lunedì 7 settembre 2015

Sono una brutta persona

Saranno passati tre anni, forse qualcosina in più.
Si, sicuramente sono tre anni e mezzo. E figuriamoci se mi ricordo cosa mi è successo tre anni e mezzo fa. O quanto meno, pensavo di non ricordare perchè i cassettini della memoria evidentemente servono proprio a questo.
Tre anni e mezzo ebbi una discussione con una tizia con cui sia io che Fidanzato avevamo lavorato. Non era un genio, non troppo intelligente, ma comunque era una persona con cui, almeno io credevo, avevo un buon rapporto.
Poi io e Fidanzato andammo via da quel posto, a distanza di nove mesi l'uno dall'altro, e non è che ci siamo esattamente interessati troppo a cosa accadeva in quel posto.
Sia chiaro: grande esperienza di vita, ho imparato tantissime cose e probabilmente, se non fossi passata da lì, adesso tante cose sarebbero diverse. 
Solo che pensare di lavorare lì per sempre era abbastanza fuori discussione, in primis perchè lo stipendio era uno dei più bassi nel settore (mai più visto uno stipendio così basso) e poi perchè era comunque un'emittente piccolissima e io ho le manie di grandezza. E le ho trasmesse anche a Fidanzato.
Quindi, insomma, io ho trovato altro, poi anche Fidanzato ha trovato altro e abbiamo chiuso la nostra relazione con quel posto lì. Andammo via da quel posto a distanza di nove mesi l'uno dall'altro.
 Il giorno che Fidanzato ha formalizzato le dimissioni, il nostro ex capo gli telefonò e gli disse di salutarmi e farmi gli auguri di Natale e io col ditino facevo NO, come a dire:"non me lo passare, non ci voglio parlare, per carità". Ridemmo un sacco.


Comunque, c'era questa ragazza che un giorno mi scrisse chiedendomi dove lavorassi.
All'epoca lavoravo in un'emittente televisiva nazionale, molto figa a mio avviso, e collaboravo con un altro posto (che però non aveva nulla a che vedere con la tv). Tutto nella norma eh, potevo farlo e l'ho fatto.
Io ero distrutta perchè lavoravo davvero tantissimo, ma quella collaborazione, inerente a quello che avevo studiato, mi piaceva tantissimo e poi riuscivo ad organizzarmi nel migliore dei modi, grazie anche a quel santo uomo che ho accanto. A volte uscivo di casa alle 10 del mattino e rientravo alle 2 di notte, ma a me andava bene così.
Per questa ragazza non era possibile, mi disse che lei sarebbe entrata nel posto dove lavoravo per vedere se ero davvero lì (o qualcosa del genere) perchè aveva un'amica e che comunque in quel posto lì si entrava solo se raccomandati. Non so se l'amica l'avesse davvero, da quel che mi disse era in un reparto in cui non conoscevo nessuno, ma trovai strano che quest'amica non le avesse detto che non è che si poteva entrare così facilmente. Bisogna avere uno sponsor, un pò come per un visto e superare dei controlli che manco per andare in visita ad un carcerato. E poi, non è che lo sponsor poteva essere chiunque. Io non ho mai fatto entrare nessuno e non mi sono mai interessata alla questione, ma dubito che se avessi detto alle guardie di fare entrare a nome mio Tizio o Caio l'avrebbero fatto, ma tant'è.
E poi io mi altero sempre quando mi si da della raccomandata perchè non è esattamente così che sono andate le cose. Magari ho avuto c**o, non lo metto in dubbio, ma raccomandata no. 

Ci rimasi davvero molto male, poi la discussione degenerò e questa tizia mi disse che lei era meglio di me, perchè il suo lavoro era più certo del mio, anzi era una grande certezza e che con il suo super contratto poteva stare tranquilla per tutta la vita (o roba del genere, insomma, il succo era questo).
Poi mi disse che  io ero raccomandata e lei doveva controllare perchè non era possibile che lavorassi in questi due posti (ribadisco: una era una collaborazione che è andata avanti parecchio tempo, ma sempre una collaborazione rimaneva ) e che era immorale che non avessi fatto un concorso per questa collaborazione (la struttura era di proprietà del Comune). Preciso, ad onor del vero, che per avere un contratto di lavoro in questo posto -a tempo determinato o indeterminato che fosse- era assolutamente necessario fare un concorso (e vincerlo anche), ma io per l'appunto avevo una collaborazione (e come me, decine e decine di persone) ed era tutto a norma di legge. Forse avevo avuto c**o, non lo so, ma così erano andate le cose. Per quanto riguarda il mio lavoro vero e proprio, avevo banalmente inviato un cv e fatto quel mezzo trilione di colloqui atti a dimostrare che qualcosa sapevo fare.
Alla fine, il nervosismo che mi generò questa tizia mi è passato, la discussione è finita lì e non l'ho più sentita.

Un paio di giorni fa, per puro caso, scopro che questo posto dove lavoravamo chiude la sede di Roma, quindi tutti a casa o al massimo trasferiti in un paesello di tre abitanti costituito da una via, cinque alberi e un bar.
Mi è tornata in mente questa storia e questa tizia che tanto mi aveva disprezzata e, siccome sono una brutta persona, mi è scappato un sorriso. E non per tutti quelli che, a quanto dicono i giornali, perderanno il lavoro, per quelli mi dispiace sempre. 
Il sorriso mi è scappato perchè tornano sempre indietro, quindi a volte sarebbe semplicemente meglio tacere e non disprezzare gli altri.

7 commenti:

  1. Non sei una cattiva persona...sei umana ed è normale dopo quello che ti ha detto che hai avuto questa reazione....

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    1. In teoria è vero,ma magari dopo 4 anni avrei dovuto scordarmelo proprio e invece....

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  2. la parte che mi piace di più è quella in cui la tizia deve "controllare"...
    scusa ma 'sta cosa (brutta eh) (cioè: è brutta la cosa di lei che si erge a dio della moralità) mi fa un po' ridere.
    dove le pescano, le persone, tutte queste sicurezze?

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    1. Io l' ho interpretata come un :"se ti dico che vengo a controllare, tu mi dirai che non lavori davvero lì e hai detto una cavolata", solo che io ci lavoravo davvero (e in altro post ho raccontato anche come sono entrata lì) e poi ho pensato anche che fosse cretina a pensare di entrare senza nessun titolo per farlo in una grossa azienda che ovviamente non permette a estranei di entrare (ci sono sbarre,tornelli e cancelli ovunque,oltre a delle guardie all' ingresso).

      Per la questione sicurezza,ammetto che vorrei averne almeno la metà di questa sicurezza:credo a tutto quello che mi dicono e non sono capace di controbattere a modo quando mi rendo conto che mi stanno dicendo una bugia o mi stanno facendo un torto 😕

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    2. sulla sicurezza la penso come te, nel senso che a volte la invidio e immagino pure io le occasioni in cui mi tornerebbe utile.
      poi, qualche tempo fa, ho fatto una scoperta sconcertante (per me, eh, che arrivo sempre buona ultima): LA GENTE FA FINTA! fa finta di avere tutte le certezze del mondo. giuro!

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    3. Come hai fatto a scoprirlo?? :p
      E soprattutto come cavolo fanno ad avere queste certezze? Io,al massimo,sono certa del mio nome e del mio cognome 😂

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  3. era un po' lungo spiegarlo in un commento... ci ho scritto un post!

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