martedì 27 dicembre 2016

Il circo delle domande

Ogni anno, per anni, mia nonna mi ha portato al circo il 26 Dicembre.
Io aspettavo quel giorno con impazienza, mi piaceva il circo e, adesso lo so, mia nonna faceva un sacrificio per portarmici perchè i biglietti non li regalavano di certo. E mia nonna non credo avesse uno stipendio a chissà quanti zeri.
Si, mia nonna, classe 1932, nata in un paese delle Madonie, ha sempre lavorato. Lo so che state guardando increduli lo schermo, ma i nonni che lavorano sono sempre esistiti e i miei -tutti e quattro- erano tra questi.
A Palermo il circo arrivava a Natale, lo collocavano in un piazzale vicino lo stadio, dove durante l'anno c'era un accampamento di rom.
A Natale i rom li spostavano per fare posto al circo, poi appena il circo se ne andava, tornavano lì. Non ci sono mai stati tanti rom a Palermo, quello è l'unico campo nomadi che ricordo, fatta eccezione per tre bambine che sostavano a qualsiasi ora del giorno davanti il Mc Donald's di Piazza Politeama.
Adesso quel campo nomadi non esiste più e in quel piazzale ci hanno fatto un parco verde con le panchine e i giochi per bambini, c'è sempre un sacco di gente che corre e fa sport.
Restano poche baracche dentro al Parco della Favorita di quel campo rom, ma comunque il circo lì non lo mettono più. 
Io comunque aspettavo il 26 Dicembre per andare al circo, andavamo al pomeriggio, mia madre ci accompagnava e poi tornava a riprenderci.
A cinque anni, ero convinta che il circo arrivasse ovunque a Natale e mi chiedevo come fosse possibile che fossero contemporaneamente in tante città. Ero già mezza sindacalista dentro e mi chiedevo anche come facessero a lavorare solo quelle tre settimane del periodo natalizio e a prendere lo stipendio tutto l'anno.
Ero bambina -era il periodo tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90- e il circo era sempre pieno, se non ti sbrigavi a prendere i biglietti non trovavi posto. E noi non avremmo rinunciato al circo il 26 Dicembre per niente al mondo.
Mi piaceva il circo, mi piacevano gli animali, mi piaceva il leone che saltava dentro al cerchio e la tigre che si tirava su e faceva ciao ciao con la zampetta.


C'era anche l'elefante con il pennacchio. 
Mi piacevano da morire quelli che camminavano sospesi in aria che adesso so che si chiamano funamboli, ma ai tempi erano solo quelli che camminavano sospesi in aria.
Mi piacevano i trapezisti, un pò meno i clown, ma non mi hanno mai fatto paura. Solo che ecco, un tizio con il naso rosso e la parrucca verde non rientrava tra le cose più emozionanti della mia giornata al circo.
Un anno, organizzarono un gioco a premi per i bambini: bisognava andare lì e dirgli i nomi dei sette nani, chi li diceva tutti vinceva qualcosa, ma non ricordo cosa. Adesso voi penserete "e che ci vuole?", ma a cinque anni non è che era così scontato sapere a memoria i nomi dei sette nani.
Io comunque li sapevo -sono cresciuta a pane e cartoni animati Disney- eppure non fui la prima a dirli, quindi niente premio. Non si può vincere sempre.
Tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, il circo era semplicemente il circo.
Gli animali stavano al circo, nessuno si chiedeva se stessero bene o male, era normale trovare gli animali al circo. Oppure allo zoo. O, proprio come ultima spiaggia, nella savana. 
Solo che nella savana non ci si poteva andare il 26 Dicembre.
In quel periodo non c'erano i sit-in di protesta davanti al circo perchè gli animali non devono -giustamente- stare lì a saltare dentro un cerchio o a fare ciao ciao con la zampina, ma devono stare nel loro habitat naturale. 
A dire il vero, non c'erano nemmeno i vegetariani, figuriamoci i vegani, e le signore andavano in giro con la pelliccia che era segno di ricchezza. Il primo vegetariano che ho conosciuto era un mio compagno del liceo, però mangiava il tonno in scatola. 
A quei tempi era così. Non ci facevamo troppe domande.
Poi al circo io e la nonna non ci siamo più andate, non mi ricordo il motivo per cui abbiamo smesso, ma credo che improvvisamente io mi sia resa conto che forse non era tanto normale che un leone saltasse dentro ad un cerchio. Credo sia stato per Simba.
Nonna probabilmente certe cose le sapeva già, ma io ero la luce dei suoi occhi. E quei 26 Dicembre con lei restano comunque dei ricordi indelebili del suo amore per me.
L'anno scorso a Natale, sotto casa dei miei genitori è arrivato il circo. Ce ne siamo accorti perchè un giorno, all'improvviso, dal terrazzo abbiamo visto una giraffa.
Il suo recinto dava sulla strada -c'era solo un muretto basso basso a separarla da noi- e tutte le sere abbiamo portato Fuffi da questa giraffa. Lui poggiava le zampe sul muretto per arrivare alla sua altezza, senza mai riuscirci, e restava lì a fissarla.
Lei girava intorno e Fuffi la fissava. Poi una sera si è accorta di lui e il mio nano a pois scodinzolava.
Poi noi siamo tornati a Roma e per giorni ho chiesto a mia madre se era ancora lì. Un giorno, la giraffa se n'è andata e con lei tutto il circo.
E mi sono chiesta quando abbiamo iniziato a farci le domande che prima non ci facevamo.


8 commenti:

  1. Hai scritto un post bellissimo ❤

    A me il circo non è mai piaciuto. Ci sono andata una volta con la classe alle elementari, vedevo gli altri bambini che ridevano e si divertivano, e io mi sono annoiata a morte. Forse è lì che ho capito di essere un po' strana.
    Però i ricordi con la nonna sono impagabili. Io con la mia andavo a pescare, la prima volta mi sono impressionata perché ho visto che quando pulisci i pesci per cucinarli quelli sanguinano. Non l'avrei mai detto, ci sono rimasta malissimo e infatti non ho mangiato pesce fino a qualche anno fa. Però a pescare con lei ci andavo lo stesso ^_^

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    1. Quindi alle nonne piace fare cose in cui gli animali non se la passano tanto bene, mi sa :D
      Comunque,davvero, i ricordi con i nonni sono meravigliosi 😘

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  2. Il circo, nonostante tutto, trasmette una magia unica. Una volta, avrò avuto 10 anni, mentre i trapezisti si esibivano fu costruita nella pista una piscina enorme. Quando si accesero le luci blu sguazzavano nell'acqua una dozzina di cigni bianchi e bellissimi. Un'emozione unica che mi fa venire la pelle d'oca al solo ricordo

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    1. Sono davvero tanti anni che non ci metto piede, ma si, lo ricordo come molto emozionante. Anche se ora non avrei più il coraggio di andare :(

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  3. Quando non lo so, l'importante e` arrivare al punto di farsele certe domande... ognuno con i propri tempi :)

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  4. Salutiamo l'anno vecchio e prepariamoci per festeggiamo il nuovo anno con un bel brindisi!
    Tomaso

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