sabato 28 ottobre 2017

Quando un allergico deve fare la spesa

Dodici anni fa avevo 19 anni, da quattro combattevo con le allergie alimentari, non avevo ancora l'adrenalina sempre con me, nessuno parlava di allergie e quello che si sapeva era poco, pochissimo, era ancora tutto in divenire.
Una sera ero a Monte Pellegrino, il monte che sovrasta Palermo, a guardare la città dall'alto con un pacchetto di Fonzies. Si, proprie quelle che se non ti lecchi le dita godi solo a metà.
Mi piacevano un sacco le Fonzies. Si, proprio a me che non mangio patatine in busta manco se me le regalano.
Non ero sola, ero con un ragazzo che frequentavo ai tempi.
Mangiavamo Fonzies e guardavamo Palermo dall'altro. E poi il disastro.
Labbro che si gonfia (o, come dico sempre io, che penzola), occhi che non si aprono quasi più, respiro che inizia a mancare, corsa in ospedale. Eppure io le patate e il formaggio li avevo sempre mangiati (e li mangio tuttora), quindi bisognava capire cosa era successo.
Questo è stato il mio primo incontro con la scritta potrebbe contenere tracce di.
Non lo sapevamo, non ci avevamo pensato, era ancora tutto all'inizio.
Nel caso specifico, le Fonzies potevano contenere tracce di arachidi, non so se ci sia ancora quella dicitura perché non le ho più neanche guardate.
È stato lì che abbiamo scoperto che, quando si compra qualcosa, bisogna guardare l'etichetta e stare attenti alle eventuali contaminazioni.

Oltre alla dicitura potrebbe contenere tracce di, ne esiste un'altra che è prodotto in uno stabilimento che utilizza anche. A queste diciture, segue lista degli allergeni che potrebbero essere presenti.
Ma cosa significano queste frasi? Per farla breve -ma proprio breve, breve- stanno ad indicare che quella cosa confezionata potrebbe essere entrata in contatto con determinati allergeni perché, ad esempio, le macchine che si utilizzano per produrre quella cosa lì sono state anche usate per produrre qualcosa che contiene l'alimento (o gli alimenti) incriminati.
Quello che non sapete è che il papà della mia amica e testimone di nozze (Ciao Enrico!!!) che adesso è in pensione, è stato per anni direttore di stabilimento per dei noti, notissimi, super noti marchi dell'industria alimentare italiana e che mi ha raccontato ogni fase della produzione di determinate cose, tipo lo yogurt. Per farla breve, quando producono lo yogurt, partono da quello bianco (si quello acido che fa anche un pochino schifo) per arrivare ai gusti super allergizzanti, tipo la nocciola (chi è che compra lo yogurt alla nocciola? Vi prego, ditemelo!). 
Tra un gusto e l'altro, non solo lavano le macchine, ma buttano anche chili di yogurt (150 se non ricordo male). Praticamente, passando da banana e fragola, ad un certo punto uscirà dello yogurt che è un po' un mix dei due gusti: questo passaggio serve per pulire quanto più possibile la macchina.
Alla fine della produzione si fa il super mega lavaggio dei macchinari e poi si ricomincia.
Però c'è un però: lo yogurt potrebbe essere comunque contaminato, anche se hanno pulito e anche se hanno buttato tutto quello yogurt, quindi è necessario scrivere nelle etichette una di quelle due frasi.
Praticamente queste frasi si usano in quei casi in cui non si può escludere completamente che quell'alimento confezionato sia privo di qualsiasi contaminazione che non vuol dire che sicuramente è contaminato, ma potrebbe esserlo. E nel dubbio, voi che fareste? Lo mangereste o no? 
Si chiama gestione dei rischi e questo concetto vale per tutti i cibi confezionati.

