domenica 3 gennaio 2016

Quo Vado. Zalone, mon amour.

Ho studiato Cinema e sono ero una nerd.
Prendete un qualsiasi film muto, in bianco e nero, pesante come pochi e sappiate che io l'ho visto sicuramente. Magari anche tre o quattro volte, visto che mi dimentico i film che vedo e quindi li riguardo per rendermi conto che l'ho già visto quando mancano tre minuti alla fine.
Il primo giorno del corso di Iconografia del Cinema, arrivò la tizia che si occupava della videoteca del dipartimento e mise Nosferatu di Murnau -che se non sapete chi è, lo capisco- e si levò un coro di disperato di studenti che quel film l'aveva visto almeno sei volte. Tra quegli studenti c'ero anche io.
Quando ho conosciuto Fidanzato, ero in fissa con Ingmar Bergman -una fissa che durava da due anni- e lo invitai a guardare con me Persona che è un capolavoro. Credo che fu l'unica volta che pensò seriamente che non eravamo fatti l'uno per l'altra.
Poi sono passata a film un pò più leggeri, anche perchè, sebbene io non sia convinta che La Corazzata Potemkin sia una cagata pazzesca, ogni tanto due risate non fanno male.
Ecco, a me Checco Zalone piace. Molto.
Mi piace perchè ha fatto una genialata: ha preso quattro luoghi comuni sul bel paese, ci ha fatto qualche film e sbanca continuamente il botteghino. Chiamalo scemo. 
Ce l'avessi avuta io un'intuizione così, adesso sarei in vacanza ai Caraibi alla faccia di chi mi vuole male.
E signori e signore, un cinema piena io non lo vedevo dai tempi della prima di Bastardi senza gloria, non so se mi spiego.
Si, è vero: siamo il paese di De Sica, Visconti, Rossellini, Lattuada, De Santis e Fellini -che a me per altro non ha mai fatto troppa simpatia- ma insomma, fatevele due risate.
Quo Vado fa ridere, più o meno come tutti i suoi film. E Zalone ad interpretare il cretino del profondo sud è anche tanto bravo.
E poi, diciamoci la verità: non è che dice bugie. Io ne ho conosciute persone che bramavano al posto fisso con la bava alla bocca. E, se ci pensate bene, ne avete conosciute anche voi.
Di pratiche che si sbloccano solo se c'è un regalino -magari non una quaglia che solo l'idea mi fa venire il freddo- ne avete sentito parlare anche voi.
Di nullafacenti che si fanno timbrare il cartellino dai colleghi, non ne parliamo.
Avevo una collega -tanto tempo fa- che aveva come unica aspirazione riuscire ad ottenere sto benedetto posto fisso. E si dannava che, nonostante la madre ce l'avesse, nessuno la facesse entrare senza prima aver fatto un concorso pubblico. Perchè sai, mi diceva, con il posto fisso cambierebbe tutto.
Ecco, per dire.
Che poi, se proprio vogliamo dirla tutta, Zalone prende per il culo proprio tutti. 
E chi tanto lo critica, probabilmente, si sarà commosso a vedere Albano e Romina insieme sul palco di Sanremo. O avrà suonato al semaforo a quel cretino -per essere educata- che col verde non si muove, che andiamo sempre tutti di fretta e mica possiamo aspettare tre secondi al semaforo. Dove andiamo, non è dato saperlo, ma intanto andiamoci di corsa che non si sa mai.
E poi, dai, tutti sconvolti che prenda per il culo pure il centro accoglienza di Lampedusa, ma lo sappiamo bene che tutti quei poveracci che arrivano coi barconi, pure se hanno una laurea in medicina nucleare, li vediamo solo ed esclusivamente come quelli che puliranno le scale del nostro palazzo. O come centrocampisti, ma occhio che in Serie A si possono tesserare massimo due extracomunitari per squadra, quindi gli altri ributtiamoli pure a mare.
E quindi, fatevele due risate. E, dopo il film, invece di criticare Zalone che fa i soldi prendendoci in giro, meditate su come forse un giorno potremmo migliorare.
Persino Zalone, alla fine, regala i vaccini ai piccoletti africani.
Se invece due risate proprio non riuscite a farvele, sappiate che il fatto che Quo Vado incassi così tanto, a voi non toglie niente dalla tasca. Giuro.



E comunque, io Sonia Bergamasco la conoscevo già. 


8 commenti:

  1. Io non capisco proprio tutta sta polemica su Zalone. A me piace..per ovvi motivi questo film lo vedrò quando sarà disponibile in tv ma se fossi stata in Italia sarei andata al cinema a vederlo. Se qualcuna ha qualche problema basta non andare e stop...

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    1. Infatti! Non ti piace Zalone? Non vedi i suoi film! Ti piace? Li vedi!
      A me sembra fin troppo semplice!

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  2. Parliamone seriamente, anche se con Checco Zalone è difficile. E se non vogliamo prendere sul serio questo personaggio, parliamo di quel genio di Luca Medici. La prima volta che lo vidi, ai tempi di Zelig Off se non sbaglio, che faceva il neomelodico mi dissi "è geniale". E i suoi film sono geniali. Pensa a tutti quelli che ha girato, c'è sempre una piccola realtà italiana, che sia l'omofobia o il razzismo, il lavoro o il rapporto con i figli. Ci vuole arte per descrivere con semplicità la nostra realtà. Poi la storia del "successo imposto" è una cavolata: se più cinema lo stanno programmando vuol dire che è una questione di "domanda-offerta" (evidentemente qualche critico dovrebbe tornare ai banchi di scuola per ripassare statistica e roba del genere)...

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    1. Ho letto diverse lamentele di persone che sostenevano appunto che il film era in tutte le sale e non si riusciva a vedere altro.
      Nel cinema dove l'ho visto io era si in molte sale (e c'erano comunque delle sale con altro in programmazione),ma erano sale tutte piene, non c'erano posti nemmeno a pagarli oro quindi, come dici tu, se lo programmano ovunque un motivo c'è. Ma la gente non si rende conto!

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  3. per me il film di Zalone è autobiografico. 40 anni di provincia e meno male che sono andata in pensione. I miei colleghi rimasti con 30 e passa anni di servizio sono diventati pure loro precari. Viva l'Italia. Questo è il futuro di voi giovani niente lavoro e niente pensione.

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    1. Triste, molto triste, ma purtroppo verissimo!

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