sabato 21 ottobre 2017

A 30 anni quando arriva il sabato

Il sabato, a trent'anni. Punto, respiro profondissimo, a capo.
Quando arriva il sabato, per il trentenne medio, ci sono due opzioni: o si lavora (si, succede anche questo, ma tranquilli: la nostra generazione andava a scuola il sabato, quindi siamo temprati) o si sta a casa dal lavoro, quindi si fanno tutte quelle cose che non si sono riuscite a fare durante la settimana a causa del lavoro.

Il sabato mattina, a trent'anni, ci si sveglia presto che se si resta troppo a letto poi viene il mal di schiena che, si sa, a trent'anni cominciamo i primi acciacchi.
E la schiena, non si sa perché, è la prima parte del corpo che mostra segni di cedimento.

E se ci si sveglia presto qualcosa si dovrà pur fare, mica si può restare con le mani in mano.
Che si sa, a trent'anni si hanno tanti buoni propositi
E allora si va in palestra o in piscina o magari addirittura a correre che l'esercizio fisico ritempra la mente e il fisico (ma occhio alla schiena, eh).
A trent'anni l'abbonamento in palestra dovrebbe passarlo il servizio sanitario nazionale, in ottica preventiva. Prevenire oggi per non curare domani. 
Potrebbe essere un'idea, eh. A chi si può proporre?
Dopo l'attività fisica, ammesso e non concesso che siate ancor vivi e bloccati a letto in seguito ad uno sforzo eccessivo che sai mai cosa può succedere, bisogna occuparsi della spesa e delle faccende domestiche.

A trent'anni il sabato si va a fare la spesa o si va da Ikea, a comprare una libreria Billy o un tavolino Lack, che servono sempre. Perché a trent'anni, se non hai una Billy, un Pax o un Lack o magari un Malm non sei nessuno.


In caso di gita all'Ikea, dopo aver mangiato le polpette, quel che resta del sabato si passerà a montare Billy, Lack o quello che è e la sera a contare le viti avanzate, da conservare rigorosamente nella scatola con su scritto "viti Ikea" contenente 85609 viti e 3747 brugole.
Se non avete a casa la scatola con brugole e viti di Ikea non siete trentenni, ma cinquantenni che vogliono sentirsi giovani, sia chiaro.
Oppure c'è lo shopping, se proprio da Ikea ci siete stati il sabato precedente.
Lo shopping quello programmato da tutta la settimana, quello che "questa botta mi sparo uno stipendio intero" e poi si torna a casa con due paia di calzini e una scorta di mutande per i prossimi due anni.

Che poi, eh, si può anche restare a casa il sabato.
A trent'anni, il sabato a casa è tanta roba.
A fare il cambio di stagione, ad esempio. 
O, se come me il cambio di stagione non lo fate, a mettere in ordine l'armadio, guardando quei jeans meravigliosi di dieci anni prima in cui forse prima o poi rientrerete.
Devo darvi una notizia orribile: nel 90% dei casi in quei jeans meravigliosi non ci entrerete mai più, ma mica è perché siete ingrassati, eh. È perché il fisico cambia, non necessariamente in peggio.
In ogni caso, quei jeans meglio darli via, insieme al top di paillettes con la pancia e la schiena scoperte che a trent'anni, uscire con un top del genere significa solo una cosa: prendersi un malanno.
I reni, a trent'anni, devono stare caldi sempre. L'unica eccezione è la spiaggia.

Un'altra opzione è il giardinaggio, se avete un giardino.
Se non lo avete, può essere sufficiente un terrazzo, un balcone, una mensola.
Saranno quindici sabati che rimando il travaso del mio albero di limoni le cui radici ormai urlano pietà ogni volta che ci passo davanti.

O le pulizie di primavera che, non so perché, si chiamano pulizie di primavera anche se vengono fatte il 15 Dicembre.
Le pulizie sono una costante nella vita di un trentenne, insieme alle lavatrici.
Ecco, a trent'anni il sabato è il giorno delle lavatrici che, si sa, il sabato la corrente costa meno se non si ha la tariffa mono oraria.
E a trent'anni, le bollette sono una cosa con cui bisogna fare i conti almeno un mese si e uno no.
Insieme all'affitto o al mutuo, la caldaia che si rompe (c'è sempre una caldaia che si rompe nella vita di una persona), il dentista o qualsiasi altra cosa vi venga in mente.
Il sabato a trent'anni si può anche decidere di piazzarsi davanti il pc, con la pagina dell'home banking davanti, per pagare le bollette, eh. È un'opzione anche questa.

A trent'anni, il sabato si fanno anche le torte. O la pizza. O i biscotti, rigorosamente con la sparabiscotti.

