lunedì 2 novembre 2015

Figliare e lavorare

Una ragazza, si chiama Paola, ha denunciato una situazione brutta. Ha trovato un cretino, c'è poco da fare.
Io ho la data di nascita nel cv. Vuoi che la mia data di nascita è simpatica, suona bene, ma ce l'ho sempre avuta e la cosa non mi ha mai creato grandi problemi. Nessuno mi ha mai chiesto l'età, ma mi è capitato di chiederla a una ragazza che mi stava facendo un colloquio. E' che sembrava giovanissima, stavamo aspettando una collega che avrebbe assistito al colloquio e la conversazione è finita lì.
Nessuno mi ha mai chiesto se fossi sposata o se avessi figli, ma mi è capitato, spontaneamente di tirare fuori l'argomento Fidanzato perchè, vuoi o non vuoi, facendo lo stesso lavoro, sono diverse le cose che conosco di rimando. A nessuno è mai importato granchè della presenza di questo fantomatico Fidanzato. Non sanno quello che si perdono coloro i quali non si interessano di lui, tzè.
Mi hanno fatto, quello si, tantissime domande tecniche tanto da sfinirmi, che forse avrei preferito che mi chiedessero l'età che almeno quella è una risposta secca.
Sono sempre stata circondata da uomini, praticamente tutti figliomuniti.
Ad un certo punto, in un emissione dove ho lavorato c'era l'angolo baby: vestiti e giocattoli portati da qualcuno con figli che potevano essere utili per qualcun altro con altrettanti figli. Una specie di mercatino, dove però non si pagava nulla: se ti serve, te lo prendi e te lo porti a casa.
Di figli ed eventuali compagni, mariti e mogli si è sempre parlato, anche perchè ore e ore al buio, di qualcosa si dovrà pur parlare, no? 
Io ho pure proposto a un collega con tre figli di fare il quarto, anzi ho espressamente richiesto che fosse femmina perchè, dopo tre maschi, volevo (io ovviamente che, d'altronde, volete che il mio parere sulla questione non sia importante?) la femminuccia da vestire di rosa. Mi ha sfanculata, ma questo è secondario. Io so che prima o poi la femminuccia la farà, me lo sento.
Ho visto sempre molta solidarietà, se così si può chiamare, nei confronti di figli e famiglia.
Una volta c'era un  collega con la compagna al termine della gravidanza e, di comune accordo tra capi e colleghi, si è deciso che finchè il pargolo non si decideva a venire fuori, il collega sarebbe stato dispensato dai turni di notte perchè, metti caso decideva di nascere di notte, era il caso che lui fosse a casa con lei e la potesse portare di gran corsa in ospedale, senza perdere tempo ad avvisare capi, colleghi, Dio in persona e magari anche San Pietro e gli apostoli (di notte si è da soli e sarebbe stato necessario attendere l'arrivo di un cambio che, però prima, bisognava trovare...senza reperibilità, difficilmente trovi qualcuno che ti risponde al telefono alle tre di notte).
Ho visto non figli muniti e capi organizzarsi di modo che i figliomuniti potessero accompagnare i pargoli a scuola il primo giorno o potessero accompagnarli alla visita medica o da qualsiasi altra parte. Ci hanno provato a spiegarmi quante cose fa un bambino, ma ho rimosso.
Ci hanno provato in tanti a convincermi che fare un figlio è bello, non ho mai capito se fossero sinceri o se volessero semplicemente togliermi dalle scatole per un pò, ma niente, non mi hanno convinta. 
Le mogli e compagne dei miei colleghi lavoravano tutte, salvo rarissime eccezioni, e chi non lavorava, ad un certo punto, si è trovata un lavoro pur avendo pargoli. I padri hanno usufruito di periodi belli lunghi di ferie o del congedo di paternità, a seconda dei casi.
Un responsabile che ho avuto, una persona eccezionale, una volta mi disse che la famiglia viene prima di tutto e che quando nasce un figlio, bisogna stare a casa perchè certi momenti non tornano più. Io figli non ne ho, lui si quindi mi fido di quello che mi ha detto.
Chi è rimasto a lavoro, non ha mai fiatato e si è diviso i turni di chi si stava godendo la nascita e i primi mesi di un figlio. Quando qualcuno ha avuto un problema o una necessità legata a un pargolo o a qualsiasi altro familiare, ci siamo organizzati.
Nessuno ha mai maltratto qualcun altro perchè ha famiglia. Tutti abbiamo una famiglia, tutti abbiamo qualche necessità e queste necessità sono sempre venute prima di tutto. 


Ho avuto un responsabile che, quando è morto mio suocero, mi ha telefonato e mi ha detto di stare a casa con Fidanzato. Ho avuto un altro responsabile che quando mio padre ha avuto dei problemi mi ha dato più ferie di quelle che avevo chiesto e, un giorno che non c'era copertura, ci si è messo lui a coprire il mio turno. Ho avuto un altro responsabile ancora che, quando Fidanzato si è operato, mi ha detto di stare con lui perchè pensare di conciliare le sue esigenze con il lavoro era da pazzi e non potevo lasciarlo solo. E non era un giorno.
Fortunata? Non credo.
Credo che ci siano gli stronzi, che ci siano quelli che si comportano male, ma che ci siano anche quelli che sanno quanto è importante la famiglia, i figli e quanto il lavoro non sia l'unica cosa al mondo.
Di contro, ci sono rimasta malissimo quando un responsabile si è tanto adoperato per trovarmi una collega e non c'è riuscito perchè i turni non li vuole fare nessuno.
Ci sono anche rimasta malissimo quando ho saputo di una persona che, in gravidanza a rischio dopo una settimana di gravidanza, faceva la cubista per arrotondare. Mi sono sentita presa in giro come lavoratrice e come donna. E, nonostante il part time, i turni agevolati e qualsiasi altra cosa, questa persona non si è palesata a lavoro per anni, conservando il posto di lavoro e togliendolo a chi magari di quel lavoro aveva bisogno.
Leggo di donne che vanno contro altre donne. Io non vado contro nessuno, ma sono dell'idea che se tutte ci comportassimo in modo corretto verso il datore di lavoro e i colleghi queste situazioni non esisterebbero. La ragazza in questione ha fatto bene ad andarsene e denunciare la situazione, quello lì era uno scemo.  Sul fatto che, in generale, tutte le aziende maltrattino chi ha figli, maltrattino le donne, che gli uomini se ne freghino dei figli, invece, ho qualche riserva. Anzi, parecchie riserve.

