mercoledì 17 giugno 2015

Esami di Maturità

Sono passati undici anni. UNDICI.
Quel che basta per far si che gli esami di maturità siano completamente diversi da come li ricordo io.
Era Giugno 2004.
Era una mattina piovosissima - e vi assicuro che a Palermo non è così frequente - il primo giorno dei miei esami di maturità.
La professoressa di filosofia, dopo averci terrorizzati per anni, aveva detto chiaramente che se ci fossimo presentati con un filo di pancia scoperta, ci avrebbe rispediti a casa e l'esame l'avremmo fatto l'anno dopo.
Non penso di essere mai andata a scuola così coperta, nonostante fosse Giugno: jeans, maglia che arrivava fino ai fianchi, un maglioncino di cotone che sai mai la maglia si alzi e si veda un lembo di pelle.
Il tema di letteratura era su Montale. Penso di non aver nemmeno letto la traccia.
Io scelsi un saggio breve sul tempo e presi il voto più basso mai preso in un tema negli ultimi cinque anni, ovvero 10/15 che equivaleva più o meno alla sufficienza. Lo presi come uno smacco incredibile: io che avevo sempre preso voti dal 7 e mezzo in su nei temi, adesso arrivavo a malapena alla sufficienza? Ma guarda te!
Il tema più gettonato fu quello sull'amicizia.
Di quel primo giorno di maturità ricordo che ci sequestrarono i cellulari -ai tempi gli smartphone comunque non esistevano - e che la prof. di filosofia (sempre lei) portò pacchi e pacchi di grissini, quelli grossi col cimino che si trovano praticamente solo a Palermo.
Io ero seduta a primo banco, tanto non avevo nulla da copiare.
C'era chi aveva le cartuccere con milioni di temi minuscoli. Io no perchè almeno i temi li sapevo scrivere. Il problema sarebbe arrivato dopo.
Quando sono uscita da lì, venne a prendermi mia madre che, sentendo le tracce al tg, aveva indovinato quale tema avessi scelto. Poi dicono che mia mamma non mi conosce bene!


Del giorno dopo, quello della seconda prova, ricordo che potevamo scegliere se fare il compito in inglese o in francese. Credo che la possibilità di scegliere fosse solo per noi del Liceo Linguistico, quelli del classico di solito non scelgono e sono tutti terrorizzati dall'idea di fare la seconda prova in greco, invece che in latino.
Di questa seconda prova ricordo pochissimo, se non che la prof. di filosofia (si, sempre lei, quella cattivissima) portò le arancine. I grissini evidentemente non erano stati abbastanza soddisfacenti.
Quindi, ecco, del mio esame di maturità, io ricordo il cibo che portarono i professori.
E comunque, inglese lo passai con 15/15, a riprova che a quanto pare cinque anni di liceo linguistico a qualcosa sono serviti.
La terza prova (esiste ancora?Qualcuno lo sa?) fu una strage.
Sbagliammo tutti la domanda di fisica: era una domanda sul telescopio o sul binocolo, una cosa del genere. E tutti demmo la definizione contraria: del tipo, la domanda era sul binocolo? Noi rispondemmo con le caratteristiche del telescopio. O viceversa, non me lo ricordo.
"Ma com'è che tutti hanno sbagliato la stessa domanda?"


Dopo tre giorni avevo l'orale e non studiai un granchè, ma io avevo studiato durante l'anno quindi in questo ero agevolata.
Sento persone dire che l'esame è stata una formalità. A me mi hanno letteralmente tartassata. E non solo a me, anche ai miei compagni di classe.
Raffica di domande su qualsiasi cosa, l'unica che fu clemente fu la prof. di scienze che era una santa donna tanto che ci chiese un argomento a piacere. A tutti. Probabilmente si era rassegnata alla nostra scarsitudine nelle materie scientifiche, non lo so.
Persino la prof. di matematica, che per cinque lunghi anni, aveva avuto pena di me e mi aveva interrogata il 10 Giugno di ogni anno per darmi la sufficienza e non rovinarmi una media abbastanza alta, mi fece fare un esercizio. E immagino il suo stupore quando scoprì che, ebbene si, quell'esercizio lo sapevo fare.
Credo fosse la forza della disperazione perchè, un minuto dopo che ero uscita da lì, non sapevo nemmeno quale fosse la domanda che mi aveva fatto, figuriamoci la risposta.
Sotto i vestiti avevo il costume, si vedevano anche i laccetti sbucare dal colletto della maglia (anche qui, ero assolutamente copertissima, sai mai mi fanno tornare l'anno prossimo per un pò di pancia che si vede).

Il mio esame di maturità si concluse con una domanda da un milione di dollari:"Ma tu lo sai perchè Nietsche si è suicidato?"
Ah, perchè si è suicidato?
Ho alzato bandiera bianca.
Era sempre lei, la prof. di filosofia.
Il giorno dopo il mio esame orale, si presentò con due ore di ritardo -molto strano per lei che arrivava sempre quattro ore prima e non contemplava i ritardi - perchè la notte le avevano rubato la macchina.
Migliaia di studenti maltrattati si saranno messi a festeggiare. All'epoca anche io pensai che in fondo in fondo se lo meritava. Adesso, a distanza di undici anni, mi dispiace.

E andò così. Il 25 Giugno 2004 ero felicemente maturata. Come una pera.
84/100. Un pò pochino per me che a scuola ero sempre andata bene, non avevo mai avuto un debito formativo che fosse uno e l'unico 6 che avevo in pagella era quello in matematica (in realtà, all'ultimo anno, invece del solito 6, in pagella comparve un bel 7 in matematica che non so se sia stato frutto di un errore della prof. o un premio per averci quanto meno provato, ma di essere troppo scema per arrivarci).


6 commenti:

  1. la terza prova esiste ancora!

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  2. Io mi sono diplomata nel lontano '99 ed è stato il peggior esame di tutta la mia vita. Il tema andò bene mentre tutto il resto tremendo. L'orale un mezzo disastro! Vabbè ormai è passato tanto tempo...

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    1. E' passato tanto tempo,ma certe cose non si scordano mai ;)

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  3. Ricordo i miei esami di maturità!!!
    Nel mio caso (liceo classico) uscì la versione di greco e io festeggiai!!! Adoravo il greco (un presagio??) e odiavo il latino!

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    1. Nel tuo caso non vale:mi sa che era proprio un segno del destino :P

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