martedì 13 dicembre 2016

A Palermo, Santa Lucia porta le arancine

La leggenda narra che qualche secolo fa, in Sicilia, ci fu un grande carestia.
Praticamente  morivano tutti di fame.
Un giorno, la popolazione ebbe un'idea brillante: chiedere a Santa Lucia di fare il miracolo.
"Senti Santa Lucia, tu che sei tanto buona e cara, potresti gentilmente farci avere qualcosa da mangiare".
Santa Lucia, che appunto è buona e cara, mandò una nave carica carica di frumento. Il grano, per intenderci. Quello con cui si fa la pasta e il pane.
Non è ben chiaro dove sia arrivata questa nave, c'è chi dice a Palermo, c'è chi dice a Siracusa.
Io, siccome sono palermitana e comunque la strada via mare per Siracusa mi sembra un pò più arzigogolata, preferisco pensare che la nave è arrivata da noi.
Da dove veniva questa nave, chi era il comandante e altri dettagli logistici, non è dato sapere.
Comunque, resta il fatto che la popolazione si moriva di fame e arrivò il grano.
Quando non mangi da tanto tempo, non è che ti metti a impastare, far lievitare, cuocere e perdere tempo, quindi gli affamati decisero di bollire il grano, condirlo con un pò d'olio e mangiarlo così.
Questo grano bollito prese il nome di cuccìa.

Cuccìa palermitana
Con il tempo, è diventato un dolce. Altro che grano bollito e condito con l'olio.
Il grano si fa ancora bollire, ma si "condisce" con crema di ricotta (di pecora e il primo che dice che la ricotta di mucca è magra e buona lo insulto personalmente) o crema di cioccolata.
Io ho passato buona parte della mia adolescenza a mangiare la cuccìa scartando il grano, finchè la mia saggia nonna non propose di evitare questo scempio dandomi da mangiare solo la crema di ricotta. Senza il grano.
Al giorno d'oggi, per tradizione, non si mangiano farinacei il giorno di Santa Lucia, banditi pane e pasta. Si mangia il riso o al massimo legumi e verdure.
Siamo tutti d'accordo che il riso bollito si mangia solo in ospedale o in caso di intossicazione alimentare e vomito frequente, vero?
Quindi i palermitani si sono attrezzati e hanno stabilito che il giorno di Santa Lucia si mangiano le arancine. Solo quelle. Accarne o abburro.
Un tempo i panifici erano tutti chiusi il 13 Dicembre, se si voleva mangiare si andava in friggitoria, al bar, in rosticceria e si compravano giusto quelle otto/dieci arancine a persona.
Adesso i panifici sono aperti e comunque vendono solo arancine.
No davvero, non scherzo. Ovunque si entri, arancine ovunque che sono leggere, tonde, armoniose, belle e profumate.
C'è anche chi le fa a casa le arancine, io sono tra questi ultimi, almeno da quando non abito più a Palermo.
La ricetta non ve la so dire perchè le arancine si fanno a occhio. Riso non bollito, ma risottato (esiste la parola risottato?), bello compatto, che si riempie di besciamella, mozzarella o formaggio, prosciutto (ma qualcuno ci mette anche la pancetta) oppure di ragù che per i palermitani è rigorosamente con i piselli. Dopodichè si fa una bella palla, si passa nella farina (ma non erano banditi i farinacei?), poi nell' uovo sbattuto e infine nella mollica (che i continentali chiamano pangrattato). Poi si frigge.
A me comunque le arancine con il ragù, che poi sarebbero quelle accarne non sono mai piaciute.
L'olio deve essere bollente, in assenza di friggitrice, si può usare anche una bella pentola riempita d'olio. Alla faccia della carestia, si usano tanti di quei litri d'olio che basterebbero per condire quel mezzo miliardo di insalate nel mondo.

