lunedì 7 marzo 2016

Essere una fan squilibrata di gente a caso

Io questi quasi trent'anni me li sento addosso, ogni tanto mi guardo allo specchio e mi sembra di trovare qualche ruga. Poi provo ad avere qualche slancio atletico e invece nulla, sono arrugginita e il motivo è sempre quello: i quasi trent'anni.
Non ho più voglia di fare le sei del mattino in discoteca, preferisco una bella cena, sorseggiando un buon vino -possibilmente bianco- facendo due chiacchiere con gli amici. 
Ho questa passione -di cui ormai tutti sono a conoscenza- che è quella della ginnastica artistica, ma con il tempo sono diventata una persona pacifica e serena, non do più segni di squilibrio. Sarà dovuto anche quello al fatto che ormai sono quasi trent'anni e devo mantenere un certo aplomb o quanto meno provarci.
E' appena passato un altro week-end di gare, ancora Serie A che quando lo racconto in giro la gente pensa che sia Serie A come quella di calcio, che ci sia ogni week end -anticipi, posticipi, posticipo dell'anticipo, anticipo del posticipo, turno infrasettimanale- e che in novanta minuti è tutto finito o giù di lì e invece sono giornate intere trascorse in campo gara che sembra quasi che la gara debba farla io. E alla fine, dopo week-end del genere, io ho pure gli infortuni, in questo caso un polpaccio stirato che adesso cammino come Gambadilegno, il nemico acerrimo di Topolino. 
Alla fine, i trent'anni si sentono, visto?
Qualcuno una volta mi ha detto che non tifa una squadra, ma le singole ginnaste.
Anche io tifo le singole ginnaste, ho delle preferenze -d'altronde sono umana- ma tifo anche una squadra per lo scudetto. In silenzio, ma la tifo.
E ogni tanto, guardo sgomenta le ragazzine sedute negli spalti che si fiondano sui ginnasti, si lanciano proprio per avere un autografo e una foto. 
C'è stata una volta che ho avuto paura che venisse giù una barriera del palazzetto tante erano le bimbe che spingevano per avere un autografo che io ancora mi chiedo ma che ve ne fate? lo incorniciate? lo mostrate agli amici? lo rivenderete tra dieci anni?
E le foto? Che vi fate? Incorniciate anche quelle? 
Però, c'è un però. 
Sono umana e fino a qualche mese fa ero completamente squilibrata, solo da poco sono una persona normale, quindi devo fare outing: anche io per mesi -ma che dico mesi, anni- ho detto a gran voce che volevo una foto con un ginnasta. Ho rotto le scatole a chiunque, sono circondata da fotografi che si sono offerti più volte di scattarmi questa benedetta foto con questo ginnasta con le loro reflex con gli obiettivi giganteschi che pesano più di me (amici, io ve lo dico, presto avrete la gobba a furia di tenere gli obiettivi al collo). E io, ogni volta, a fine gara, dicevo "no dai, la facciamo la prossima volta la foto, non voglio disturbare".
E quindi, mentre le ragazzine sono piene di selfie scattate con i ginnasti e le ginnaste, io me ne sono sempre tornata a casa senza foto.
L'amore della mia vita ha 37 anni, tre olimpiadi alle spalle, diciassette titoli assoluti al suo attrezzo, quest'anno si è rimesso in gioco su tutti e sei gli attrezzi per andare alle Olimpiadi e io lo amo.
No davvero, lo amo.
Lo guardavo l'altro ieri e continuavo a ripetere:"ma che belle linee, ma guarda che roba, ma è stupendo", costringendo Ale a sopportarmi. 
No, Ale non è Fidanzato, abbiate pazienza, ma al mondo si chiamano tutti Alessandro, non so se avete notato che ovunque andate ci sono sempre almeno tre Alessandro, tanto che io questo nome non lo sopporto più perchè poi quando parli, c'è sempre qualcuno che ti chiede "Ma Ale chi?" e magari non sai il cognome oppure non te lo ricordi e quindi è una fatica pazzesca fare capire di chi stai parlando.
Alla fine, finita la gara di Ancona, è arrivato Marco e mentre io guardavo il podio e saltellavo sulla pedana del corpo libero rischiando di rompermi un ginocchio -la pedana è molleggiata, mica sono io che sono instabile- mi ha detto di sbrigarmi e andare a fare sta benedetta foto.
"Ma no, non vedi che sta parlando? Io non voglio disturbare!"
Sono stata costretta a rimanere lì per fare sta foto.
No, non è che mi vogliono bene e si preoccupano del fatto che io voglio la foto, semmai non mi sopportano più.
E quindi ho atteso che lui finisse di parlare e con fare idiota mi sono avvicinato e ho detto:"Io ho quasi trent'anni". No, non sto scherzando. Ho esordito così.
"Alberto, vedi, io ho quasi trent'anni, non sono una bimbaminkia!!1!!, ma voglio sta benedetta foto"
Lui è tanto carino e gentile, probabilmente ha pensato fossi completamente pazza.
E alla fine, io ho la mia bella foto.
E ho anche una foto scattata mentre facevo la foto -grazie Antonella- così da essere sicuri che il momento sia stato immortalato da tutte le angolazioni e non mi venga in mente di rompere ancora le scatole.
Con buona pace di tutti.



Il ginnasta in questione è Alberto Busnari, che da quando ho memoria, gareggia tenendo alti i colori dell'Italia. 
E' stato un pò sfigato in alcune occasioni, vincendo medaglie di legno come se piovesse,  ma resta il numero uno. Di recente, è finita la maledizione delle medaglie di legno con uno splendido bronzo europeo, vinto a trentasei anni. 
Adesso aspettiamo Rio e tutte le gioie che Alberto mi regalerà.



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