lunedì 2 dicembre 2019

La colpa (non) è sempre degli altri

Qualche mese fa ho modificato la scaletta giornaliera di un canale televisivo: è il mio lavoro, lo faccio ogni giorno, più o meno a occhi chiusi. Oppure a occhi aperti guardando gli unicorni, dipende dai punti di vista.
Quella scaletta l' avevo fatta io, dell'impaginazione di quel canale conoscevo -e conosco- ogni singola regola e ogni singola eccezione scritte e non scritte. 
La scaletta di quel canale dura 24 ore, dalle 6 alle 6. Nella mia testa dura come il cemento non ho mai tollerato uno scarto maggiore di qualche frame.
Credo che i "scusate, devo sistemare, io un secondo in più non lo posso accettare" si sprechino con me. È una forma di controllo ossessivo compulsiva mi sa.
A quella scaletta avevo lasciato 4 minuti e 18 secondi in più. Quattro minuti nell'arco di una vita non sono niente, quattro minuti in televisione sono una variazione, un disservizio, una tragedia.
Avevo modificato un programma a scaletta già chiusa, avevo ri-allineato, ma non avevo salvato il riallineamento ed era successo un casino: avevo mantenuto il fixed time sul giorno dopo, quei quattro minuti e diciotto erano stati visti dal programma come un nemico feroce (giustamente, eh), era saltato il blocco di un programma del giorno dopo, a quel punto mancavano minuti, erano entrati dei tamponi.
Era colpa mia.
Non colpa del sistema, di Saturno contro, del collega che sabota palinsesti altrui (giuro, è una scusa che negli anni ho sentito usare). Colpa mia.
Avevo scritto il rapporto del disservizio e poi avevo pianto in balcone manco mi avessero ammazzato il gatto (che non ho).
Non mi è mai piaciuto avere la colpa di qualcosa, ma l'unica cosa possibile in quel momento era assumersi ogni responsabilità.


Il punto è che non è sempre colpa degli altri.
Non sempre la responsabilità delle cazzate che facciamo è esterna.
A volte si, eh. Altre volte -che sono la stragrande maggioranza- no.
È che ci piace trovare un colpevole. È la strada più facile trovare un colpevole.
Eppure oggi, che di anni ne ho trentatré e di errori ne ho fatti pure troppi, ho smesso di addossare a chiunque mi capiti a tiro la responsabilità dei miei sbagli.
Ho imparato a chiedere scusa, a volte anche per colpe che non ho e in questo sbaglio. Che a furia di chiedere scusa per le colpe altrui, finisce che chi è realmente responsabile non impara mai. Vale anche se gli altri lo fanno con me, eh.
Ci ho sbattuto il muso. Ce l'ho ri sbattuto, continuo a sbattercelo.
Ho imparato a non fare andare via le persone a cui tengo per non avere il coraggio di ammettere una colpa. Mi sarebbe piaciuto averlo anche a vent'anni questo coraggio.
Ho imparato che i principi non mi servono, anche se a volte non riesco a metterli da parte.
Ho imparato che se pretendo che qualcuno farà qualcosa, quel qualcuno quella cosa non la farà mai. E che se quel qualcuno quella cosa non la fa, forse un motivo c'è.
Ho imparato a non vedere il marcio ovunque.
Ho imparato a fare un passo indietro, anche se poi magari ne faccio tre di troppo in avanti.
Ho imparato che è più facile scrivere il rapporto per un disservizio e poi piangere in balcone che non dire che qualcuno mi ha sabotato la scaletta.
Perché in fondo, la vita è come un palinsesto televisivo: un sottile gioco di incastri in cui basta una distrazione per rovinare tutto. E una volta fatto l'errore, quello resta, quindi ci si può solo prendere la colpa.
Next
This is the most recent post.
Post più vecchio

24 commenti:

  1. Ti fa molto onore e sarà che siamo entrambi siculi di origine ma io sono come te. In questa cazzo di Italia la colpa è sempre degli altri e mai la tua. Ma per la stessa ragione io non sopporto le ingiustizie e io ne ho subita una la settimana scorsa, amen. Anche se mi gira il culo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Qualche ingiustizia ultimamente l'ho subita anche io, fortunatamente non in ambito lavorativo, ma "personale" (che al limite anche sti cazzi) 😓

      Elimina
    2. "In questa cazzo di Italia la colpa è sempre degli altri e mai la tua." Amen, fratelli.

      Ti fa onore ciò che scrivi. E fa sperare nelle persone.

