domenica 8 ottobre 2017

Lara Mori: la storia di chi ha avuto il coraggio di non mollare (e ha fatto bene)

Lara Mori, diciannove anni e il coraggio e la forza che io manco a trent'anni
E lo penso davvero, eh.
Conosco Lara e le sono anche affezionata.
Conosco la mamma di Lara, Moira, e ho grande stima di lei.
Conosco anche la sua allenatrice, Stefania.
Quindi si, prima che lo diciate voi, ve lo dico io: c'è un coinvolgimento emotivo in ogni singola parola che leggerete, ma Lara due parole se le merita. Anche più di due.


Lara è stata l'eterna riserva, quella che arriva sempre un po' dopo le altre, quella a cui manca sempre quel tanto che serve per arrivare al risultato.
La prima volta che Lara fu riserva era il 2014 ed eravamo a Nanning, in Cina.
Ha accettato la decisione a testa bassa, ha continuato a lavorare ed è partita sapendo di non poter gareggiare perché ce n'erano altre davanti a lei. Poi è successo che ci siamo ritrovati con una ginnasta che non stava bene e serviva che subentrasse la riserva.
Credetemi se vi dico che succede raramente una cosa del genere.
E insomma, Lara alla fine aveva gareggiato.
Gli striscioni con scritto "Forza Larina conquista la Cina" me li ricordo come fosse ieri, mi facevano ridere, erano simpatici.
E Lara la Cina l'ha conquistata davvero, il suo esercizio a corpo libero ce lo ricordiamo tutti: una grinta ed un'energia pazzesca racchiusi in 149 cm per 43 kg (di cui 35 di muscoli mi sa). 
Se pensate che 149 cm siano pochi, sappiate che ho conosciuto ginnaste anche più basse, ma non è questo il punto.
Immaginate di essere la riserva della squadra, giusta o sbagliata che sia questa scelta, di sapere di non dover gareggiare, di arrivare in Cina con questa convinzione e di sentirvi dire all'ultimo secondo che vi tocca gareggiare. Qualsiasi altra sedicenne si sarebbe fatta prendere dal panico.

L'anno dopo, Lara doveva essere di nuovo la riserva
Era il 2015 ed eravamo a Glasgow, Scozia, e non era un Mondiale qualunque: era il Mondiale che poteva darci la qualificazione alle Olimpiadi, un Mondiale molto sentito, quello che ti mette ansia, quello che lo guardi da casa con il terrore di non qualificarti (qui per saperne di più).
Per quello che conta, secondo me, quella volta non era giusto che Lara fosse riserva, ma manco per niente.
Ho un ricordo fisso nella mia testa: eravamo a Novara per un incontro internazionale a squadre, Lara gareggiava fuori squadra, io fossi stata in lei avrei pianto disperata per giorni, ma lei no.
Lei ha gareggiato fuori squadra, tirando fuori una grande grinta.
Al suo ultimo esercizio le altre ginnaste -quelle che erano in squadra- le fecero un tifo esagerato.
Quell'immagine è una delle immagini più belle che io abbia mai visto da quando seguo la ginnastica artistica.
Sarebbe dovuta essere di nuovo riserva per quel Mondiale, ve l'ho detto.
Cioè, fino all'ultimo era la riserva, praticamente fino a poco prima che si partisse.
Poi andò diversamente, lei quel Mondiale se lo meritava, non fu riserva e fu anche in grado di tirare fuori le palle perché all'ultimo momento, quando eravamo già in gara, dovette sostituire una compagna di squadra su un attrezzo che non le toccava.
Perché, ecco, la verità è che Lara si è sempre fatta trovare pronta.

Ce l'avete presente quando sembra si stia ristabilito l'ordine delle cose?
Quando sembra che non sia più il momento di dover lottare per ottenere qualcosa perché tutti si sono accorti del giusto valore di una cosa o, come in questo caso, di una persona?
Ecco, quel Mondiale, quello a Glasgow, segnava quel momento. 

L'anno dopo è stato l'anno delle Olimpiadi di Rio de Janeiro.
E Lara doveva essere di nuovo la riserva. Forse.
Il dubbio ce lo siamo tenuti per un bel po'.
L'ultima gara prima delle Olimpiadi di Rio sono stati i Campionati Italiani Assoluti a Torino.
Lara fece una caduta, me lo ricordo bene, come fosse ieri.
Dopo la gara, diedero le convocazioni: Lara era riserva. Ancora una volta, l'ennesima.
Solo che le Olimpiadi non sono il Mondiale. 
Le Olimpiadi sono il sogno di una vita, quello per cui queste ragazzine si allenano otto ore al giorno, rinunciando -di fatto- ad una vita normale.
E io non so cosa si prova quando vedi sfumare il sogno della tua vita perché io un sogno così grande non ce l'ho mai avuto.
La riserva olimpica non parte per le Olimpiadi, a differenze che ai Mondiali, ma rimane a casa ad allenarsi e, se succede qualcosa, viene messa sul primo aereo disponibile e parte.
Ricordo bene anche la premiazione degli Assoluti quando Stefania, la sua allenatrice, disse: "Siamo sempre riserve".
Ricordo anche le dichiarazioni che Stefania rilasciò ad una tv locale, era arrabbiata e si vedeva.
In quell'occasione ho pensato il peggio.
Mi sono passate davanti tutte le gare di Lara, compreso un europeo che fece da junior dove ha vinto l'argento con la squadra.
Ho pensato che si sarebbe ritirata, che avrebbe smesso.
Perché  non so voi, ma dopo tutti questi pugni in faccia, io non credo avrei continuato perché è difficile togliersi di dosso il marchio di riserva. E fare tutta la vita la riserva deve essere brutto.
Fare la riserva quando hai dimostrato più di una volta quanto vali, deve essere ancora peggio.
Fare la riserva olimpica, anche se significa che non sei proprio l'ultima arrivata, non voglio neanche immaginarlo.

