giovedì 30 aprile 2015

Il lavoro nobilita l'uomo. E anche i matrimoni altrui, dicono.

Ci sono cose che faccio davvero fatica a capire.
E' più forte di me.
Sono sempre stata una persona estremamente disponibile, molto comprensiva e cerco sempre di immedesimarmi nei problemi degli altri. Poi magari non sempre ci riesco, ma quanto meno ci provo.

E' successo che al tizio che abita sotto casa mia si è allagato il bagno perchè, a quanto pare, c'è una perdita. Un tubo rotto probabilmente. Succede. I tubi sono fatti per rompersi e l'acqua per allagare le case.
Disponibilità massima a risolvere il problema, ci mancherebbe altro.
“Allora, guardi, c'è qualcuno in casa per far venire gli operai questo giorno o quest'altro o quest'altro ancora a questi orari, decida lei”.
“Eh no, nessuno di questi giorni va bene”
“Mi spiace, ma purtroppo in quest'altro orario in casa non c'è nessuno, ma non si preoccupi: c'è qualcuno anche questo giorno, quest'altro e quest'altro ancora”.
Disponibilità di 360 giorni su 365 giorni.
Ma ovviamente nessuno di quei 360 giorni va bene, si può solo nei restanti cinque giorni in cui in casa non c'è nessuno per causa di forze maggiore.
“Prendetevi le ferie, licenziatevi, dovete adattarvi oppure io entro in casa quando voi non ci siete”.
Sorvolo sul fatto che in casa mia non entra nessuno se io e Fidanzato non ci siamo, a meno che non si tratti dei miei genitori o dell'amico immaginario di Cane Gnappo, ma, beh, quello che mi turba è che viviamo in un mondo in cui nessuno è disposto a venire incontro a nessun altro.
La presunzione di pensare che qualcuno si licenzierà perchè tu pretendi che io sia a tua disposizione quel giorno a quell'ora mi urta in modo eclatante. E non il tubo rotto eh, è un pensiero generale.
E soprattutto mi fa pensare che nessuno si renda conto che con il lavoro non si scherza.
Se non posso venirti incontro perchè quel giorno a quell'ora lavoro e non posso prendere un permesso o un giorno di ferie, mi dispiace, ma non posso farci nulla.
E non rischio il mio posto di lavoro perchè, sai, io devo andare a fare aperitivo e quindi quando tu sei a mia disposizione, io me ne frego.
Viviamo in un periodo in cui il lavoro bisogna tenerselo stretto -o quanto meno provarci- ma in certi casi sembra quasi che a nessuno importi veramente.
Non riuscirei mai a dire a una persona “fingiti malato e non andare a lavoro” e , a dirla tutta, non riuscirei nemmeno a fingermi malata e a non andare a lavoro. E' più forte di me.
Sarò fatta male, sarò esagerata, sarò paranoica, ma non ce la faccio.
Se per questo, non sono nemmeno in grado di arrivare a lavoro in ritardo. Arrivo sempre almeno ¼ d'ora prima, di modo che posso tranquillamente prendere un caffè, fumare una sigaretta e poi mettermi a lavorare con tutta la calma del mondo.
Se non posso fare una cosa perchè quel giorno lavoro, vorrò dire che la farò un'altra volta. O magari non la farò mai più, mi mangerò le mani, ma amen. E' andata così.
E mi da particolarmente fastidio quando i miei interlocutori non capiscono che assentarsi dal lavoro a caso non si fa.
Poi, per carità, se lavorassi 24h al giorno tutti i giorni, capirei che bisogna pur adattarsi al resto del mondo che va avanti anche se io lavoro, ma avendo una moltitudine di giorni e orari liberi, faccio fatica a capire il motivo per cui l'unico modo per incontrare le persone e risolvere problemi sia assentarsi da lavoro.
Il tubo rotto è, in realtà, solo un esempio, non è la prima volta che succede.
C'è stato un tempo in cui io e Fidanzato abitavamo in una casa in affitto che aveva tantissimi problemi: c'era sempre qualcosa che non andava (tant'è che ci siamo rotti le scatole e siamo fuggiti a gambe levate) e mi ritrovavo ogni giorno a dover avvisare i proprietari che c'era da fare quello o quell'altro.
Loro mi davano degli appuntamenti, io mi organizzavo col lavoro, e poi mi davano buca. Non una, non due, ma decine e decine di volte.
Appuntamento – buca – altro appuntamento – buca di nuovo.
Quando facevo presente che purtroppo non potevo prendere più giorni di ferie, mi insultavano.
“Ma tanto a che ti serve lavorare?”
“Per pagarti l'affitto per esempio, ma se mi dici che la casa me la dai gratis e mi regali pure 2.000 € al mese, io faccio a meno di lavorare”
“E perchè dovete lavorare entrambi?”
In primis, oserei dire che essendo due persone diverse, seppure tanto innamorate, è abbastanza normale che ognuno dei due lavori e poi, provate a vivere a Roma con un solo stipendio. Provateci - e no, non vale mangiare pane e cipolla ogni giorno - e mi fate sapere.
Ho avuto anche la sfiga di incontrare nella mia vita una tizia che diceva che i giorni di ferie andavano conservati per i matrimoni altrui. E se non potevi prendere le ferie per andare al matrimonio della cugina del nipote dell'amico di tuo zio, allora dovevi darti malata oppure voleva dire che di quella persona non te ne fregava nulla.
Per lavoro, ho perso il matrimonio di mio cugino, a cui tenevo da morire, nonché quello di una coppia di amici che adoro. Mi sono morsa le mani e , quando mi hanno mandato le foto dell'ingresso della sposa, ho pure pianto per mezzora buona, ma, al di là che non è proprio nelle mie corde, avevo un contratto che scadeva dopo tre giorni e fingermi malata non sarebbe stata esattamente una buona idea.
“Ma tanto un altro lavoro lo ritrovi”.
Ora, io non so che idea abbiate del mondo del lavoro, ma non è così. E se ti fingi malato per andare a un matrimonio, il tuo datore di lavoro non solo fa bene a non rinnovarti il contratto o a licenziarti, ma fa anche bene a scrivere le referenze il più negative possibili.
“Non assumete sto qui che è un cazzaro terrificante”.
E poi, voglio vedere come ci vai ai matrimoni, quando non hai più un lavoro per pagarti il vestito nuovo, il regalo, il viaggio e -perchè no- anche il parrucchiere.