E quindi come si fa a fare la spesa?
Quando noi andiamo a fare la spesa leggiamo ogni singola etichetta, tant'è che quando andiamo a fare la spesa grossa ci vogliono ore. 
Ore e ore a girare per le corsie. Ore che preferirei passare al mare. O sul divano. O in piscina.
Ci sono allergici che tollerano la presenza di eventuali tracce, io ovviamente -visto che sono una persona fortunata- non le tollero, quindi devo leggere e rileggere.
Le tracce di frutta a guscio, ad esempio, sono ovunque, anche dove una persona non si aspetta che ci siano, tipo il riso. Quando ho scoperto che il riso spesso e volentieri potrebbe contenere tracce di frutta a guscio ci sono rimasta malissimo perché, ecco, io me l'aspetto dalle merendine al cioccolato, mica dal riso. E che cavolo.
Si impara, con il tempo, quali sono i marchi puliti (dove puliti sta per senza tracce, non è che gli altri siano degli zozzoni) e quali no, ma c'è un altro ma. Molti marchi famosi hanno più stabilimenti -nell'etichetta è indicato anche in quale stabilimento è prodotta quella cosa che state per comprare- e magari uno stabilimento è pulito e l'altro no (vorrei tanto ricordarmi con che marchio avevo notato questa cosa, ma ovviamente ho la memoria di un noventenne stanco).



Quindi non guardi le offerte quando fai la spesa?
Ehm, si, guardo le offerte, come tutti. Poi leggo le etichette. E se nell'etichetta c'è scritto che quella cosa potrebbe contenere qualcosa che non posso mangiare, prendo la marca che non è in offerta.
Si, spendo un sacco di soldi per fare la spesa.
No, non ho nessun assegno passato dallo Stato per fare la spesa.
Si, mi piacerebbe guardare le offerte e basta, ma non posso.
No, non compro prodotti che potrebbero contenere tracce neanche per il Marito perché non si sa mai.
Si, tutti si adattano a quello che posso mangiare io in casa mia. Anche il cane.
Per facilitare la lettura delle etichette, da un po' di tempo a questa parte, gli allergeni sono in grassetto. Io ormai leggo un'etichetta in 0,000001 secondo. E no, non mi sbaglio mai che suona tanto arrogante, ma ci si abitua a tutto.

E sapete qual è la cosa divertente? Che non solo tocca leggere tutte le etichette e perdere un sacco di tempo quando si fa la spesa, ma che c'è anche l'elemento di difficoltà aggiuntivo a tutta sta storia che già di per se è scocciante: il Marito che fugge col carrello (qui per saperne di più) nascondendosi nelle corsie più disparate del supermercato.
Mia madre, per altro, dice che mio padre fa uguale. Che sia un caso?



Questo post nasce dal fatto che qualche tempo fa, in un commento, qualcuno mi ha scritto che era curioso di sapere come gestisce la spesa un allergico. E io, oggi, spero di aver risposto a tutti i dubbi al riguardo.

25 commenti:

  1. Ormai io conosco a memoria tutte le etichette... che poi da quando ho scoperto la celiachia ho anche capito quante schifezze mangiamo, perche' prima ignoravo le liste di conservanti e oli vari nei cibi. In compenso gioiamo che almeno in Italia queste cose le scrivono, in USA a volte si "dimenticano" delle contaminazioni da glutine e tu puoi solo incrociare le dita...

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    1. In Italia abbiamo una legge fantastica a tutela di chi ha problematiche di questo tipo, bisogna assolutamente riconoscerlo!

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  2. Beh, ovviamente la memoria in qualche caso aiuterebbe.
    Ma appunto, penso che su alcuni prodotti puoi andare certa e sicura.
    Mamma mia che strano però fare la spesa così... :o

    Moz-

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    1. Il problema è che a volte succede che un prodotto di cui sei sicuro, cambi etichetta (perché, immagino, cambi qualcosa all'interno dello stabilimento di produzione), quindi tocca comunque sempre controllare :(

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  3. Che faticaaaaaaaa. A me pesa far la spesa normalmente così ne esco esaurita. Scusa per la mia sincerità. È vero che ci si abitua a tutto quando non si hanno alternative, però. ...uff!!!!

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    1. Ma hai proprio ragione, è una gran perdita di tempo purtroppo (motivo per cui, per guadagnare un minimo di tempo, tendiamo ad andare durante la settimana e mai di sabato o domenica).

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  4. Ma quindi
    se io ti invito a pranzo e ti faccio un risotto con riso "pulito" in una pentola lavata ma in cui magari due giorni prima ho cucinato pasta con le noci, rischio di ucciderti?!

