalle persone che uno decide di frequentare.
    Voglio dire, non sono una veggente ma si capisce abbastanza in fretta se chi si frequenta è una brava persona, un violento, uno stalker, un maniaco o quel che è. Si capisce da quello che dice, da come lo dice, da quello che fa. E il pericolo si intuisce stando attenti.
    Non trovo surreale questa serie di eventi (che ribadisco condanno senza discussione) trovo surreale che ci si sia arrivati.
    A scanso di equivoci: no, non so chi sia Gilda, né chi siano le persone coinvolte né attribuire colpe, solo esprimere quello che penso da un po' leggendo.

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    1. "A partire dalle persone che uno decide di frequentare": credo che questa frase sia la chiave di tutto.
      Io ho scelto chi frequentare, basandomi sulle mie sensazioni e fidandomi. Ho dato per scontato che se io frequento una persona che reputo per bene, a sua volta questa persona abbia (o abbia avuto) vicino persone altrettanto per bene.
      Ho anche dato per scontato che chi ho scelto di frequentare fosse in grado di tutelare se stesso e me da comportamenti non esattamente leciti.
      Ho dato per scontato che chi ho scelto di frequentare non "giustificasse" o cmq decidesse di sopportare comportamenti persecutori e/o illeciti.
      E, non ultimo, alle prime avvisaglie di roba del genere non ho dato ascolto a chi, più grande di me di vent'anni e con una conoscenza di chi avevo scelto di frequentare maggiore della mia, mi diceva di stare attenta.
      Per tutti questo motivi io mi attribuisco eccome la colpa di aver sopportato, non avere denunciato subito ed essere stata comprensiva con chi più che la mia comprensione si meritava un sonoro calcio nel sedere.

      Ps. Chiunque tu sia, il tuo è un commento molto intelligente.

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    2. Io penso che contrariamente al commento a cui tu rispondi che gli stalker e i molestatori o i violenti non fanno certe cose come risposta alle nostre scelte. Ma sono assolutamente delle persone in grado di NON sapersi comportare e avere reazioni equilibrate. Quindi al bando qualunque affermazione che è colpa della vittima.
      Ci sono studi in merito oramai chiari a tutti gli psicologi. Quindi se si condanna la violenza non si può però mettere i "se" e "forse"davanti o accanto alla condanna. Poi ognuno può avere un giudizio personale.
      Barbara

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    3. Diciamo che credo che (parlo per me, eh) al primo appostamento o alle prime reazioni squilibrate avrei dovuto non giustificare, quindi si, mi sento responsabile di aver subito perchè avrei dovuta denunciare subito qualsiasi cosa sbagliata.
      Se avesso denuciato subito, credo che avrei fermato immediatamente questa cosa (credo eh, non ho certezza).

      Poi chiaro che è folle ragionare secondo l'idea che se tu fai una cosa che io non voglio tu faccia, io ti posso perseguitare, appostarmi sotto casa, rovinare l'esistenza a qualcuno che vorrei vedere morto perchè se quel qualcuno non ci fosse tu non faresti quello che io non voglio (spero sia chiaro, è un po' arzigogolato come concetto).

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    4. Che tu ti possa sentire responsabile è frutto del retaggio culturale nel quale cresciamo.
      Capisco ma non è la realtà. Io vent'anni fa accettai un passaggio in auto dopo aver fatto autostop e sono incappata in un tentativo di stupro. Questo vuol dire che sono stata poco furba? SI. Vuol dire che è colpa mia? NO
      Barbara. (Mi firmo sempre perché non voglio sembrare anonima)

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    5. Credo di aver capito. Sta di fatto che se tu hai torto per risposta puoi e devi aspettarti disapprovazione, non violenza o odio. Seriamente
      Barbara

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    6. Non ho parlato di colpe, ho parlato di autotutela e di prevenzione che se permetti son cose ben differenti.
      Se quando attraverso la strada guardo bene che non ci siano auto, anche se sono sulle strisce ed è responsabilità dell'automobilista fermarsi, non vedo perchè non dovrei tutelare me stessa scegliendo con molta cura ed attenzione chi ho attorno. Difficilemente un uomo potrà mai arrivare a mettermi le mani addosso (esempio a caso, potrei farne altri mille) perchè non frequento uomini che manifestino anche lontamente atteggiamenti violenti, verbali o fisici che siano.
      Quello che sto cercando di dire che in queste situazioni ci sono quasi sempre segni parecchio evidenti PRIMA che si arrivi ai fatti compiuti ed è per questo che non trovo surreali questi quanto il fatto che si arrivi al punto di farli avvenire. Basa stare con gli occhi aperti, senza rinnciare alla positività e ad essere aperti nei confronti del mondo e degli altri.

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    7. In realtà, nel caso specifico, io non ho torto o ragione: semplicemente non dovrei essere la persona con cui prendersela in questa situazione. Se proprio si vuole trovare una persona con cui prendersela è un altro il "colpevole", ma anche in quel caso credo che sarebbe stato meglio accettare le cose e amen.

      In generale, i segni di squilibrio io li avevo visti e non solo io, visto che me li avevano fatti notare, sia da parte di chi pedinava, sia dalla causa del pedinamento (perdonami se sembro vaga Barbara, non voglio scrivere nomi o ruoli), ma giustificavo sia da una parte che dall'altra.
      Addirittura quando una delle due parti mi chiedeva di denunciare l'altra minimizzavo, in linea di massima perchè non credevo di dover essere io a denunciare e probabilmente anche perché non mi sembrava neanche così grave la situazione.

      Al momento, io ho smesso di rispondere persino alle mail, mi guardo intorno, non esco praticamente mai da sola e -ovviamente- amici, colleghi, capi, ecc sono stati informati per cercare di "proteggermi" (che detta così mi fa anche impressione).

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  17. A me sembra di capire che tutte queste cose, compresi episodi di violenza, siano legati a qualcuno a cui vuoi molto bene, magari anche qualcosa in più del semplice volere bene. Ma non ti fa stare molto male questo? Non soffri?
    Una persona normale soffrirebbe molto per una situazione come quella che racconti se fosse vera.

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    1. No, non soffro.
      Provo molta pena, quella si, ma siccome faccio palinsesti e non sono un'assistente sociale, non posso mettere a rischio me stessa.

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  18. Non avranno paura di pagare gli avvocati.

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    1. Questo è poco, ma sicuro.
      Ho visto chiamare avvocati per disdire contratti di affitto, per riconoscere figli, ecc. Cose che le persone normali fanno senza mettere in mezzo avvocati 😅 Beato chi é ricco e può spendere tutti sti soldi in avvocati, io non potrei mai.

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  19. Mamma mia che avventura traumatica.
    Ma coma hai fatto a mantenere la calma in una situazione del genere?
    a me minimo sarebbe venuto un infarto.

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    1. Carattere :)
      Che poi in realtà mi sono spaventata eh, ma certi spaventi servono anche :)

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  20. Brutta esperienza.... Complimenti per il sangue freddo!

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