La vignetta del post è di Giulio Laurenzi.

6 commenti:

  1. Sante parole!!!
    Intanto il tizio del tubo è incommentabile!!!!
    Ma che vuol dire licenziati così io posso venire un giorno a far sistemare il tubo? Cioè io mi licenzio per te? Follia pura!!!!
    E ti dirò di più se anche trovare lavoro fosse la cosa più facile al mondo a me non andrebbe comunque di fingermi malata e farmi licenziare per questa stronzata (concedimi il termine!).

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    1. Perfettamente d'accordo con te!!
      In generale,quando si lavora bisognerebbe cmq avere una morale,indipendentemente dal fatto che lavoro ce ne sia poco o molto.
      E tra l'altro, mi sembra anche un tantino irrispettoso verso i colleghi comportarsi così...

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  2. Ma questo tipo sta male! Ma come può permettersi di dirvi di prendervi ferie o, peggio ancora, licenziarvi. Io non ho parole!!! Purtroppo il mondo è pieno di matti!

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    1. Il mondo è pieno di matti che non hanno il minimo rispetto per le persone..che tristezza :(

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  3. incredibile.... anche io odio chi si finge malato. non lo sopporto.

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    1. Tra l'altro,non so perchè,ma è sempre evidente che uno non sta male davvero,ma sta facendo finta... almeno il buon gusto di non farla così evidente..bah!

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