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    1. In teoria si, in pratica immagino che la pentola sia stata lavata in modo accurato (magari addirittura con la lavastoviglie) :)

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    2. Quello certo, ma pensando alla storia degli yogurt credo comprerei una pentola apposta :D :D
      Nia

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    3. Pensa che mia mamma ha un padella che usa solo per i piselli (io sono allergica) e che nonostante venga ovviamente lavata con tutti i crismi è conservata a parte rispetto alle altre padelle...e io non vivo con loro 😂😂😂

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  5. Leggendo il tuo post mi sono sentita in colpa perché io pur non avendo allergie leggo comunque tutte le etichette. Se vedo sigle che non conosco o sale o zucchero io non compro. Il mio compagno invece fa complessi calcoli matematici per capire la quantità di zuccheri presenti in rapporto ai grammi moltiplicati per le proteine....insomma due strambi e alla fine io compro solo cose che riconosco tipo verdure e lo inseguo per le corsie. Credo sia una prerogativa maschile e internazionale perché lui non è neanche italiano. Alla fine lui si lamenta perché dice che da solo farebbe prima e io pure ma insieme è un cinema!

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    1. Leggere le etichette secondo me è sempre giusto, quanto meno per sapere cosa mangiamo, quindi fai bene :)

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  6. Che fatica! Però te la cavi alla grande, anche quando rincorri il Marito con il carrello!
    Vitadisperanza.wordpress.com

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    1. Ci proviamo a cavarcela, ma mica ci riusciamo sempre :D

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    2. Prerogativa maschile il carrello? Quello mia moglie non lo molla mai, io non faccio nemmeno il gesto di portarlo ogni tanto. Anzi, sono io a cercarla con la spesa in mano!

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  7. Anche mio marito scappa col carrello, mi è capitato di prendere un secondo carrello, infatti ;)
    ho scoperto però che se gli fai una scenata in mezzo al super poi non lo fa più, prova!!

    grazie per il post!

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    1. L'idea del secondo carrello mi piace, mi sa che la userò :D

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  8. Sto imparando un sacco di cose sulle allergie! E come dico spesso...massima stima per chi ci convive!

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  9. Io compro lo yogurt alle nocciole.
    E di solito sono quella che scappa col carrello.
    Posso solo giustificarmi dicendo che, qunado vado da sola, ci metto la metà del tempo.
    Lui infatti non solo legge le etichette, ma controlla gli stabilimenti di produzione, se quel tale prodotto, con due marchi diversi è fatto nello stesso stabilimento e quindi la differenza sta, probabilemtne, solo nella confezione, se la carne è separata meccanicamente o no, insomma, tutto.
    E poi dice che compro solo cose fresche ;)
    devo sopravvivere

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    1. Ma sai che in realtà anche io, quando vado da sola, nonostante la lettura delle etichette, ci metto meno tempo? Però poi mi impicco con le buste da portare, quindi devo scegliere il male minore :D

      Ci sono un sacco di marchi diversi che producono nello stesso stabilimento, a me hanno detto che spesso la differenza sta nelle materie prime utilizzate, ma prendi questa frase con le pinze perché non l'ho mai verificata!

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  10. Veramente pensavo fosse ancora più difficile.
    Hai parlato, in un'altra occasione, di banane che, se sono state vicino alle pesche, rischiano di essere contaminate e sono da scartare.
    Come fai con tutta la frutta e verdura? Il dipendente del supermercato, così come l'ortolano non si lava le mani (né si cambia i guanti) ogni volta che cambia ortaggio. Prende le pesche, poi sistema i cavolfiori, indi i pomodori ecc

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    1. Sulla frutta e la verdura ne ho scritto nel post precedente: quando ci sono le pesche (da Maggio a Settembre circa) non entro al supermercato e non si compra frutta e verdura se non surgelata 😅

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  11. Terribile fare la spesa, ho combattuto l'allergia alimentare dopo 6 mesi di vita quando mia madre pensò bene di bere il brodo di manzo e poi allattarmi...Una roba che non vi dico! Da lì esami, può mangiare ma forse no, là tartare di prato va bene ma poca, insomma un'escaletion di roba guardata ma non toccata...però sulla Nutella ci sto a gonfiarmi����

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    1. Io la mangerei anche se fosse solo un po' do gonfiore, è che mi manda per direttissima all'altro mondo, mannaggia la pupazza :D

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