Arancine fatte in casa
Arancina accarne
Arancina abburro
Tecnicamente, per controllare che l'olio sia ben caldo bisognerebbe sputarci dentro. Io non lo faccio, ma tanto a quelle temperature che volete che sia?
Molti mettono in tavola anche il gattò di patate -che non è gatto a forno con le patate- oppure panelle e crocchè.
Palermo profuma di fritto il 13 Dicembre. Ovunque vai, senti aleggiare nell'aria quel meraviglioso profumo di frittura croccante.
Vi starete chiedendo perchè non mangiamo arancine anche il resto dell'anno visto che le abbiamo sempre, giusto?
Le mangiamo, le mangiamo. Poi adesso esistono un mezzo milione di gusti: al salmone, con la caponata, salsiccia e funghi e qualsiasi altro ripieno vi venga in mente.
Però, il 13 Dicembre si possono mangiare solo quelle. Otto/dieci a persona, come dicevo prima.
Noi palermitani abbiamo lo stomaco forte -tutti tranne me probabilmente- e possiamo mangiare tutte quelle arancine una in fila all'altra senza morire.
Per tutti gli altri non abituati, io non lo consiglio.
Molti chiamano il giorno di Santa Lucia, Arancina Day. A me questo nome sa di tascio (non provate a tradurlo con coatto perchè non rende a pieno l'idea, un tascio è un tascio).

E quindi, insomma: al nord Santa Lucia porta i regali con l'asinello.
A noi siciliani che vogliamo morire grassi e con il colesterolo alto, porta le arancine. In grandi quantità che poi pare brutto mangiare poco.


Le foto del post sono di Ina Ingrassia.

22 commenti:

  1. Cara Gilda, ora che la Danila va un po meglio, eccomi in fretta per lasciarti un mio saluto.
    io sogno sempre i dolci siciliani cara amica, con un forte abbraccio.
    Tomaso

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    1. Li sogno spesso pure io, ora che non vivo più a Palermo.
      Un abbraccio a te e alla Danila 😘

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  2. Francesco oggi è chiuso.E da ieri sera che sento per la strada odore di ragù

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    1. Mi piace Francesco che rispetta le tradizioni 😘

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  3. Ebbene sì. FB ha bloccato questo post perche offensivo.Non e dato sapere verso chi.Non certo Santa Lucia e nemmeno i Palermitani.Non sarebbe piu opportuno che chi fa queste scemenze si informasse?Dimenticavo non ci sono scene di sodomia o simili quindi va eliminato

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  4. Mi hai fatto venire fame, anche se ho appena finito di mangiare.

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    1. Per le arancine il posto si trova sempre :D

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  5. Gnammy che bontà. Le ho mangiate una volta sola nella mia vita ma ne ho un ricordo vivido.

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    1. Una sola volta? Bisogna assolutamente rimediare!

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  6. Applausi, come al solito un post geniale!

    Rob

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  7. Non capisco il motivo della censura...bah

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    1. Neanche io. Stiamo lavorando per capire, ma non è facile :(
      Adesso vengono bloccati tutti i post scritti dopo questo (ho fatto una prova che ho poi rimosso) :(

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  8. Ma sai che a Catania non c'è questa tradizione? O sono io a non conoscerla...
    Fatto sta che mi mancano gli arancini/le arancine (che non mi va di discutere su come si chiamano eh...) :)

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    1. Credo (ma non sono sicura) sia una tradizione solo palermitana...

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  9. ma sei di Palermo Palermo o di Ficarazzi? :-)

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  10. ma accarne abburro........da cui ammamma
    non ho mia capito questo ammamma, appapà

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    1. Ammamma e appapà non sono parole che uso, quindi non saprei...

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  11. Insomma... per Santa Lucia ci sono tradizioni sia al nord che al sud... siamo solo noi del centro a essere sfigati!! XD
    La mia amica di Trento, che vive però nel paese vicino al mio, festeggia sia Santa Lucia... che il Natale! Doppio regalo per lei! ;)
    Per quel che riguarda le arancine... le ho mangiate solo una volta in vita mia, a una fiera, tra l'altro le avevano appena tirate fuori dal frigo e riscaldate sommariamente... per cui fuori erano calde, ma dentro fredde... mi devo proprio rifare!!

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    1. È vero, al centro non c' è nulla :(
      Cmq si, devi rifarto assolutamente!

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