Poi è arrivato il 2017, l'anno post olimpico.
È arrivato il 2017 e Lara era ancora lì, non ha mai smesso di allenarsi, neanche un secondo.
Neanche quando la mattina andava a scuola l'anno della maturità. E lei è una delle poche ginnaste a quei livelli che ha frequentato una scuola pubblica e non da privatista.
Ha lavorato, ha incrementato le difficoltà dei suoi esercizi. 
Non si è arresa, non si è ritirata, ha solo lavorato.
E insomma, è arrivato il 2017. L'ho già detto, vero?

La ginnastica funziona così: oltre alle gare a squadre -qualifiche e finali- ci sono le gare individuali.
L'anno post olimpico ci sono solo gare individuali.
Ci si può qualificare per la finale a 24 (che è il numero delle ginnaste che fanno la finale) su quattro attrezzi e ci si può qualificare per le finali a 8 su ogni singolo attrezzo. Gli attrezzi sono quattro, quindi in totale ci sono cinque finali disponibili.
Lara ha fatto l'Europeo quest'anno ed è entrata in una finale a otto, tantissima roba, ma si sa l'Europa non è il mondiale dove c'è tutto il mondo, nel vero senso della parola.
Lara ha poi vinto un'oro ai Campionati Assoluti Italiani (qui per saperne di più).
Lara ha fatto il Mondiale che è finito tre minuti fa, a Montreal.

C'è un episodio da raccontare: eravamo a Eboli per l'ultima tappa di Campionato di Serie A.
Stavo parlando con Moira, la mamma di Lara, che ha detto che doveva fare fare un body nuovo alla sua bimba, per questo Mondiale.
Mi stava raccontando che sarebbe andata in Canada anche lei, la trasferta è costosa (e lei se le fa tutte, segue ovunque sua figlia, non senza difficoltà), quindi sarebbe rimasta i giorni necessari per vedere le qualifiche e sarebbe tornata subito dopo le finali a otto. 
"Magari dovesse entrare in finale a corpo libero" ha detto.
Me lo ricordo cosa ho pensato in quel momento. Ho pensato che sarebbe stato un sogno, un sogno grandissimo, bellissimo, ma che realizzarlo sarebbe stato difficile perché il Mondo è un posto pieno di ginnaste, perché ce ne sono di fortissime e quel sogno era bello grande, enorme.

La notte delle qualifiche, Lara è entrata nella finale a 24 sui quattro attrezzi.
Durante quella gara di qualificazione, ho pregato per Vanessa e per Lara, dopo la quarta suddivisione erano terze e quarte per quella finale a otto, ma c'erano i mostri dopo. 
Ho pregato, ho sperato e, facendo i conti delle ginnaste che dovevano ancora gareggiare e potevano superarci, ho avuto paura perché secondo i miei calcoli Vanessa al massimo sarebbe stata ottava e Lara poteva finire nona. Prima riserva. Ed essere ancora una volta riserva poteva essere un incubo, che ok che a mali estremi sei comunque la nona al mondo che non è proprio una schifezza, però ecco, anche no.
In quella finale a otto, Lara è entrata. È entrata passando per la porta principale.
Fino ad adesso, sono solo sette in tutto le ginnaste italiane che hanno conquistato una finale a otto.
E io me le ricordo tutte le finaliste, magari voi ricordate solo Vanessa e io l'elenco non ve lo faccio, ma dico solo ciao ad Ilaria (se non sapete chi è Ilaria, sappiate che è male, molto male).



Lara ha disputato la finale a 24 sui quattro attrezzi ed è arrivata dodicesima.
DODICESIMA AL MONDO. Al mondo, capite?
E quando sei dodicesima al mondo puoi camminare a testa alta, lo puoi fare da ora in avanti ogni secondo della tua vita. Non che prima non lo potessi fare, ma adesso la testa può stare ancora più alta di prima.
Perché molti non avrebbero reagito, molti avrebbero rinunciato. Perché quando ti considerano riserva per anni, ci vogliono le palle per reagire e prendersi un dodicesimo posto al mondo che non sarà un oro, ma credetemi che è tanta roba.

Lara ha disputato anche la finale a otto al corpo libero, accanto a Vanessa Ferrari, la stessa Vanessa che si sarebbe dovuta ritirare dopo Rio de Janeiro (qui per saperne di più).

E questo post è per lei che non ha mai mollato, che ha reagito, che ha tirato fuori le palle e si è presa una rivincita enorme davanti al mondo intero.
E io vorrei averlo il coraggio di non mollare quando il gioco si fa duro, ma non è sempre facile.
Brava Lara, sei ufficialmente tra le grandi adesso.


Le foto del post sono Filippo Tomasi e Ginnastica Artistica Italiana.

Nb. Ho scritto questo post prima della finale a otto, avrei dovuto scrivere qualcosa anche su questa finale, ma non posso farlo perché non so che dire. Pubblico questo post per Lara, perché è giusto non mettere da parte tutto quello che lei ha fatto, ma questo è uno dei momenti più brutti da quando seguo la ginnastica artistica. Forza Vanessa, non ci sono parole da dire in questo momento.

4 commenti:

  1. Cara Gilda, deve essere bello essere amica di una ragazza così speciale una ginnasta che fa onore a tutta l'Italia!!!
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  2. Io tipo in lacrime nel leggere...

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    1. Lara è la prova vivente che, prima o poi, nella vita tutto torna, effettivamente è una storia che fa commuovere :)

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