martedì 31 ottobre 2017

La Festa dei Morti a Palermo tra cibo, giocattoli e piedi grattugiati

Quando io ero bambina, a Palermo, si festeggiavano i Morti.
Halloween non esisteva vent'anni fa. O forse è meglio dire che esisteva, ma non in Italia.
Io festeggiavo, appunto, i Morti che detta così magari suona un po' macabra come cosa, ma questo è.
Il tutto ovviamente dopo essermi ripresa dal ricevere gli auguri da parte di chiunque il giorno di Ognissanti perché io, con il mio nome atipico, non avevo un onomastico.
Non che adesso i Morti non si festeggino eh, ma Halloween sta un po' sostituendo le nostre tradizioni.
Posso però assicurarvi che la tradizioni dei Morti a Palermo esistono ancora, magari c'è qualche zucca in mezzo piedi, ma ecco, si continua a festeggiare il 2 Novembre.
Ma come si festeggiano i Morti a Palermo? Che domande: mangiando e ricevendo regali ovviamente.


Mia nonna era vedova, suo marito -nonché mio nonno- era molto giovane quando è morto, io non l'ho mai conosciuto.
Sapevo tante cose di lui, avevo visto foto, filmini, mi avevano raccontato tantissime cose e soprattutto, mio nonno per i Morti mi portava sempre qualcosa.
La tradizione voleva che la notte tra l'1 e il 2 Novembre, i defunti lasciavano un regalo ai bimbi che si erano comportati bene.
A quelli che si erano comportatati male, grattugiavano i piedi. Si, con la grattugia del formaggio, proprio quella.
A me nessuno ha mai grattugiato i piedi, ma ricevevo un sacco di regali.
Il più bello mai ricevuto me lo aveva portato mio nonno ed era una cucina Fisher Price gialla.
Credo che il fatto che fosse gialla -che è il mio colore preferito- fosse un caso.


Con quella cucina ci ho giocato per decenni e quando mia madre l'ha fatta sparire -io avevo vent'anni- ho pianto disperata per l'affronto subito, ma pare che la madre crudele non  si sia pentita di questo gesto sconsiderato neanche per un attimo.
La cucina era super accessoriata: pentole, padelle, piatti, cibo di qualsiasi tipo (compreso l'uovo ad occhio di bue che tanto amavo), tovaglie, presine e via dicendo. A guardare le foto oggi mi pare un po' bruttina, me la ricordavo un po' meno vintage a dire il vero, però l'amavo quella cucina. Oh, se l'amavo, è stata il mio primo grande amore.
Oggi ho il sospetto che i regali che portava il nonno in realtà li comprasse mia nonna, ma non ci sono prove concrete e non posso neanche chiederlo alla diretta interessata, quindi resterò con il dubbio.

Insieme ai giocattoli portati dai defunti, il giorno dei Morti, c'era tanto cibo.  Strano, vero? In fondo lo sanno tutti che in Sicilia non succede mai di mangiare come dei maiali all'ingrasso.
Il cibo del giorno dei Morti non è cibo e basta.
Prima di tutto, ci sono i pupi di zucchero, ovvero dei pupi fatti interamente di zucchero (non l'avrei mai detto, eh?).
Si dice in giro che il giorno dei Morti i dentisti palermitani stappino champagne come se non esistesse un domani in vista dei guadagni dei giorni successivi.
La forma originale è quella del pupo siciliano, ma ne esistono davvero di tutti i tipi. 


Quando ero bambina, il mio preferito era il pupo di zucchero a forma di Topo Gigio, ma credo che oggi non lo facciano più. Immagino esistano pupi di zucchero a forma di Peppa Pig e Masha (si, quella di Masha e Orso che vive in un capanno in mezzo al nulla con un orso saggio).
Fino a due anni fa, mia madre mi mandava un pupo di zucchero per i Morti, poi ha deciso che sono troppo grande per averlo.

Oltre ai pupi di zucchero, si mangia la frutta martorana, ovvero pasta di mandorle a forma di frutta che io non posso mangiare (si, sono allergica) e che in ogni caso non mi è mai piaciuta, però è molto bella da vedere.


Sempre perché a Palermo mangiamo poco, ci sono anche dei biscotti che si mangiano solo ed esclusivamente per i Morti: i tetù e gli ossi dei morti.
Nessuno vi vieta di farli anche in altri periodi dell'anno, ma personalmente non li ho mai visti in giro se non in questo periodo.
I tetù sono biscotti morbidi, ci sono bianchi e neri e sono buoni. In alcune ricette c'è la farina di mandorle, in quelli che mangio io ovviamente non c'è.


Gli ossi dei morti sono biscotti duri, ma talmente tanto duri che io non sono mai riuscita a finirne uno. I dentisti palermitani, come sempre, ringraziano.


E visto che non si può mangiare solo dolce, abbiamo anche il salato: per i Morti si mangia la muffoletta consata: la muffoletta è un tipo di pane, abbastanza morbido, con il sesamo (che io chiamo cimino) sopra che va riempita con sarde salate, caciocavallo, olio e sale. Ed è buona, tanto buona, posso sentire il sapore in bocca in questo momento.


Oltre a ricevere giocattoli e a mangiare (come sempre leggero, i siciliani sono famosi per il cibo leggero d'altronde), il giorno dei Morti si va anche al cimitero.
Mia madre mi ha raccontato che un tempo i bambini andavano a suonare le trombette per i viali dei cimiteri, ma io non ho ricordi al riguardo.
Ricordo però che, quando andavo con nonna e mamma al cimitero, per riuscire ad arrivare fino alla tomba di famiglia ci volevano ore perché ci si fermava a salutare un sacco di persone, a ridere, a scherzare. Si, come se fosse una festa.
E noi palermitani, ebbene si, riusciamo a rendere una festa persino il giorno dei Morti.

8 commenti:

  1. Festeggiare i morti è una cosa bella. Non c'è motivo di celebrare con tristezza, i morti non si offendono.
    Belli i dolci, i pupi di zucchero sono bellissimi

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  2. Preferisco di gran lunga il giorno dei morti palermitano che non hallowen. Cioè ma tu davvero sei cresciuta con i pupi di zucchero, e quella cosa rotonda buonissima che ha le acciughe e il caciocavallo..? Ma tu hai avuto un'infanzia meravigliosa....sara' che adoro Palermo ma questo post è una delizia!

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    1. Si sono davvero cresciuta così e tuttora, quando sono a Palermo o vengono su i miei, portano queste cose. Tranne il pupo di zucchero che mamma sostiene che in viaggio si rompe :P

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  3. Cara Gilda, Halloween a contagiato in tutto il mondo, ma io preferisco pensare ai Santi!
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  4. Quanti ricordi!!! Qui in Grecia i Morti non si festeggiano ma i miei figli ricevono comunque il regalo, grazie alla loro parte italiana!!!
    Comunque a Catania tra i dolci tipici ci sono le Rame di Napoli...una goduria!

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    1. Ma perché secondo te si chiamano Rame di Napoli e non Rame di Catania? :P

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