martedì 7 aprile 2015

Roma: di luoghi comuni, pancetta e Colosseo

Sono anni che vivo a Roma ormai.
E sono anni che un sacco di gente passa da Roma -giustamente direi- per visitare la città eterna.
Roma è oggettivamente una città bellissima, c'è tanto da vedere, è bello perdersi per i vicoli, si mangia bene e c'è davvero tutto quello che possa venirvi in mente.
Però, arriva anche un sacco di gente piena di strane idee su Roma.


-A Roma ci sono da vedere solo il Colosseo e i Fori Imperiali.
Ehm, ecco. Il Colosseo merita sicuramente, è stupendo. I Fori Imperiali idem. Ma non sono l'unica cosa da vedere.
Roma è piena di cose meravigliose e non basta un week end, per quanto uno possa camminare veloce, alzarsi all'alba e robe simili.

-Conosco Roma benissimo: ho letto tutte le guide, cercato su Google, parlato con mio zio che è stato a Roma tre volte.
Non metto in dubbio che Google fornisca tutte le informazioni possibili e men che mai mi permetterei di dire che le guide non siano valide, ma Roma -come, per altro, ogni città del mondo- ha delle meraviglie che difficilmente saranno segnalate sulle guide. Cosa buona e giusta sarebbe affidarsi ai consigli di chi a Roma ci vive, magari meglio ancora se a Roma ci è nato.
Conoscevo Roma prima di venirci a vivere, ci avevo passato parecchio tempo, ma quello che ho scoperto grazie a Fidanzato è un tesoro inestimabile.
Poi, va beh, nel frattempo, io ho imparato le strade meglio di lui e ho scoperto cose che nemmeno lui conosceva, ma questo è secondario.

-A Roma si mangia solo la carbonara. Con la pancetta. E i romani si nutrono solo di quello.
A parte che sarebbe guanciale e non pancetta, indubbiamente la carbonara è una specialità buonissima. Lo stesso vale anche per l'amatriciana, la gricia e la cacio e pepe (che però non ha nè guanciale, nè tanto meno pancetta), ma non sono le uniche cose.
Ci sono i pomodori col riso, i carciofi alla giudia, la coda alla vaccinara, la coratella, gli straccetti e una miriade di altre cose.
E personalmente, non conosco nessun romano di nascita o d'adozione che mangi ogni giorno pasta e pancetta (che poi, ribadisco, sarebbe guanciale). A casa mia, la carbonara si mangia, se tutto va bene, una volta l'anno. Lo stesso vale per la cacio e pepe. L'amatriciana non la facciamo proprio mai, non credo di aver mai cucinato un'amatriciana in vita mia. Gli straccetti, invece, li facciamo spesso.
E comunque, il giovedì si mangiano gli gnocchi. Senza guanciale.

-A Roma c'è la metro. È un attimo spostarsi.
Si, è vero c'è la metro. Due linee e mezza. Che coprono si e no 1/6 della città, quindi scordatevi di girare in metro come se fosse Londra o Parigi.
Dipende dove alloggiate, poi, la metro scordatevela proprio.

-Vado a casa di amici. Girerò con loro per Roma, in macchina.
Girare per il centro di Roma in macchina, soprattutto nei giorni feriali, è pura pazzia.
E comunque, nessun romano di nascita o d'adozione ha poi così tanta voglia di girare per una settimana per vedere musei e monumenti.
E la domanda "Ma tu il Colosseo vieni a vederlo ogni giorno, vero?" non fatela, vi prego.
Io il Colosseo lo vedo raramente, se per caso passo di là. Altrettanto raramente vado in centro: succede, ogni tanto, che io e Fidanzato decidiamo di andare in centro, ma è un evento molto raro.
I monumenti li ho già visti, mi fa piacere rivederli ogni tanto, ma girare ad Agosto per vedere i Fori Imperiali...anche no! Fare la coda ai Musei Capitolini con 40° all'ombra, beh, piuttosto cammino in ginocchio sui ceci.

-Adesso che ho fatto a piedi da Piazza Venezia a Piazza del Popolo, Roma per me non ha più segreti.
Roma è grande. Molto grande.
Ci sono zone che Fidanzato, trentun'anni di vita passati a Roma, non sa nemmeno dove siano.
Ci sono zone dove, a meno che non ci viviate o ci lavoriate, non vedrete mai. E non perchè siano brutte o cose simili, ma semplicemente perchè sono zone un pò più periferiche che non sono considerate meta turistica. E, il giorno che troverò qualcuno che conosce tutta Roma, angolo per angolo, vado nuda a fare il bagno dentro Fontana di Trevi. Se i turisti mi fanno passare, ovviamente.

-Il Grande Raccordo Anulare va verso nord. No, non è vero va verso sud.
Gira intorno. Anulare indica che è a forma di anello.
E si, fuori il raccordo è ancora Roma. Almeno fino a un certo punto.

-Per adattarsi a Roma bisogna dire Mortacci tua a tutti quelli che incontri. L'ho visto in un film.
Beh, se vi piacere, fatelo. Magari ditegli Mortacci tua e poi Daje che forse l'interlocutore sarà contento.
Magari, ecco, evitate di dirlo a qualcuno alto 2,10 metri che pesa 180 kg.
Io lo so che in alcuni film dicono Mortacci tua come se non ci fosse un domani, ma i romani non gradiscono. E manco i non romani, se per questo.

-Vengo a Roma in vacanza, porto il curriculum e dopo una settimana mi trasferisco lì per lavorare.
Non funziona così. Forse un tempo, si trovava lavoro subito. Adesso cercare lavoro a Roma è diventato un vero e proprio lavoro. Andare al Colosseo, mangiare la carbonara e trovare lavoro in un week end non si può fare.


-Mangio solo a Trastevere perché è il cuore di Roma e i ristoranti buoni sono solo lì.
Io adoro Trastevere, mi piace da morire.
Il momento della giornata in cui mi piace di più è il tardo pomeriggio in primavera. Mi piace un pò meno il sabato sera.
E ci sono tanti ristoranti ottimi, ma anche tanti ristoranti per turisti.
Roma comunque è piena di ristoranti, alcuni nascosti, alcuni in zone meno turistiche (e fidatevi, questo non è un male) e credetemi che si mangia benissimo, spendendo anche poco. Fatevi consigliare, ma poi non lamentatevi se nella carbonara c'è il pecorino e non il parmigiano.

-Io capisco alla perfezione il romanesco perchè ho visto tutte le puntate dei Cesaroni.
Quasi cinque anni a Roma, un fidanzato romano di Roma, tutti mi chiedono se sono romana perchè sai hai proprio l'accento romano e io il romanesco ancora non lo capisco. O meglio: capisco gran parte di quello che mi dicono, ma non capisco tutte le parole. E faccio ancora molta fatica a capire le unità di misura dei soldi: piotte, testoni, scudi, sacchi e compagnia bella sono roba assolutamente ostica, se poi iniziano con mezze piotte e mezzi sacchi ciao proprio.
I romani tolgono una R quando c'è la doppia R e mettono la R quando dovrebbero mettere la L: per tempo immemore sono stata convinta che Alessandro Altobelli, giocatore di calcio, fosse Alessandro Artobelli. Nel mio nome, poi, c'è una L in mezzo e, ad un certo punto ero talmente assuefatta, che lo scrivevo con la R: persino Fidanzato pronuncia il mio nome con la R e ormai me ne sono fatta una ragione.

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