E poi eh, ecco che arriva il sabato sera.
A trent'anni, il sabato sera è una cosa preziosa, molto preziosa. 
Si può andare a fare un aperitivo con gli amici o a cena fuori, ma non a ballare.
Che il sabato sera, in discoteca, c'è la gente, c'è il rumore, c'è il buio.
Oppure, si può optare per il sabato sera dei trentenni, quello vero, quello che ti fa capire che si, hai proprio trent'anni.
Il sabato sera dei trentenni è quello che comincia con una pizza fumante, fatta in casa o portata a domicilio, due fritti, magari una birra. E anche un dolce o due.
Anche se, il metabolismo, a trent'anni, non è più veloce come a venti e la pizza, i fritti e i due dolci si pagano con gli interessi (ma tanto c'è sempre la palestra per lenire i sensi di colpa).
E dopo la pizza? Film, divano e plaid. 
Perché a trent'anni non c'è niente di più bello di passare il sabato sera a casa, sul proprio divano, con una copertina profumata guardando un film, dormicchiando tra una scena importante e l'altra, magari con il cane acciambellato sui propri piedi e un marito/fidanzato la cui spalla può essere molto utile per poggiare la testolina.
E trent'anni, il sabato sera, ad un certo punto potreste ricevere la telefonata della mamma che vi dirà: "Ma sei sempre stanca? Sei proprio nata vecchia, io sto uscendo".
"Ma mamma, sono le undici, non è tardi? Io mi preoccupo"
"E quindi? Anche tu uscivi alle undici qualche anno fa e per colpa tua io non riuscivo a dormire finché non eri rientrata. E comunque non sono sola, esco con tuo padre."
"Ma mamma!!"
"Buonanotte, ci sentiamo domani"
"Buona serata mamma, divertitevi".


Qui se volete sapere cosa fa un trentenne quando esce la sera e qua per la differenza tra i sabati sera a diciasette anni e a trenta.

18 commenti:

  1. :)
    è tutto assolutamente vero! l'hai descritto perfettamente.
    e poi cambia ancora tutto se arriva un figlio :D ci scriverò un post prima o poi. magari un sabato sera. quando avrò tempo.

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    1. Di figli ne parlerò quando ne avrò... se ne avrò :D

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  2. Guarda è proprio vero quel che dici, e in particolare vorrei commentare l'ultima parte: secondo me passata la fase del trentenne che ambisce ad un sabato sera tranquillo sul divano (quando non lavora!), andando avanti con l'età torna lo spirito di uscire e fare serata, anche se magari allora si va in balera e non in discoteca! ;-)

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    1. Lo penso anche io, quasi tutte le persone che conosco di almeno un decennio (ma anche due) più grandi di me escono eccome :)

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  3. Il bello è che ti chiedi: come ho fatto a fare quelle cose, con quegli orari senza morire?

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  4. sabato sera da trentaseienne prevede la visione sul divano dell'ultima puntata di Ulisse... E se non posso farlo perché metti qualcuno ci invita e non possiamo dire di no, ne sono profondamente turbata. 😑

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    1. Fingersi malatissimi e contagiosissimi potrebbe essere un'opzione :D

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    2. Ma non se l'hai già usata per il sabato precedente! 😂😂😂

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    3. Effettivamente no, si può usare massimo una volta al mese (a meno che non sei me: se sei me, quando dici che sei malata ti credono anche se lo dici ogni due giorni, visto che sono un rottame).

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  5. ah la sparabiscotti! che invidiaaaaa!!!!
    io l'ho provata solo una volta, un fallimento e-po-ca-le
    forse era una sparabiscotti scarsa, dato che era stata trovata in qualche fascicolo di cucina anni 90, ma mi si è distrutta tra le mani, sigh
    ma funziona bene?

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    1. La mia sparabiscotti funziona da paura, me l'hanno regalata quando ci siamo sposati e adesso non vivrei senza 😅

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  6. guarda mi ritrovo decisamente in tutte le situazioni (Billy ecc comprese) e ho quarant'anni, ma decisamente la peggiore è che il sabato oramai lo si passa a fare pulizie, che durante la settimana non si riescono a fare, mai.
    e ne dico un'altra: con figlia pre-adolescente adesso si sta a casa, pomeriggio inoltrato, ad aspettare il rientro di figlia che esce con amiche, in un misto di turbamento, ansia e felicità per lei.
    Barbara

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    1. Mi sembra di sentire mia mamma quando racconta di quando avevo io quell'età 😅

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  7. Articolo bellissimo e ancor più esatto a 40 anni :D Peccato che per me il primo negozio Ikea sia a 200 km, altrimenti attenderei il sabato con ansia ;)

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    1. Allora mi ritengo fortunata ad avercene ben due vicini :P

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  8. Il sabato sera pizza/divano/film *_* per me la perfezione da parecchio tempo, mi sa che è dai 25 che ho 30 anni hahahaha!

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    1. Ahahahahaha, io in realtà ho trent'anni da quando sono andata a convivere con il Marito...e avevo 24 anni :D

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