venerdì 12 febbraio 2016

Prima di partire per un lungo viaggio

Non mi sono dimenticata della ginnastica artistica.
Non potrei mai dimenticarmi della ginnastica artistica, io.
Se anche provassi a farlo, appesi in cucina ho gli articoli dei successi delle nostre ginnaste che mi guardano ogni giorno mentre cucino, mentre lavo i piatti (ah no, quelli li lava Fidanzato), mentre prendo il caffè. Stanno lì e mi ricordano ogni giorno:"Tu sei una matta". Ogni santissimo giorno.
La verità è che sono cambiate tante, troppe cose in questo ultimo anno.
Da fan squilibrata che, causa lavoro, non riusciva mai ad andare da nessuna parte e doveva lottare con la diretta delle gare -quando c'è- sono passata allo status successivo di fan squilibrata che non si assenta mai dal lavoro, non si ammala mai (l'ultima volta che l'ho detto, mi è venuta la febbre la sera stessa), è sempre precisa puntuale, ma che mette in chiaro che -ogni tanto- deve assentarsi dal lavoro per fare le trasferte. Alla faccia di chi pensa che le trasferte le fanno solo i tifosi di calcio.
Il mio capo ha pensato che fossi passa, chiaramente, i miei colleghi idem.
Tutte le volte che mi è capitato di andare nella sede centrale dell'azienda, mi hanno chiamata "quella che va alle gare di ginnastica" perchè è evidente che chiamarmi Gilda -che è il mio nome e mi piace pure- pare brutto.
Non hanno capito, ma hanno cercato di essere comprensivi. Poi, per carità, il confine tra la comprensione e la pena per una matta, è molto labile, lo so.
Ala fine, comunque, hanno iniziato a vedere le gare internazionali in streaming con me. Per dire.
E a fare anche il tifo. Ovviamente, si lasciavano consigliare -mai mi permetterei di costringere qualcuno disse quella che è estremamente pacifica- su chi tifare. 
E su chi gufare.

Lara Mori
Comunque, oggi è il giorno prima.
Il giorno prima della gara, per essere precisi.
E quindi, il giorno prima della trasferta.
Questa trasferta -quattro ore scarse di macchina- è stata studiata nei minimi dettagli, valutando tutte le strade diverse possibili, insultando Maps che, ad un certo punto, aveva deciso che il percorso più comodo era quello a piedi (nove ore e mezza di camminata), dicendo ogni santissimo giorno le stesse cose, sprecando giga di connessione internet del cellulare in messaggi vocali.
Ci sono i messaggi che dicono "non vedo l'ora di vederti".
Ci sono gli incastri di passaggi che Bla Bla Car ci fa un baffo.
E, come ha detto qualcuno, questa settimana non è passata mai.
E, per completare l'opera, ieri un furgone ci ha distrutto la macchina parcheggiata, mettendo in crisi la nostra trasferta. Ma non ci siamo arresi e tra poco più di dodici ore si parte.

Alberto Busnari
Ricomincia la stagione, si ricomincia ad andare in giro, si ricomincia ad impazzire.
Ci sono tanti amici da abbracciare, c'è il respiro da trattenere, ci sono tante preghiere da fare.
E questo, signori e signore, non è un anno qualunque.
Questo è L'ANNO. L'anno olimpico. 
Bisogna solo un attimo capire come andare a Rio. 
Sarà meglio la macchina o l'aereo?

Le foto del post sono di Ginnastica Artistica Italiana.

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