domenica 11 settembre 2016

Finchè la barca va

Dopo 40 giorni e 40 notti, siamo tornati a casa. In nave. E io odio la nave.
La premessa doverosa è che, quando si fa il biglietto del traghetto, viene sempre da chiedersi se si sta acquistando una singola tratta di viaggio o se si sta acquistando il traghetto per ormeggiarlo nel terrazzo di casa.
I costi sono PROIBITIVI e si che io usufruisco della tariffa residenti che, in realtà, si chiama così, ma è valida anche per chi in Sicilia ci è nato, ma risiede altrove. 
Io posso anche girarla a Fidanzato perchè facciamo parte dello stesso nucleo familiare, anche se viaggia senza di me. 
Lo sconto è ridicolo, ma volete mettere la soddisfazione di dire "tariffa residenti, grazie" quando si fa il biglietto?
Comunque, abbiamo prenotato la nave.
Poi siamo andati a controllare la strada perchè le strade davanti al porto sono state completamente modificate giusto qualche giorno fa e dovevamo essere sicuri di arrivare in tempo a causa dei controlli di sicurezza.
Mi sono arrivati più sms della compagnia di navigazione in due giorni che di Fidanzato in quasi sei anni, ma questo è secondario.
Il giorno della partenza abbiamo caricato la macchina con le scorte di cibo e generi di prima necessità (come ad esempio le spirali anti zanzare aromatizzate al geranio e alla lavanda) gentilmente fornite dai miei genitori che ancora non si convincono del fatto che anche a Roma ci sono i supermercati.
Chiaramente, siamo rimasti bloccati in un ingorgo di dimensioni epiche causato da questioni di ordine pubblico: c'era infatti, proprio nei pressi dell'ingresso del porto, una rissa tra due vigili urbani e una decina di persone.
Io cercavo di allungare l'orecchio per sentire il vigile che continuava a dire:" Lei ha commesso un reato", ma non ho potuto appagare la mia anima pettegola captando che tipo di reato fosse stato commesso.
Riusciti ad entrare al porto, siamo andati a fare il check-in, nel senso che mentre io facevo la fila, Fidanzato e Cane cercavano un pezzo d'erba per la pipì.
Noi cerchiamo sempre un pezzo d'erba per la pipì. Ovunque.
"Documenti"
Ho tirato fuori documenti di tutti e tre.
"Identifichiamo solo le persone, non gli animali"
Ho rimesso dentro il libretto del cane che essenzialmente dice sono vaccinato e ho il microchip.
"Libretto sanitario del cane"
Devo aver fatto una strana faccia, ma comunque gliel'ho dato.
"Il cane è vaccinato, quindi può viaggiare". Non l'avrei mai detto.
Riesco ad uscire da lì e ci avviamo verso la nave.
"Controllo di sicurezza" dice un omino tutto serio.
"Ok" dice Fidanzato.
Butta una sguardo dietro.
"Potete andare".
Tutto qui il controllo di sicurezza?
E lì è iniziata l'attesa: quattro ore di fila in macchina. Era una fila a motori spenti a dire il vero con le tenebre che avanzavano inesorabili. 
Adesso la sto facendo un pò tragica, lo so.
A venti minuti dall'orario di partenza previsto, mentre Cane Gnappo annusava il culo a due cagne per altro molto fighe la cui padrona guardava noi come se fossimo due stupratori,  ho iniziato a fare amicizia con tutti i vicini di fila per cercare di capire se mai saremmo partiti.
Alla fine, comunque, ci siamo imbarcati e con due ore e mezza di ritardo siamo riusciti a partire.
Maschio Angioino - Porto di Napoli
Viaggiare in nave con un cane è abbastanza grottesco perchè il cane non può andare da nessuna parte se non all'interno della cabina stessa, quindi noi restiamo chiusi in cabina.
Ho scritto cabina tre volte nella stessa frase: questo dovrebbe far capire quanto la nave mi generi odio e frustrazione. Per dire, eh.
Volendo ci sarebbe anche il canile -come lo chiamano loro- ovvero un insieme di gabbie su un ponte isolate dove non solo non ho mai visto un cane, ma difficilmente ci metterei il mio.
Ad ogni modo, in caso di disperata necessità di caffè, uno di noi due va da solo al bar.
No, non possiamo andare insieme perchè Cane Gnappo sa aprire la porta della cabina.
Non è uno scherzo, la sa aprire davvero e ne abbiamo avuto conferma quando, la mattina dopo, sono uscita per andare al bar e lui mi è venuto dietro con Fidanzato che in modo molto zen gli diceva qualcosa tipo:" O torni subito dentro o, quando ti prendo, ti butto in mare e verrai mangiato dai pescecani".
Non ho avuto cuore di dirgli che al porto di Napoli secondo me i pescecani non ci sono.
Due orette di macchina sotto la pioggia ed eravamo a casa nostra.
Poi ci sono volute tre ore per scaricarla la macchina. E un pomeriggio intero per trovare a tutto una collocazione.
Vacanze finite quindi e da domani si ricomincia. Avrei bisogno di almeno un'altra settimana.
Solo una, non chiedo di più.

Durante questi quaranta giorni ho ricevuto tre offerte di lavoro, ho capito tante cose sulla distanza, sono arrivata alla conclusione che non mi piace dimostrare meno anni di quelli che ho, ho riprovato l'ebbrezza di vivere sotto lo stesso tetto dei miei genitori per un lungo periodo e tante altre cose.
Ma di queste ve ne parlo con calma, nei prossimi giorni. Giuro.



8 commenti:

  1. La nave è un uncubo, soprattutto quando il viaggio dura 12h, viene voglia di farsela a nuoto.

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    1. L'unica cosa positiva è che viaggiando di notte il tempo vola, ma si: è un incubo!!!
      A volte facciamo il viaggio "via terra", ma l'ultima volta volevamo morire per le troppe deviazioni.
      Dovrei considerare l'idea di farla a nuoto in effetti, solo che: come porto le scorte di cibo? xD

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  2. Cane gnappo che sa aprire la porta ha tutta la mia stima. Comunque, e non c'entra niente, lo sai che la mia migliore amica si chiama "la Gnappa " ? Così, giusto per dire che abbiamo mooolte cose in comune io e te ^_^

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    1. E la apre anche con stile, dovresti vederlo :P
      Dovremmo fare incontrare Cane Gnappo e la Gnappa e soprattutto riuscire a incontrarci noi.. ho ancora in previsione Torino prossimamente :)

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  3. col traffico sei stata fortunata visto che le strade del porto, a cui si aggiungono i controlli, sono chiuse per lavori in corso...

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  4. Pensa che noi abbiamo viaggiato e viaggeremo in nave dalla Grecia......il viaggio della speranza!

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