      Elimina
    3. Secondo me non solo in Italia 😅

      Elimina
  2. Scusa ma ci sono programmi e software che organizzano palinsesti, la possibilità di "errore" è quasi vicina allo zero. Poi 4 minuti e 18 secondi non possono "avanzare" così come per magia, eventuali sovrapposizioni o buchi vengono segnalati dal software. Non credo facciate a mano o a occhio nel 2019. Spero Cmq non ti abbiano "bacchettato" troppo... Vabbè fai finta che è tutta esperienza. Leggevo che anche il tuo fidanzato fa lo stesso lavoro, spero almeno non ci sia competizione tra di voi, purtroppo tra maschi e femmine succede. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo che non possono avanzare per magia 😅 l'ho scritto che ho fatto una modifica (nello specifico un cambio puntata) e non ho salvato l'allineamento.

      Per il resto, le scalette si fanno a mano, non ci sono robot che si sostituiscono alle persone (per fortuna). Chiaramente non si fa a occhio, ma ci sono delle regole precise da seguire.

      Il software che utilizzo io, con la funzione "verifica errori", ti segnala spazi liberi, ma non se sei lungo, anche perché lui non lo sa quanto vuoi (o devi) fare durare la scaletta. Succede eh, nessuno cazzia nessuno per un errore :)

      Elimina
  3. Questo succede quando si matura.
    Inutile dirsi di voler tutto questo a 20 anni,perché a 20 anni siamo degli stronzi cocciuti.
    Ora è tempo, anche di ammettere i propri sbagli. E di sentirsi bene.

    Moz-

    RispondiElimina
  4. È più salutare ammettere di aver sbagliato e considerare l'errore in momento di crescita, ma chissà perché spesso si dà la colpa agli altri.

    RispondiElimina
  5. Cara Gilda, sai tutti possiamo sbagliare, è solo sbagliando che si può un po imparare!!!
    Ciao e buono settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
  6. LA colpa non è sempre degli altri, è vero, a volte è nostra. MA siamo umani, quindi dobbiamo imparare anche a perdonare noi stessi :)
    Questo te lo scrivo col cuore perché io stessa faccio un lavoro molto complicato e quando mi capita di sbagliare mi arrabbio molto...col tempo ho imparato anche a passarci sopra (ammettendo le responsabilità ovviamente, ma questo è un altro discorso).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diciamo che ho usato l'esempio del lavoro (è realmente accaduto eh) come metafora per cose che vanno oltre. Sto ancora cercando di capire però se è più facile ammettere colpe sul lavoro o nella vita in generale.

      Elimina
  7. La vita insegna sempre, dobbiamo però essere noi disposti ad imparare.
    Non sempre accade, l'orgoglio vince troppo spesso.
    'Scusa ' è una parola troppo poco utilizzata. Eppure dirla o riceverla fa sempre un gran bene!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quanto è vero. Eppure chiedere scusa fa così bene.

      Elimina
  8. Sbagliare è una cosa che capita a tutti.
    Sembra una banalità, ma qualcuno fa più fatica di altri a prendere consapevolezza e ad accettarlo.
    Contrariamente a quanto si pensa non è una difficoltà dei (soli) superbi, ma anche degli insicuri che pensano di salvarsi con la pignoleria e quando sbagliano non sanno perdonarselo.
    Quanto alle scuse, per natura tenderei a farne anche troppe e ad addossarmi responsabilità che so di non avere, per conseguenze che forse avrei potuto evitare se avessi "influito" su condotte errate altrui.
    Quindi la mia conquista personale non è imparare a chiedere scusa, ma a lasciare che ognuno si faccia i fatti suoi e ne paghi le conseguenze
    Faticoso comunque

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Probabilmente è più faticoso così. Io per natura non riesco ad "abbandonare" qualcuno che credo abbia sbagliato di modo che ne paghi le conseguenze. È più forte di me. E sbaglio!

      Elimina
  9. Dare la colpa agli altri è sempre più facile.
    Ti fa onore assumerti le tue responsabilità.
    Brava! E ricorda che sbagliare è umano.

    RispondiElimina
  10. Chi non falla, non fa nulla: è inevitabile fare errori. Giusto riconoscere i propri!

    RispondiElimina
  11. Ma di qualcuno la colpa deve essere, meglio che non sia te stesso...
    Comunque 4 minuti sono troppi, non sopporto la programmazione sbagliata :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quello a cui ti riferisci sono le variazioni :) in quel caso, mio malgrado, è previsto!

      Elimina