mercoledì 16 marzo 2016

Avere trent'anni e l'effetto che fa

A trent'anni si è responsabili delle proprie azioni.
Non siamo più ragazzi, siamo uomini e donne.

A trent'anni mi sveglio la mattina e l'università è solo un lontano ricordo, non ci sono lezioni da seguire, esami da dare, materie infinite da studiare.
A trent'anni si lavora, mi alzo la mattina e devo lottare con il traffico, gli scioperi, le invasioni aliene per arrivare puntuale. Devo sopportare otto ore chiusa in un posto dove spesso non vorrei essere, sopportare colleghi che a volte sono proprio stronzi non sono esattamente simpatici.
A trent'anni, la maggior parte dei miei coetanei. devono svegliare, vestire e accompagnare i figli a scuola in una lotta all'ultimo sangue perchè no, non esco di casa se non viene anche Geppy l'orsetto o Peppina la fatina.
No, io il latte non lo bevo, voglio le patatine fritte. Alle sette di mattina.
No, io il maglione non lo metto, fa caldo. Temperatura percepita: -10°.
A trent'anni non ci sono mamma e papà che fanno la spesa e cucinano. Bisogna pensare a cosa mangiare, andarlo a comprare e poi cucinarlo. Tenendo bene a mente che i primi malanni sono lì, dietro l'angolo. E il colesterolo. E il reflusso. E la cagarella. E non ho più lo stomaco di dieci anni fa e non mi spiego perchè.
A trent'anni bisogna rifare il letto perchè il letto che si rifà da solo non l'hanno ancora inventato.
Lavare i vestiti. Stenderli. Stirarli.
Sistemare casa. Pulirla.
Ricordarsi che calze e mutande non sono eterni, si auto distruggono nel buco nero chiamato lavatrice, e vanno ricomprati. Possibilmente prima che sia necessario costruire un paio di mutande di fortuna con lo scottex.
Anche lo scottex va comprato. E la carta igienica. Perchè il c**o non si può pulire con lo scontrino del supemercato.
A trent'anni devo fare i conti per fare quadrare tutto. Perchè c'è il mutuo, l'affitto, l'assicurazione, il bollo, la caldaia che si rompe, l'idraulico, l'elettricista, il regalo alle maestre, le bollette.
E 1500€ per comprare la cocaina non si possono spendere. E anche se si potessero spendere, a trent'anni sono perfettamente in grado di capire che non è il caso.
A trent'anni ho delle responsabilità, verso me stessa e verso la persona con cui ho scelto di dividere la mia vita.
A trent'anni c'è da andare in banca, all'Inps, all'Agenzia delle Entrate, all'Aci, dal medico, all'ufficio postale. A trent'anni c'è sempre la rottura di scatole da risolvere. E va risolta.
A trent'anni, a volte, ci sono dei genitori che non sono dei genitori che non sono più giovani. E bisogna prendersene cura, esattamente come loro, trent'anni fa, hanno fatto con noi.
A trent'anni, a volte, si piange per dei genitori che non ci sono più.
A trent'anni ci sono le batoste che bisogna affrontare e superare. A volte con fatica, a volte con la sensazione di non farcela più. Ma a trent'anni non c'è qualcuno che si prende le porte in faccia per te.
A trent'anni sono sempre di corsa, non ho tempo di annoiarmi e meditare di uccidere qualcuno per vedere l'effetto che fa.
A trent'anni ho anche capito, da tempo ormai, che uccidere qualcuno è la peggior cosa che un essere umano possa fare.
A trent'anni sbaglio. Spesso. Ma so distinguere il bene dal male e so che torturare una persona è male. Molto male. Malissimo.
A trent'anni ho bisogno della patente perchè senza macchina sarei spacciata. E so che farsi ritirare la patente e finire a pisciare dentro il cesso di un ospedale perchè controllino che non sono un'ubriacona tossica non è cosa buona e giusta.
A trent'anni so che se mio padre andasse in tv a dire che sono una brava persona perchè mi drogo, mi ubriaco, uccido le persone, lo rinnegherei come padre. E pretenderei che se mi drogassi, uccidessi, torturassi fosse mio padre a rinnegarmi. A cancellarmi dalla faccia della terra. A chiedere che io venga chiusa in un buco senza acqua nè cibo per vedere l'effetto che fa.


A trent'anni so ancora divertirmi.
Ho degli amici. Esco. Vado a cena fuori. Al cinema. Ad una festa.
A trent'anni bevo un bicchierino di Amaro del Capo ogni tanto, dopo cena. E va bene così.


4 commenti:

  1. Un fatto sconvolgente che sembra quasi uscito da un romanzo di Ammaniti per quanto è surreale e grottesco. Purtroppo se sei marcio dentro lo sei a trent'anni come a quaranta, a cinquanta o a cento.

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    1. Esatto. Se sei come questi tizi (che non saprei nemmeno definire) non dipende dall'età e non puoi essere giustificato dall'essere un ragazzino (che comunque non sei). Sei così e basta.

      Hai ragione comunque, è davvero surreale, a me in qualche modo, per atrocità e follia, ricorda il delitto del Circeo che anche lì, era davvero allucinante quello che era successo.

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