La foto del post è di Beata Lenkiewicz.

8 commenti:

  1. Sono felice che la tua esperienza sia positiva. Io non ho avuto dirette esperienze negative (a dire il vero non ho manco mai lavorato in Italia, quindi non conto), pero' secondo me le donne sono ancora TANTO discriminate lavorativamente nel nostro paese. Magari na neanche se ne accorge: mandi via trenta CV con foto e data di nascita e manco ti chiamano perche' hai trent'anni e potresti avere figli. Tu pensi che sia perche' magari qualcuno era piu' preparato di te. Oppure ti assumono ma non fai carriera perche' sanno che potresti avere pargoli. Tu non associ le cose e pensi che sia perche' qualcuno e' li da piu' tempo di te. A mio moroso e' successo il contrario: essere assunto ESPRESSAMENTE perche' era uomo ed essendo un lavoro da commerciale e' meglio non avere figli. Moroso ovviamente ha mollato questo ignobile posto di lavoro. Pero' tutte le donne che hanno mandato il CV per quel posto e sono state rifiutate solo perche' avevano delle ovaie non lo sapranno mai. E basta guardare le statistiche dell'impiego in Italia: non vedo moltissime donne manager. O in politica. O docenti universitarie. Perche'?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non ho la foto nel cv, ma non per chissà quale motivo strano: è che nelle fototessera vengo di solito malissimo, sono proprio brutta e, essendo un pò vanesia, non l'ho proprio messa :P Devo comunque dire che nemmeno me l'hanno mai chiesta!
      Io lavoro in un settore prettamente maschile, nel blog l'ho scritto spesso, di donne se ne vedono poche, ma nella maggior parte dei casi sono loro stesse che rifiutano quando vengono chiamate (comprensibile: i turni non sono per tutti, non solo per via degli eventuali impegni familiari).
      E' capitato anche a me di avere inviato il cv e non aver alcun riscontro, così come mi è capitato di fare due colloqui nel mio settore e non venire assunta (in un caso, nemmeno io mi sarei assunta, contavo di raccontare a breve questa storia, e nell'altro caso non ho mai compreso il motivo, ma pace).
      Sul non avere figli, lo trovo curioso: quello che cercavo di sottolineare è che i miei colleghi (di varie aziende) avevano quasi tutti figli e TUTTI hanno usufruito di paternità, lunghi periodi di ferie, malattia per i figli, permessi, cambi turni e altro per problemi legati ai figli (dai più banali ai più seri,ma questo non sta a me giudicarlo) esattamente come avrebbe fatto una donna, quindi non capisco..
      Sul fatto che molti lavori sono per lo più degli uomini, io mi sono fatta l'idea (basata chiaramente sulla mia esperienza personale) che molte si tagliano le gambe da sole: rifiutando posti ben pagati, raccontando cavolate (che vengono spesso a galla), usando i figli come scusa anche quando i datori di lavoro sono iper disponibili.
      Io, ammetto, che se fossi stato il capo dell'azienda in cui la tipa in gravidanza a rischio non è tornata PER ANNI perchè faceva la cubista invece di venire a lavorare e per altre innumerevoli cazzate, avrei cominciato ad avere mille pregiudizi.

      Elimina
    2. Certamente, molte donne decidono da sole di non fare carriera, e alcune si comportano male (come la cubista di cui tu racconti). In Italia pero' se guardi le statistiche sull'occupazione femminile sono tragiche. E' tutta colpa delle donne?

      Elimina
    3. No assolutamente, non è questo il messaggio che voglio fare passare, ci mancherebbe altro.
      Sicuramente ci sono lavori in cui le donne praticamente non esistono (il mio è uno di questi ad esempio), i motivi sono probabilmente da ricercare nel fatto che, almeno in teoria, sono lavori che poco si sposano con la casa, figli e famiglia... di fatto, sono convinta che volendo, si potrebbe benissimo organizzarsi sia a livello personale che a livello di società, ma come...questo non lo so!

      Elimina
    4. Ciao, grazie per essere passata sul mio blog su wordpress, quando farai il tag avvisami, verrò a leggere volentieri :-)
      Buonanotte

      Elimina
  2. Io esperienze negative ne ho avute...nel mio primo posto di lavoro mi sono permessa di dire che il mio allora fidanzato, oggi marito era straniero, quando l'hanno saputo l'anno dopo non mi hanno innovato il contratto perché "sai tu poi andrai all'estero".....ora io all'estero ci sono andata è vero ma non è che allora era una cosa sicura.....
    L'altra brutta esperienza non ha riguardato la questione famiglia ma il mio ex datore di lavoro marpione che mi ha mandato un sms di invito....
    Allora ho risolto, "prendendo" come datore di lavoro mio marito che per lo meno capisce le esigenze e se ci prova con me...beh è mio marito! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quella dell'estero è davvero assurda, è la prima volta che la sento, che tristezza :(
      Sui datori di lavoro marpioni, per fortuna, mai capitato, ma avrei fatto davvero un macello!

      Elimina